DELIZIE
DEGLI
:ruditi toscani
TOMO XI Vj
et:
ISTORIA FIORENTINA
D I
MARCHIONNE DI COPPO
. STEFANI
PUBBLICATA , E DI ANNOTAZIONI , E DI ANTICHI
MUNIMENTI ACCRESCIUTA, ED ILLUSTRATA
D A
FR. ILDEFONSO DI SAN LUIGI
CARMELITAISrO SCALZO
DELLA PROVINCIA DI TOSCANA
ACCADEMICO DELLA CRUSCA
VOLUME OTTAVO.
IN ^FIRENZE L'ANNO MDCCLXXXL
PER GAET. CAMBIACI STAMPATOR GRANDUCALE*
CON LICENZA De' SUPERIORI .
AL NOBILE VOMO E CLARISS. SIGNORE
SENATORE- MARCHESE • CAVALIERE • BALf
LORENZO GIN ORI
CIAMBERLANO DI S. M. I. E R. A.
E DELLE LL. AA. RR. DI TOSCANA
CONTE D' ORBECH
ED AL SVO GENIO SVBLIAIE
DA' GENEROSI AVI DERIVATO
PER TVTTE LE BELLE ARTI
E LIBERALI DISCIPLINE
CHE IN LVI RISTORO AMORE
E SPLENDIDISSIMO AVANZAMENTO
SEMPRE LARGAMENTE RITROVANO
VERO AMICO DELL' VOMO
E DEL CITTADINO
INGENVO MAGNANIMO
NOBILMENTE CORTESE
DEGNO • GIVSTA I VOTI VNIVERSALI
evi IL CIELO PROPIZIO ANNI LVNGHI
E FELICI AMPIAMENTE LARGISCA
IN ETERNO ARGVMENTO
DI ALTA ESTIMAZIONE
E DI VERACE OSSEQVIOSO RISPETTO
FR. ILDEFONSO DI S. LVIGI CARAl. SCALZO
a. D. C.
ra»
Adì 2. Dicembre i'^2v
K
Oì appiè fcttofcrìttt Cenfori , e Deputati
deir Accademia della Crufca , riveduta a forma
della Legge prefcritta dalla Generale Adunanza
deiranno I7D5> la feguente Opera dell' Imiommata
nojlro Accademmo Fr, Ildefonfo di S. Luigi Car*
melttano Scalzo ^ intitolata: Delizie de^li Eruditi
Tolcani Tomo XIV. non abbiamo in ejja o/fervati
errori di lingua t i
Il Migliorato. \ r r -
Inn.. Leopoldo Andrea Guadagni . J ^^^fi^**
Inn. Domenico Maria Manni . -> ^ . /
Jnn. Ab. Orazio Marrini . S ^^^'^^^^*
Atte fa la fopr addetta relazione Ji da facoltà
air Innominato nojlro Accademico Fr, Ildefonfo di
;?. Luigi Carmelitano Scalzo di poterjt denominare
nella pubblicazione dì detta fua Opera Accademico
della Crufca.
Inn. Giovanni Federighi Arciconfolo;
Inn, Vincenzio Nafi già Alamanni
Vicefegretario,
42SG0S
ISTORIA FIORENTINA
D I
MARCHIONNE DI COPPO STEFANI
LIBRO NONO,
DAGLI ANNI DI CRISTO I354.
SINO AGLI ANNI 1378.
Come fi trovo /' ordine dell' ordinare in Firenze
Parte Guelfa. Rubrica dd5.
NEgli anni di Crifto mcccl^v. rlnovellò lo
maladetto feme , che già era (lato femi-
nato per adietro , e quali dormiva quella
fementa,come adietro in più luoghi narrato
è , de' Guelfi , e GhibelUni . Quefti nomi molto
feciono di danno alla città di Firenze ; ora nuo-
vamente in quello anno (1 dice, che perchè
gli Albizi erano calunniati, eflère d'Arezzo,
€ Ghibellini , li Ricci prendeano forma nuova
di vietare gli uficj a' Ghibellini . Gli Albizi fi
dicea per altri effere d' Alcone del contado ài
Arezzo , e poi d' Arezzo buoni cittadini , e cac-
ciati d' Arezzo per Guelfi. Quale fi folTe la ve-
rità io non la determino, perchè a mio tempo
Tomo XIV. A non
t ISTORIA FIORENTINA
non era loro venuta , e la verità non iftava a
me a cercare , S' armarono li Ricci , e loro fet-
ta, dicendo : Noi torremo gli uficj agli Albizi
con modo, che noi faremo mettere una pe-
tizione alla parte Guelfa, che chi Ghibellino
fiajn uficio,fia in 500. lire condannato . Gli
Albizi la contradiranno: allora fi vedrà bene
eflere loro Ghibellini, imperocché noi diremo ;
s'egli follerò Guelfi , egli la favoreggerebbono ;
e non era già forfè di ciò quivi la quiftione ;
imperocché erano già quelle due fette in tanta
quiftione , che foife la cofa iufta a fuo modo ,
che quando movea dagli Albizi , li Ricci li con-
traddivano, e quando movea la cofa da' Ricci ,
gli Albizi la contaftavano ; ficchè bene aveano
penfato li Ricci il dire : Gii Albizi la contrad-
diranno . E così avieno fatto , quando fi ragio-
nava per la città di quefta materia, dicendo:
Non era bene a fare più innanzi contr' a' Ghi-
bellini ^'^ per allora ; e tenuto configlio, come
detto è di fopra , della petizione , uno degli
amici de' Ricci vedendo quefto a che fine fi.
facea , o nello intrinfeco foflè amico di Piero
di Filippo , o che fi voleflé fare , la notte ra-
gionato quefto, e porta il dì la petizione, e
la mattina fi dovea andare a' configh , coftui
per Arno ufcì di Firenze, e andò a Piero di
Filippo degli Albizi, ch'era capo della fami-
glia, e ditte: Così fi dee fare. Dice Piero:
Ella
(i) ì^lS.A'GbtheUin't centra.
LIBRO NONO. 3,
Ella fi vuole contaftare ; ed egli difle , a che
fine era ordinato; e fé tu la vieti, fubito fi
dirà, che per paura , che la legge non tocchi
a te , tu lo fai . Accoftofll la novella a Piero ,
e venne in Firenze , e quando andò la peti-
zione , la favoreggiò con gli amici fuoi , e vin-
{eiì ; che fu poi, ufandola male , com' ella s' usò,
la guaftagione della buona, e pacifica città di
Firenze . Quelli , o a buon fine , o ad altro fi-
ne, eh' el facefle , fu Mefs. Geri de' Pazzi di
Firenze , che a Piero avvisò .
Come lo Imperadore fcefe in Italia .
Rubrica 666,
NEI detto anno, come detto è adietro, lo
Imperadore fcefe in Italia a petizione
delli Fiorentini , per disfare lo Signore di Me-
lano , e gli altri Tiranni Lombardi . Ma eglino
ne feppono più de' Fiorentini, ch'egli fcefe
a danno de' Fiorentini , e degli altri Comuni
di Tofcana , ed a loro utilità egli la levarono
con danari avanti, ch'egli fi partifle di Bue-
mia per modo, ch'egli venne, e feceli fuoi
Vicarj , e coloro gli feciono grandi onori, ed
egli fi maritò , e noi gli pagammo la dota , co-
me udirete nella feguente Rubrica.
A z Come
4 ISTORIA FIORENTINA
Crine lo Imperadore entrò jiclla città di Fifa ^^^
ììella fua venuta . Rub. 667.
LO detto anno, fcefo lo Imperadore a Ti-
fa ^^^ li Fiorentini gli mandarono Amba-
fciadori y e qui furono molte contefe dall' una
parte, e dall'altra, ed ultimamente li Fioren-
tini ebbono brivilegi aflai , e diedono allo Im-
peradore fiorini centoventimila i ficchè bene
pagarono la dota de' maritati Tiranni; e Pifa
n' ebbe molti danni d' avere , e peribne , e i
Sanefi non andarono cantando. E con quefti
danari, e con quelli, che trafle di Fifa, che
ve n ebbe aflaì , ed ancora la camera di Pifa
rubò , e tagliò la teda a' Maggiori di cafa Gam-
bacorti , a Lotto , ed a Francefco ^ ed andoflène
nella Magna .
Priori
(i) MS.Firaize.
(2) Supplico coli* Ammirato ,/. II. <7« 1554. ^1555. dove
può anche vcderfi molco diftefamenre narrato quanto
allora occorle , ed i nomi degli Ambafciadori , che
furono Barna de'Rofll , Pazzino degli Strozzi , Luigi
de'Gianfìgliazzi , Luigi de* Mozzi , Uguccione de i
Ricci , e Simone dell' Ancella . Ed appreflTo rammenta
ancora quelli, che furono incaricati con duecento
Cavalieri di accompagnarlo a Rema , che furono pre-
fcnti alla fua incoronazione , che fi trovano anche
rcgillrati nel Lìù. Confila K. a;s. 1355. delle Riforma-
gioni /i 80. così.- Domtnus Antonius Baldìnaccìi de
Adimaribui Miles , Dominus Ioannes Contis de Me-
dicis Ambaxìflrorcs y qui fociavcrunt Imperator^m
KavoluTu Romcm ciim genia armìgera . Llbald, D.
LIBRO NONO
Priori da' dì primo Ge?inaio 1 3 54. a' dì primo
Gennaio 1355. Rub. 6(58.
V^Rmannozzo del Bianco ^'^ Deti.
Luca di Tetto da Panzano.
Rinieri di Mefs. Simone Pcruzzi .
Biado di Niccolò Raugi .
Ubaldino Padelli .
Paolo di Bardo Altoviti .
. Matteo di Federigo Soldi , Vinattiere .
Lapone Sai vacci , Spadaio.
Ioanni di Neri di Ser. Benedetto Gonf. di
Giuli, quart. S. Ioanni .
Ser Simone Taddeida Cerreto lor Not. qu. d.
Andrea di Giovanni, Pianellaio.
Firenze di Bartolo , Calzolaio.
Filippo di Fabbrino Tolofini .
Simone di Buonarroti Simoni^^^
Salvino di Simeone Beccanugi.
Uberto di Strozza di Mefs. Iacopo Strozzi .
Filippo di Pero Duranti.
Geri Ghiberti .
Schiatta di Ridolfo Guidi Gonf. di Giuilizia ,
quar. S. Spirito .
Ser ISeri Chellini ^'^ lor Not. quar. S. Croce »
A 3. Pie-
(i) Magi, Banchi Detì .
(2) Magi, omette ^iwo;//,
(3) Magi. Chellt .
6 ISTORIA FIORENTINA
Piero di Ghino de' Guicciardini.
Simone di Ser Donato Benci.
Antonio Martini, Beccaio.
Dono Lotti, Vinattiere.
Piero di Lippo Aldobrandino
Ugolino di N addo Rucellai .
l^oddo d' Andrea Boccoli ^'^
Ser Tano di Nardo Guafconi .
Guiglielino di Gherardo Lupicini Gonf. di
Giuli, quar. S. Croce .
Ser Benozzo Pieri lor Not. q. S. M. Novella .
Iacopo di Banco Pucci.
Giovanni di Giunta .
Gerì di Ser Gherardo ^^\
Filippo di Giammori Baroncelli .
Bonifazio Falconieri, Ferravecchio.
Niccolaio Delli, Pizzicagnolo.
lannozzo di Bartolo Fedi.
Bernarduccio di Lapo , Tintore .
Iacopo di Francefco del B^nt Gonf. di Giuft.
quar. S. M. Novella .
Ser Piero Nelli lor Not. quar. S. Spirito.
Luca di Feo Ugolini ^^'\
Iacopo Guerrucci.
Niccolò di Vanni Ricoveri.
Filippo di Cionetto de'Baftari.
la-
(i) Magi. Bonzoìì . (a) Magi, agglugne Rijaììti .
(3) Magi omette Ugolini .
LIBRO NONO. 7
Iacopo di Mazza ^*^ Attaviani .
Lorenzo di Meglio Fagiuoli.
Giovanni di Piero Parenti , Coreggiaio ^*^
Scoiaio Franchi , Rigattiere .
Lapo di Donato Viviani G. di Giuft. q. S.Io.
Ser Bardo ( aL Baldo ) Brandaglia da Leccio
lor Not. quart. S. Croce .
Niccolò di Nome, Vinattiere.
Bartolo di Paolo, Ferratore.
Niccolaio di Iacopo degli Alberti.-
Andrea Villani , Tintore .
Simone di Ser Gianni Siminetti.
Francelco Bartolini.
Cantino di Agnolo di Lapo Canti .
Tofco Ghinazzi.
Lippo di Dino Tinghi Gonf. di luft. q. S. Sp.
Ser Simone Lapi da Campi lor Not. q. S.M. N.
Della coronazione dello Inìperadore .
Rubrica 66^^
NEgli anni di Crifto McccLv.fcefo lo'mpe-
radore, e pailàto a Roma collo fuo sfor-
zo , e colla gente del Comune di Firenze , e
bandiera del detto Comune , e così degli altri
Comuni, e Signori d'Italia, in Roma lo di
della Fafqua di Reflurrezione di Crifto ili pa-
A 4 ci-
(i) MS. Nizxr, .
(2) Magi. Corazarius*
S ISTORIA FIORENTINA
cificamexnte coronato ; ed egli per rendere gul~
dardone a Dio, che rifufcitò il fuo Figliuolo,
egli rifufcitò , e favoreggiò li Tiranni, e chiun-
que gli donò danari. E veramente di natura-
le, e di fcienzia, e di pratica, e d' ogni cofa
fu lo più compiuto Principe, eh' avelie la Cri-
flianita ; ma ogni cofa perdo fua pai te per Y a-
varizia; eh' egli adunò d'ogni luogo denari,
e portelli in Buemia .
Della venuta dì Me fs. Niccolo Acciainoli di Firenze^
gran Simfcalco del Re Luigi, Rub. 670.
El detto anno, come gli altri Ambafcia-
dori , così venne Ambafciadorè da parte
del Re Luigi , e della Reina Giovanna allo Ini-
peradore.a Roma un Cavaliere nato in Firenze
d'una famiglia chiamata gli Acciaiuoli ; il quale
avea nome Mefs. Niccoia d' Acciaiuolo degli
Acciaiuoli, ed era grande Sinifcalco dello Pve-
gno di lerufalem , e di Sicilia , del Re , e Reina .
Quefto Cavaliere fu si conofciuto , e praticato
dallo 'mperadore , che veramente egli dille ,
che lo più favio uomo , e da più d' ogni cofa ,
che mai in Italia aveffe trovato , trovò lui , e
volealo apprellò di fé , perchè governaife lo
fuo Imperio*. Non volle, perche era quali fi-
gnore dello Re , e dello reame predetto , e forfè
perchè conofcea li Tedefchi , con cui avercbbe
avuto a praticare. Quelli Yenn;^ in Firenze
con
LIBRO NONO. 9
con 15©. cavalli, e feco avea in compagnia
da dieci Cavalieri . Stette in Firenze da 15. dì,
eh' ogni dì , fera , e mattina , mectea tavole con
grandi conviti di donne , e uomini , e di balli
di dì, e di notte, e fpendea lo dì circa 150.
fiorini . Onorato fu in Firenze affii dal Comu-
ne , e da fpeziali cittadini , e molto graziofa-
mente fi portò con gli cittadini .
€0:126 fu coronato Poeta Mefs. Zanohì da Sfrata di
Firenze dallo Imperadore in Fifa . Rub. 67 1.
NEI detto anno , lo 'mperadore in Fifa , con
beila difputazione , e fermone prima fat-
to , coronò di corona d' alloro , come era ufato
li Poeti , iVeis. Zanobi da Strata di Firenze in
Fifa , lo quale ufando poefia (1 dicea edere va-
lente uomo , comecché di fé non lafciafle libri.
Quello addivenne per due cagioni; prima per-
chè morì atTai giovane , poi perchè feguì la
Chiefa di Roma , dove avea a fare affai , e non
intendea a fare libri ; ed ivi poi morì .
Priori da^ dì primo di Gennaio \i$$. a^ dì priim
di Gennaio 1356. Rub. 672.
Ommafo di Mone Guidotti . {al. Guidetti.)
Andrea di Benotto . {al. Benozzo .)
Iacopo di Domenico , Beccalo .
Francefco di loann^i , Calzolaio ,
FraQ-
IO ISTORIA FIORENTINA
Francefco di Giunta Borghi .
Monte di Lippo Bellandi .
Bartolommeo Aldobrandini Alfaru.
Cailello di Lippo del Beccuto .
Dino dì Geri Tigliamoclii Gonf. di Giuft.
quart. S. Croce .
Ser Francefco Neri ^'^ lor Not. q. S. Spirito.
Giovanni di Meglio Bonarli.
Ugolino di Veri.
Francefco Rinuccini .
Piero del Bene Pepe .
Iacopo di Naddo, Beccalo.
Pace Brunetti , Coiaio .
Spina di Pino Spina .
Iacopo di Dino ^'^ del Pecora .
Domenico ^*Mi Sandro Donnini Confai, di
Giuli, quart. S. Maria Novella .
Ser Martino Tangredi da Tignano lor Not.
quar. S.Ioanni ,
Vanni Manetti .
Bartolo di Cenni Bigllottl .
Tommafo di Filippo Machiavelli ^^^ .
Gio-
(i) Magi. 5Vr Francìfctts Ser Neri', ed ag^iugne il fe-
guente fupplemento : Veriimtamen ipfo Cafielìo de»
funéfo , die xvj, diéfi menfis lanuarìi loco eius ftic*
ceffit Francifcus Cambini prò di^o quart* S. loannis -
(i) MS. di Driano.
(5) MS. Donnino .
(i) Magi. Magalotti^
LIBRO NONO. II
Giovanni di Lapo Niccolini .
lannozzo Rinaldi .
Nardo Manni Salumanni.
Giovanni di Vita, Corazzaio.
Salvellro Ciati ^'^ Caflettaio .
1 oanni di Conte de' Medici ^^^ Gonf. di Giuft,
quart. S. Ioanni .
Ser Domenico di Ser Berto lor Not. q. detto .
Giovanni Ciati ^'^ , Rigattiere .
Cione Vaccini , Beccaio .
Simone Bertini.
Andrea Loli .
Piero di Lippo Buonagrazie .
Matteo di Simone Orlandi.
Bianco di Bonfi .
Cecco Cioni, Ritagliatore.
Alamanno di Torello Vettori Gonf. di Giuft,
quart. S. Spirito .
Ser Pagolo Nemmi di Mugello lor Not.
quart. S. M. Novella .
Mefs. Donato Velluti, Dott. di Leggi,
Stefano di Lippo Neri.
Piero Dini , ' Malifcalco .
Agnolo Sanguigni , Pizzicagnolo .
Niccolò di Ioanni Malegonnelle *
Bai-
(i) Magi. Nati .
(2) Magi, aggiugn» , /&«<//> mfÌ€S,
(3) Mjigl. Ctari,
la ISTORIA FIORENTINA
Baldcfe di Tarino Bakleii .
Iacopo di Vanni , Ritagìiatore .
Giorgio di Benci Carucei .
loanni di Mefs. Lotto Sai v iati Gonf, di Giuit.
quart. S. Croce.
Scr -Luigi di Niccolò Sernlgi lor Not. quart.
S. Spirito ^'^
Filippo di Giovanni Machiavelli.
Chiaro di Nuccio Ainmirati .
Zanobi di Berto Rinieri.
Joanni di Mafmo ''^ RàfTacani .
Piero OttinelU , Pezzaio .
Filippo Gucci , Legnaiuolo .
Uguicciozzo d' Ardirlgo de'Ricci.
Ioanni di Mancino SoRegni , Speziale ^^\
Giannozzo di Strozza di Mefs. Iacopo degli
'Str.ozziGonf.diGiu(l.quar.S. M. Novella .
Ser Taddeo di Lapo lor Not. quar. S. Croce .
Qjiefii fono i Priori d(C dì. pri?ìio di Genucio 1 3 5<5.
a dì priiììo di Gennaio 1357. Rub. 673.
iSArtolommeo di Martino Guardi.
Guido di Bianco Deti .
Taddeo di Bencivenni Buonfollegni .
Giovanni di Ser Buonaccorri .
At-
(i) MS. omette quefto Notalo,
(2) Magi. Mafai.
(3) '^S. per mala intelligenza dell* abbreviatura , Spadaio .
LIBRO KONO. 13
Attaviano di Dino Attavianì .
Iacopo di Lapo Brunetti .
Guido Pittini ^'^ Calderaio .
Mone Santini , Vinattiere .
Chiariffimo di Meo Gonf. di Giufr. q. S. Ioan.
Ser Michele Veltri lor Not. q. S. M. Novella .
Nigi di Paolo, Albergatore.
Tonimafo di Serotine de' Brancacci .
Forigiano Viviani , Speziale ^"^^ .
Filippo di Stagio di Turicchio ,
Andrea di Rucco Savini .
Bartolo Ciai ^'^ Benvenuti .
Kerone di Nigi Dietilalvi .
Amerigo di Bernardo da Sommaia .
Sandro di Simone da Quarata Gcnf. di Giuft.
quart. S. Spirito .
Ser Iacopo Pagni da Vifpignano lor Not.
auart. S. Ioanni,
j-
Clone Pitti.
Lorenzo di Iacopo Marfilj .
Simone di Lapo Corfi^'^^.
Bctto Berti , Fornaio .
Domenico d' Albizo Fagiuoli .
Taddeo di Fino Toli .
Migliore di Vieri Guadagni.
Eia-
(i) Magi. Pizzi ni .
(2) MS. come fopra, Spadaio»
(3) Magi. Csni,
(4) Magi, aggi^igne , Fornaciarius >
14 ISTORIA FIORENTINA
Biagio di Bonaccio Guafconi .
Simone dell' Antella Gonf. di Giù. q. S.Croce.
Sor Cafciotto di Ioanni lor Net. q. S. Spirito .
Sandro di Cenni Bigliotti.
Piero di Dato Canigiani .
Ioanni di Geri del Bello .
Tommafo di Lippo Soldani .
Schiatta del Ricco , Pezzaio .
Iacopo di Puccio , Linaiuolo .
Niccolò d'Andrea Ferrantini-,
Ioanni di Bartolo Bifcheri .
Bartolo di More Ubaldini Gonf. di Giuftizla ,
quart. S. Maria Novella .
Ser Neri Chelli lor Not. quar. S. Croce .
Iacopo di Lapo Gavacciani.
Iacopo di Ghingo Aldobrandini .
Francefco di Ciaccino Ricoveri .
Simone di Rinleri Peruzzi .
Guido Federighi , Orafo .
Cuccio di Dino Gucci .
Bartolo di Lore , Beccaio .
Dante di Ser Baldino, Albergatore.
Simone di Michele Riftori Gonf. di Giufl.
quart. S. Ioanni.
Ser Filippo di Ser Benedetto lor Not. q. det.
Piero Pucci , Vinattiere .
lufto Bati , Pizzicagnolo .
Ma-
LIBRO NONO. 15
Mariano di Ser Ioanni CafFerelli .
Duccio di Guido Tolofmi .
Giorgio di Collino Grandoni .
Puccio Carletti
Francefco Nelli , Mereiaio .
Francefco di Lapo Stoldi .
Bartolo del Chiaro Donarli Gonf. di Giuft.
quart. S. Spirito.
Ser Bartolo di Ser Bonaiutb daTignano {al. da
Rignana ) lor Not. quart. S. Spirito .
Come fi trovò modo a doviandare lì Cittadini di
Firenze fer {arte Guelfa . Rub. 674.
NEir anno del Signore mccclvu. c{Ièndo li
Guelfi da Firenze in penfiere , che gli uo-
mini , eh' erano d' origine Ghibellina avieno
gli uficj , e procacciavangli , e poi non fi trova*
va chi li volefle accufare per farli condan-
nare , e pure accufati era 'mpoflibile a fare le
prove, come fofle Ghibellino , fi pensò un al-
tro modo alla materia più abile ; e veramente
fé fi fofle penfato bene , era fecondo la legge ,
poiché i Ghibellini non doveano avere uficio ;
che fé era buono , o no, ch'egli non gli avef-
fero , quello giudichi chi la fece ; ma quanto a
fortificare la legge , quello modo fil buono . Di-
co , fé ufato fi fofle bene , come s' usò alcuna
volta male . Fu diliberato , che' fei Capitani di
parte Guelfa ogni volta , che in concordia fof-
id ISTORIA FIORENTINA
fero, o veramente li quattro de' fé i, che uno
fofle Ghibellino, eglino gli notificavano, ed
ammoni vanlo di non pigliare alcuno uficio ,
e che fé ne pigliaffe più, allora era fatta la
prova, ed ogni uomo lo potea accufare , ed i
Rettori cadevano in pena, fé non gli condan-
navano. Parve buono , perocché non era con-
dannato , come prima , ed ufavano la gente ,
per farla parere buona , quello vocabolo: E' me-
glio effere ammonito, che gaflìgato . Ufaronla
jTiolti male poi, imperocché fi accozzavano in-
fieme alcuni a volerla ufare ; dicieno T uno
Capitano : Non hai tu alcuno nimico? Confenti
a me lo mio, ed io confento a te lo tuo, e
così a uno partito vadano tutti e fei ; non in-
ganneremo r uno r altro . E dico , che bene
ufalTero ragione quanto alla legge, ch'eglino
ammoniflèro li veri Ghibellini, lo modo non
era onefto; perocché negli uficj fi dee levare
odio, ira, ec. Pure la legge fi fece , ed ufo ili
-quando bene , e quando altrimenti , tantoché
inodo vi fi vide poi in parte , come hmanzi
apparirà .
Ouefti fono quelli , che furono a??imomti in
queflo anno. Rub. 6^$.
Usando la legge , di che è parlato nella pre-
cedente Rubrica, furono cominciati ad
ammonire gì' infrafcritti cittadini ;
Ma-
LIBRO NONO. 17
Manette di Geri Mazzetti, popolo Sa' Iacopo
Oltrarno a' dì 17. di Marzo
Giovanni di Lapaccio d^' Girolami , popola
S. Stefano a Ponte nel detto anno , e dì .
Giovanni Bianciardi, popolo S. Benedetto di
Firenze , detto dì .
Neri di Giuntino degli Alamanni , popolo di
S. Lucia de' JMagnoli, detto anno^ e di 24.
di Marzo.
Qnefiifono i Priori da' dì primo di Gennaio 1357.
a dì p'irno di Gennaio 1358. Rub. 67 6.
G
Uido di Ioanni Machiavelli,
Filippo di Recco Vettori .
Piero Bachini, Tavernaio,
Dino Nuoci , Coreggiaio .
Lippo^'Mi Vanni Rucellai-
Albizzo di Lippo Bellandi.
Tommafo di Neri di Lippo.
Domenico di Dante , Farfettaio .
Sandro di Lapo Covoni Gonf. di Giuft. quaj
S. Croce .
Ser Niccolò di Ser Zanobi Paoni lor Not,
quart. S. Spirito.
Francefco di Lippo Antinori.
Francefco Sapiti .
Francefco di Gofo , Linaiuolo ^^\
Tomo XIV, B Sal-
ci) Magi. Lapus, (t) Mig\, Lauaiuolus ^
tS ISTORIA FIORENTINA
Salveftro di Manetto Ifacchi.
Azzlno Gualberti, Fabbro.
Lapo Marchi , Malifcalco .
Niccolaio di Mone Guidi ^'^.
Andrea di Veri Rondinelli .
Ghino di Caccino Bonciani Gonf. di Giuft.
quart. S. Maria Novella .
Ser Benedetto Tempi da Caftello Fiorentino
lor Not. quart. detto .
Giovanni di Ser Segna.
Niccolò di Bocchino .
Ricco di Spinello .
Maetlro Tommafo del Maeftro Domenico ^^^
Ubaldino Faftelli .
Stefano di Duccio del Forefe .
Matteo di Federico Soldi .
Neri di Fioravante Maeftro .
Berto Gratini Duranti , Speziale Confai, di
Giuft. quar. S. loanni .
Ser Gero di Ser Grifo da Caftello lor Not.
quar. S. Croce .
Marco di foanni Trenta, Beccaio.
Baccio di Falco , Becciao ^5) .
Bernardo di Nerozzo degli Alberti.
Iacopo di Bartoluccio.
Mefs.
(i) Magi, acrglugne , Spetiaruts .
(2) Magi. M.igi(lri D:ni,
(3) Magi. Tabernarius .
LIBRO NONO. Ip
Mefs. Arnaldo di Palmieri degli Altoviti .
Piero di Lippo Aldobrandini-,
Iacopo di Renzo , Cambiatore .
Francefco di Ser Arrigo Rocchi .
Iacopo di Bartolo Strada Confai, di Giuft.
quart. S. Spirito .
Ser Benedetto di Ser Io. Ciai lor Not. q. S. Io.
Gino Cecchi .
Schiatta di Noffb Rldolfi .
Ridolfo di Lorenzo , Calzolaio .
Antonio Martini, Beccaio .
Marco del Roflb degli Strozzi.
Tommafo Federifrhi .
Tommafo Dietaiuti^'^ Baronci.
Giovanni di Tedici Manovelli .
Geri di Ser Gherardo Rifaliti Gonf di Giuli.
quart. S. Croce .
Ser Michele di Ser Tegna lor Not. quart.
S. Maria Novella.
Niccolò di Ser Bene da Verrazzano ,
Giannozzo Cambuzzi ( al. Cambiucci . )
Orlando di Cambio Orlandi .
Niccolò d' Ugolino de' Giugni .
Francefco del Chiaro , Caligaio .
Benozzo di Ser Ricco , Linaiuolo .
Landò d' Antonio degli Albizi .
Salveftro di Mefs. Alamanno de' Medici.
B 2 Chi-
(i) Magi. DeodatL
%0 ISTORIA FIORENTINA
GWno di Bernardo Anlelmi Gonf. di Giuft.
quart. S. Maria Novella.
) Ser Bartolo Chiermontieri^'MorNot.q. S. Sp.
JD' nm Compagnia , la quale fece lo Conte dì Landò ,
e lo Conte Broccardo Tedejcbi , e furono fcorifìtti .
Rubrica 677.
'^^Egli anni di Grido mccclviii. di Luglio,
XN effendo congregata una compagnia di Te-
defchi , la maggior parte , e fanti a piedi affai ,
vennero in fui contado di Firenze , e lo Co-
mune avendo prefentito loro venuta, li argo-
mentò d'effere alla di fé fa ; ed ultimamente con-
dotta la compagnia d' accordo a ufcire del con-
tado di Firenze , ed avendo guida, che li^gui-
daflèro , e doveano avere derrata per loro, de-
naro di vettovaglia ; non oflèrvando li patti ,
come fanno li loro pari , andavano rubando non
pure bettiame , e vx^ttuaglia , ma quando s* ab-
batteano in alcuno, il quale avelie cavallo,
glielo toglieano , e s' e' volea andare a' Capita-
ni , e Malifcalchi a dolerli , egli era abbaftona-
to , e minacciato d' efler morto ; e così di pan-
ni , o di danari , eh' e' trovaffero ad alcuno
viandante . Queito modo quali mai a gente di
compagnia con ogni accordo non li può leva-
re . Li contadini , veggendoli così rubare , fu-
rono avvlfati della via, doveano fare per Val-
dilamone , e per Romagna ; chi innanzi , e chi
adic'
(1) Magi. Ser Bartolus SerChìermontìeri »
LIBRO NON O. 21
adietro , e chi di traverfo avvifarono quelli di
\ aidilamone . Quelli, che fono Romagnuoli ,
aveano volentieri di feguire loro ulanze vo-
glia ; e poi punti dalla compagnia , che non
gli trattavano meglio , che gli altri , e confor-
tati , ed aiutati dalli contadini di Firenze , per-
cciTero in quelli podi (Iretti di Valdilamone
addoflò alla brigata , e molti ne furono morti,
e fediti ; e morto fu Y uno de' Capitani , Io
Conte j&roccardo , e F altro Capitano lo Cónte
Landò fedito a morte ; e fé non fofle, ch'egli
fi nduiTero in fu uno monte, e quivi fi difefe-
ro, tutti erano morti. Li paefani trairero,ed
afìed largii ; e certo in due dì gli arebbono
avuti , tra di fame , e di fete , e di ferro , tutti
morti , eolio aiuto , che venia loro , fé non
fclfe r aftuzia di Mefs. Amerigo Cavalcanti ^
che li guidava per lo Comune di Firenze,
che con fottili modi la notte alle guardie in-
gannò , e loro conduile a partirli, ed andarne
i'alvi. Mólti poi li biaiimarono . Chi dicea .
che li dovea laiciare uccidere , poiché non at-
teneano li patti, e chi una , e chi un'altra^
come in tali cofe s' ufa di dire . Egli fi fcu-
fava , eh' egli dovea eflère leale a guidarli.
Altri vollono dire , che perchè egli avea di-
medichezza con loro in Puglia , però li fai-
vafle . Come la cofa li foilè , egli li falvò ; ed
eglino fé n' andarono male in arnefe , meno
aliai, che non erano venuti.
B 3 Que^
22 ISTORIA FIORENTINA
p ne [li fono quelli , che furono ammuniti per gli
Capitani della Parte , Rub. 67 8.
SEguendo lo detto ordine della parte Guel-
fa il furono ammoniti gF infra fcritti cit-
tadini per gli Capitani della parte Guelfa.
di Gerì Guidi _ j-o d-
• rr- j D • • 7 pop. di S. Piero a
idi Guido ierini y^ \, ,,.
. ,. ^r . .>. \ Monticelli.
.1 di Vanni Rizza -^
Adi 28. dì Marzo 1358.
Simone di Geri Guidi
Giovanni
Giovanni
Adì 13. Aprile.
Mazza de' Rammaglianti p. Sa' Iacopo Oltrarno .
Piero di Lippo Bonagrazie.
Criftofano di Francefco Cofi , pop. S. Trinità .
Iacopo vocato Vigna di Naddo Ammannati ,
pop. di S. Felicita.
Michele Lapi , Speziale , pop. S. Friano .
Domenico di Donato Bandini.
Cambio Nucci, Speziale , pop di S. Lorenzo.
Sandro di Giovanni Portinari = dì a i . Aprile .^
Gio\anni di Matteo Guidi Compagni. ^
Simone Bertlni . pop. S. Piero Scheraggio . -^
Niccolò di Bartolo del Buono, pop. Sa' Iacopo
Oltrarno, dì 25.
Gabbriello di Piero, pop. S. Pier Maggiore.
dì 8. di Maggio .
Lodovico di Donato Bellondi. pop. S. Maria
fopr' Arno . Adì 1 8. di Giugno.
Tom-
LIBRO NONO# 23
Tommafodi Mef. Anuccio . p. S. Felicita, dì 19.
Ser Piero di Lapo Centelliai. dì 20.
Tuccio di Diedi de' Falconieri . ^ ,v
ValornoDolcibenipop. S Simone .i"
Sandro di Guiduccio , Biadaiuolo p. S. Andrea .
Ser Niccolò di Ser Cecco di Ser Gino de' Bai-
dovini da Figghine . dì 9. di Luglio .
Ser Bonaccorfo di Ser Neri Gherardini da Si-
gna. adì 22. di Settembre.
Priori da* dì primo di Gennaio 1358. d àìprim^
di Gennaio 1359. Rub. 673.
x\Zzolino di Ser Viviano.
Niccolò dì Cione Ridolfi.
Ioanni di Guido dell' Antella .
Lapo di Duccio Bucelli.
Ammannato di Tecchino di Ser Rinaldo ^'^ .
MatFio di Canee de* Pigli ^-^.
Ioanni di Goggio, Rigattiere.
Ricco Taldi , Calderaio .
Manetto di Ser Spigliato da Filicaia Gonf di
Giuft.quar. S. Ioanni.
Ser Nello ^^^ Ghetti lor Not.quar. detto.
Bartolo di Paolo , Mallfcalco .
Andrea di Feo, Laftraiuolo,
B 4 Fo*
(i) Msgl. omette, dì Ser Rinaldo .
(2) Vivisni nera con \Qiiiii Fuit pofteM mìL'S ^
(3) MS. Nicco/è.
24 ISTORIA FIORENTINA
Forefe Sacchetti.
Ranieri di Mefs. Simone ^'Me'Peruzzi .
Ciore del Buono .
Francefco Bartolini .
Gerì Peraglia , Speziale ^-^ .
Ser Francefco Bruni ,
Tommafo di Mone Guidetti GonC di Giuft.
quart. S. Spirito .
Ser Ghiberto di Ser Aleflandro lor Not.
quart. S. Croce .
Piero Chiarini.
Ugo di Cuccio da Panzano.
Ioanni di Cenni , Forficiaio .
Telia Brandini , Fabbro .
Simone di Ser Giovanni Siminetti .
Anfrione di Mefs. Ceri degli Spini.
Geri Ghiberti.
Tommafo di Bartolo Fedi,
Michele Nardi » Mereiaio, Gonf. di Giud.
quart. S. Croce .
Ser Piero Cucci Mucini ( al Mufcini) lorNot.
quar. S. Spirito .
Mefs. Paolo Vettori .
Simone di Francefco de' Rlnucci .
Ioanni di Mefs. Lapo Arnolfi.
Cambino Signormi .
Pagolo Giraldi , Caligaio .
(i) MS. Forefe. (2) MS. SperaglieSpadaÌ9,
LIBRO NONO. z;
Pace Brunetti , Pezzaio .
RoiTo di Ricciardo de' Ricci .
Lapo di Donato Viviani .
Barna Valorini Gonf. di Giuft. qu. S. M. Nov.
Ser Bartolom. di Lapo del Forefe lor Not. q.d,
Prancefco di Vannozzo Siminettx*
loanni di Giunta , Lanaiuolo .
Pierozzo di Piero Pieri .
Migliorozzo di Taddeo Magaldi.
Niccolò di Mefs. Bencivenni.
Pagolo di Neri de' Bordoni.
Roberto Martelli.
Giovanni di Rota , Fornaio .
Bianco di Bonfi , Ritagliatore Gonf. di Giuft,
quart. S. ìoanni .
Ser Santi Bruni lor Not. quart. detto ♦
Niccolò di Nome, Vinattiere,.
Segna di Cione , Coreggiaio .
Bertoldo di Geppo , Speziale .
Orlando Gherardi .
Lorenzo di Meglio Fagiuoli.
Niccolò di Gio. Malagonnelle .
Guido del Pecora , Speziale .
Filippo di Rinaldo Rondinelli.
Taddeo di Cionino Aglioni Gonf. di Giuft,
quart. S. Spirito .
Ser Frane, di Vanni Muzzi ^^^ lor Not. q. dee.
Del
(i) Magi, omette MuTiM •
26 ISTORIA FIORENTINA
Del Tabernacolo di noftra Donna d' Orto S. Mi-
cLcic , e del fuo a dornaw ento , Kuh. 6^ r>,
NEgli anni del Signore mccclix. fi compiè
Jo tabernacolo della Vergine Maria d' Or-
to S. Micliele di Firenze , che veramente per
chiunque lo vide mai al mondo infino a quello
dì non s'era veduto sì adorna cofa di quella
grandezza , e molti tengono , che fia delle belle
cofe , che fi truovi ; ed ancora fi tiene , che fi
farebbe fatto d' ariento per lo danaio , che go-
fio quello di pietra , marmora , e proferito , e
lavorio ; cioè , d' ariento in piaftre fottili , come
£ richiederebbe a fare fopra le pietre , non già
mafiìccio grolTo ; e già fi ragionò di farlo d' a-
riento . Ma ultimamente veduto i pericoli, che
sverebbe corfo f argento sì per guerre , o bi-
fogno di Comune in disfarlo, e sì per rubbe-
rie , che potrebbono edere avvenute , come
già in antiche ftorie fi truova , fi lafciò a farlo
d' argenta , e fecefi di marmo Iavors:to , e goftò
così compiuto nel torno di . .... .-
Quefti fono quelli , che furono ammitnitì fer
Parte Guelfa, Rub. 68 1.
oEr Filippo di Ser Albizzo , à' di 1 7. d'Aprile.
Uberto Benvenuti, a' dì 12. di Giugno.
1 canni Rinaldi.
Ciò-
LIBRO NONO. 27
Ciore del Buono .
Tofco Ghinazzi.
loanni di Mefs. Andrea Mazzetti.
Francelco del Boccio Becchi ,
Noddo d' Andrea .
Tomniafo di Bonaccorfo Adimari.
Iacopo di Piero del Buono.
Francelco di Bertuccio Caftri . dì 1 3. di Genn.
Tommafo di Giuntino Alamanni -. dì 20. di
Antonio di Nepo Brunellefchi /Febbraio.
Uberto d'Ubaldino Infangati , dì 2i.di Febbr.
Taddeo di Frane. delTano del Bene . a dì ... .
Priori da' dì primo di Gennaio 1359. cC dì primo
di Gennaio 1360. Rub. 682.
ijOnaccorfo di Ricco Pitti .
Francefco Falconetti .
Tono di Lotto, Vinattiere.
Francefco di loanni y Calzolaio .
Tommafo Dietaiuti .
Luigi di Lippo ^'^ Aldobrandini .
Niccolaio di Matteo Duranti , Speziale .
Bindo di Bonaccio Guafconi .
Bardo Corfi Gonf. di Giuft. quar. S. Croce .
Ser Mino di Ser Grifo lor Not. quar. detto -
Benozzo di Francefco Andrea .
Giovanni di Meglio Bonarli.
Bo-
(i) MS, Mela 9 di Lippo».
a8 ISTORIA FIORENTINA
Bonaccorfo di Filippozzo Soldani. 7
Franceico di Priore , Lanaiuolo .
Tellino. Dini , Fcrraiuolo^'^
Niccolò di Geri, Beccaio.
Francefco Cambi ( al. Cambini . )
Tommaib di Lippo A micini .
Franceico di Giunta Borghi Gon£ di Giufl.
quart S. Maria Novella .
Ser Filippo di Ser Bernardo da Signa loro
Not. quart. detto .
Luca di Feo.
Sandro di Zanobi dello Scelto.
Francefco di Spinello, Vaiaio. j
Dino di Geri Tigliamochi.
Matteo di Simone Orlandi .
Bartolo di Cino , Lanaiuolo.
Iacopo di Saggio , Tavolacciaio .
Cuccio Nucci^'^, Funaiuolo.
Bencivenni di Simone Benciveni ^'^ , Speziale
GonjEàl.diGiuft. quart. S. Ioanni.
Ser Filippo Mattei lor Not. quart. detto .
Marco di Clone ^"^^ , Beccaio .
Migi di Paolo , Albergatore .
Filippo di Duccio de' Magalotti .
Pagolo di Cenni de' Covoni.
la^
(lì ViS, Lanaiuolo .
(2) MS. Mucci.
(3) MS. omette Bencivenni.
(4} Magi, ed altri di C/ovanns ,
LIBRO NONO. zg
Iacopo di Francefco del Bene .
Andrea di ivucco Savini
Ioanni di Neri di Ser Benedetto.
Nerone di Nigi Dietifalvi .
Ugolino di Vieri, Speziale, Gonf. di Giuft»
quart. S. Spirito .
Ser Lapo Cini lor Not. quart. S. Croce .
Guido di Banco Deti .
Durante di Saflb.
Criftofano di Ser Gianni , Pannaiuolo lino .
Iacopo di Domenico , Beccaio .
Bartolo di More Ubaldini.
Bardo di Guiglielmo Altoviti .
Cambiozzo di Lapo de' Medici .
Stoldo di Lapo Stoldi .
Filippo di Fabbrino de' Tolofmi Gonfal. di
Giuft. quart. S. Croce .
Ser Piero Nelli lor Not. quar. S. Spirito ^'^ .
Lionardo di Bindo Feruccì.
Sandro di Simone da Quarata .
Michele di Vanni di Ser Lotto .
Niccolò di Vanni Ricoveri.
Iacopo di Naddo, Beccaio.
Piero dì Cambio , Linaiuolo *
Andrea di Neri di Lippo .
Chc-
(i) Magi. Verumtatnen moriente Durante Saffi prediale
in loco eius fuccejjit , é* fi*ì^ die xij, di^ì menfii
O0Qbris Pierus Dati de Canigianis .
30 ISTORIA FIORENTINA
Cherico di Cerino da Sommaia.
Iacopo di Lapo Brunetti Confai, di Ciuft.
quart. S. Maria Novella .
Ser Tommafo Lamberti da Signa lor Not.
quart. detto .
Della edificazione della Chiefa di S. Maria del
Fiore , e di fuoi ornamenti . Rub. 683.
NEglI Anni di Grido mccclx. fi ordinò di
edificare una Chiefa in onore di S. Maria
del Fiore , la quale più anni d' innanzi era co-
minciata, ed è vero^ che di prima era chiefa
chiamata S. Reparata : dipoi fi ridufle nel detto
nome . La quale chiefa è dirimpetto al Duomo ,
cioè alla cappella di Santo Giovanni Batifta.
Avendo li cittadini rifpetto alla magnificenzia
del Comune , ed alla ricchezza della città , e
de' cittadini di Firenze , ed alla fama d' effa ,
e d'efii, penfarono di fare una magnifica ope-
ra , e mandarono in molte parti del mondo ,
acciocché foflè la più ricca , e meglio ordina-
ta , che poteflè eflere , ed in fine fi ordinò in
quello modo : eh' ella foffe di quefla grandez-
za, e proporzione qui appiedi fcritta; cioè:
Che la detta chiefa fia lunga, ed in capo della
lunghezza avefle la croce , e la cupola nel mez-
zo della croce , e la lunghezza foflè colla nave
alta nel mezzo, e due alie dallato, T una da
deftro, e T altra da finiftro, e foffe in volta
ogni
L I B R O N O N 0 . 31
Ogni cofa con grolle colonne , e belle , tutte
dentro di pietra lavorate, e battuta con belli
intagli in fu' capitelli delle colonne ,6 diìiberoili
la lunghezza della detta chieia , e larghezza,
e altezza : quefte mifure intendi il netto den-
tro della cappella , cioè della chiefa ,
Lunga folle la detta chiefa braccia 297.
Larga foffe la detta chiefa br. 62. e due terzi .
Alta dalle volti , cioè dal cielo della chiefa ,
braccia 66. e due terzi .
La cupola fofle larga braccia 72. alta la detta
cupola dalla volta a terra braccia 144.
Aveflè ancora 5. cappelle alla croce, le quali
foflero di quefta proporzione ,
Alte da terra al loro cielo braccia 72. e l'al-
tare maggiore fofle nel mezzo delle dette cap-
pelle e cupola.
Intorno al coro debbono eflère 15. cappelle
fotto la cupola , le quali deono eflère ciafcuna
larga braccia 14.
La croce della detta chiefa dee eflfere netta
dentro 190. la quale debbe efière di fuori tutta
di marmo con immagini di Santi, e fl:orie,e
Angioli grandi, e fottile lavoro ; ed altri ono-
revoli lavori s'ordinarono , li quali sì li tac-
ciamo , e quelli , che a' tempi faranno , li ve-
dranno come fucccflivamente fi mura.
Aflegnovvi lo Comune , acciocch' ella fi po-
teflè fare , d' ogni danaio, che intraflTe in camera
del Comune danari 6. per lira; e d'ogni da-
na-
Ji ISTORIA FIORENTINA
fiaio , che ufciilb della cafla del generale , dieci
per centinaio , e che ufciflè a' foldati , dieci
per centinaio, ed acciocché foffe ben provve-
duta , e follecitata , ordinò lo Comune , che lo
convento, ed uficiali dell' Arte della lana della
città di Firenze V aveflè a fare fornire , ed edi-
ficare per loro uficiali , e Camarlinghi .
Come fu tagliata la tefla al Conte T ano di Monte
Carelli. Rub. 684.
NEI detto anno, e mefe di Settembre fu
tagliato il capo al Conte Tano di Monte
Carelli in Firenze , e fu prefo .
Come fu /pento in Firenze un trattato , del quale
ufcì , che ne furono fcacciati , e sbanditi .
Rubrica 685.
N Elio detto anno MCccLx. fu in Firenze fco-
perto uno trattato, lo quale in quefl:o
modo era , cioè ; che , come è in più luoghi
addietro narrato, le fette degli Albizi , e Ricci
erano sì intrinlicate ne' cittadini , che già tutti
i cittadini li conofceano per la moltitudine >
grandi , e piccoli , di che fetta era V uno , e
r altro : addivenne , come che gli uomini , che
hanno maggiore animo uno , che un altro ,
alcuni s' immaginarono di cacciare 1' uno V al-
tro , e furono, fecondo fi difle, de* grandi della
LIBRO NONO. 3^
fetta de' Ricci impicciati nel trattato -, ma di
qucite cofe addiviene , che Tempre va lo male
per gli meno poiìentl , che li grolH pelei , e
beilie rompono le reti. Quefti, ciie nel trat-
tato erano, videro da loro non poter fare fenza
appoggio altrui ; parve , che con uno Mefs. Gio-
vanni da Jieggio, ch'era Signore in Ancona,
uomo faviilimo , e della cafa de' Vifconti, e
chi diflè con Mefs. Bernabò Signore di Melano,
aveifero li trattati , e con lui parlamento , e com-
puolero lo dì , ed egli dovea avere la gente
lo detto di a' contìni , e quando li Priori en-
travano , ovvero quando li davano i gonfaloni
a' dì 6. di Gennaio , che lo palagio rimane
fanza fanti , e la porta di verfo la Condotta
s' apre per ufcire i Gonfaloni , lo Capitano de i
fanti acconfenziente , e lo Frate , doveano la-
fclare', ufciti i Signori fuori alla ringhiera, e
gonfaloni , e fanti con efli in mano ; sì entra-
vano li Tettaiuoli , e certi fanti in palagio : la
Terra romoreggiava ; la fetta andava alle por-
ti colle chiavi, e metteano dentro la gente di
Meis. Giovanni detto, o di Mefs. Bernabò, e
C05Ì collo fuo titolo fi faceva la fetta de' Ricci .
Riformavano Firenze, e quella degli Albizi,
cacciati gli Albizi , ed i capi di loro fetta .
Andrea di Mefs. Alamanno de' Medici fenten-
do , che uno foreftiere per ventimila fiorini
lo rivelava , fi fu favio ; andonne in palagio ,
e falvo fé, rivelò lo trattato, e ingannò li
TomXIK C aom-
34 ISTORIA FIORENTINA
compagni , che furono preii , che ben lo potca
loro fare a fapere , e cosi fa rifaputo lo trat-
tato , e così dato ordine a pighare . E com-
meflb a' Rettori cercare queito fatto, eglino
miffero mano allo fatto; ed in effetto fu pollo
Je mani addoflb ad alcuni, e infra' quali , tro-
vato lo difetto grande , e in molti cittadini ,
tali , e sì fatti , che fi di liberò per lo migliore ,
<che conuderando , che forfè non farebbe ilato
poffibile ; o forfè avrebbe gittato grande fcan-
dolo lo volerfi tutti avere , fu prefo per par-
tito , che la . cofa fi fcopriilè , acciocché chi
fé ne voleffe ircpotelfe; e quefto fcoperto,
ancora della diliberazione fatta di non volere
profeguire, alFicurò moki il non volerli par-
tire , fentendo la diliberazione fatta ; pure co-
me fi andalle lo fatto , fu prefo, e fu giudicato
a morte taghare loro la teita .
Domenico di Giovanni Bandini-. tagliati la
Niccolò di Bartolo del Buono / tefta .
Furono altri , li quali fi ceffarono , e non
fi lafciarono prendere, o non fi aiTicurarono
a ftarc , p quale fi folle la cagione , ebbono
bando della perfona gf infrafcritti .
Riccolo di Guido da Sammon--,
tana de' Frefcobaldi .
Luca di Feo Ugolini .
Andrea di Tello de' Lifchi . bandeggiati
Bartolommeo di Mef. Alaman- nel capo .
no de' Medici.
At-
LIBRO NONO. 35
Attavlano di Tuccio de' Bj:u-
nellefchi .
Beltramo de' Pazzi .
Pazzino de' Donati . j bandeggiati
Tommafo degli Adimari. nel capo
Pelliccia de' Gìlerardini .
Andrea di Pacchio degli Adi-
mari .
Poi per lo meglio fi puofe piede in fulla cofa ,
perciìè fi vide per chi tenea lo reggimento ,
elTere megho fare così , che feguire più .
Qjiefti fono gli ammoniti in queflo anno fer la
Farte Guelfa. Rub. 686.
Lionardo di Bartolommeo degli Alini . A' dì
15. d'Aprile .
Tommafo di Francefco de'Davizzi. A'dì 16.
d' Aprile .
Aldobrando di Donato Bandini-. A' dì 2 5.
Benozzo di Ser Riccio i" d'Aprile.
Iacopo di Feo de' Girolami . A' dì 7. di Maggio .
Ser Sandro di Ser Bertello Not. A' di 25?. di
Aprile .
Friori dal dì primo di Gennaio 13 60, (( dì frifno
di Gennaio 1361. Rub. 687.
j^Uca di Totto da Panzano.
Andrea Capponi de' Capponi.
C 2 Io-
3^ ISTORIA FIORENTINA
Ioanni di Mefs. Lotto Sai viari .
Bonaguida di Iacopo Simoni.
-Carlo di Strozza degli Strozzi.
Guido Federighi, Orafo .
Giovanni di Vinta, Corazzalo.
Nardo di Lippo Durelli.
Ioanni d' Aldobrandino degli Alfani Gonf.
di Giuft. quart. S. Ioanni .
Ser Cafciotto Ioanni lor Not. q.S. Spirito;
Clone Vaccini, Beccaio.
Ioanni Ciari , Rigattiere .
Cetto di Ioanni Lottini .
Iacopo di Piero Sacchetti .
Giorgio di Collino Grandonl .
Recco di Guido Guazza .
Iacopo di Gianni Gherardini.
Filippone di Matteo del Riccio.
Lippo Dini Gonf. di Giuft. q. S. Spirito . ^'^
Ser Francefco di Ser Palmiere lor Not. qu.
S. Croce .
Filippo di Bartolo Filippi .
Zanobi di Ioanni di Cione Mezzola.
Perfo di Dino , Bottaio ^'K
Piero di Dino , Malifcalco.
Taddeo di Fino Tofi .
Lorenzo di Matteo Boninfegna .
Chia-
(i) US. r omette.
(i)MS. Beccaio.
LIBRO NONO. 37
Chiarozzo del Bene Chiari.
Chiariffimo di Meo.
Filippo di Giammoro Baroncelli Gonf. di
Giuli quar. S. Croce .
Ser Nigi Bonamiciii lor Not. qu. S. Ioan.
Andrea di Bcnozzo .
Lorenzo di Iacopo Marfili .
Ioanni di Ser Bonaccorri.
Filippo di Stagio da Turicchio .
Schiatta Ricchi, Caligaio.
Bernardo di Piero , Maeftro .
Filippo di Fiero Duranti .
Matteo di Federigo Soldi ^'^
Ghino di Caccino de' Bonciani Confai, di
Giuli, quart. S. M. Novella.
Ser Dietifeci di Ser Michele da Gangalandì
lor Not. quart. detto.
Giovanni d' Arrigo de' Saiìolini .
Stefano di Lippo , Lanaiuolo ^^^ .
Otto Sapiti .
Tizio ^^Mi Ser Gherardo Rifalitl,
Andrea del Pera Baldovinetti .
Ubaldino Faltelh.
Ioanni di Firenze , Spadaio .
Giovanni Brunellini .
C 3 Fran-
(i) Vi viani noti : Fu poi Cavaliere contuttoché fofFe artefice,
(^) MS. Orafi.
(3) MS. Lottino Petrib. Irppozzo . Magi. Titìus . che
crediamo il veto .
At^ROfìR
38 ISTORIA FIORENTINA
Francefco Nelli Gonf. di Giuft. quar. S. Io.
Str Domenico di Ser Benincafa lor Not, q. d.
Piero di Piuvichefe Brancacci, Linaiuolo,
loanni di Lippo , vocato Getta , Vinattiere .
Filippo di Lapo Baldovinetti .
Giovanni di Geri del Bello.
Ammannato di Tecchino .
Baldeie di Turino Baldefi ^'^ .
Tommafo Baronci .
Cantino d* Agnolo Lapi Cantini ^'\
Pierozzo di Banco di Ser Bartolo Gonf. di
Giuft. quar. S. Spirito .
Ser Benozzo Pieri lor Not. q. S. M. Novel ^'^
Coloro i quali furono ammoniti in qiiejio anno per
gli Castani della Parte Guelfa fono quefli .
Rubrica 688.
NEgli anni di CriftoMCCcLxi. fegultando gli
ordini addietro narrati d'ammonire li
Ghibellini, furono in qucfto anno ammoniti,
cioè :
Giachinotto d' Aldobrandino Tanagli a' dì 24.
d' Aprile .
Stefano di Stefano del pop. di S. Maria Ng-^
velia, a dì 5. di Febbraio detto anno.
la-
(i)Viv. nota: Fuit pò fi e a miUs,
(2) MS. omette Lapi Cantini,
(3) Magi, ^uat\ S. Giovauni ,
LIBRO N O 5J O. 3p
Iacopo d' Afino degli Afini, a' dì id.diFebbr,
Franceibo Baldovini , a* dì 1 5. di Marzo .
Bardo di Lapo pop. di S. Felice in Piazza , a' dì
5. d' Aprile .
Salveftro di iManetto Ifacchi pop. S. Simone»
a' dì 6 di Settembre .
Priori dal dì primo di Gennaio 1^61. a' dì primo
di Gennaio 1562. P^ub, 6^g.
N
Eri di Bónaccorfo Pitti .
Guido di Giovanni Machiavelli^'^.
Allegro di Nuto , Fornaio .
Antonio di Martino , Beccaio.
Attaviano di Dino Attaviani .
Lapo di Vanno Rucellài .
Ioanni di Mancino Softegni .
Giovanni di Bartolo Bifcheri.
Franceico di Lapo CoriI Gonf. di Giufl. qu.
S. Croce .
Ser Agnolo di Mefs. Neri ^^^ lor Not. q. S. Io,
Bartolo di Cenni de'Bigliotti.
Iacopo di Banco Pucci.
Lapo di Duccio Bucelli .
Niccolò del Maeflro Cambio de' Salviati .
C 4 Do-
f O Viv. nota.» Fu poi Kavaliere ,
U) MS. di Dino Ri ni eri.
40 Istoria FioR^EN TINA
Domenico di Cecco Fei , Pannaiuolo lino .
Niccolaio Delii, Pizzicagnolo.
Francefco di Ser Arrigo Rocchi.
Isliccolaio di Mone Cjuidi .
Bernardo di Lapo Ardinghelli Gon£ di Giuli.
quar. S. Maria Novella ^'^
Ser Niccola di Ser Ventura Monaci lorNor.
quart. S. Croce ,
Niccolò di Bocchino Rimbaldefi .
Amerigo di Mels. TommafoCoriini^^\
Orlando di Cambio Orlandi .
Bonaccorfo di Lapo di Ioanni Bonaccorli .
Cuccio di Dino Cucci .
Ghino di Bernardo Anfelmi .
• Ioanni di Piero Parenti , Corazzaio^^^ .
Mettino Bechini, Caflettaio.
Zato PaiTavanti Gonf. di Giufl. quar. S. Io.
Ser Iacopo Ambruogi lor Not. q. S. M« No\^
Baccio di Falco , Beccaio .
Firenze di Bartolo del Pancia, Calzolaio . ^^^
Ruggieri Lippi Tavolieri .
Salveftro di Manetto Ifacchi .
Bernardo di Iacopo Eeccanugi.
Lionardo Bartolini .
Biagio di Bonaccio Guafconi.
Gior-
(i)MS rometre.
(2) Magi, omette Cor/Ini .
(3) Viv. n. Fuit poftea mihs ,^p(^Jlea renuntiavit ,
(4j MS. ometce di Bartolo , e Magi, omette Calzolaio .
LIBRO NONO. 41
Giorgio di Ricciardo de' Ricci.
Ormannozzo del Bianco ^'^ Deti Confai, di
Giuil. quar. S. Spirito .
Ser Bartolo Neri da Rofiana lor Not. quar.
S. Croce ^^l
Mefs. Pagolo Vettori.
Niccolò di Cherardino Ianni.
Dino di Piero , Malifcalco .
Dino di Nuccio, Coreggiaio.
Bernardo ^^'Mi Piero degli Strozzi»
Barna Valorini .
Dino di Berto ^^^ Ferrantini .
Manetto da Filicaia.
Francefco Cofi, Lanaiuolo Gonf. di Giuft»
quar. S Croce .
Ser Francefco Venni ^^^ lor Not.q.S. Spirito.
Azzolino di Ser Viviano .
Simone di Palmiere , Vaiaio .
Agnolo di Berto Cecchi Caftellani ^^^
Francefco Rinuccini .
Luca di Vanni , Calzolaio ^^l
Ghieri di Chele , Albergatore.
Andrea di Veri Rondinelli .
Gerì Peraglia , Speziale .
Lui-
(i) Magi. Bancbi . (2) Magi ^. S. Gio.
il) MS. Lio» ardo. (4) MS, d* metto .
(5) Altri leggono ,^/ Vetftfì , altri di Vanni .
(5) Magi, omette Caflellani (f) Viv. n. Cofiuifj^
Fiammingo , e oggi paiono ifuoi de' reggenti .
42 ISTORIA FIORENTINA
Luigi di Lippe Aldobrandini Gonf. di Giuft.
quart. S. M. Novella .
Ser Piero Mazzetti lor Not. quar S. loanni.
Come cominciò briga tra il Com'ine dì Firenze ,
e 7 Comune di Fifa . Rub. 690.
NEgli anni di Grido mccclxh. incominciò
io Comune di Firenze briga collo Comu-
ne di Fifa, dico la briga aperta, e paleie, co-
me narrato è addietro Rubrica 599. ( pag. ^5.
T. XIII. ) Li Pifani per mare faceano ciò , crie
poteano , che li Fiorentini tornallèro al porto
di Fifa per mare , con guerra nel modo detto.
Veggendo, dxo, queili modi non erano baile-
voli, li penfarono d\ muovere guerra per ter-
rai ed ebbono uno loro, lo quale li chiamò
e fecero , che con trattato egli
ebbe uno cartello del Comune di Firenze, che
fi chiamava non fo come. E quando lo Co-
mune li dolfe di quefto a' Plfani , egli rifpofero
non^ era di loro volere , né loro operazioni .
Li Fiorentini, che male erano vaghi di guer-
ra , e per loro non fi facea , non fi voleano
impacciare in briga ; e poi male volentieri fof-
ferivano quefta vergogna ; cercarono di fare
con quelle medeiime operazioni , e così fecio-
no ; e con uno loro Giovanni da Saifo di Val-
dinievole, che intrò in Pietrabuona . Li Pifani ,
che cercavano briga , veggendofi torre le loro
ca-
LIBRO NONO. 45
cartella, fi dolfero al Comune di Firenze ; il
Comune usò la rifpofta , che aveano fatto li
Pifani : non effere quello di loro volontà ; li
Pifani fubito furono a ciò faputi , perocché vo-
kano guerra , e voleano dimottrare non eflere
li cominciatori ; mandarono la loro ode a Pie-
trabuona , dicendo ; poiché i Fiorentini non
fono eglino, di Giovanni da Saffo ci aiutere-
mo noi ; e prefero Pietrabuona, e feciono cru-
deltà in molti, e qui trovarono effere di vo-
lontà de' Fiorentini ; e fé li Fiorentini follerò
flati favj , come' volontarofi , ed avellerò vo-
luto feguire le volte delle volpi Pifane, che
belle averebbono cosi faputo feguire, come
feguito avieno di fopra, non cominciavano
guerra , che '1 principio fofle loro ; eh' eglino
avrebbono riavuto con quello medefimo modo
lo loro caitello, come riebbono li Pifani; ma
feciono fubito guerra : mandarono per Bonifa-
zio Lupo a Padova ^'^ e fecerlo loro Capitano
di guerra , e fubito fatto mangani , ed altri
loro arnefi, con moftrare di volere riavere il
loro caftello , ficcome avieno fatto li Pifani,
ed ufcirono fuori a campo ; e li Pifani, che
non fi prendeano guardia di guerra, non avie-
no fgombro niente ; fcefe la gente de' Fioren-
tini in Valdera, e palliarono a Ponte di Sacco, e
rubarono , e preféro uomini, e preda in grande
quan-
(i) Forfè, /« Parma, di dove eri natio . V. l' Ammirato
44 ISTORIA FIORENTINA
quantità ; che ineftiiiiabile fu il danno de' Pi-
fan i : e coiiì cominciò la Uccia .
Cowe li Pìjani cavalcarono , e fecero gran danno
d' arfioni , e di frede . Rub. 6^ t .
NEgli anni del Signore mccclxiii. li Pifani
avendo a memoria la guerra ricevuta
da' Fiorentini , e filmando, eh' eglino fi potea-
no vendicare largamente ,si perchè erano for-
niti di gente , e che la mortalità era grande
in Firenze ; fi mollerò del mefe di Luglio , e
vennorfene a Piftoia lo dì di S. Iacopo ; ed indi
partiti fé ne vennero a S. Donnino, e a Cam-
pi , ed arfero , e fecero grande danno : e così
fatto grandiffimo danno di predace di prigio-
jii , e d* arfione , fi partirono , e tornarono a
Pifa con grande feda, ed allegrezza; e li Fio-
rentini al contrario , per lo danno ricevuto , e
per la grande mortalità , eh' era allora in
Firenze .
Quelli , che furono ainnmiitì hi quello anno .
Rubrica 6^2.
SEguendo F ordine detto per addietro ir più
luoghi dello ammonire li cittadini Gni-
bellini, che pigliavano gli ufic) , oltre agli or-
dini della Parte Guelfa , facciamo menzione
chi fu in quell'anno ammoniti.
A' di
LID KO NONO. 45
A' dì 2p. d' Aprile .
Piero di Cenni Ugolini .
Francefco di Lapo Bonamichi chiamato Mo-
rello .
Agnolo di Vanni Guidi .
Ser Mafo Nelli .
Ser Bartolo Gallozzi.
Matteo Villani.
Piero Ferantini a' dì 1 6. di Gennaio detto an-
no . E qui fu fatto fine per coftoro in que-
llo anno .
Quejlifono i Priori dal dì frìiìw di Gennaio i^Ci.
a' di f rimo dì Gennaio 1 363. Rub 693.
X lero Bini .
Criftofano di Bono Strada .
Zanobi di Berto Ranieri .
Tommafo di Lippo Soldani .
Bartolommeo di Rucco Savini.
Naldino di Niccolò Altoviti .
Neri di Fioravante , Maeftro .
Giovanni di Gcggio , Rigattiere .
Tommafo di Neri di Lippo Gonf. di Giuft.
quart. S. loanni .
Ser Francefco di Ser loanni Avviati lor Not.
quar. S. Spirito .
Tommafo di Serotine , Linaiuolo .
Piero Pucci 5 Vinattiere .
Nic-
46 ISTORIA FIORENTINA
Niccolaio del Bello Mancini.
Giovanni di Lapo Niccolini.
Cipriano di Lippozzo Mangioni.
Pinuccio d' Antonio Bonciani .
Giovanni di Cantino , Cambiatore .
Tommafo di Bartolo Fedi.
Schiatta Ridolfi Gonf.di Giuli, q. S. Spirito .
Ser Lapo di Ser loanni Bonamichi lor Not.
quart. S. Croce .
Maeftro Pagolo di Ser Piero dell'Abbaco.
Bartolommeo di Niccolò di Cione Ridolfi.
Spinello di Donato , Pianellaio .
Ridolfo di Lorenzo , Calzolaio .
Simone di Ser Gianni Simmetti .
Francefco di Ser Benincafa .
Cecco di Cione , Ritagliatore .
Migliore de' Guadagni.
Niccolaio di Iacopo degli Alberti Confai, di
Giuft. quart. S. Croce ^'K
Ser Francefco di Ser Piero Nucci lor Not.
quart. S. M. Novella.
Giovanni d' Aleffandro da lizzano .
Taddeo di Cione degli Aglioni.
Piero di Lapo Baldovinetti.
Pierozzo di Piero Pieri.
Tellmo Dini.
Pagolo Giraldi, Caligaio.
Gior-
(t) Viv. n. Fu poi Kavaliere .
LIBRO NONO. 47
Giorgio di Benci Carucci .
Francefco Maii .
Maffio di Gante di Mefs Guatano de' Pigli
Gonf. di Giuli, quart. S. M. Novella .
Ser Tino di Ser Attaviano lor Not. q. S. Io. ^'^
G erozzo di Naftagio de' Cacciafuori .
Francefco di Lippo Antinori.
Cambino Signorini.
Maeilro Tomm. del Maeftro Dino Medico ^^^ .
Tommafo Federighi , Speziale .
Boccaccio di Mels. Ardovino .
Mafo di Neri , Funaiuolo .
Guido Pczzini , Calderaio.
Cherico Cerini da Sommaia Gonf. di Giuft.
quart. S. Ioanni.
Ser Guido di Ser Rucco da Rondinaia loro
Not. quart. S. Croce . ^^^
Puccio di Filippo , Vinattiere .
Andrea Giannino ^^^, Pianellaio .
Giovanni di Francefco Magalotti.
Iacopo di Gherardo Gentili.
Lio-
(i) MagK pone le infrafcritte foftituzionì .• Verumtamen
Giorgio propter ahfentiam remoto -, <ly Piero Lapi
defilitelo. Succefferunt Landus Automi de Alhizis i»
locum diófi Giorgii die xiij. UiHi prediéii . Simon Nerii
de Antilla in locttm diéfi Pieri die xv»di&i menjts .
(i) jMagl. ed altri omettono Medico .
(3) Magi. Verumtamen diófo Cherico defunóio fuccejjit
Guido, del Pecora Vex, lujiitie die 24. O^obris .
{4) MS. Giunti ìii.
4S ISTORIA FIORENTIKA
Llonardo di Niccolò Beccanugi .
Francefco di Giunta Borghi .
Giorgio del Ricco Buti .
Giovanni di Bonato.
Giovanni di Giunta , Lanaiuolo Gonfal. di
Giuit. quart. S. Spirito .
Ser Michele di Ser Tegna lor Not. quart.
S. Maria Novella .
Di certe baratterie , che furono /coperte in certi
XJfiztali dì Comune nel riformare la Città
di Firenze . Rub. 694.
NEgli anni diCrifto mccclxvi. fi ritrovaro-
no certe baratterie commefle per uficiali
di Comune , e fu la cofa in quella forma . Che
nella città di Firenze fi ufava di fare ogni capo
di tre anni imborfagione degli uficj della città ;
cioè Priori , xii. Buoni uomini , e Gonfalonie-
ri. Ora, come più volte abbiamo narrato ad-
dietro, che le contefe fono frate in Firenze
per gU uficj , che lì Fiorentini fono molto fol-
leciti in volerli , eflendo alcuni p in vole-
re efiere del numero defletti a fare le pre-
dette infaccazioni , non per far bene al Co-
mune , ma per far bene a' fuoi , e per e fiere
certo d*eilervi entro egli; perocché fia fotlì-
ci.nte , o no , al fervigio del Comune ,'eglino ,
che fono a far le borfe , a loro medeiimi fi
rendono le fave , e rimangonvi . Lo fquittiao
era
LIBRO NONO. 4^
era in quefla forma , che li Priori , e li Gon-
falonieri , e li XII. vi fono , e li Capitani della
Parte , e' v. della Mercatanzia, e lo Proconfolo
deir Arte de' Giudici, e Notai , e poi li Prio-
ri , e Gonfalonieri , e' xii. hanno a torre v. uo-
mini per ogni gonfalone ; di che alcuni pro-
cacciarono con danari d' eifere di quelli eletti
a ciò fare , e così furono eletti . Seppefi poi ,
e furonne condannati.
Z>' lino ordine , e freno ^ che fi mejfe a" Capitani
della Parte Guelfa, Rub. 6^$*
NEI detto anno , e mefc di Novembre , ef-
fendo molto in abbominio a' cittadini Io
ammonire , conciofoflècofachè fei Capitani eP-
fendo in concordia, li quattro potelTèro pri-
vare li cittadini d' uficj loro , e loro difcen-
denti , e conforti in eterno ; parca , che folle
troppa balia , che già fi ufavano le nimicizie
in ciò ; imperocché fi accozzavano infieme , e
diceano : Metta ciafcuno il fuo nemico , e fac-
ciafi tutti a un' otta , e a uno partito . Ciafcu-
no , per fare la fua vendetta , aflentiva ; e
pognamo , eh' e' faceflero buono giudicio, che
folTèro Ghibellini ; pur nondimeno la forma
non era buona. Uguiccione di Ricciardo dei
Ricci , trovandofi de' Priori , e Propofto , pensò
di medicare quefto malore, ed ordinò con una
petizione, che dove li Capitani erano fei, fof-
Tonw XIV. D fé-
JO ISTORIA FIORENTINA
fero ncvfj , infra' quali due dell* Arte minore ,
e quello, che fi diliberafle etlère Ghibellino
per le due parti , cioè per fei , e per più , a-
vede ad andare ancora ad un altro vaglio ; ciò
foffe , che per li tempi fi facefTero borie d' uo-
mini Guelfi, lequali fteflero ferme, e quando
il cafo fofle venuto, che in quella ora, che i
Capitani aveffero chiarito , foffero tratti xxiv.
uomini, VI. per quartieri, e richiedo rammo-
llito per gli Capitani, gli foffe letto , come fofie
Ghibellino , ed egli fi fcufaffe come meglio fa-
pefle , e poi fi defle il partito tra' Capitani , e
li XXIV. E così vero è , che chi volle fare ma-
le, vi trovò pure il modo a fare eifere in con-
cordia li XXIV. come innanzi diremo .
Come furono ammoniti certi Cittadini.
Rubrica 6^6.
IN quefio medefimo anno feguendo una leg-
ge , la quale è detto addietro in più parti ,
ficcome narrato abbiamo, d' ammonire i citta^
dini, fi fu ammonito uno Pagolo di Guigliel-
mo Setaiuolo del popolo di S. Friano , e Ser
Lapo Ambrogi da Monte Rinaldi abitatore di
Firenze popolo S. Felicita, e Ser Michele di
Ser Aldobrando popolo S. Brancazio , e Buono
di Paolo del Buono popolo S. Michele Bertel-
di , a' dì 1 5. di Febbraio mccclxvh.
LIBRO NONO. 51
Ouefii fono i Priori dal dì primo di Gennaio 13(53»
a' dì primo di Gennaio 1 3Ó4.Rub 657/'^
XAcopodi Ghingo Aldobrandini .
Tommafo di Mone Guidetti.
Giovanni di Francefco , Fornaciaio ^^^ .
Francelbo di Giovanni , Calzolaio.
Giovanni^ di Giano, Setaiuolo.
Ambrogio Maringhi.
Geri Ghiberti. 4
Bindo di Bonaccio Guafconi.
Andrea Villani Gonf. di Giuft. q. S. Croce .
Ser Domenico Salveftri lor Not. q. S. Spirito .
Sandro di Simone da Quarata .
Piero di Malino di Ser Tano .
Francefco di Naddo Bucelli .
Andrea Loli , Mereiaio .
Giovanni Gherardini CoriI, Maeftro .
Simone di Guiduccio di Puccio , Linaiuolo .
Nerone di Nigi .
Napoleone di Benci Carucci.
Niccolò di Giovanni Malegonnelle Gonf. di
Giuft. quar. S. M. Novella .
Ser Domenico di Ser Benincafa lor Not.
quar. S. Giovanni .
D z Pie-
(1) Supplita quefta , e le feguenti tratte, fino al mefe dì
Novembre 1367. col Priorifta della Magliabcchiana ,
per mancanza del MS.
{^) Petrib. Maejìro ,
j-t ISTORIA FIORENTINA
Piero di Dato Ganigiani .
Ugolino di Bonfo , Speziale .
Niccolò di Ugolino de' Giugni.
. Sandro di Donato Barucci .
Domenico di Sandro Donnini,
Marco di Giotto Fantoni.
Ruberto Martelli.
Nuccio di Matteo , Tavolacciaio .
Simone di Michele Riftori Gonf. di Giuft.
quar. S. Ioanni .
Ser Iacopo di Ser Bertoldo lor Not quar.
S. Croce ,
Benghl di Bartolo Pancia, Calzolaio.
Francefco di Guiduccio Landi , Coreggiaio .
Maflaiozzo di Piero RafFacani .
Michele Nardi , Mereiaio .
Carlo di Strozza degli Strozzi .
Bartolo di Giovanni Siminetti.
Stoldo di Lapo^'^Stoldi , Lanaiuolo.
Angiolo di Stoldo , pellicciaio .
Ugolino di Vieri , Speziale Gonf. di Giuft.
quart. S. Spirito .
Ser Tommafo Lamberti lor Not. q. S. M. N.
Matteo di Buonaccorfo di Gio. Alderotti .
Zanobi di Gio. di Cione da Mezzola .
Simone di Lapo Gorfi , Fornaciaio .
Bartolo di Sanguigno , Calzolaio .
Alef-
(?) Perrib. di Filippo,
LIBRO NON©, 53
Aleflandro di Ser Lamberto di Neri Cambi .
Bardo di Guglielmo Altoviti.
Ricco di Spinello , Vaiaio.
Paolo di Michele Rondinelli.
Simone di Rinieri Peruzzi Gon£ di Giuft.
quart S. Croce .
Ser Mingo (o Migno)Buonamichi lor Not
quart. S. ìoanni .
Scelto di Tingo .
Andrea di Benozzo.
Piero di Buonaventura Ricoveri .
Orlando Gherardi .
Riftoro di Cione'^^. '
Pace di Brunetto , Pezzaio'.
Iacopo d' Andrea Ghinetti ( o Aghinetti)
Chìariffimo di Meo .
Paolo di Bingeri Rucellai Gonfal. di Giuft,
quart. S. M. Novella .
Ser Matteo Gherardi lor Not. q. S. Spirito .
Quefiì fono i Priori da dì primo di Gennaio 1 3<54«
a dì primo di Gennaio 1 3^65. Rub. 6^t,
X' Ilippo di Recco Capponi ,
Stefano di Lippo di Neri, Lanaiuolo e
Forrigiano di Viviano, Speziale .
Biagio di Leone Simoni ^"^ .
D 3 Tem-
(i) Petrib. aggiugne Maejlr9 ,
(2) Petrib. /// Simone Leo ni*
54 ISTORIA FIORENTINA
Temperano di Mauro del Chiaro.
Ammarinato di Tegghino Rinaldi .
Riitoro Niccoli , Linaiuolo .
Matteo di Federigo Soldi, Vinattiere .
Alefiandro di Niccolò degli Albizzi ^'^ Gonf.
di Giuft. quar. S. loanni.
Ser Giliberto di Ser Aleilandro di Maeftro
Caro lor Not. q. S
Giufto di Bate , Pizzicagnolo .
Migio ( al. Migno ) di Paolo , Albergatore ^^^
Lapo di Guido Tolollni.
Domenico di Teri Magalotti .
Andrea di Segnino Baldeli.
Cuccio di Dino Guccl .
; Lapo di Donato Viviani.
Giovenco di Mefs. Ugo.
Francefco Falconetti Gon£ di Giuft. quart.
S. Spirito .
Ser Dietifeci di Ser Michele lor Not. quar.
S. M. Novella.
Guido di Giovanni Machiavelli .
Meis. Luca di Totto daPanzano.
Bartolo di Mafo , Vinattiere .
Piero Bachini (^/. Banehini) Beccaio .
Lorenzo di Meglio Fagiuoli.
Ubaldino Faftelli .
la-
(i) Petrlb. Aleffandrì^
{%) Pctrib. di Paolo ft S<ir Donat» .
L I B R O N O N O. 55
Iacopo di Dino del Pecora.
Antonio di Spigliato , Pellicciaio .
Francefco di Bonifazio Gonf. di Giuli, quart.
S. Croce .
Ser Francefco di Ser Gianni d' Antica loro
Noi. quar. S. Spirito .
Piero di Chiarino Davanzati.
Giovanni di Luigi de' Mozzi.
Filippo di Cionetto Baftari .
Lorenzo di Lippo Mancini.
Bernardo di Piero Doni , Maeftro di pietre .
Lippo di Giovanni Pannaiuolo, vocato Lifca.
Lionardo di Neri di Ser Benedetto .
Bianco di Bonfi , Ritagliatore .
Mefs. Maffio di Gante de' Pigli Goaf. di Giuft.
quar. S M. Novella .
Ser Forefe Pieri lor Not. q. S. Giovanni .
Lippo Dini .
Piero di Bino di Ser Tinacclo :
Filippo Giammori.
Iacopo di Betto Berlinghieri .
Bartolo di More Ubaldini .
Filippo d' Ugo , Speziale .
Giovanni di Piero Parenti .
Giorgio di Benci Carucci Gonf. di Giuft.
quar. S. M. Novella .
ìrer Domenico Allegri lor Notaio, quart.
S Croce.
D 4 Feo
56 ISTORIA FIORENTINA
Feo di Benino, Pizzicagnolo.
Agoftino di Lapo Bruni ^'\
Mefs. Iacopo di Caroccio degli Alberti.
Domenico di Te ri. Speziale.
Ser Benozzo Pieri .
Bernardo di Iacopo Beccanugi.
Filippo Doni.
Domenico di Dante , Farfettaio .
Iacopo di Banco ^^^ Bencivenni Confai, di
Giuft. quar. S Spirito .
Ser Niccolò di Ser Zanobi Pavoni ^'^ loro
Not. quart
Queflifono ì Priori da' dì primo di Gennaio 1365*
a' dì primo di Geìtnaio 1 366. Rub. 65^9.
O Artolo di Cenni Biliotti .
Cuccio di Stefano Soderini.
Betto di Berto , Fornaio .
Piero di Dino, Malifcalcp .
Giannozzo degli Strozzi .
Piero di Lippo Aldobrandini ,
Giovanni Cambi .
Cambiozzo di Lippo de' Medici.
Michele di Vanni di Ser Lotto Confai, di
Giuft. quart. S. Croce.
Ser Piero Mazzetti lor Not. q. S. Gio.
Ma-
fi) Pctrib. aggiugne Coreggi aio,
(a) Petrib. aggiugne di Puccio .
(3) Petrib. Fagoli .
LIBRO NONO. 57
Manetto di Ser Ricciardo Guccl.
Giovanni Saffolini .
Naftagio di Ser Francefco Benvenuti.
Tommafo di Lippo Soldani .
Luca di Vanni , Calzolaio .
Niccolò Delli, Pizzicagnolo.
Francefco di Benedetto Cucci .
Francefco di Ser Arrigo Rocchi .
Iacopo di Francefco del Bene Gonf. di Giuft.
quart. S. M. Novella .
Ser Dionigi, (oNigi ) di Ser Giovanni loro
Not. q. detto.
Biagio di Fecino ^'^ Ridolfi .
Iacopo di Lapo Gavacciani.
Francefco di Lapo Corfi .
Bartolommeo di Lotto de' Peruzzi .
Gagliardo di Neri Bonciani .
Recco di Guido Guazza.
Giovanni di Goggio , Rigattiere .
Giovanni di Mone , Biadaiuolo ^*^ .
Manetto di Spigliato da Filicaia Gonfal. di
Giuft. quar. S. Gio.
Ser Gio. Guidi da Magnale lor Not. q. detto .
Filippo Attucci, Fornaciaio ^^\
Giovanni Ciari ^^^ , Rigattiere .
(i) Petrib. fit Filice.
(a) Vi V. nota : Fu fatto Kavalkre ps' Ciompi .
(3) Petrib. Fornaio .
(4) Petrib. datti .
58 ISTORIA FIORENTINA
Michele di Brunaccio, Lanaiuolo .
Bartolommeo di Ser Ventura Monaci •
Niccolò di Nerozzo de' Cocchi .
Lionardo Bartolini Salimbeni.
Duccio di Giovanni Ducei, Speziale.
Cantino d' Agnolo Lapi .
Lionardo di Bindo Ferrucci Gonf. di Giuft.
quart. S. Spirito .
Ser Riccardo Cini Iqr Not. q. S. Croce .
Mico di Recco de' Capponi. ~
Iacopo di Lippo Neri, Lanaiuolo.
Ardovino di Ciapo , Beccaio.
Niccolò di Vanni di Nello , Caligaio .
Niccolò d' Aleffio Borghini ^'^ .
Iacopo di Bernardo , Ritagliatore .
Toramafo di Francefco di Giunta , Fiafcaio .
Piero di Filippo degli Albizi .
Francefco Caccini Ricoveri Gonf. di Giuft.
quart. S. Croce.
Ser Ghirigoro di Ser Francefco di Ser Baldo
lor Not. q. detto.
Niccolò di Bacchino Rimbaldefì .
Giovanni d' Aleflàndro da Cozano .
Michele di Piero Gucci .
Simone di Buonarrota Simoni .
Ceri di Chele , Albergatore .
Schiatta di Ricco, Pezzaio»
Vane-
(i) Viv. n. FtifattoRavalìen . (Altri leggono d'AliJf andrò)
LIBRO NONO. 5^
Uguccione di Ricciardo de' Ricci.
Giovanni di Gante Ammannati .
Baìdefe di Turino Baldefi Gonf. di Giuft.
quart. S. M. Novella ^'^ .
Ser Iacopo Ambruogi lor Not. q. detto .
Quefti fono ì Priori da* dì primo di Gennaio 1366".
a dì primo di Gennaio 1 367. Rub. 700.
I
Acopo di Bartolo Strada.
Tommafo di Piero Parigi .
Bernardo di Ser P^idolfo Pretafiinl.
Dino di Teri TÌ2;liamochi .
Ghino di Bernardo Anfelmi^^^.
Lapo di Vanni de' Rucellai .
Neri di Fioravante , Maeftro .
Bartoloìiì. di Naccio Valentin! , Albergatore.
Niccolò di Taldo Valori Gonfal. di Giuft.
quart. S. Giovanni .
Ser Francefco Malini lor Not. q. S. M. Nov.
Felice di Torrigiano di Cenni , Coreggiaio .
Niccolò di Brunetto di Ventura , Pizzica^»
gnolo^^^.
Pierozzo di Piero Pieri. '
Francefco Vigorofi .
Davanzato di Giovanni Davanzati. '
Nic-
(i) Vlv. n. Fu poi Kavnlìere.
(2) Viv. n. Fu fatto Kavaljere t ma non offervo *
(}) Petrìb. Nfccolè 4i BttftdtttQ Pi%ucagnolo .
do ISTORIA riORENTIN^A
Niccolò di Iacopo de' Bordoni .
Ghirigoro del Ricco Buri .
Tommafo di Neri di Lippo .
Sandro di Simone da Quarata Gonf. di Giuft.
quart. S. Spirito .
Ser Francefco Gioii lor Not. q. S. Groce.
Niccolò di Bono Rinucci .
Bernardo di Lapo Angiolini de' Magli .
Taluti di Neri Bronchi, Rigattiere ^'^
Niccolò di Ricco, Vinattiere.
Giovanni di Pierozzo degli Altoviti.
Niccolò di Giovanni Malegonnelle.
Iacopo di Renzo ^-^.
Iacopo di Giano Gherardini .
Filippo di Giammori Baroncelli Confai, di
Giuft. quar. S. Croce .
Ser Michele Torti lor Not. q. S. Ioanni.
Zanobi di Banco di Puccio Bencivenni .
Gherardino ( al. Gherardo ) di Meis. Botte.
Giovanni di Geri del Bello .
Iacopo di Piero Sacchetti .
Bartolo di Piero, Coreggiaio.
Giovanni di Cecco , Vinattiere .
Niccolaio di Mone Guidi.
Simone di Michele Riftori-
Lui-
(i) Petrib. Vìntttìeri *
(2) Petrib. Bsnù* Alcuni aggiungono Cambiatore
LIBRO NONO. 6l
Luigi di Lippo Aldobrandini Gonf. di Giuft.
q. S.M. Novella.
Ser Falcone Falconi lor Not. q. S. Spirito .
Niccolò di Geri {al di Neri) Soderini .
Simone di Giorgio Baroni .
Mels. Niccolò di Iacopo degli Alberti .
Michele Nardi.
Carlo di Strozza degli Strozzi .
Lionardo di Niccolò de' Beccanugi .
Mafo di Neri , Funaiuolo .
Bcnci di Cione Dami , Maeftro di pietre ^'^
Bindo di Eonaccio Guafconi Gonf. di Giuft.
quar. S. Ioanni.
Ser Piero di Ser Stefano Cafciani lor Not.
quar. S. M. Novella ,
Bartolo di Paolo , Mallfcalco.
Piero Scotti , Calzolaio .
Niccolò del Maeftro Cambio Salviati.
Giovanni di Lapo Niccolini.
Piero Faftelli.
Attaviano di Meflere ^-^ Attaviano .
Francefco di Cuccio del Mafl'aio.
Filippo di Rinaldo de' Rondinelli .
Piero di Ghino de' Guicciardini Confai, di
Giuft. quart. S. Spirito ^^^ .
Ser Bonaiuto Bencini lor Not. q. S. Spirito.
Come
fi) Perrib. Benci di Simone Maeftro ,
(2) MS. di Din9, (3) MS. S. Croce.
6Z ISTORIA FIORENTINA
Some gli Ambafciadori rifpofero ejfer male contcnt$
Papa Urbano di qiiejio Comune di Firenze,
Rubrica 70 1,
NEI detto anno , cioè mccclxvìi. eflèndo co-
me addietro è detto , Mefs. Andrea de i
Bardi, Mefs. Niccolaio degli Alberti, Uguc-
cione di Ricciardo , e Matteo di Federigo Soldi
Ambafciadori a Roma a Papa Urbano V. egli
il dolfe , cioè il Papa , dicendo eh' egli avea
avuto promiffione dagli Ambafciadori, ch'erano
iti prima a luì , di far lega con lui contro Mefs.
Bernabò Vifconti, e che perciò avea manda-
to per lo Imperadore , e fattolo fcendere della
Magna , e che ora non gli attenieno i patti ;
la cagione perchè in Firenze non fi ottenea
la lega colla Chiefa era quello, perocch' era
fiata fatta pace con Mefs. Bernabò a Sarezza-
na , ed i Fiorentini la voleano oflervare , e fotto
ciò fi coprivano, e diceano non mancare loro
pi'omiffione ; di che aflài fi turbava Papa Ur-
bano V. E quefto fo bene io , che era a Roma
allora, che colla Reina Giovanna v'era venu-
to, e in quella flagione tornai a Firenze , e
recai lettere dagli Ambafciadori, ed ambafcia-'
ta a bocca da loro , ed ancora da me dilli a i
Priori quello , che io fentia , che Papa Urbano
avea detto contro a' Fiorentini con certi Baro-
ni della Reina , li quali a me V aveano detto ;
eh' era
LIBRO NONO. 6 2
dì era forte fdegnato , e altre parole dicea
contro di Firenze. Ma la fetta degli Albizi,
e quella mantenea , e volea la lega colla Ghie-
fa , e quella de' Ricci il contrario .
Come andò hììbafciata allo hnperadore Carlo,
Rubrica 702.
IN quedo medefimo anno andò Ambafcia-
dori a Carlo Re de' Romani , e Iinperadore ,
Mefs. Filippo Corfini ed in ef-
fetto nella loro tornata, che tornarono, n'ar-
recarono la rifpofla del mefe , e d 1
Quello , che riportarojio gli Atnbafciadori dal
Papa Urbano . Rub. 7 o 3 . ^ ' -^
GL' Imbafciadorl tornarono da Roma , ed
in effetto come per lettera , così a bocca
riportato il medefimo, che fcritto av^ieno, dello
fdegno prefo contro a' Fiorentini per Papa Ur-
bano ; e che veramente noftro nemico era nel
fegreto , ma come , che di fuori non dimoftraf-
fe , fé non nel dolerfi . E ciò fu nell' anno del
Signore mccclxviii. del mefe di
Ouefti
(i) Qaefta Rubrìca nel MS. è mefcolata coir antece^Ien-
te , e non ben finita , ed in luogo di quefta vi fi
legge : Come lo Re Hi Cipri venne in Firenze .
64 ISTORIA FIORENTINA
Qjiejlifono i Priori da' dì pri??2o di Gennaio J 367.
a' dì primo di Gennaio 1368. Rub. 704.
ò Andro di Soldo.
Andrea di Benozzo.
Giovanni Arrighetti , Legnaiuolo .
Giovanni di Francefco da Montelatico .
Donnino di Lapo ^'^Donnini,
Lorenzo di Matteo Boninfegna .
Anibaldo di Benci Carucci .
Domenico di Berto Ugolini .
Mefs. Tommafo del Maeftro Dino Medico
Gonf. di Giuft. quar. S. Croce .
Ser Benedetto di Ser Giovanni Ciai lor Not.
quart. S. Ioanni .
Bernardo di Matteo de' Velluti.
Zanobi di Ioanni di Cione Mezola ^^^ .
Mefs. Francefco di Gino de' Rinucclni ^^^ .
Or-
to MS. di Sandro .
(a) MS. Niccola .
(3) Viv. di mano più recente aggiugne , Af//^j ; ed Ala-
manno Rinuccini nel citato infigne Priorifta di quella
nobiliffima Cafa più diffufamente narra quefto fatto
così ; = Marzo, e Aprile 1368. Mefs. Francefco Ri-
= nuccini fu fatto Cavaliere a Ferrara dal primo Mar-
= chefe Niccolò da Efti , infieme con Mefs. Maffio ^i
= Gante de' Filli , eh* erano futi mandati in compagnia
=: Ambafciadori a conchindere una pace , e tornarono
- amendue Cavalieri ; et io Alamanno Rinuccini ho
:: apprcfTo di me una lettera parente dove il detto Mar-
che-
LIBRO NONO. 6S
Orlando Gherardi.
ITeliino di Dino , {al. Dirti ) Ferraiuolo .
Bencivenni Grazini , Caligaio .
Filippone ( al, Filippo ) di Matteo del Riccio .
Giovanni Tedici Manovelli .
Degodi DofFo degli Spini Gonf. di Giuft.
quart. S. M. Novella .
Ser Domenico di Ser Mino di Montevarchi
lor Not. quart. S. Croce ,
Scelto Tinghi .
Fiero di Ceppo Orlandini,
Bernardo di Mefs. Covone Covoni .
Mafleozzo(tf/. Maflaiozzo) di Piero de' RafFa-
cani .
Simone di Ser Gianni de'Siminetti.
Tommafo Federighi.
Giovanni di Rota , Fornaio .
Roberto Martelli, Spadaio.
Giovanni di Mancino Softegni Confai, di
Ciuft. quar. S. Ioanni .
Ser Benozzo Pieri lor Not. q. S. M. Novella .
Tommafo di Serotine Brancacci , Linaiuolo .
Agnolo Bachini , Pizzicagnolo .
Agnolo di Berto Cecchi .
Toni. XIV, E Fran-
- chefe Niccolò fcrive a Mefs. Giovanni di Mefs.Fran-
= cefco Rinuccini confolandoli > e condolendofi delia
- morte di detto Mefs. Francefco , il quale fo che morì
- neir anno 13S1. benché in fa quella lettera non fia
::: fstto menzìonc del dì né anno in che fofli fcricta .=
66 ISTORIA FIORENTINA
Francefco di Bonifazio .
Amolo di Bernardo dedi Ardin^helli ^^\
Barna Valorini .
Malatefta di Francefco de' Medici .
Francefco di Buto , Scodellaio .
Mefs. Filippo di Mefs. Tommafo Corfini
Gonf di Giuft. q. S. Spirito .
Ser Piero di Nello Corfi ^-^ lor Not. q. detto .
Vero è, che Malatefta predetto nel detto ufi-
cio morì per affanno , che avea ricevuto ,
perocch'era tornato il dì , eh' entrò de' Pri-
ori, d' Ungheria d'Ambafciata. Morì a'dì 2p.
di Luglio , e in fuo luogo fu tratto Mefs.
Roffo di Ricciardo de' Ricci. ^3)
Cione di Giovanni del Bonazzo^*^
Keri Pitti.
Spinello di Donato , Pianellaio .
Francefco di Giovanni, Calzolaio ^^\
Ser Michele di Ser Tegna .
Agnolo di Caccino de'Bonciani.
Chiarillìmo di. Meo Cionacci ^^^ .
Matteo di Federigo Soldi .
Nic
(i) MS. Ard'tnghi ,
{^) MS 5cr Piero Nelli Corfinl .
{}) Magi, nota !o fteflo; Vtrumtamen in loctim diótì Ma*
latejìe defungi die xxviiij. dicfi 77ienjis lulii fuccejjit
Dovi. Roffus Ricciardi de Ricciis .
(4) MS. omette del Boftazzo»
(v) Magi. Pinnellarius .
(6j M.^gl, omette Ci omacci.
LIBRO KONO. 67
Niccolò d' Ugolino de' Giugni Gon. di Giuft.
quart. S. Croce .
Ser Ugolino da Villanuova lor Not. q. S. Io.
Antonio di Niccolò di Cione Ridolfi .
Uberto di Schiatta Ridolfi .
Bardo Corli.
Francefco di Naddo de'BucellI.
Iacopo di Bernardo , Biadaiuolo .
Giovanni di Gherardino , Maeftro .
Piero di Ser Spigliato da Filicaia.
Piero di Neri di Lippo .
Cuccio di Dino Cucci Gonf. di Giuli, quar.
S. M Novella .
Ser Guido di Ser Ricco lor Not. q. S. Croce.
Come lo Re di Cipri venne in Firen^k .
Rubrica 705.
NEir anno mccclxviii. del mefe di
venne a Firenze Mefs Pietro ^'^ Re di
Cipri, e menò feco uno fuo figliuolo . Fu gra-
ziofamente ricevuto , ed onorato, e donatogli
di grandi doni , e (letteci dì e fe-
cefegli convito alle fpefe del Comune in San-
ta e tornò in S. Maria Novella . E
molte gloftre , e fede fecero in Firenze per
lui, ed egli gioftrò più, e più volte, e bene
lo facea, e deliramente. Diffefi, ch'era ve-
E 2 nuto
(1) Supplito coir Ammirato Ub,i^^pag.66^,
^8 ISTORIA FIORENTINA
nuto per fommuovere i Criftiani ad andare
fopra gì' Infedeli, come gli anni addietro avea
fatto . Egli ha ben fatto fopra gF Infedeli ; peroc-
ché prefe Alelìandria, e così viiitava le Pro-
vincie , e andonne a Vinegia, e poco aiuto
ebbe dal Papa , a cui andò di punta , perocché
volea fare guerra a Mefs. Bernabò, e tornoffene
in Cipri , ove a tradimento fu morto da certi
fuoi Baroni , e da
Come Carlo Impera dorè venne in Italia y e fccs
guerra a Mefs. Bernabò , e poi venne a Fifa ,
e a Lucca. Rubrica 706.
NEI detto anno Mefs. Carlo Imperadore ,
e Re de' Romani venne in Italia , e con
grandiffima quantità diTedefchi,e puofeii ad
ofte in Lombardia contro a Mefs. Bernabò , e
a' ferragli di Mantova , e tanto vi (tette, che
fece accprdo con Mefs. Bernabò ; comecché
moki vogliono dire , che innanzi , cì\q fi muo-
veile delia Magna fegretamente con lui fu in
concordia per denari, e pure venne di con-
cordia ; però fece poco danno a Mefs. Berna-
bò ; ma venne per ofièrvare quello avea pro-
melìb a Papa Urbano. Ma la gente fua ii sba-
ragliò , e fi parti , e poca gliene rimafe . E fece
dentro fegretamente, come detto è , accordo
con Mefs. Bernabò, e moftrò p?r careftia di
vivanda, e danari non p3ter tenere la gente,
e par-
LIBRO NONO. 6^
e partiffì, e andonne a Pifa , e a Lucca, ove
fu ricevuto da Mefs Giovanni dello Agnello,
Io quale v' era Si^ore ; e rimile Mefs. Piero
Gambacorti in Fifa, e Mefs. Giovanni fece
Cavalieri, ove cadde un ponte di legname in
Lucca, in fa eh' erano, e ruppefi la cofcia
Mefs Giovanni dello Agnello, e rimafe Si-
gnore in Pifa Mefs. Piero Gambacorti, e Lucca
rimafe al Patriarca d'Aquilea, e a uno Car-
dinale ; ciò fu Mefs lo quale poi
ultinìamente la lafciò libera per centoventi-
mila fiorini , che n' ebbe . E disfecefi la Go-
fla , cioè una Cittadella, che v'era dentro.
Co?ne fa grandi piove in qiiefto anno *
Rubrica -707.
IN quedo anno dall' OgnifTanti mccclxvil
allo Agofto , e all' OgnitTanti mccclxviii.
furono grandiiììme piove , tanto che la ftate
fu sì piovofa , che non fi potò metere , che
non fò ne perdeiìe della biada , e grano , e
metuto quando era un' ora fole , innanzi che
fi potelTe fare il covone, o la bica era molle
per pioggia , e innanzi che fi poteffe battere
Hate nelle biche tanto , che vi mettea dentro ,
ove molto fé ne guaftò quello anno , tale che
il fecondo vegnente fu grande carelìia .
E 3 Come
70 ISTORIA FIORENTINA
Come li Fiorentini pacificarono per danari
lo 'jnperadore , Rub. 708.^'^
Esfendo ftati gli Ambafciadori collo 'mpe-
radore in Lombardia , e ultimamente du-
bitoffi lo'mperadore, che dopo la concordia
fatta con lui li Fiorentini avieno oppreflàti
li fuoi fudditi , e tolto loro le Terre , ed a lui
tolto Sanmignato , e che erano traditori della
Corona i Fiorentini , e che all' ultimo egli ve-
dea , che' Fiorentini erano poco fedeli a lui .
Fugli moftrato per gli Ambafciadori 1' oppreC-
fioni , che aveano fatte a' Fiorentini la cafa
de' Tarlati , che teneano Bibbiena con gli al-
tri , e li Sanmignatefi . Lo contentarono in
quefto modo , che dille : Tanto potrebbono
fare d' ammenda i Fiorentini , che noi gli ave-
remo per fcufati , e dimenticheremo la 'nglu-
ria . E cosi gli richiefe di gente contro a Mef-
fer Bernabò i allegando lo 'mpcradore , eh' e-
rano tenuti di ciò fare eglino , ed o^ni fotto-
pofto d' Imperio . Di che fu rifpofto , che era-
vamo in pace con Mefser Bernabò , e non
volevamo eflere fuo nemico, e che noi rima-
nevamo in Tofcana , ed egli fi tornerebbe
nella Magna; e Mefs. Bernabò era troppo pof-
fente nimico a' Fiorentini . Diiìè lo'mperado-
re la parola del Vangelio : Ojù non efi mecum ,
contra me eft ; cioè : Chi non è meco, è con-
tro
(i) Nel MS. manca.
LIBRO NONO. 71
tre a me . Tanto venne a dire , quanto i Fio-
rentini ibfl'ero fuoi nemici . E tornati i noftri
Ambafciadori , venne in Firenze per parte fua
due Ambafciadori ; T uno fu Mefs. Napoleone
degli Orimi Conte di Manupello locoteta, e
Meis Niccola di Napoli Cancellieri, e Barone
dello reame della Reina Giovanna di Puglia,
e intromii'erii d'accordo collo Comune di Fi-
renze , e collo 'mperadore ; ed in quello mezzo
per avere migliori patti, il Patriarca d'Aqui-
lea li partì da Lucca , e cavalcò il contado
di Firenze per Valdelfa , e venne infino a
Montelpertoli , e fecero danno di prigioni, e
di beltiame . Ultimamente li fece l'accordo, e
brivilegiò lo 'mperadore il Comune di Firen-
ze , e ciò , che in quello tempo tenieno li Fio-
rentini , ed ebbe fiorini quarantamila d' oro ;
e lo Conte di Manopello , e* Mefs. Niccola
per fenferia n' ebbono fiorini mille di doni .
Cosi li partì amico de' Fiorentini lo 'mpera-
dore, e nel fegreto, male di Papa Urbano ,
perocché non attenne al Papa di disfare JMefs.
Bernabò, ^ partili! di Tofcana del mefe di
Febbraio, e andonne per la via di Vernia,e
andcfiène nella Magna. Ma il Comune di Fi-
renze pHgò normi cinquantamila , e quando fi
pai ri da Vernia dilTe a certi Ambafciadori,
eh' ^gli non n' avea avuti , fé non quaranta-
mi!;i, e che lo Conte diManopello, e Mefs.
Ni ccoiada Napoli aveano avuti gli altri egUno .
E 4 Cowe
72. ISTORIA FI OR E ìN TINA
Cot/ìC fu grandi nevaggi , e grandi freddi .
Rubrica 7.: 9.
IN queflo medellmo anno furono grandi (lì-
mi freddi di Dicembre, e di Gennaio, e
grandiffime nievi piovvono di Gennaio, e di
Febbraio più , e più volte , oltre alì'ufato mo-
do di quegli anni addietro paflati di più di
dieci anni .
Come i Sanminiatefl , i quali s' ermo rubeUati
da' Fiorentini , face ano danno in fu quello di Fi-
renze , ed a' Tojcani con Mefs. Bernabò .
Rubrica 710.
NElFanno del Sig. ìMccclxix. iSanmignateli
per la venuta dello Imperadore , che avea
fatta i' anno pafìàto, prefero fuperbia, come è
narrato addietro Rubrica 708. I Sanmignatefi
neir anno del Signore mccclxvìi. ^'^ s' erano ri-
bellati dalla giurifdizione , la quale il Comune
di Firenze v' avea , del Capitelmo Fiorentino ,
e d'altre giurifrìizioni . Di che per la venuta
dello Imperadore , come detto abbiamo , avea-
no prefumito di ricettare sbanditi de' Fioren-
tini, e altri nimici di Firenze , li quali di fur-
to, e quando per rapina, pigliavano beftiame ,
ed uomini faceano ricomprare. Di che i Fio-
ren-
(i) Supplito coir Ammirato Uh* i^^pag, 662,.
LIBRO NONO. 73
rcntìni penfarono di porvi rimedio, e cerca-
rono di fare ciò, che poteflero per riducere
alla riverénzia del Comune di Firenze, e non
poterono in niun modo a ciò ridurgli ; peroc-
ché i Cavalieri de' Ciccioni , e Mangiadori , e
altri gentili uomini non li fidavano del Comu-
ne , ma cercavano di darli, o d' appoggiarli
ad altro Comune . E ultimamente li raccoman-
darono a Mefs. Bernabò, e ricevettono fuo le-
gno, e fua gente, e per Capitano Guafparre
degli Ubaldini .
Come il Comune dì Firenze pofe /' ojìe a Sanmi-
nìato del Tedefco , e fecero Capitano Mefs. Gio-
vanni Ma lata ce a di Reggio , e della fetta degli
Albizi,e Ricci. Rub. 711.
IN quello medelimo anno del xMccclxix. del
mefe di venne Mefs. Giovanni
Malataccadi Reggio da Napoli , e fu Capitano
di guerra del Comune di Firenze ; e poi a' dì
s' andò ad olle allo camello
di Sanmignato del Tedefco, e puoforfi più, e
più campi , e ftrinfeli lo campo per modo>.
che non potea né intrare , né ufcire perfona
dentro , e più , e più trattati con loro s' ebbe ,
e molte volte fi condulTèro in Firenze , e preflb
a Firenze quelli dentro , Mefs. Lodovico Man-
giadori, e altri de' Ciccioni, per elTere in con-
cordia, e farebbono flati , fo non che una fet-
ta,
74 ISTORIA FIORENTINA
ta , che era in Firenze non gli lafciavano , li
quali li faceano tenere a petizione loro fegre-
tamente , per conducere i Fiorentini a lega colla
Chiefa, come volea Urbano. E quella era la
fetta degli Albizi . Lo contradio e/a la fetta
de' Ricci . E quella fetta degli Albizi li chiama-
vano i Faperini . E venne a tanto , che chi
portava berrette di quelle cucite ad ago, fi
chiamavano i Paperini , perchè quella ufanza
era venuta di Corte di Roma , eh' era molto
utile , e calda la berretta fopra il cappuccio ,
e molto atta a tenere , e trarre di capo più ,
che li cappelli lunghi del Bavero , che li ufa-
vano per caldezza di capo. E dico, che chi
aveva a fdegno d* elTere della fetta degli Al-
bizi, nomati Paperini , avea il cappello , e molti
non fé ne curavano.
Come furono grandi piove , e fu mala ricolta
quejlo anno , Rub. 712.
QUefto anno furono grandifllme piogge ta-
le , che lo piovere fu tale , e sì fatto di
Novembre , e di Dicembre , che non fi fèminò
molto, che non fi guaftaffe; perocché quali
ogni dì de' detti due mefi piovve, e crebbe
sì Arno, che dal 346. in qua non fu mai sì
grande , e quali il campo di Sanmignato fu
per difabitarfi, e per levarli, per lo difagio
dell'acqua, e dell'andarvi. Lo foraggio pur
bifognava nel campo agli uomini .
Come
LIBRO NOfJO. 75
Come Mefs. Giovanni Aguto fconfiffe la gente de i
■ Fiorentini al Borgo a Cajcina , e frefe del Co-
mune y e il Capitano . Rub. 713.
NEI detto anno , cioè mccclxix. a' dì
eflèndo Mefs. Giovanni Malatacca Capi-
tano del Comune di Firenze ad ofte a Sanmi-
gnato , Mefs. Giovanni Aguto fi partì di Lom-
bardia, chi difle comandato di Mefs. Bernabò,
e venne al Borgo a Cafcina per levare V ofte
da Sanmignato , e diflèfi , che avea di
barbute . Di che per le piogge , e per Io di-
fagio della vettuaglia non andavano a foccor-
rere Sanmignato . Di che Mefs. Giovanni Ca-
pitano gli avea a vile , e più volte fcrifle let-
tere a Firenze , che quefta era brigata da vin-
cerla . Incorporarono i Fiorentini di fconfig-
gere quefta brigata, e fcriflèro lettere, che
dovellè andare a combattere . Di che rifpofc
il Capitano , non era da prendere quello par-
tito, perocché di partito vinto non era da
metterli a partito , e così udito quefto , che
Sanmignato era ftretto per averfi di corto , e
che il metterli a partito non era ficura cofa,
fi diliberarono i favj di non combattere; ma
tanto poterono più quelli, che fono volonta-
rofi, che gli altri, che fu fcritto da capo al
Capitano , che combatteflè ; di che non vo-
lendo combattere , gli fu mandato a dire per
uno
76 ISTORIA FIORENTINA
uno di quelli della guerra, che erano otto cit-
tadini, e due Capitani di parte (ciò fu Schiatta
del Ricco Pezzaio,)che fé non avelie tanto
cuore , che eglino gliene manderebbono uno
di bue . Di che quello Capitano udendo que-
llo , fdegnato ellere tenuto vile , che per certo
era de' gagliardi uomini d' Italia di fua perfo-
na ; pure per vergogna fi condulle alla batta-
glia ; e così ufcito del campo andò albergo
a Ca Teina , e così combattendo fu fconfitto ,
e prefo Mefser Giovanni Malatacca , e molti
Fiorentini , eh' erano con lui ; infra' quali di
nome non vi fu però altro Fiorentino, che
Filippo di Mefs. Alamanno Cavicciuli, il quale
poi ricomperatofi , fu fatto di popolo , e Vi-
cario della Valdinievole ; della quale fcon(itta
molto fi fgomentarono i Fioreneini ; e nondi-
meno Tofte non il levò però da Sanmignato .
Come i Fiorentini mandarono per lo Conte Ruberto
da Poppi , e feronlo loro Capitano di gimra .
Rubrica 714.
IN quello medefimo mefe mandarono i Fio-
rentini per lo Conte Ruberto de' Conti Gui-
di da Poppi , e tolierlo per loro Capitano , e
andò nel campo da Sanmignato del Tedefco, e
quello vide , e afforzò per modo , che con ogni
licurtà dentro non vi potea perfona intrare, né
ufcire , e da mangiare non v' era fé non poco .
Come
LIBRO NONO. 77
Come la compagnia di Mefs. Giovanni Aguto venne
a Firenze , e fece grandi danni , e mandojji Am-
bafciadori al Papa , e fece fare lega con lai' .
Rubrica 755.
STando ia quefto tremci^e , e sbigottimento
i Fiorentini per la detta fconfìtta narrata
addietro lo fecondo Capitolo paiTato, fi pen-
favano per certo eilere diferti , e gran paura
aveano dello loro flato , e libertà ; e quelli, che
contradiceano la lega della Chiefa , ciò era la
fetta degli Aibizi, era tutto dì loro rimpro-
verato , che per non volere conofcere gì' in-
ganni di Mefser Bernabò, che fempre avea
ingannato i Fiorentini , li Fiorentini erano
per perdere la loro libertà. Di che convenne
alla fetta de' Ricci aflentire alla lega, e così
fu ; perocché creati furono Amoafciadori , e
andarono a fare la lega col Papa, ed ebbell
con grandiffimi difavvantaggi , più che non
arcbbòno avuti, infra' quali Ambafciadori fu
il capo della fetta de' Pvicci , il quale fu Uguc-
clone di Ricciardo de' Pvicci , e così ebbe Papa
Urbano V. la lega, che non era per averla a
quelli tempi . La compagnia di Meis. Giovanni
Aguto veggendofi quefta vittoria così gran-
de , fi dice , non volle andare a foccorrere San-
mìgnato , e lo non vi andare furono dette più
cagicni . Chi dille , perchè lo foraggio , non vi
era i
78 ISTORIA FIORENTINA
era ; chi difle , non fu chi darli danari ; chi
diffb per lo tempo tempeftofo dell' acqua , ed
i mali cammini , e terreni di Sanmignato . Ma
vennorfene a Peretola preflb a Firenze a due
miglia, con ifperanza, che a Firenze fofle no-
vità , e mutalTe flato /e veniffe alle mani di
Mefs. Bernabò, e pare fi creda, che fé fofle
fiata gente d' uno fignore naturale , come di
così crudele tiranno, come è Mefser Bernabò ,
correa gran rifchio di mutare flato ; ma niuno
era vago della fignoria fua . E venne a Firen-
ze, cioè a Peretola , a' dì di Dicembre
MCCCLXIX.
Come s' ebbe Sam72Ìmato .
Rub. 716.
STando in quello tremore per più dì , s' era
cercato trattato dell' entrare in Sanmigna-
to di furto . Di che un pover' uomo , che fi.
chiamava Luparello^'^ feguendo fuo trattato,
una notte ruppe una parte del muro , ed in-
trò dentra alquanti , e poi andarono , e rup-
pero la porta , e combatterono la piazza , e
convinfero la Terra , ed andò a ruba la mag-
gior parte della Terra , e ciò fu nel mefe di
Gennaio , cioè a' dì 9. mccclxix.
Cowe
(r) MS. Luperarelfo ,
LIBRO NONO. 79
Co7iie fu frefo il Cajkllo dì Sanmìniato yC quello^
che ne feguì di loro , ed a certi fu tagliato
il ca^Q. Rub. 717.
IN quello medefimo anno, e mefe , effendo
in Sanmlgnato la gente de' Fiorentini , e
prefi de' principali nimici del Comune di Fi-
renze, e menati a Firenze. Infra' quali Mefs.
Lodovico Ciccioni e Mefs. Fi-
lippo Lazzerini vennero a Firenze a' dì
del niefe di Gennaio in fui vefpro. Lo po-
polo fentendo per tutta la via donde veniano,
cioè dalla porta San Friano , infino al palagio
de' Priori ; e sì per la gu^^rra , che fatto avea-
no , e sì per la careftia , che della guerra era
ufcito , e poi per la gente , che cavalcato avea
a Firenze , fu grandifllma fatica con tutta la
gente , e famiglia de' Rettori , e de' Priori male
guidata , e tanti ne furono feriti di pietre, che
abbandonarono i pregioni , e fé fodero flati
fciolti , fi dice, fé n'andavano . Pure all'ulti-
mo , con grande fatica , furono meffi in mano
delli Rettori . E lo dì feguente in fullo muro,
eh' è dal palagio dello Affeguitore allo pala-
gio de' Priori , fu tagliata la tefta agi' infra-
fcritti
Di che efiendo tagliata la tefta a Mefs Filippo
Laz-
8o ISTORIA FIORENTINA
Lazzarini, e quafi ogni peribna itofi.a cafa ,
e lo corpo ino era nella bara nello cortile del
Capitano , fu tolto in fulla terza , e portato
via con quelle Iblennitù , che gli altri . Di che
eflèndo in Porta rolla, parve giudicio divino,
che i fanciulli , che ufcivano dalle fcuole , co-
minciarono a domandare chi erano li portati ;
ad uno ad uno paflàrono , che nulla fu detto.
Quando furono a Mefs. Filippo Lazzarini, con
boci, e falli cacciarono coloro, che lo porta-
vano, e ultimamente lo trafiero della bara , e
tutta Porta rofla lo ftrafcinarono innno alla
ufcita di Porta rofla , da cafa i Bombeni . La
novella andò in palagio , la famiglia de' Signori
v' accorfe , e fecelo rimettere nella bara , e ri-
torre, ed i fanciulli cacciati. Di fubito innanzi
giunfe a cafa gli Spini, da capo fu loro tolto,'
e gittato fuori della bara , e fatto riporre , e
tolto loro più volte . Ultimamente nò i Ret-
tori, né altri non ebbono potere, che i fan-
ciulli non lo gittalTero in Arno . Dicefi , che
fofle giudicio divino , perocché operazione di
perfona non f u , che ciò fi facefle , fé non
de' fanciulli . Diceu bene, ch'egli fu uomo di
mala ragione , e che avea grano , e che mai
non li potò a Sanmignato fare lo defle , che
n' afpcttava gran careftia , e vedea quelli di
fua fetta , e gli altri comperare pane di fag-
gina di monte ilaia xii. danari .
Co7T:e
LIBRO NONO. Si
C-oine fi partì la brigata di Mefs, Giovanni Aguto ,
e andomie in Lombardia , e di gente Fiorentina
fi- fecero Cavalieri, Rub. 718.
I
N quel tempo, e in queli' anno la detta bri-
gata di Meis. Giovanni ilguto , fiata cti'ella
fu a Peretola dì e fiata alle
dette luogora de' cittadini , quando fi partirono
dello luogo dove erano fi fecero ardere , e
fare grandi danni, e innajizi che fi partiflerQ
a' dì . . . del mefe di ijìcembre vennero prefTo
a Firenze sforzatamente con tutta la loro bri-
gata , e fecero corridori infino alle porti della
città di Firenze , e corfero per modo , che
vennero infino a Mugnone , che fono i folli ,
e allora fi diliberò, che non fi ufcifle fuori
per gli noftri foldati, e cosìquefti corridori fu-
rono contaftati per alcuni , che fi trovarono di
fuori , e fu prefo uno Mefs provi-
fionato di Mefs. Bernabò , ed erafi quello dì
fatto Cavalieri egli , e Mefs figliuolo
di d' una famiglia di Ghibellini
chiamati Lifchi . Quefta vergogna ricevettono
i Fiorentini , e danno , per oflervare la promif-
fione a Mefs. Bernabò, ed egli non la ofler-
vò a loro .
TomoXIK ' F - Qiiefti
H ISTORIA FIORENTINA
Pue/fi fono i Priori da' dì primo di Gennaio 1 3 (5S.
a' dì prima di Gennaio 136^. Rub. 7 ip.
lAcopo d'i\lamanno Vettori^').
Ugolino di Bonfi , Speziale .
Piero di Bonaventura Ricoveri .
Bonaccorfo di Lapo di Ioanni BonaccorlI ^*^
Francefco di Iacopo del Bene .
Cipriano di Lippozzo Mangioni.
Manetto Ammannatini , Cofiinaio .
Iacopo di Gaggio, Tavolacciaio .
Migliore di Veri Guadagni Gonf. di Giuft.
quart. S. Ioanni .
Ser Paolo Venni lor Not. q. S. M. Novella .
Giovanni Doni , Rigattiere .
Andrea di Giovanni, Pianellaio.
Andrea Villani, Tintore.
Francefco Lippi , Pellicciaio .
Francefco di Giunta Borghi.
Caroccio Carocci .
Benedetto di Neri di Ser Benedetto.
Agnolo Borgognoni.
Luca di Torto da Panzano Gonf. di Giuft.
quart. S. Spirito .
Ser Vermiglio di Ser Franchino lor Not.
quar S. Ioanni .
G io-
fi) Magi, omette Vettori ,
(2) jMagl. omette bonaccorji »
LIBRO NONO. 83
Giovanni d' Arrigo SafTolini .
Francefco di Lippo i\ntinori .
Francefco Martini , Galigaio .
Marco del Bellaccio, Beccaio.
Giovanni di Roberto Ghini .
Bernardo di Iacopo: Beccanugi.
Giovanni d' Aldobrandino del Ricco .
Pino di Teghiaio del Cicino .
Filippo di Cionetto Baftari Gonf. di Giuli:.
quart. S. Croce .
Ser Goro di Ser Grifo lor Not. q. detto .
Stefano di Lippo Neri .
Ciriaco di Guernieri Benci .
Francefco di Spinello , Vaialo .
Lionardo di Ioanni Raffacani.
Niccolaio Delli, Pizzicagnolo .
Cecco Giandonati, Vinattieré.
Pagolo di Michele de' Rondinelli .
Domen. di Filippo di Niccola , Lanaiuolo ^^^ .
Guido di Federigo Baldi Confai, di Giuft.
quart. S. M. Novella .
Ser Francefco di Vanni Muzzi lor Notaio ,
quar. S. Spirito.
. Giovanni di Francefco graffo Mercatante ^^^ .
Lippo Dini .
Niccolaio del Bello de' Mancini.
F 2 Fran-
co MS. Niccoli,^ omette Lanaiuolo»
(i)MS. Mereiaio*
^4 ISTORIA FIORENTINA
Francefco Gofi , Lanaiuolo .
Domenico di Sandro Donnini.
Tomniafo di Meglio Fagiuoli .
Ioanni di Lapo Ghini , Maeflro .
ìoanni di Piero Parenti , Corazzaio .
Gerì Ghiberti Gonf.di Giuft. q. S. Giovanni .
Ser Lorenzo di Ser Tano lor No^. q. detto .
Niccolò Doni , Albergatore .
Bonaccorfo di Vita, Rigattiere .
Ioanni di Piero Bandini.
Ioanni di Francefco de' Magaiotti .
Simone di Mefs. Bindo degli x\ltoviti .
Boccaccio di Mefs. Ardovino .
Bianco di Bonfi , Ritagliatore .
Filippo Doni , Lanaiuolo .
Ioanni di Luigi de' Mozzi Gon£ di Giuft.
q. S. Spirito .
Ser Lodovico di Ioanni Doffi lor Not. qu.
S. Croce .
€ome fatta la lega colla Chiefa fi mando in Lom-
bardia gente contro a Mefs. Bernabò.
Rubrica 720.
IN quello an^o del mccclxx. ferma la lega
con Papa Urbano , perchè Piero di Filippo
degli Albizi avea fempre favoreggiato, chela
lega colla Chiefa fi facelTe , avendo Mefs. Piero
figliuo* di iMefs. Filippo Corfi fuo nipote Ve-
fco-
LIBRO !k01«T0. -S5
fcovb di Firenze , lo Papa Urbano gii diede
Il cappello ;, e fu nel numero degli altri Car-^
linali , e rÌGhieiè il Papa la lega de' Fioren-
tini , e gli altri collegati incontro a Mefs. Ber-
nabò. Di che ì Fiorentini vi mandarono; e
.nfra tutti gli altri collegati infieme colla Chié-
•a , fu maggiore lo numero , che flette alla
-Tuerra quello de' Fiorentini di foMati, che al-
:un' altra, o tutti infieme . E di quella gente
ili Capitano Mefs. Roflb de' Ricci . Ed eflendo
Al efs. Rollò de' Ricci colla brigata in Lombar-
dia , una fera cavalcò ove fu rotto,
e prefo ; e poi pagò alcuno danaio della ta-
glia , e lafciò il figliuolo flaggio a Mefs. Ber-
nabò per tremila fiorini , lo quale fopra di fé
r avea tolto , e promeiTo a' foldati , e lui fopra
la fua p*rovifione lafciava libero . Di che 11 fuggì
lo mele di Gennaio mccglxx,
O^cjli fono i Priori da dì primo di Gemmo i ^6^,
a dì primo di Gennaio 1370. Rub. 721.
I
Oanni di Giunta , Lanaiuolo .
Piero Bini.
PieYo Gorini, Beccaio.
Francefco Pepi, Pannaiolino.
Mefs. Pàzzino degli Strozzi,
Priore del Pera Baldovinetti .
Biagio di Sonacelo Guafconi.
Guicciozo d' ArdinfTo de' Rìcck
La^
t6 ISTORIA FIORENTINA
Lapo di Duccio Bucelli' Confai, di Giuli:.
quàrt. S. Croce .
Ser Niccolò Serragli lor Not. q.S. Spirito.
Piero di Zucchero Soderini .
Bonaccorfo di Rucco ( o Ricco ) Pitti .
Dino di Ceri Tigliamochi .
Giovanni Mannini .
Gherardo di Bartolino^'^ , Pezzaio .
Stagio di Bartolo, Ferraiuolo.
Cantino d' Agnolo di Lapo di Gante ^^^ .
Duccio di Ioanni , Sellaio .
Bartolo di More Ubaldini Confai, di Giuli.
quart. S. M. Novella .
Ser Giovannidi Ser Corfo lor Not. q. detto .
Giovanni Dini , Speziale .
Bartolo di Cenni Bidiotti .
.... . '
Simone di Rinieri de' Peruzzl .
Agnolo di Piero Covoni .
Filippo d' Uguone ^'^ , Speziale .
Ghino di Bernardo Anfelmi .
Miniato di Nuccio , Funaiuolo .
Nuccio di Matteo , Tavolacciaio .
Saiveftro di Mefs. Alamanno de' Medici ^^^
Gonf di Giuft. quart. S. Ioanni .
Ser Salvi Gai lor Not. quar. detto .
Nic-
(i) MS.^; B.irtolo.
(2) MS. Lipicanti . Petrìb. Cantini »
(3) MS. if Ugficcìone .
(4) MS. omette de* Medici ,
I
LIBRO NONO. 87
Niccolò Brunetti, Pizzicagnolo.
i\ndrea Niccolini , Calzolaio .
Niccolò d' Ugolino Giugni .
Ioanni di Lapo Cord .
Ubaldino Faftelli,
Ammannato di Teghino Rinaldi .
Francefco di Benedetto Cucci .
Caraccio ( al Caroccio ) d' Andrea del Nero .
Mefs. Donato Velluti Gonf. morto . In fuo
luogo
Sandro di Simone da Quarata Gonf. di Giuft.
quart. S. Spirito . ^'^
Ser Francefco del Maeftro Piero lor Not.
quart. S. M. Novella .
Andrea di Cappone de' Capponi .
Iacopo di Lapo Gavacciani,
Dino di Nuccio, Coreggiaiq'.
Orlando Avviati , Fabro .
Giovanni di Giano, Setaiuolo.
Ambrogio di Meringo .
Gueriante di Matteo Marignolli.
Ioanni Cambi .
Giovanni di Mefs. Lotto Salviati Gonf. di
Giuft. quar. S. Croce .
Ser Tinello di Ser Bonafera lor Not. q. S. Sp.
F 4 Cio-
(i) Magi. Vevumtamen dìBo Doinitt§ Donato defan&é
fucce/Jit in Incum eius Sander Simonis dii Quarata
iff officio Jupr^diéfo .
88 ISTORIA FIORENTINA
Cione di Vanni Abadinghi .
Lionardo di Bindo Ferrucci .
Bonaguida di Iacopo Simoni, Lanaiuolo ^'>.
Bcnaccorfo di Vanni , Orafo .
Riiìoro di Cione, Maeilro .
Tommafo di Vanni da Careggi^-^, Linaiuolo.
Aleiìandro dlNiccolaio d'Ugo-degli Aìbìzì^'K
Iacopo d' Aldobrandino di Lapo Rinaldi ^^>.
Baldefe di Turino Baldefi ^>> Gonf. di Gluft.
quar. S. M. Novella .
Ser Piero Cini lor Not. g.S. Croce .
Come Mefs. Bernabò ma?idò gente in Tofcana , e
venne da Matrone. Rub. 722.
NEI detto anno del mccclxx. Mefs. Bernabò
mandò iua gente , la quale venae da
Sa rezana , e per la via di Mutrone , e poi fi
partì di quelle parti, e andoffi disfacendo per
iòidi , e non facea però danno a' Fiorentini ,
né a molte perfone , perocché con molta gen-*
te, che il Comune avea, fi difefe.
Come
(1) MS. ctTsette Lanaiuolo.
(2) MS, omette il luogo
()) MS. ^/ Niccohiio degli Agli , corretto , ove ptima H
leggeva come in ^\zti y degli Alejfaudrì *
{4) M^. oiT.ctce Ri n ai dì ,
(5) MS. lafcra BMefi , Viv. n. Fa poi Cavaliere ,
LIBRO NONO. 89
Come in queflo armo fu grande careftia cV ogni cofa ,
Rubrica 723.
NEI detto anno fu grandifiima careftia,
perocché per la gran pioggia dell' anno
pallàto, e perchè era Hata guerra, non s'era
raccolto aflai abbaftanza , di che convenne fi
mandafle per grano di fuori, e valle quell'an-
no lo ftaio Fiorentino tre meli , ciò fu Feb-
braio, Marzo, e Aprile, e parte di Maggio
un fiorino lo ftaio . E quel mede fimo annodi
vino fu gran careftia, perocché valfe fiorini
uno lo barile di ricolta , e di ftate fiorini uno ,
e mezzo il barile . Ancora fu careftia di car--
ne , perocché quell' anno era ftata in Lombar-
dia la guerra, e in Tofcana, e in molte luo-
gora ; per la quale cagione non era venuto a
Firenze beftiame di Puglia, donde ne folea
venire affai . Queir anno v' ebbe mortalità di
beftiame, la qual cofa gittò aflai careftia, ol-
tre all'altre cagioni di fopra narrate.
Ouefiifono i Priori da' dì prinm dì Gennaio i 3 70.
a dì primo di Germaio 1 3 7 1. Rub. 724.
J[ Acopo di Bartolo Strada .
Matteo di Bonaccorfo Alderotti . -.
Agnolo di Berto Cecchi.
Si^
pò ISTORIA FIORENTINA
Simone di Bonarrota Simoni,
Lapo di Vanni Rucellai .
Marco di Giotto Fantoni . ^
Bartolo Lana , Legnaiuolo .
Niccolò di Benedetto , Rigattiere .
Andrea di Veri Rondinelli Gonf. di Giuft.
quar. S. Ioanni .
Ser Calciotto Ioanni lor Not. q Spirito .
Piero Scotti , Calzolaio .
Andrea di Feo , Laftraiuolo .
Alberto da Caitiglionchio .
Domenico di Borghino Taddei .
Tellino Dini.
Aleilan. di Ser Lamberto del Nero Cambi .
Iacopo di Giano Gherardini .
Bartolommeo di Luca Banchelli .
Iacopo di Banco Pucci Bencivenni Confai.
di Giuft. q. S. Spirito .
Ser N iccolò di Ser Ventura Monachi lor Not.
quar. S. Croce •
Guido di Ioanni Machiavelli.
Giovanni di Ser Segna, Ritagliatore.
Bartolo Mali (odi Malo ) Vinattiere .
Antonio Martini , Beccaio .
Piero di Lippo Aldobrandini.
Bartolo di More Ubaidini.^
Niccolaio di Mone Guidi .
Stefano di Taddeo Cerretani .•
Bo-
LIBRO NONO. ^l
Bonaccorfo di Lapo loanni Gonf. di Giufl:.
quart S. Croce .
Ser Domenico di Ser Benincafa Jor Not.
^ quar. S. loanni .
Bartolommeo'di Niccolò diCione^'^Ridolfi ,
Filippo di Iacopo Marfilj.
Pierozzo di Piero Pieri.
Gueriante di Biligiardo Bagneil.
Ghieri di Chele , Albergatore .
Francefco di Chele , Rigattiere .
Gieri Ghiberti.
Tommafo di Neri di Lippo .
Ghino di Bernardo Anfcìmi Gon£ diGiuftl
quar. S. M. Novella . ^""^
Ser Francefco Malini lor Not q. detto.
Niccolò di Zucchero , Tavoliere .
Luca di Totto da Panzano.^5)
Ser Ghiberto di Ser AlefTandro .
Lodovico di Ser Gherardo della Fioraia .
Carlo di Strozza degli Strozzi .
Giovanni d' Amerigo del Bene .
Giovanni di Mone , Biadaiuolo ^"^^ .
Giovanni di Cenni , Vinattiere .
Uguc-
(i) MS. omette <// Ciofte.
(a) Viv. n. Fu fatto Kavnllere , e poi mila ottenne »
(3) Viv. n. Fu fatto Kavaliere .
(f) MS. Lanaiuolo, Viv. n» Fupoi Kavalhtf .
pS ISTORIA FIORENTINA
Uguccione di Ricciardo de' Ricci Gonf. di
Giuli, quart, S. loanni .
Ser Bartolo Neri da Roffiano lorNot. quar.
S. Croce .
Niccolò di Nome, Vinattiere.
Agoftiao di Lapo Bruni, Vinattiere -'^ .
Bartoloinmeo dì Caroccio degli Alberti .
loanni di Geri del Bello .
Attaviano di Dino Attaviani .
Bindo di Giovanni Vecchietti .
Marco di Bandino da Filicaia .
Iacopo Bonafede .
Niccolò di Geri Soderini Gonf. di Giuft.
quart. S, Spirito .
Ser Giovanni Simoni lor Not. q. S, Io.
Come in quefto anno fu in Firenze grandi novità
per rivolgimento di fiato de' Cittadini , e la
legge ,Jt fece per Mefs.Benghi Bondahnonti .
Rubrica 725.
IN quefto s.nn^ nella città di Firenze- eb-
Dono principio di molte rivoluzioni , le
quali parvono veramente eflere principio di
molte novità grandi , che poi feguirono . Cpn-
iìderato , che per la lega della Chiefa s' era
r una fetta alTai formontata, cioè quella degli
Albixi j e in quefto medefimo anno parve , che
r una
(i) MS. Coreggi aio ilAtLgX, Urcì&Bruui .
LIBRO NONO. 93
r una fetta s' accordafie indeme coiraltra: or-
vero dicono altri, che guardò di dare il gam-
betto r uno all' altro, ma come che la cofa li
andaffe , l' effetto fu , che la fetta degli Albizi
per la lega , e per lo Cardinale , eh' era in Corte ,
in Firenze prefero maggior piò , fpezialmente
Fiero di Filippo degli Albizi , cioè del Cardi-
nale , e mandò il nipote a Bologna, e indi fa
fatto Capitano della Montagna. Parve Piero
far furgere lo maladetto ordine dello ammo-
nire, addiet^ro trattato in più luoghi, di che
molto fi tram.eftava la cofa , e andava a partito
d' eflèrc ammonito tale , eh' era Guelfo ; e ciò
era sì difcorfa la cofa, che quando erano irt-
fieme li detti Capitani , F uno dicea alF altro :
Non hai tu niuno a cui tu voglia male ? Ed io
F ho . Ora mettiamo a partito ciafcuno il fuo
in una volta tutti e otto. E alcuna volta di-
ceano : Vada il tuo prima, e poi il mio . E così
non elTendo in concordia , poi fi giurava cre-
denza , teniefi un tmiipo , e poi pure fi pale-
fava. E chi era (tato lafsù nominato, o meflò
a partito avea uno grande crollo ; perocché
fi dicea : Il tale dee elTere Ghibellino ; egli fu
meifo al paraone ; dicea F altro : Non era , che
nonfivinfe; e quegli fifpondea: Il tale Capi-
tano era fuo amico, e campollo . Di che pa-
rca altro non fi avere a fare in Firenze , che
tali cofe d' ammonire tutto dì ricordarfi . Di
che per auefto dii^uazzare , Mefs, Ben^^hi Buon-
del-
94 ISTORIA FIORENTINA
delmonti Cavaliere del popolo, e avea ricevu-
to effere popolano per la guerra de' Pifani ,
come addietro fu fatta menzione; e in quel
medelimo anno era (tato imborfato de' Priori ,
e farebbe ftato in quel!' anno medelimo Prio-
re ; per li modi fuoi fi fece una riformazione ,
la quale in effetto narro, che chi folle ftato
grande , e fatto popolano , da quello dì del
beneficio ricevuto, ed aveffe conforti grandi,
non poteffe effere infra venti anni dal dì del
beneficio, de' Priori, e non poteffe edere a
fare lo fquittino ec. Quefta legge fu proprio
in Mefs. Benghi , perocch' egli avea conforti
grandi , e niuno altro avea conforti grandi ;
perocché chiunque fi facea di popolo mutava
arme , e rifiutava la conforteria , e Mcfs. Benghi
non mutò arme , né rifiutò conforteria . Di che
ebbe divieto venti anni dal dì ; di che poi
nelP ammonire diventò più fiero per lo fde-
gno . E ciò fu del mele di Gennaio mccclxx.
Come figuì forte la legge deW ammonire , e chi fu
ammonito in quefta anno . Rub. 726.
NEI detto anno , effendo la fetta degli Al-
bizi in colmo per la Chiefa , e per lo
Cardinale , e per la lega ; parve Y altra fetta
d'Uguccione de' Ricci dare a terra le reni, e
cominciare a piaggiare, ed ancora a fare di
quello medefimo degli Albizi, ed a volere delle
prov-
LIBRO NONO. 95
provvirioni dalla Chiefa , e cominciòUguGcionc
a mandare Guiglielmo fuo figliuolo a Bologna,
onde ebbe dal Cardinale di Brugiaprovvifione
di 40. fiorini il mefe , ed all' altro figliuolo dare
uno beneficio , e terreni di Chiefa in quello
di Sanmignato. Di che alli cittadini parea quali
e0ere venduti, dicendo: Noi fiamo nrieglio ;
e prima da Firenze di quefte due famiglie e' di-
ceafi, la fetta degli Albizi, e quella de' Ricci,
ed ora fono accordati infieme ; ed Uguccione
era quello, che fempre vietò la lega della
Chiefa, ed ora l'ha ordinata , ed ha a provvi-
fione , e Chiefe i figliuoli : egli non la vietava
per bene di Comune, ma per avere migliore
boccone ; neir anno del mccclxvi. egli puofe
l'ordine, che non fi ammonifie di leggiero,
come fi facea, e ora ò fiero all'ammonire.
Onde molti fi maravigliavano dì lui, e in o-
dio r avevano, perocché parea eiìére fatto colla
fetta degli Albizi una cofa . E in queito anno
furono ammoniti tre famiglie, però chi am-
monia uno d' una cafa , e foife uno lato ftretto ,
o difcendenti , erano tutti ammoniti . L' uno fu
Priore d' Arrigo de' Sigoli, S. Spirito, po-
polo S. Niccolò, e ciò fu a' di 22. d' Aprile
MCCCLXXI.
Berto de' Benvenuti, detto quart. popolo
S. Felice in Piazza , detto anno , e mefe .
Zanobi di Neri de' Macigni , quar, S. Gio-
vanni, detto anno, a' dì B. di Gennaio , alla
cui
p6 ISTORIA FIORENTINA
Cui monizione fu Mefs. Rollo de' Ricci Capi-
tano , e non poflendo vincerfi tra loro , e meflb
tre volte, Mefs. Roflb, non volendolo il Pro-
pofto mettere più tra' Ventiquattro , difle , che
lo metterebbe egli cento volte ; e ultimamente
non vincendofi , feciono uno configlio di ri-
chiedi la fera alle due ore , e flettono iniino
a dì , quando fonata era la feconda volta per
andare per li Gonfaloni . Alla terza quefti de i
Macigni , eh' era tratto Gonfalonieri , Mefser
Roflb fi levò , e giurò , eh' egli non lo pigile-
rebbe . La brigata ftracca, e vedendo quivi
3bo. cittadini richiedi a configUare , che lo
fpacciafiero ; perocch' eglino richiedeano a i
configli uomini, che follerò di loro animo y
cioè al configlio de' richiedi ; allora li Venti-
quattro s' arrenderono , e fu ammonito .
Come fi elejfero Bargelli , e fecefi legge /opra i
falliti, e f eronfi gabelle al Monte , e fecefi Ugnc-
clone Albizi ima lega , e fecefi legge a chi ncci^
dcffe gli sbanditi . Rub. 727.
NEI detto anno del mccclxxi. fi fecero in
Firenze molte leggi ; perocché molti sban-
diti ufavano allora nel contado di Firenze , e
vietavano poflèflioni ; di che fi eleflero quat-
tro Bargelli , e' quali fteiìero in contado , e
niuno ne potefiè dare in Firenze , fé non tre
dì per mefe con grandi balie; .e certo molto
fé-.
LIBRO NONO. 97
fecero fpaurire gli sbanditi, ed arfono molte
cale de' cittadini , e condannarono molti ; che
gli ricettavano, li quali erano li condannati , la
maggior parte del numero de' grandi . Cni di-
ce , che '1 ice io no perchè fi trovò le fette in
palagio. E chi dice, che'! fecero pure,per-
ch' eglino (tanno pia in villa, e ricettano gli
più, eh' e' popolani . Ancora quell'anno fallì
la compagnia de' Guardi, la quale avea di de-
bito 127. migliaia di fiorini, e per quefto li
pofe grandi pene a' falliti , e alle mogli , e a' fi-
gliuoli, e non poteilero avere uficio , fé non
rendeflèro foldi 20. per lira, e chi non ren-
deflc foldi 20. per lira, benché fofle finito,
ad ogni tempo poteflc eilèr convenuto , e mol-
te alrre leggi fopra ciò. Ancora chi pigliaflè
alcuno sbandito aveffe danari ; e chi uccidclTe
uno sbandito, foffe ribandito.
Ancora li fece legge , conciofiacofachè
molti incantavano del Morite, e decano: lo
Monte vale 30. per centinaio ; quello dì io vo-
glio fare teco una cofa ; io voglio poterti dare
oggi a un anno , ovvero tu dare a me , quanto
a 3 i. per cento; che vuoi ti doni, e fa quello?
e cadeano in patto; poi flava in fé. Se rinvi-
gliavano , li comperava, e fé rincaravano, li
vendeva , e ne promutava qua , e la il patto 20.
volte Tanno. Di che vi li puofe fu gabella
norini 2. per cento a ogni promutatore.
i'u in quell' anno, cioè il Settembre, e
Tc:wXyF. G TOt-
^8 ISTORIA FIORENTINA
r Ottobre Carlo Strozzi de' Priori, ed era un
favio uomo, ed era così grande capo della
fetta degli Albizi , come fi folle Piero di Fi-
lippo degli Albizi medefimo , e fa Gonfalonieri
di giuftizia Uguccione di Ricciardo de' Ricci.
Di che per lo fenno di Carlo parve unire Piero
di Filippo, e Uguccione a ogni cofa , e fpe-
zialmente air ammonire . Di che non feppe
fare sì fegreto, che non (i fapeffe , e ancora
per le opere, fi vedeano ; onde la fetta de'Ricci
levò la fede a Uguccione, e dilfeli , che più
volte di notte s' accozzarono infieme in più
luoghi .
Come fi fecero ordini y e leggi fopra i Notai ,
e poco valfe , Pvub. 728.
NEI detto anno del mccclxxi. di Maggio fi
fece legge , che conciofoilecofachè li No-
tai negli uficj fi pagavano troppo ingorda-
mente ; cioè era uno Notaio al Camarlingato
dcirEftimo; pagavafi : egli volea dello paga-
mento di 20. foldi a cancellare per lo popolo la
bulletta foldi 5. ed era tale popolo a pagare
lire 5. che '1 Notaio volea il quarto , e così di
ogni cofa . Di che fi ^qcq, ordini penali , e non
fi oflcrvarono , ne infino a quelli dì non li fece
tante leggi , che fi oflervino .
Oneiti
LIBRO NONO, pp^
Queftifono i Priori da' dì primo di Gennaio 13 71
a dì primo di Gennaio 1372. Rub. ^7 2p.
JLj^naiuto di Ser Belcaro de' Serragli .
Iacopo di Lippo Neri .
Simone d' Andrea Fagiuoli , Chiavaiolo.
Ridolfo di Lorenzo , Calzolaio .
Cuccio di Dino Cucci ^'^.
Bartolo di Giovanni Siminetti.
Napoleone di Benci Carucci.
Francefco di Ser Arrigo Rocchi .
Lapo di Duccio Bucelli Confai, di Ciud.
quar. S. Croce .
Ser Andrea di Ser Cuido lor Not. quart
S.M. Novella ^^-\
Clovanni di Luigi de' Mozzi ,
Simone di Ceri ^'^ Baroni .
Iacopo di Piero Sacchetti ^^^ .
BartoloHìrneo dì Lione Simoni .
Pace Brunetti, Pezzaio .
Ciraldo di Paolo Ciraldi, Caligaio ^^^.
Benedetto di Piero Morelli , Lanaiuolo .
Marco di Benvenuto ^'^^ Saponaio.
G 2 An-
(1) Viv. n. Fu poi Kavalìere del tempo .
(2) Pe-rib aggiugne, Cor fi , MS. l'omette del tutto.
(5) M^\ di Giorgio.
(4) V\^. n. Fu poi Kavaìiere »
(5) MS\ Piazzato,
{6) Viv. di Brunetto .
ÌGO ISTORIA F lOREN TINA (^
Andrea di Lippozzo Mangioni Confai, di
Giuft. quar. S. M. Novella .
Ser Chiermontieri^'Mi Ser Bartolo Chier-
montieri lor Not, quar. S. Spirito .
Iacopo di Banco Pucci Bencivenni .
Pagolo di Matteo de* Malificj .
Bardo Cord, Setaiuolo ^'^
Andrea di Mefs. Francefco Salviati .
Vera del Pera Baldovinetti .
Giovanni Federighi .
Ioanni di Gante Ammannati , Pizzicagnolo .
Mafo di Neri, Funaiuolo^^^
Iacopo di Dino Guidi Gonf. di Giuft. quart.
S. Ioanni .
Ser Piero Mazzetti lor Not. quar. detto .
Simone Tucci , Albergatore .
Serotine di Salveftro Brancacci.
Tommafo di Lippo Soldani .
Ioanni di Lapo Niccolini .
Gentile d'Oddo Altoviti.
Pagolo di Bingeri Rucellai .
Giovenco di Mefs. Ugo della Stufa .
Biagio di Bonaccio de' Guafconi ^'^^ .
Fran-
co MS. S^r Ghjrar4o Tieri^ec.
(2} Magi, omette Setaiuolo .
(3) MS. Fcrr aiuolo .
(^) Viv. n. Fu poi K,2vallcre*
LIBRO NON O. rO£
Francefco di Feduccio Falconi Gonfal. dì
Giuft. quart. S. Spirito .
Sér Bernardo di Ser Taddeo CarehereUi loro
Net. quar. S. Croce .
Uberto di Schiatta Ridolti .
Iacopo d' AleiTàndro Guidetti ,
Piero Bachini , Beccaio .
Bartolo Sanguigni, Calzolaio.
Andrea di Segnino Baldefi .
Davanzato di Ioanni Davanzati.
Uberto di Pagno degli Albizi .
Filippo di Rinaldo Rondinelli . .
Michele di Vanni di Ser Lotto Gonfal. di
Giuft. quar. S. Croce .
Ser Michele di Ser Tegna lor Not. q. S. M, N>
Giovanni di Tingo, Speziale.
Niccola d' Albizo de' Guicciardini,
Bettino di Mefs. Covone de' Covoni .
Beltramo di Mefs.Bivigliano de'BaroncelIi^''\
Luca di Vanni , Calzolaio .
Franceico d'Amerigo, Pezzaio.
Ugolino Attavanti , Speziale .
Giovanni di Tura Dini.
Degho di DoiTo degli Spini Gonf. di Giuli/
quar. S. M. Novella:.
Ser Verdiano Arrighi lor Net. q. S. Spirito ,
G 5 Come
(i) MS: omette B ar enee Ili ,
102 ISTORIA FIORENTINA
Come fi fece orami alla Vane Guelfa fopra gli
ammoniti , e che non fi pQtejfe toccare gli
ordini . Rub. 730.
NEll'anno McccLxxi. li Priori di Gennaio,
e Febbraio furono , infra' quali ebbe uno
Bartolo di Ioannide' Siminetti quar. S. M. No-
vella , uomo , che di nuovo era intrato nella fet-
ta degli Albizi , e toltofi da quella de' Ricci . Di-
cefi , che lo fece , che quando fallirono i Guardi
egli (lava male , ed era tavoliere , ed avea credi-
ti da non rifquotere tolto, e debiti, de' quali
ogni uomo volea eflèr pagato. Di che avendo
debiti , ed effendo per fallire , parve , che Carlo
Strozzi, e Michele di Vanni di Ser Lotto , che
erano due grandinimi nella fetta degli x\lbizl,
lo manteneflèro di loro danari , onde rimediò
a non fallire . Di che per quello egli s'era loro
obbligato . Per la qual cofa eflendofi la fetta
degli Albizi per la lega , e per lo Cardinale
formontati , e datifi all'ammonire, per tema,
che non foflè qualche Priore , che riftrignefle-
ro gli ordini della Parte , furono col detta Bar-
tolo, e sì fi feciono forti con lui; ed in ef-
fetto egli come uomo affai faputo, e baldan-
izofopiù, che non era fua perfona,e fua for-
2a, fece una petizione, che ninna legge fipo-
telTe fare contro alla Parte Guelfa , né per alla
Parte, e fece porre graviflime pene. Non fi
vin-
LIBRO NONO. 103
vinceva ; egli usò più arti acciò farla vincere ;
prima, che li Capitani della parte ftavano in
configlio , e facevano minacci oneftamente , e
inandavano nel condglio per colai, ch'eglino
fentìano, che 11 opponefle colla fava , e dicean-
gli : Se' tu Guelfo ? ognuno dicea , sì ; O perchè
non vuo' tu , che quefta petizione fi vinca ? Que*
gli lì fcufava , e temeva d' efière ammonito ; tor-
nava a federe nel luogo fuo , e colla fava fco-
perta dava nera . Gli altri veggendofi minac-
ciare faceano lofimile, ed ancora non li vin-
cea . Pure Bartolo predetto cominciò a fare
ricogliere a panca a panca , e dicea : Noi vo-
gliamo vedere , donde le fave bianche vengo-
no, che non è Guelfo, chi non vuole, che
la fi vinca; e in quello modo fpaurita la bri-
gata , fi vinfe . Quefta fu una mala novella ,
e fu dare un principio a quello, che feguì ;
di che poi fi guaftò la città , ed a molti fu in
odio il detto Bartolo, quali a' buoni uomini,
perchè troppo fi difonetlò in fare tanta vio-
lenza ai coniigìio , e molto innalzò con gli par-
tigiani. Allora quefta cofa die tanto da penfa-
re alia brigata, sì perchè Uguiccione fi dicea
quafi di aflentire , che li buoni mercatanti li
vedeano a male porto , e parea loro eflere fchia-
vi di quefte due famiglie, cioè Ricci, e Al-
bizi , e non ardiano a parlare , ma fegreto ra-
gionavano ogni dì : Vederne modo d' ufcire di
fchiavitudine .
G 4 Game
104 ISTORIA FIORENTI^'A
Come fi fecero gli ord'nn , ed i Ricci , e gli Albizi
furono pofi^ al divieto, e come . Rub. > 3 r .
NEI detto anno mccclxxii. d' Aprile , e Mag-
gio /'^ \ eduti li Priori nuovi di buono ani-
mo , e perfone di non grande leva , e da ftarfi
volentieri fanza parti , e fette , falvo Andrea
di Lippozzo, eh' era Gonfaloniere di giuiti-
zia , eh' era della fetta degli Albizi , molto tìero ;:
li cittadini fi ftrinfero infieme di volontà fé-
greta d' alcuni Priori, e d' alcuni Collegi, e
cominciarù a ragunare a due, e tre infieme ,
ed ultimamente intefi infieme , cominciarono
a farfi tra loro alcuni capi; infra' quali fu nel
quart. diS. Spirito Giovanni di Luigi de'Mozzi,
eh' era de' Priori ; in S. Croce Simone di Ri-
nieri de'Peruzzi, Mefs. Lapo da Caftiglion-
chio^-\ Giovanni Magalotti. S.MNovelìa , Lui-
gi di Lippo Aldobrandini, Ghino di Oernardo
Anfelmi, Barna di VaiorinoTurriani^^^ , ed in
S. Giovanni, Andrea di Veri Rondinelli , Sai-
veltro di Mefs, Alamanno , e molti altri li fé-
guironOjC in numero di cento, o più il ^qp^-
tirono; ma ferie trenta da prima furono i giu-
rati . Ed ultimamente la cofa fi fcoperfe , peroc-
ché
0) Lfggi^i-.Neir afjfio MCCGL?rxiT. di Marzo f e Acrile,
V. fopra la tratta Ruù 729. e l'Ammirato /. 13..
pag, 6S2.
(3) MS. da Cafii^Iiofse . V. V Ammirato I. cif.
(3) MS. GJur'mnui , V. Ammirar© , come fopra •
che quedi andarono in cafa di Siaione di Ri-
nieri de' Peruzzi a giurare, ed cgii s' infignea
malato; di che uno, e altro veggendo tanto
cedui efiere viutato , prefero fofpetto, e an-
darono a' Signori , e djlTero , che combibbia li
facea, e ragunata in cafi cittadini, e moftrb
quefte famiglie A Ibizi, e Ricci fentire di que-
lla cofa alcuno fentore ; di che coftoro fi ra-»
gunarono in S. Piero Sclieraggio , e quivi fu-
rono circa quarantotto, e non fi farebbono ra^
gunati , fé non avieno V appoggio d' alquanti
Priori, e Collegi, perocché era pena capitale
a ragunarli oltre a dodici in luogo fegreto , fé
faccenda fpreilà, o fpeziale palefe non fi fa^
cefle . Li .'^ignori s' infinfero di fapere quefto ;
la brigata sì fi rifentì , e cosi ragunati anda-
rono in Palagio , e difièro fcufandofi , eh' erano
cittadini, e che ellì intendeano potere venire
a* Signori , e però erano venuti ; che a loro pa-
rca efiere venduti come fchiavi, che altro, che
Ricci , e Albizi non li dicea . Di quefl;o nacque
quello , che per gli predetti ragunati era ordi-
nato , di tenere uno conligiio di richiefi:i , ai
quale fi proponefle quefi:e cofe ,e quivi ognuno
dicefiTe ; e quelli aveano ordinato chi diceiTe ,
chi rifpondefife , chi feguitafife , e chi ripigliaf-
fé. Ragunato il configlio , li Signori propuofe-
ro , che a loro erano venuti certi cittadini a
dire , che raunata li facea , e conventicole , e
che quelli erano penali affari; altri cittadini
era-
I05 ISTORIA FIORENTINA
erano venuti a loro , e diceano , eh' erano ra-
gunati in S. Piero Scheraggio , per venire a ri-
cordare , che manteneilèro i Signori ragione ,
e Hbertà : che a loro parea , che nella città fi
avellerò famiglie , che li voleano fare Signori ^
di che ciafcuno configli. Quivi erano Albizi ,
e Ricci, e poi delli loro aderenti affai, in nu-
mero di cinquecento cittadini. Fatta la pro-
pofta , i collegati non volieno cominciare egli-
no , per avere T aflemplo ; eh' erano con ordi-
ne , e gli altri non fapeano bene Io loro or-
dine . Di che flato per ifpazio , fi levò uno
grande fettaiuolo, e bene favio , e grande con
gli Albizi , e dille : Signori io non fo, che ca-
gione fia , e polla efière, per la quale ragù-
nata de' cittadini fi debba fare sì grande , co-
me è quella, che non fi faccia prima qui in
quello palagio con diligenzia di voi Signori ;
e pertanto io giudico, che fia chi vuole, che
fi fia ragunato, in quale luogo fi voglia, che
li mandi a' voftri Rettori, che ne facciano ra-
gione , acciocché fia afièmplo alle ragunate.
Se la brigata gli aveffero iti dirietro , cioè gli
Albizi , e li Ricci , e i loro amici , a confortare
il detto fuo, e feguito di non laiciare tramez-
zare li giurati, il configlio venia per gli fetta-
iuoli , perocché ognuno fervia a quello, che
cfelui dille; e quelli fu Iacopo di Lapo Ga-
vacciani . Subito iì levò dietro uno de' mag-
l^iori giurati , ciò fu Filippo di Cionetto Ba-
da-
LIBRO NONO. 107
Ilari , il quale dilTe : Signori , egli è vero , che
circa cinquanta cittadini li ragun^rono in San
Piero Scheraggio , de' quali io fui uno , a in-
tenzione di fare quello, che facemmo, di venire
alla voiìra Signoria a narrare la libertà fotto
che quella Terra è fiata , e ilare dee , e flarà
per voftra virtù , e non farà tanta di forza in
certi malevoli, che fi fono fatti capi di fetta,
a vendere gli altri come fchiavi ; perocché
chi non è di loro fetta , è incufato , molefta-
to, e disfatto , e chi è deli' una fetta , e non è
del tutto come fchiavo , egli è mezzo abban-
donato y e r altra fetta V impronta addoflb Noii^
ci fiamo ragtinati , per effere liberi ; eh Signori,
dateci libertà . Fu coflui fecondato da Simone
diRinieri,e da Mefs Lapo daCaftiglionchio ,
e da molti altri de' giurati , e di loro animo
le fette non feppono il riparo . Cominciò ad
andare uno giovane baldanzofo, che avea no-
me Frandefco d' Antonio degU Albizi , e difle ,
che mai la cafa degli Albizi non vollero ven-
dere la città , ma i Ricci sì ; che Uguccionc
de' Ricci avea promefTo a Mefs. Bernabò , Fi-
renze . Levoffi fufo Giorgio di Ricciardo dei
Ricci , e diflè , non era vero \ ma che Checco
d'Antonio avea, andando in Ferrara, e in
Padova, detto a quelli due Tiranni, che la
cafa degli Albizi erano fignori di Firenze, come
quelli Tiranni delle loro città , fuori che colla
bacchetta. E quefto udito inanimò la brigata
con-
ic8 ISTORIA FIORENTINA
contrtì air uno , e all' altro ; e quando quefli
doveano fcufarli, ed incolpare i giurati, ed
eglino infamavanll infieme , l' uno contro alF al-
tro di loro medeiimi ; ma quelto non avreb-
be mai fatto Piero , ne Uguccione . Vedendo
in contenzione menata la cofa , fi licenziarono
i coniigli , e andarfi con Dio V una parte , e
r altra i Priori furono con gli loro Collegi , e
diiiberaronod' eleggere due cittadini per quar-
tiere , li quali avefiero con due grandi infle-
me , cioè dieci in tutto , a domandare infra' cit-
tadini, ciafcuno per lo fuo quartiere , quale
era la cagione degli fcandoli, e quale era lo
rimedio buono a levarli; i quali cittadini fu-
rono quefli , cioè
TJ Appc
XV coi?.
Co?ì2^ furono pofli gli ordini a^UAlbizi , ed a' Riccia
tre per famiglia, e fatto V Uficio de' dieci della
liberta y e molti altri ordini. Rub. 732.
^ ^)ortato a' Signori , ed alli Collegi la"
cofa , sì fi riflrinfero infieme , ed in effet-
to videro, ch'era d'ammaccare 1^ fuperbia
degli Albtzi , e di loro feguaci; ma come era-
no in quel tempo negli uficj dell' una fetta, e
dell' altra d'ogni ingenerazione , fi pr e fero ba-
lia per li configli d' efìère li Priori , e li Con-
fa^
LIBRO NONO. 1 ,0^
falonicri, e li dodici buoni uomini , e li Capi-
tani di Parte , e quelli dieci , che furono eletti ,
e quefti avellerò balia di fare molte cole; ^
molte ne vietarono; cioè, che non poteflèro
v-endere, né impegnare la città, o fue forze,
ne danaio toccare ; non potefTero toccare le
borfe degli uficj ; non poteilero fare di grandi
popobni, nò di Guelfi Glàbellini, nò di Ghi-
bellini Guelfi ; nò ribandire , nò dar bando , né
confini fuori della città a niuno , e molte al-
tre cofe . Prefa la balia , quefti furono gli uo-
mini ; ,
Dipoi fi rinchiufero, e flettono in pa-
lagio dalla mattina infino alla notte prelTq
a dì , e molte cofe fecloao ; ma volentieri
arebbcno fatto folo agli Albizi , e non a' Rie-
ci ; ma pure per la fetta , che ciafcuno guar-
dò falvare, molti ne vietarono degli uficj , 'e
ciò furono lxxxxvi. ma poi parve loro gran
boccone . I favj ingannarono gli altri , e dif-
fero : E^ìì ò meglio avere cominciato ad alcu-
OD
no, e vedere, che fé ne dice; noi abbiamo
ancora tutto Aprile balia ; a torre tanti, quanti
quefti fono potrebbe generare fcand alo, peroc-
ché v' e d' ogni famiglia . Alla perfine fi dili-
berò , che foflèro tre degli Albizi , e tre de i
Ricci ; infra' quali furono Piero di Filippo ,
Pepo d' Antonio , e Francefco d' Antonio, tutti
e tre della famiglia degli Albizi : Uguccione di
Rie-
no ISTORIA FIORENTINA
]R.icciardo,Mefs. Roflb di Ricciardo, Mefs. Gio-
vanni di Ruggieri , tutti e tre della famiglia
de' Ricci ; li quali infra cinque anni non pò-
teflero avere alcuno uficio della città di Firen-
ze, falvochè alla Parte, e che non poteffero
intrare in niuno palagio d' alcuno Rettore , ne
del Comune , a pena di mille fiorini , né preflb
al palagio de' Priori a cento braccia , ed ogni
volta , che folle tratto, fofle rimeflò . Feciono ,
che fé quando fofle tratto , che fé egli avelfe
25. fave delle 37. de' Priori, e Collegi nere,
potefle efl*ere. Ancora feciono, che fempre
follerò li dieci della libertà , e fecionne borfa .
ancora feciono , che' dieci aveflero balia di
far fare compromeffi , e che niuno cittadino
intraflè in palagio, fé non quando fi tenelle
corte col palagio aperto , ed aveflero i dieci
a punire in 500. lire chiunque entrafle . An-
cora puofero le petizioni di fare de' grandi ,
per ciafcuno, che fia ingiuriato, o vietato pof-
feflloni, o altre ingiurie, fi potefle dare una
petizione a' Signori, eh' elio foflè fatto de' gran-
di ; di chi faceflè ingiuria , e ufcifle del quar-
tiere dove abita , e non potefle intrare in cafa
fua , pena , grande ^'^ ; e che data non fi poteife
ritorre addietro ; ma fatta , o no , la concordia,
s' intendelTe andare a partito , e fé avefle più
nere fave, che bianche, allora fi traefle uno
per Capitudine , ed inlleme udite le parti, con
g'i
(r) Cioè, d' efTer fatto de' grandi
LIBRO NONO. Ili
gli Collegi, e Priori, che prima aveano. vinto
il partito, in quello modo fé da capo colle Ca*
pitudini avelie la maggior parte delle nere favel-
lo faceflèro grande ; di che moki fcandoli poi
ne feguirono , e molte leggi feciono in ciò . An-
cora feciono borfe nuove degli uficj di fuori ,
e feciono, che quelle nuove andaff^ro innan-
zi . Ancora che' Rettori foreftieri della città
non fi traefiero delle borfe ov' erano , ma fi
faceflè borfa di findachi, che andaflèro per efli
a loro volontà ; e molto erano tutti gli ordini
buoni, fé fi follerò ufati bene , ma gittò mala
ragione , per lo male ufarle , ciò fu fatta , la
detta legge, e compiuta a' dì d'Aprile
MCCCLXXil.
Come fi pHofe gli ordini degli uficj , e uno degli
Albizi fu de' grandi . Rub. 733.
NEI detto anno , eflendo per le predette cofe
uno cittadino molto magnificato , il qua-
le avea nome Migliore di Vieri de' Guadagni,
e sì perchè parca amico del popolo, e sì per-
chè non parca amico degli Albizi, e quello
apparve , che per quiftione d' uno podere dio
una petizione a Franceico d' Uberto degli Al-
bizi , onde il detto Francefco fu fatto de' gran-
di, e di ciò Migliore innalzò, e diventò ne-
mico di loro , falvoch' egli era amico , e
compagnone di due fratelU ; ciò era Aleflan-
dro ,
US ISTORIA FIORENTINA
dro, e Bartolommeo di Niccolaio degli AU
bizi; e perchè lo Migliore Guadagni era im-
borfato per Gonfalonieri di giultlzia in modo ,
che gli convenia per neceffità effere di Gennaio
Gonfalomcredigiuftizia,e perchè egli era ni-
mico degli Albizi, s'avvisò di fare più oltre,
che fatto non era; fece fapere ad AleiTandro,
e Bartolommeo, fi partiflero da' conforti , e così
feciono. Ma le fcritture non flettono però in
modo , che ItelTe così , come bifognava , quan-
do lo Migliore fu de' Priori; e imperò incon-
tanente fece fare una riformagione , che infra
cinque anni niuno degli Albizi potefTe avere
alcuno uficio nella città, e fé infra cinque an-
ni fofle tratto , fofTe {tracciato ; quefto non fu ,
le non che, fé foffero flati rimelfi in capo di
cinque anni , fi farebbero flati poi tutto dì com-
piuti e' divieti ; ma ftracciando i tratti , quau
in cinque anni di tutte le borfq uscivano ; e
fimile fuflè di tutta la cafa de' Ricci : e in que-
llo modo le due famiglie furono fchiufe di
tutti gli uficj.
Co7?2e dellaMercatanzia furono fette , e per che cofj- .
Rubrica 734.
PArvc fempre , che d'ogni novità , che Fi-
renze ebbe , che gli artenci meno avan-
zaflero uficj . e flato, per ladifconofcenza , e am-
bizione. Così per l'i cacciata del Ducad' Atei>i_
ogni
LIBRO NONft. 113 .
Ogni volta , allora, e poi non avanzaro ftato;e j
però come fa moffo lo (lato delli Ricci , e^ Albi-
zi, gli artefici addomandarono più parte. Infra f
le cofe , che ebbero, a raccontare , li fu , che
dove erano cinque li Confoli della Me rcatan-r
zia, furono fette, de' quali v'eL)be due delle
quattordici minori arti, che mai più niu no 4
ve n' era llato , nò era convenevole , perocché
Io più degno uficio de' mercatanti d' Italia era,
ed infino di Francia , e ogni paeii d' Italia ve--
niano quivi a determinarfi nelle nj^ni de' cin-
que della Mercatanzia, pe,ro<:chè prano cinque
de' più folenni , e più pratichi , e più favj Mer-
catanti di Firenze ; aggiunti poi quelli due ar-
tefici , fu meno prezzato, e meno poi in prò-
greflò di tempo. 3:.^
Come, e chi fu ammonito, Rpb. 735.
NEI detto anno mccclxxii. quelli partigiani
non reilarono però di feguire dalla parte
loro la cattiva oppinione dello ammor^e. con-
tro ogni ordine di ragione ; di che quelli, che
furono ammoniti in quefto annp furono que-
ili , cioè
Uberto di Benvenuto pop. S. Felice in Piazza
a' dì 9. d' Aprile ^^^ ,,j!.-.>
Tomo XIV. H S^^
(i) X 37 j. fubico terminato il fuo ufizio di Priore . V. Am-
mirato, i. i%*pag* 687. t pg*
114 ISTORIA FIORENTINA
Sanna di Gio, del Sanna degli Ufacchi {al Ifac-
chi)da Caftelfìorentino a' dì 5, di Maggio.
Piero Fallelli Fetroboni, a' dì primo di Mar-
zo 1372.
Francefco di Bachino del Roflb , Fabbro ,
Quefli fono i Priori dal dì prifno di Gennaio i J 71 .
^ dì prinio di Gennaio 1573* Rub, 736.
lAcopo d' Alamanno Vettori .
Iacopo di Neri Paganelli.
Niccolò di Vanni Ricoveri,
Andrea Villani ,
Fiero Faftélli.
Agnolo di Dràgonetto Ducei ^'^.
Iacopo di Monte, Beccaio,
Giovanni di Lapo Ghini , Maeftro ^*^ .
Migliore ài Vieri de'Guadagni Gon. diGiuft*
quar. S. Giovanni .
Ser Iacopo di Bertoldo lor Not q. S, Spirito .
Michele Giachi , Fabbro *
Filippo Attucci, Fornaciaio.
' Torello del Maeftro Dino ,
Michele Nardi , Mereiaio .
Pierozzo di Francefco , Speziale .
Salveftro Lippi , Stamaiuolo •
Lionardo di Neri (^/. di Veri) di Ser Be-
nedetto ,
Fi-
(1) MS, omette Ducei . («) MS. Ufcia Maeftro .
L r Bl R O NON 0.1 II5
Filippone di Matteo del Ricci^^
Niccolò di Niccolò di GherarJJaQ. Gianni
Gonf. di Gii^;.l. quar. S Spirito;.
Ser Filippo di Sei* Andrea Nenai ior Not.
quar. detto .
Toinmafo di Luigi de' Mozzi .
Bernardo di Lapo de' Magli .
Crillofano di Ser Gianni, Pannaiuolo lino.
Niccoìò del Ricco, Al-)ergatore^.
Francefco di Iacopo diFranceicOe
Pagolo di Tomniaib , Setaiuolo/
Pagolo Bartolihi , Ritagliatore, :
Mels. Lorenzo da Caiiel S. Giovanni .
Kiccolaio del 3ello Mancini Gorif. di Giuft.
quar. S Croce .
Sor Iacopo Beninte^adi della Cafa Ior Not.
quar. S. Giovanni .
Giovannozzo di Francefco Blliotti .
Lodovico di Banco di Ser Bartolo .
loanai di Iacopo, Tavoliere.
Orlando Gherardi .
Tommafo ^artoU , Agoraio.
Martino Dini , Fornaciaio .
Bernardo di Piero della Rena .
„ Niccolò d'Arrigo, Tavoliere.
V Kiccolò di 'oanni Malegonnelle .Confai, di
V Giuft. quar S. M. Novella .
' Ser Dionili di "Ser Ioannì Ior Not. q. detto .
H 2 Ce-
tl6 ISTORIA FIORENTINA
Gerozzo di Naftagio Cacciafuori.
Fiero di Luco Marzi .
Benedetto di Nerozzo degli Alberti ^'^ .
Bartolommeo di Ser Ventura Monachi .
Piero di Gherardo Borfi ^-^ .
Niccolino Cortefelli .
Roberto Martelli, Spadaio. ^
Iacopo di Gaggio , Tavolacciaio .
) Giorgio di Benci Carucci Gonfal. di Giufr,
quar. S. Giovanni .
Ser Giovanni Pezzini (^/. Piccini) lor Not.
q. S. M. Novella .
A' dì 21. di Novemb. ^^^ morì Roberto Martelli
predettò, ed in fuo luogo Ioanni di Vita
Corazzaio fu tratto per lo tempo futuro .
Piero del Roflb , Fornaciaio .
lufto di Bate, Pizzicagnolo.
Francefco di Spinello .
Tommafo di Befe Bufini.
Vanni di Iacopo Vecchietti .
Piero di Nuto Michi .
Michele di Mefs. Ioanni de' Medici ^^^ .
Torn-
ei) Viv. n. Fu poi Kavfilìere .
(a) MS. Bonfi,
(3) Così pure nel Tefto della Magi. Ver umt amen di&o
Ruberto defunHo die xxj. diófi menfis Novemh. in
locum eìits fucceffit hannes Vite Coraznrius in of'
fitìo antèdiéio , Ma è ceitamente errore di mefe,
perocché quafta è la Tratta di Settembre » C Ottobre .
(4) Viv. n. Fu poi Kav altere *
LIBRO N O N Qt H7
Tommafo di Guccio Martini , Lanaiuolo ^*^ .
Tom malo di Mone Guidetti Gonf. di Giuft.
quar. S. Spinto
Sor Gino di Giovanni for Ndt. q. S. Gio.
Come i Fiorentini puofono più guernigione m
Pijioia . Rub. 737.
NEI detto anno, e mefe di Settembre per
le diviaoni de' Panciatichi , e Cancellie-
ri , 1 Fiorentini fecero borfa de' Capitani di
Piftoia, e lecervi quattro cafleri , oltre a quel-
li, che v'erano, e più preminenza , che non
foleano avere , onde ciùamavano Capitano a
lor modo prima e' Piiloleli .
Come da' Dieci di libertà fu condannato Mefs. Gio-
vanni di Ser Frofino , Rub. 738.
''^TEl detto anno mccclxxii. fi parca alquanto
XN elìere levata la fuperbia degli Albizi , e
Ricci , e ciafcuno avea ardire a parlare per lo
ben comune , e un poco li dirizzò la faccen-
da ; e infra '1 detto anno vi vennero alcune
cole da fare menzione , infra le quali , eflèn-
do de' dieci della libertà gì' infrafcritti cittadi^
ni del mefe d' Agofto , ciò furono :
S. Spirito .
Bartolommeo di Mefs Andrea de' Bardi
Gerozzo di Naftagio Cacciafuori.
Andrea Niccolini , Calzolaio .
S. Crc-
(i) MS. omette Lanaiuolo»
Il8 ISTORIA FIORENITINA
k S. Croce .
Iacopo di Piero vSacciietti .
Fiero di MaUno dell' Antella.:
' .ii^.< M. Novella. *
Marchionne di Coppo- Stefani .
Zanctoi di M^efs. Marabottiao 'Tornaquinci ,
Andrea di Piero, Corazzalo.
: S^ Giovanni.
Domenico di Filippo Niccoli .
Iacopo d'Aldobrandino di Lapo Rinaldi.
Coiloro fàppiendo , ch'era a fare per i'oficio
de' dieci inquifrzlone ,chi parlafle , o attentaflè
contro allo flato in detti, o in fatti; quello
era di loro uficio lo rapportarlo a' Priori, e
Collegi, .che poi eglino n' aveano a fare quel-
lo, che loro pare ile ; di che venne a notizia
all' uiìcio , che uno Mefs. Giovanni di Ser Fruo-
fino del quartieri di S. Spirito dovea avere det-
to , che foleafi in Firenze efière la famiglia de-
gli Albizi-, e Ricci , che per fenno, e per pra-
tica fapeano reggere come li. convenia, ma
ora è venuto il reggimento in mano di gente
nuova , e nimici di coloro , perchè erano buo-
ni ; ma che lo Abate di Perugia , e lo Cardi-
nale da Bologna erano bene avvifati di ciò ;
e che quelli , che fi ftavano così ficuri , e avic-
no il reggimento , e cacciati gli altri , farieno
ammazzati, ovvero defti col capo della fcu-
ra ; e molte altre cofe intorno a ciò . Di che
gli
LIBRO NONO. tip
gli uficj de' diepi V udirono , mofl'eril a fare efa-
minazione di ciò , e latta T efaminazione di
queue cofe, trovato effe. e vero , volloiio ciò
riportare a' Signori ; e così riportato, li Signo-
ri, e li Collegi vollono, che' dieci faceffero
una cedola di cai era quegli. Di che fatta la
cedola , u mife, in uno bullettino , e mandoffi
al Podestà, il Podeilà fece richiedere Goftui,e
non compari , e fu condannato in fiorini mille,
e fei anni non avere uficj, e uno anno a' con-
fini . Diffeii , avere queita cofa gran coda , e che
era una mena degli Aibizi , li quah metteano
a vedere allo Abate di Mommaiore , che era
Signore in Perugia per la Chi^fa , col Car-
dinale di Burges , ca' era Signore di Bologna ,
e che queito iì diffe molto piuvvicamente in
più luoghi , eflèie li Fiorentini nimici della
Santa Chiefa. Quello, che di ciò apparefle , fix
quefto, che effendo morto T Abate di Vallem-
brofa,uno cittadino andando a parlare ali' A-
batediS. Trinità, trovò una lettera potlillata,
e corretta in fui defco dell' Abate di S Trinità
del fuo fludio , e partendofi 1' Abate a andare
per la camera, quello cittadino li tolie quella
lettera, la quale m mitrava d' eilère copia d' una
lettera mandata da cittadini , li , quali erano
della fetta degli Albrzi , e uno fratello del Car-
dinale di rirenze - il quale era nipote di Piero
di Filippo degli Albizi ; la quale in effetto , la
copia di detta lettera , contene v a in effetto , che
H 4 que-
Ilo ISTORIA FIORENTINA
quelli cinque cittadini fcriveano al Papa, fi-
gnificando Ja morte dell'Abate, e fupplican-
doiOjChe gii piaceflè riformare quella Chiefa
d' Abate , che foilè confidente allo (lato della
Sua Santità, e folle confidente alli fuoi amici
da Firenze, confiderando, che la Badia di
•Vaìlembrofa era, chi la tenea , da potere quafi,
tenere aflediata Firenze da quella parte, ed a
tempo di guerra chi avea quella Badia con gli
altri fuoi amici , potea eflère quafi fignore , e
favoreggiatore a fanta Chiefa, ed altre parole
fimiìi a quelle; e poi concuiudeano chi egli
voieano ; di che cobi ebbono quella lettera con
quelle parole, parve dare grande ammonizio-
ne , e foflèro di Mefs. Giovanni , fentite , e più
oltre ; onde folo egli ne fu condannato , come
detto è.
Come gli Ubaldini fi dierò a' Fiorentini', e Poi/ero
tìlcnne loro Cajìella . Rub. 739.
NEI detto anno , e nel fegitente ^'^ mccclxxiii.
la ilate , veggendofi i Fiorentini averfi al-
quanto levato la fuperbia , e fatto di gran fatti
fopra i cittadini , e fentendofi di fuori gli Ubal-
dini, li quali teneano xir. caftella nelle Alpi,
e temendo della Chiefa, che fi era adampiata,
che già tenea lo Patrimonio , il Ducato, e par-
te
(0 Aggiunto per maggior diftinzlonc de' fatti . V. Am«
mirato l'ìh, 13./?^^. 686. efegg*
f
LIBRO NONO. 121
te della Marca, e fuggiogava tutti li Signori
di là , e profperava in Bologna, lignore di gran
parte di Romagna , e tenea Perugia ; vedendo
tutto dì gli leatuzzamenti , che li faceano in
Firenze , e gli Ubaìdini fi faceano amici , e
provvifionati delli Legati di Bologna , e tut-
to dì faceano rubare i pellegrini , ed altri ; di-
ciefi per lo mondo , che nell' Alpe de' Fio-
rentini fi rubava , e gli Albizi infìno a quefto
dì gli aveano mantenuti . Onde per bene fare
a' palTanti , ed ancora alla infamia porre rime-
dio , cercarono , come poteflero eflere al di fo-
pra degli Ubaìdini . Venne loro alle mani, che
uno Conte Ugolino di Francefco degli Ubaì-
dini gli fu morto uno fuo figliuolo da Fieraccio
del Conte Fazzino degli Ubaìdini ; donde pen-
fando alla vendetta dello fuo figliuolo , acco-
ftoili co' tiorentini , e die loro due fue caftella e
I Fiorentini feciono otto uficiali , li quali fii-
reno quefti
E fubito feciono Capitano di guerra Obizzo
da Monte Carugli , e mandarlo là neir Alpe
a Firenzuola, la quale era gii rimurata, e qui
con follecita guerra in effetto tornò con tri-
onfo il dì di Santo Luca , a' dì 1 8. d' Otto-
bre, con vittoria, che niuna fortezza , né villa
era rimafa agli Ubaìdini nelV Alpe, ed oltre
a ciò , fu morto per trattato Tano degli Ubai-
di-
It2 ISTORIA FIORENTINA
dini in Frena , uno fuo caftello , da' fuol fedeli ,
che 'ì dierono , ed ebbono danari , e preeminen-
ze , e prefo fu in perfona Mainardodi
degli Ubaldini ne! iuo cattello del graffino, e
fugii tagliato il capo in Firenze m fui muro
del cortile del Capitano per lo Podellà ; che lo
Capitano , e io Ailècutore non lo voilono fare
eglino, perchè diceano.non vedere effere prefo
con ragione , e efiergli tagliato ii capo ; il quale
benché in quello anno avelie auto bando per
la tolta di Monte Collereto a' Fiorentini , di-
ceano> cne non era (lato prefo in lo terreno
del Comune di Firenze , ma nello fuo pro-
prio , per forza menato a Firenze-. Mefs. Gio-
vanni da Roncofreddo Podeicà rtón così fot-
tile guatò , ma letta la condannagicne , ove
detto è, gli fece tagliare il capo. Le caftella
degli Ubaldini, che furono tolte loro, e poi
per ifpazio d'alcuno tempo furono disfatte,
fuori che tre , furono quelle : Monte Gemmo-
li , Frena , Caprile , Roccabruna , Tirli , Monte
Colloreto: quefte fono le caiiella delle Alpi
prefe agli Ubaldini. Quelte fono le caftella
de' poderi degli Ubaldini ; Lozzole , Vigia-
no, Caitello Lione, Montigno, Valdignelli^'^
Fra (lino , Sufinana, Cerigniolo. Oltre a quelli
furono infino per 1' altra guerra disfatte due
altre caftella , cioè fue Belmonte , e le Pigniole
nelle Alpe ; e tutti i loro fedeli feciono ricom-
pe-
(«) Oggi più comunemente Mantigno , e Valdagnello ,
LIBRO NONO. 123
perare,i loro fitti perpetui , e liberargli , e fé-
ciongli franchi dieci anni da ogni fazione rea-
le , e perfpnale .
Come furono eletti Ragionieri , //. quali avejfero a
vedere le ragioni del Cojnime , / quali fecero
de' gran difetti , Rub. 740.
NEI detto anno effendo le cofe ne' termini
protperi , furono eletti quattro Ragionie-
ri ìiraordinar) con grande balia, e furono eiet-
ti alcuni, elle vacaro , V uno per Dodici , e Y al-
tro per Priore ; ma quelli , che feciono oficio
infino a' dì i 7. di Marzo, furono quelli , cioè :
Bernardo di Piero de' Biglietti per lo quar-
tiere di S. Spinto.
Piero di Mafino degli Antelleli per quartie*-
re S. Croce.
Melchionne di Coppo Stefani per quartie-
re S. Maria Novella.
Giovenco di Mefs. Ugo da Filicaia per quar-
tiere S. Giovanni .
Quelli Ragionieri molti cittadini chiarirono a
reititulre danari al Comune ; infra' quali chia-
rirono Giovanni da Uzzano in quindicimila
cinquecento fiorini per bene de' rubelli ; e però
gli fu fatto con volontà de' detti Ragionieri del
doppio in che era fatto chiarito fiorini circa
quattromila, che ne pagò circa undicimila;
perocché la metà era la vera forte de'quin-^
di-
IÌ4 USTORIA FIORENTINA
dicimila, e molti danari altri affai a' cittadini .•
Ancora chiarirono, cne il Conte Guido dei
Conti Guidi figlinolo di il quale
tenea Oiecomano , che di rai^ione pervenia ,
eil era dei Comune di Firenze , ed ebbeii la
tenuta , ed ancora Gattaia, e Belforte di Mu-
gello, Cile eiìo Conte Gaido tenea ; fentendo
che' Ragionieri erano per chiarirlo , s' accordò
collo Comune , ed eobe tanti più amici co i
faoi doni e prete mi , più che '1 Comune , che
egli le vende al Comune , eh' erano del Co-
mune , e' fu pagato ; di che i Ragionieri fde-
gnarono forte di ciò Ancora chiarirono Tetto
di b ilippozzo , che tenea il contado del Pozzo
in Valdiueve , e renderlo al Comune con no-
vanta fedeli, e cosi rendè. Molti gran fatti
pervennero alle mani de' predetti Ragionieri
di cofe occupate del Comune, le quali avereb-
bono dato circa fiorini cinquantamila al Co-
mune; fé non che le preghiere paflàno i nu-
voli, e fecondo Sàlamone , che li doni accie-
cano gli occhi della mente ; li Priori comin-
ciarono a ciò , che' Ragionieri facieno,a vo-
lere, che difputaflcro di ragione ciò , che fa-
cieno; e , Oggi venite, domane udiremo. Di
che vedendo i detti Ragionieri turbarli Tufi-
ciò, allentarono; ed ancora uno sdegno, che
nacque , fu quefto , che Aleflàndro di Barto-
loinmeo degli Albi^ fi partì da' conforti , e
fece fcg.no ,' ed arme per fé, e non potea però
ave-
LIBRO NONO. IZ^
avere gli uficj , fé non come gli Alblzi , e fé*
condo la riformagione a punto di ragione.
Era una legge potla addoffo a' ilagionien , che
ogni ragione, la quale folle impoitaa'Ragionieri
per V officio de' Regolatori , le egli non la fpac-
ciavano infra venti dì , cadeano i Ragionieri ia
gravi pene. Onde li Regolatori avendo una
tamburera di Bartolommeo, e Aleflandro di
Niccolaio d' Ugo degli Albizi , che erano" per
tre uncj, che avieno avuti, corfi in pena di mille
fiorini per uficio , veduta la tamburazione fu-
bito commefla a' Ragionieri, egiiRo la feciono
vedere , e vollonne coniiglio con quattro gran
Dottori forellieri , e a ragione non gli poteano
avere tolti li fiorini . 1 Ragionieri la chiarirono
in fiorini tremila , e in lire fedici, che aveano
avuto del Gonfalonierato , e le loro chiarigio*
ni mandavano a' Rettori , ed eglino giicoadan*
navano , e facieno Y efecuzioni . Ma andata que-
fla a uno Mefs. Bernabò Magaluffi Lombardo,
i Signori a petizione d* Alefsandro,e Bartolom-
meo difputarono co' Ragionieri quefta chiari*
gione , e bailo più d' un mefe . Li Ragionieri
fdegnati , compiuto il loro uficio , il Podeftà
predetto , quando gli avea a condannare , lafciò
ufcire i Ragionieri , e aflblvettegli . Non avea
però balia , perocché dovea condannare , fe-
condo che gli era mandata la inquifizione . Per
grande forza di danari, ch'erano ricchi di cen-
tomila fiorini , feciono , che tutti i giudici di
Fi-
126 ISTORIA FIORENTINA
Firenze fofcrilTero , eh' e' poteano avere gli ufi-
e] . Con danari , che dierono al Podeftà ( e que-
fto fo io di certo) e al tao collaterale , furono
affoluti,che con tutti li coniigU non gli potea
ailbivere , che con loro fiorini iettemila , p più ,
e il Comune non ebbe iua ragione .
Come fi fece la loggia della piazza, de' Priori ,
e quanto coji'o , Rub. 74Ì.
NEI detto anno mccclxxhi. di Febbraio, ve-
duto , che quando i Priori intra vano , o
iì davano i gonfaloni, e piovellc ,^ bifognava ,
che fi rinchiudetlèro li Signori, e'i popolo in
S; Piero Scheraggio, piccola chiefa a tanto fer-
vigio , e però diliberarono allato alla moneta , e
tolfero certe cafe di Dino di GeriTigliamochi,
e quelle feciono , con altre cafe de' Baroncelli ,
disfare, e fare una magnifica loggia, la quale
ii braccia. . . . larga, e lunga braccia . . . . ed e
volta in volta , e dicefi goftaife circa venti-
mila fiorini d' oro . .:
i Come fi fece la Campana groffa , e gittojfi due
volte .\^\xh. 742. . .
Nn detto anno, e del mefe di Febbraio,
eilèndo la campana grofl'a de' Priori rotta
■nz lajr.i , n divife una maggiore , che pesò lib-
bre venzettemlla > e fu venzette fpanne delle
mie
LIBRO NONO. 127
mie in bocca , con grande fpanne , e ricoloiH
due volte , per non eilere bene formata , e ia
effetto il dì di Carnafciaie andò ialino a mezza
via in fui palagio .
Come , e chi furono gli ammortiti in quejlo anno .
Rubrica 743,
LA fetta degli ammoniti pure feguia,e fé-
ciono grande am.na/-zare , e in queito
anno furono ammoniti molti cittadini di no-
me, infra' quali furono quelli^ ciò furono
A' dì II. di Settemj:)re.
Andrea di ^^acchio degli Adimari .
Bernardo di Salveftro Buonfigliuoli .
Piero di Migliorino. ,i -a-a^iZ .e.
A' dì 2, 1 . di Febbraio .
Bernardo di Cuccio di Mefs. Tedici degli A-
di mari.
Lamberto di Zucchero Gianni .
Adì 2.4. di Febbraio.
Ser Alblzo del Maeltro Sinibaldo .
Iacopo di Vanni da Petrognano.
A dì 26. d'Aprile. •
Vieri di Berto di Vieri di Mefs. Ugo degli
Scali ,
Bernardo di Paolo di Luti Corblzi .
Francefco vocato Ser Pucciano de' Cerchi .
Quefii
t28 ISTORIA FIORENTINA
OuelU fono i Priori da' dì primo di Gennaio 1373.
a' dì primo di Gennaio 1 3 74. Rub. 744.
X^Rancefco di Bindo Ferrucci.
Niccolò di Bocchino Rimbaldefi.
Marco di Bellaccio , Beccaio •
FrancefcQ Pepi .
Lionardo di Mefs. Ioanni degli Strozzi .
Stoldo di Mefs. Bindo Altoviti ^'> .
Antonio di Spigliato, Pellicciaio.
Matteo di Iacopo Arrighi .
Filippo di Cionetto de*Baftarl Gonf. di Giuft.
quar. S. Croce .
Ser Cafciotto di Giovanni Cafciotti ^^^ loro
Not. q. S. Spirito.
Manetto di Ser Ricciardo .
Francefco di Lippo Antinori.
Ioanni di Ser Rucco /^^ Lanaiuolo .
Ioanni di Francefco Magalotti.
Bernardo di Piero, Maeftro .
Salvetlro di Ioanni , Pizzicagnolo.
Niccolò di Geri di Gerì .
Neri di Bencivenni , Orafo.
Lionardo di Niccolò de' Beccanugi Confai.
di Giuft. quar. S. M. Novella .
Ser Bindo di Ser Spigliato lor Not. q.S.Croce,
Nic<
(i) VltT. n. Fttit pnflea jjtìles .
(1) MS. Ser Cafciotti Ioanni , (3) Mag^ Ser Ru fri chi ,
LIBRO NONO. I25>
Niccolò di Lapozzo, Vaialo.
Tommafo di Piero di Nuccio Parigi.
jMariotco di Simone Orlaadini.
Dino di Geri Tigliamoclù .
Cuccio di Ciao Bartolini ^*^ .
Ser Niccolò di Ser Ciuto .
Ricco Taldi, Calderaio.
Benci di Cione, Maeftro.
Andrea di Veri Rondinelll Gonf. di Giuft.
quar S loanni.
Ser Guido di Ser Grifo lor Not. q. S. Croce .
Piero Ghini, Corazzalo.
Andrea di Tile , Maeftro.
Francefco di Caccino Ricoveri .
Francefco di Naddo de'Bucelli.
Simone di Ser Gianni Siminetti.
IVko di Bartolo de' Cocchi ^*^ .
Francefco di loanni Giani ^^^ , Speziale .
Tommafo Bartoli, Pellicciaio ^"^^ .
Lippo Dini Tinghi Gonf. di Giuft. q. S Spir.
Ser Francefco Lapi di Caftel Fiorentino ^^^
lor Not. q. S
Agnolo di Neri Vettori.
Ugolino di Bonfi , Speziale .
Tomo XIV, 1 Mat^
(i) Viv. n. Fuit pofleamiles ,
(a) Viv. n. Fuit poftea miles ^
\{) jMS. emette Giani .
(4) MS. Speziala .
(J) MS. lafcia di Caftcl Fi§rinUn9 ,
130 ISTORIA FIORENTINA
Matteo di Dolce, Calzolaio.
Spinello Donati , Pianellaio..
Donnino di Sandro Donnini .
Giovanni di Bingleri Rucellai.
Domenico Cianipelli, Speziale.
Bartolomraeo di Lorino Bonaiuti .
Nofrio di Giovanni di Mefs. Lapo Arnolfi ^'^
Gonf. di Giuft. quart. S. Croce .
Ser AlelTandro di Mefs. Ugolino lor Not.
q. S. Gio.
Niccolino di Configlio Ritagliatore in luogo
di Giovanni di Bingieri adente . ^^^
Giovanni di Francefco d' Andrea .
Nozzo di Vanni Manetti.
Mafl'eozzo di Piero de'Raffacani.
Francefco Vigorofi .
loanni di Gherardino, Maeftro .
Pace di Gino , Coreggiaio .
Cantino d' Agnolo .
Bernardo di Cecco Spina .
Giorgio di Mefs. Francefco degli Scali Gonf.
di Giuft. quar. S. M. Novella ^'^ .
Ser
(i) MS. omette Arnolfi.
(i) Mig\. legìùra. co%ì : Extraélus f un in loctim loajwìi
Mitigieri ab offitio remoti Nich$latts Configli rifa-
gliator die xx. Septemh. ad friqratum fupradiéìum ,
(3) Viv. n. Fuit poftea miles • ..— --.
I
LIBRO NONO. 131
Ser Niccolò di Ser Zanobi lor Not. quart.
S. Spirito .
Luigi di Giovanni da Quarata^'^.
Come fu grande mortalità . Rub. 745.
NEI detto annoMcccLXxiv. era fama d' una
mortalità deli' uiata peitilenza delio in-
flato dell' anguinaia , o fotto il ditello , e vi-
viefene tre , o quattro dì il più alto. Nel gè-
nerale era ftata in tutte le circunllanti d' intor-
no, grandiifima, bene che ove maggiore, e mi-
nore ; ma nd generale parve elìere morto il
terzo della gente, o delle bocche nelle cir-
cun{lanze,e molte favole, e novelle fé ne di-
ceano , come di limili cofe s'ufa di parlare.
Cominciò in Firenze di Marzo, e a poco a
poco feguitò la cofa per modo, che a Set-»
tembre,o a Ottobre quali poco,o nulla v' era
della detta peftilenzia ; e non fu niuna Terra
in Tofcana , ove del tanto meno gente mo-
rilTero , che in Firenze i perocché morirono
circa fettemila bocche , che ve n' era a quel
tempo feilànta milia, o più. Ma diellene an-
cora la utilità al fuggirla , perocché la maggior-
parte della gente con gli figliuoli, e mogli uici-
I 2 ro-
(1) Magi. Verumtamen die viiìj dtéfi menjis Novemhris
in locum Nozi Manetti ab officio remoti extraéftis
fuit foUnniter Luigius lohannts de quarata . Qui
priores Vexill.^ Not. excepto dumtaxnt diBo Noi,»
ipfum offitium accettaverunt ^ nxercuerunt ,
^ lyi ISTORIA riGjlENTIKA
tono di Firenze , e andarono ad abitare in Ter-
re , ove era fiata , e niuno era , che aveffe di
che fare le fpefe,che non fé ne andafle . Fe-
cionfi molti ordini , di non fonare campane , né
porre paghe , né portare più , che quattro tor-
chi , e non vellire più eh' e' figliuoli di nero .
Ancora feciono riformagione fopra a chi fug-
già , che fé fofle tratto a uficj , folte {traccia-
to, fé infra dieci di non venitìè all'uficio, e
correflè m pena di cinquecento lire, e poi a-
vefle divieto agli altri ufìcj; e intorno a ciò
aflai cofe da non farne menzione perciò in
quefta noftra opera .
Come fu cattiva ricolta ^ e careflia grande.
Rubrica 746.
NEI detto anno intervenne grandi piogge
di Novembre, e di Dicembre, di che
fu cattiva ricolta; e per quefta cagione fi prov-
vide a Firenze a mandare per grano in molti
luoghi di fuori, perocché in Italia in molti
luoghi fu fanie , non clie'careftia, e perde
quell'anno il Comune circa feflantamila fio-
rini, perocché il grano venia di lungi, e ca-
ro , e vendevafi vile , ed in Italia fu careftia
in ogni luogo : per lo provvedimento fi fece
a Firenze , fu più vile , che in altro luogo d' I-
talia, e non valfe mai più di lire tre lo ftalo
di libbre cinquanta ; così fé n' ebbe tanto , che
fé
L r B tt 0 NON O. 133
fé ne avaffzò , tantoché poi fi fece di Dicembre
dare a' cittadini a forza, che li guadò ; e que-
fto fu , la detta careftia , l' anno leguente , e or-
dinolli fi faceife fementa di miglio , vedendo
queica cattiva ricolta ; ficchè la careftia fu
nello Gennaio , e Febbraio mccclxxiv. ancora
tutto Aprile feguentc .
Come fcurì) U Luna . Rub. 747.
NEI detto anno del mefe di Settembre fcu-
ro la luna, in fulla prima ora della, not-
te, e ba.rò quali un'ora innanzi che folle tra
ofcurata, e chiarita.
Come furono tolte certe tenute a^ grandi ^ e pi
fendute. Rub. 748.
NEI detto anno li Priori , che furono di
Novembre , e di Diceriibre , eflendo in-
fra loro uno Gonfaloniere di giuftizia , il quale
era il primo uficio , che avelie mai avuto di
Collegio , perocché erano frati grandi , e fu-
rono popolani al tempo della cacciata del Du~
ca d' Atelìe ; queftì era d' una famiglia del quar-
tiere di S. Maria Novella , ed ^vea nome Gior-
gio di Mefs. rrancefco degli Scali. A coftui
era flato ammonito uno fuo conforto T anno
paiTato, come addietro facemmo menzione,
ciò fu Vieri degli beali \ onde coftui era ia^
I r fo-
134 ISTORIA FIORENTINA
fofpetto non facelTero a lui lo firn ile , come
gì' intervenne Ma trovandoli Gonfaloniere di
giudizia , perocché de' grandi , quelli eh' erano •
Capitani di Farte,due per volta, e de' venti-
quattro , ve n' erano fei , e per quefta cagione
vi era Mefs. Benghi , e altri Buondelmontì, e
d.e' Bardi, e altri grandi, e Mefs. Benghi era
ancora Propoilo di detti Capitani , quando gli
fu ammonito il conforto ^'^; di che fece una
riformagione- fare il detto Giorgio degli Scali
Gonfaloniere di giuftizia, che niuno grande
poteflè avere niuna tenuta, o terra, o fede-
li, o,dove fedeli abitaflèro, che a loro di nul-
la folle obbligata , e quelle , che di ragione
foflero loro, lì comprailèro per Io Comune
giudo prezzo . Molto piacque; ma non fi mifie
a fecuzione a loro tempo ; a mano a mano en-
trarono nuovi Priori, e per gli amici, e pa-
renti valfero le preghiere , e rivocolli la ri-
formagione .
Coìne Ser Niccoli) di Ser Veittura fu cajfato ,
e perche . Rub. 745^.
NEI detto anno era nella Cancelleria uno
Ser Niccolò di Ser Ventura Monachi ,
lo quale era flato Cancelliere de' Signori bene
anni ed era nel vero leale uomo , ma per*
che
(1) Così crediamo debba leggerfi , poiché nel MS. è aU
quanto confufo quello fenfo «
LIBRO NONO. 135
che volle effere ammonito , molto era nimico
di quella fetta, che ammonleno ; di quelli di
quella fetta era flato uno Bonaiuto di Ser Bei-
caro de' Serragli tre anni addietro Priore , ed
avea tolci ad aiutare uno certo Comune di
certe gravezze ; onde fi dille coftò il fervigio
al detto Bonaiuto dietro certi doni ; di che il
detto Bonaiuto ne fu tamburato allo efecuto-
re , e quali che condannato . Di quefto nacque
grande bisbiglio, perchè fu libero, e non con-
dannato , chi in fuo favore, e chi contro.
Diffeli , Ser Niccolò Cancelliere predetto aver-
gli nociuto quanto potè , e aflài noia gli potò
fare , ellèndo Cancelliere ; onde trovandoli lo
detto Bonaiuto Gonfaloniere di giuftizia con
li iuoi compagni del mefe di Marzo , e d' À-
prile , lo caifarono . Parve gran fatto , peroc-
ché granxie aiuto avea , ma fconofcente uomo
era , e faftidiofo per chi avea a far^ con lui ,
e di pagamenti ìngordiflimo : molto gli no-
cette ; e ciò fu aliai grande ammaedramento
a chi lo fecondò . Fu in fuo luogo un Ser Co-
luccio da Stigliano di Valdiniévole .
Queflifono ì Priori da' dì primo di Gennaio 1 3 74,
a' dì primo di Gennaio 1375. ^^^^^ 75^.
oTefano di Lippo , Lanaiuolo .
Niccolò di Bono Rinucci .
Agnolo di Berto Cecchi.
I 4 Ioan-
136 ISTORIA FIORENTINA
Ioanni di Lapo Corli , Setaiuolo ^'^ .
^4arco di Giotto Fantoni .
Lodovico d' Adoardo degli Acciaiuoli .
Zanobi di Ioanni Marignolli , Albergatore.
Miniato di Nuccio, tunaiuolo.
Iacopo di Dino Guidi Gonf di Gluft. quar.
S. Giovanni .
Ser Iacopo Ambruogi lor Not. q. S. M. N.
Stefano del Roflb , Fabbro ,
Tonimafo Brancacci , Linaiuolo ,
Bernardo di Ser Ridolfo Fretafini.
Bonfignore di Spinello.
Francefco di Ser Benincafa , Stamaluolo ^^^.
Giorgio di Collino Grandoni ^^^
Francefco di Neri Fioravanti .
Galeazzo (.^/.Galeotto) di Tommafo Baronci .
Bonaiu-io di Ser Belcaro Serragli Gonf. di
Giuli, q. S. Spirito .
Ser Francefco di Vanni Muzzi lor Not. q.d.
Boninfegna di Filippo de' Malchiavelli»
Matteo di Bonaccorfo Alderotti .
Dino di Nuccio, Coregglaio.
Santi del Ricco , Vinattiere.
Temperano di Manno del Chiaro.
Gagliardo di Neri Bonciani .
Nuc-
(i)MS. omette Setaiuolo,
(j) MS. omette Stamaittolo .
(3) Magi, aggiugne Lanifix , e lafcia Gf0ndoni\
LIBRO NONO. 137
Nuccio Martelli, Setaiuolo.
Francefco di Buto, Scodellalo.
Niccolò d' Ugolino de' Giugni Confai, di
Giuft. qùar. S. Croce.
Ser Benedetto di IoanniCiai lor Not. quart.
S. Giovanni .
Maffeo di Vanni.
Piero Bini.
Simone di Rinieri de'Peruzzi.
Agnolo di Piero de' Covoni.
Ghieri di Chele , Albergatore .
Branca d* Amerigo , Beccaio .
Giovenco di Daniello Arrigucci »
Ftancefco di Ser Santi Bruni ^^\
Luigi di Lippo Aldobrandini Gonf di Giuft.
quar. S. M. Nove'la.
Ser Bartolo mmeo di Ser Bonaiuto da Rigna-
lio ^*^ lor Not. quar. S. Croce .
Tommafo di Mone Guidetti.
Gentile di Lippo Belfredelli.
Niccolò di Fiìippozzo Soldani.
Donato Bufini.
Giannozzo di Strozza degli Strozzi.
Bardo di Guglielmo degli Aljoviti .
Giovanni di Mone , Biadaiuolo ^^^ ,
Fran-
(ly Magi, «ggìugne Camp/or,
(a) MS. lafcia, ii^ Rignano.
(l) Viv. n. Futtpofteamiles ,fe4rHechat)icit$.
13? ISTORIA FIORENTINA
Francefco di Bartolo Baldoni , Bottaio .
Matteo di Federigo Soldi Gonf. di Giufl:.
quar. S. Giovanni ^^^ .
Ser Piero di Ser Stefano Cafciani lor Not.
quar. S. M. Novella.
Feo Benini , Pizzicagnolo .
Tieri di Paolo, Malifcalco .
Lapo di Dino ( al di Guido ) de' Tolofini .
Filippo di Spinello da Mofciano.
Andrea di Segnino Baldefi .
Cipriano di Lippozzo de' Mangioni.
Benincafa di Michele Riftori .
Fuligno di Conte de' Medici .
Uberto di Schiatta Ridolfi Gonf. di Giufl:.
quar. S. Spirito . Fu aliente .
Niccolò di Bocchino Gonf di Giuftizla
quar. S. Spirito ^^^ .
Ser Tommafo AldobrandilorNct. q.S.Croce.
Come fi prefe in quefio anno la Lega di Mefs. Ber-
nabò , e con gli Cornimi di Tofeana , e la Com-
pagnia di Mefs. Ioanni Aguto venne a Firenze •
Rubrica 751.
N
EU' anno mccclxxv. emendo reftata la mor-
talità, e tornati i cittadini a Firenze, ed
ef.
(i) Viv. n. Fuit poflea miìes , fed mcchauìcus ,
(2} Magi, Veruvitamen in Ioch71i Ubertì Schiatte Ri-
do l fi ah officio remoti extra&us fuit folenniter ISÌicbo''
lati s Bocbini Rimèaldejts ad •oescilUferatum Itrft,
LIBRO NONO. I3p
cffendo {lata la gran careftia , e poco, o niente-
grano fi trovò in Firenze, e nelle Terre del
contado , ficchè ellendo lo Cardinale di Sant'A-
gnolo Gugliehìo di Novelletta ^'^ a Bologna , Si-
gnore per la Chiefa, ed a Perugia Y Abate di
Montemaggiore , per la Chiefa Signori , s' intefe-
ro infieme lo Cardinale , e l' Abat^ , e chi dice
di volontà della Chiefa , cioè del Papa , per in-
trodotto della fetta degli Albizi , i quali v'a-
veano il Cardinale , e chi dice della fetta dei
Ricci, infieme con loro. Ma come ch'ella fi
foffe , e donde procedeiliè, lo Cardinale di Bo-
logna fcrilfe a' Fiorentini ; conciofiacofachè
folle in triegua collo Signore di Melano Mef-
fer Bernabò , e non aveflè di che paga e li fol-
dati ; egli fignificava a' Fiorentini, che Mefser
Giovanni Aguto ^^^ Inghilefe farebbe compa-
gnia; ma dove i Fiorentini lo vole (fero pre-
ilare centomila fiorini, o almeno feflantamila,
ch'egli li poteflè pagare, che quella (tate non
s' anderebbono a Firenze . Tenutoli di ciò ra-
gionamento a Firenze, vidono, che non era
altro, che per voler mugnere di danari Firen-
ze , ed oltre a ciò di volere poi dire un' al-
tra volta il fimile , di che non era tempo da
predare ; onde fi gli fu mandata folenne am-
bafciata per rifpoila , dicendogli , che non era
pof-
(i) Supplirò coir Amm'rato Uh. ^^.pag 6gi.
(a) MS. Atichut , il quale nelle fcritture è chiamato ancora
Gios Haukevvode , e alcune volte Haukebbode , come
fcrive r Ammirato l,cit*pag, 6^3.
T40 ISTORIA FIORENTINA
poflènte il Comune a ciò : di che di Giugno
Mefs Giovanni Aguto fi partì da Bologna, e
venne per 1' Alpi, e prima per le fiumare, e
capitò a Tapuraccio ^'^ neir Alpi de' Bologneli
con Fiorentini in fu' confini . i Fiorentini veg-
gendo, ch.t il Cardinale mandava loro quella
gente addofib per dire : lo farò ardere loro
le ricolte , e fatto il divieto , poi affamati io
farò Signore di Firenze ; tutto ciò veduto per
gli Fiorentini, e trovato , che in Prato ii trovò
uno trattato, che Mefs. Giovanni Aguto do-
veffe avere Prato per uno Ser Piero da Can-
neto prete , fi penfarono d' accordarfi eoa
Mefs. Giovanni Aguto, e diergli centotrenta
miglia' di fiorini , e cosi s' accordarono con
lui, e diergli ogni anno di provvifione mefl-
tre viveilè in Italia fiorini mille diigento ^'^ . E
cosi venne dallo Stale , e fcefe fui contado di
Firenze , è paftò in fu quello de' Pifani ; fece
rimediare Pifa,e Siena, e andonne nella Mar-
ca, e poi a Bologna ritornò. Parve , che ge-
neralmente fi dicefie , che fu di patto da lui
al Cardinale , che fé per le paghe facelfero ri-
comperare i Comuni di Tofcana, fi foifero
mezzi loro, e mezzi per le paghe , che avieno
d.'Vttt i perchè quefte li ftentailèro^^^ Se fu ve-'
ro,
{ì) Ammirato / cìi. Gaburrato *
(i) vSappUro coir Ammirato /. cit,
(3) Q'J'^f^o periodo nèH* Originale è afTai cohfiifo , e pec^
ciò fi è racconcialo , come «juì fi legge.
LIBRO NONO. 141
To, queflo non fi usò mai più, che la Ghie fa
di Roma andafle in compagnia facendo rime-
diare i Comuni, e' Signori, Vedutoli queTio
in Firenze feciono lega i Comuni di Tofca-
na , e Mefs. Bernabò , e fecero otto uficiali con
grandiffima balia.
Co7?ie fi fece lo nfido della Balìa , e fu altana-
glìato Ser Piero da Camteto , e furono fatti
tifici ali fo^r a la Parte . Rub. 752.
NEI detto anno mccclxxv nel Priorato di
Luglio , e d' Agofto , veduto , che Io
Giugno paflato per S. Giovanni Mefs. Giovan-
ni Aguto avea cavalcato a Firenze , e il trat-
tato in Prato, che Ser Piero da Canneto fu
attanagliato , nonoftante che fofle Prete ; co-
mecché certi diilèro non, ejfere vero il trat-
tato ; ma rimanga in fuo luogo ; cosi andò :
furono eletti, acciocché il Comune non pa-
gafle quello , che de' Pallori delia Chiefa a tor-
to avieno fatto pagare a' Fiorentini a Mefser
Giovanni Aguto, furono eletti otto cittadini
con gran balia, a porre danari a' Che rie i per
difendere la città di cui , e da cui , e come a
loro piacefT'e, e fopra quali chiefe, o perfona
eccleliallica ; onde pofero una preftanza , che
fé ne dovefle rendere ogni anno tanto, che
foflèro reftituiti quelli, che s'accattaiTero; on-
de fi dice , che n' accattarono per forza , o per
amo-
142 ISTORIA FIORENTINA
amore fiorini novantamilia> o piùi furono gli
uficiali a ciò eletti:
Matteo Alderotti.
Niccolò Rinucci,
Toìnmafo Soldant ,
Niccolò de" Giugni .
Lionardo de* Eeccanugì .
Francefco Rocchi.
Bartolo di Michele , ^ \ a ,. r.-
Bernardo di Luigi ^'^ -> -^ *
E fimile furono eletti otto cittadini , i quali
ebbono una grandiffima balia a fare lega , guer-
ra , pace , e a potere fpendere ciò , che volef-
fero, e non fi avefle a vedere ragione dilo-
ro, e a potere vendere, e impegnare rendi-
te , e generale balia , come tutto il Comune ,
in molte cofe . Quelli furono gli eletti :
Quart. S. Spirito .
Giovanni Dini, Speziale.
Aleflàndro di Mefs. Riccardo de' Bardi .
S. Croce.
Giovanni Magalotti.
Andrea di Mefs. Francefco Salviati .
S. M Novella.
Tommafo di Marco degli Strozzi.
Cuccio di Dino Cucci .
S Gio-
(i) Snpob'ti coli' Ammirato / 13.^/f^. 70^» per raancanrt
dell' Originale , chs li lafcia in bianco .
LIBRO NONO. 143
S. Giovanni .
Matteo ^'^ di Federigo Soldi , V^inattiere .
Giovanni ^-^ di Mone , Biadaiuolo .
Quefli otto uficiali fecero pure i maggiori fat-
ti , che mai infino a quello dì fi faceiìero ;
Cerne fi fecero pà volte n-fìciaUfopra porre a' Preti,
e come fecero ribellare Terre alla Cbiefa .
Rubrica 753.
NEI detto anno mccclxxv. vedendo , che la
lega era fatta, e che preilanze per pa-
gare dodici centinaia di lance non baftava a' ibi-
dati, che rincrefcea pagare a' cittadini, e che
per difetto de' Faftori della Chiefa , la gente
li tenea , fecefi uficiali a vendere gli arredi ^'^
delle chiefe , e poi a porre loro preftanze alle
chiefe , e poi a vendere le pofieffioni delle chie-
fe . Vedendofi in lega quefti uficiali della ba-
lia , cercarono d' eflere lafciati (lare da' Pa-
ftori della Chiefa ; mandarono ad Orvieto , ed
a Viterbo, ed in effetto effendo ad Orvieto
le fette , il tennono modo , che Orvieto fi ru-
bellò con ordinamento di detti uficiali della
balia ; poi le più caftella fi rubellarono , e ol-
tre a ciò tennero modo co' Perugini , che fi
rubellarono dall' Abate di Montemaggiore , ed
in
(0 MS. Marco. (a) MS. Tommafo,
(}) MS, Aruthn\
144 rSTORIA FIORENTINA
in effetto a'dì 8. di Dicembre fi ribellò Perugia^'^
Queftiotto fecero una bandiera, la quale era
tutta rofla , con lettere a traverfo , come quelle
di Roma; ma quefta bandiera dicea, Libertà,
lettere bianche ; e molte Terre , che fi rubel-
lavano, fi voleano dare alli Fiorentini, e mai
niuna ne vollero ; ma mandavano la bandiera
della Libertà, e facevanle libere. Di che que-
lla cofa fece molte Terre liberare di mano
della Chiefa, e poi alcuno Tirannello fi leva-
va, e rientravavi dentro , pure alla Chiefa era
tolta . Di che per quefta cagione il Papa fece
fcomunicazione di nominati cittadini , cioè i
Priori , e li Collegi , e li Otto della balia , e chi
avefle niuno uficio nella città di Firenze . For-
mato lo procefTo , e fatta la richiefta , e ji^ofto
lo intradetto , fi mandò a difendere il detto
proceflb Mefs Donato de' Barbadori ^^\ il qua-
le francamente fece contro al proceflb ; ma
nulla valfe. ^
Come fi mandi), in V rancia , e nella Magna a fcu-
farli degli abominj dati a' Fiorentini , e come
il Pa^a fcomunicò chi ritenejfe i Fiorentini .
Rubrica 754.
NEI detto anno il Papa fcomunicati i citta-
dini , e fatto , che fofle fcomunicato chi-
unque ne ritenefle niuno, e più, che chi po-
tef-
(1"^ La refa però fu a'dì ix. Ammirato l. i^^p^g ^95 •
(2) E Al IJ^rtdro ddV Antella , e Domenici di Salvcjirft ,
come procuratore , Iscondo 1* Amniir. / cìt,png 6p5.
LIBRO NONO, 145
tefle de'fuoi beai torre nulla, foiTè fuo,come
di icoinuuicati , ed eretici, molti danni ven-
nero a' Fiorentini per lo mondo, e molti ne
furono disfatti , e gran telbro perderono 1 Fio-
rentini , e abomminò il Pap-i per tutto il mondo
i Fiorentini, e come ciò fu, perchè volea cac-
ciarli d'ogni reame. Fu mandati ambafcia Jo-
ri allo imperadore,e in Francia, e in Inghil-
terra, e ove fu fatte fcufe ; e là Reina Gio-
vanna promifle di non cacciare i Fioi*entini,
ma fé pure cacciarh conveniiìe , farebbe loro
quattro meli termine ; ma non 1' offervò , che
non die loro, che quindici dì, e grandi danni
ne ricevettono i Fiorentini per la fua fidanza
data; e pertanto in Vinegia, e in F:fa furo-
no ricettati, non oftante ogni comandamen-
to , e interdétto fatto . Quefti fu Fapa Giiiri-
goro XI. uomo, il quale in fua vita nipote di
Papa Chimento , fu giovane di quindici anni
quando fu fatto Cardinale , e iniin\) al dì , che
fu fatto Papa, fi dille eflere flato vergine, e
di fanta vita ; non lo moftrò molto nelle opere
contro a' Fiorentini, o vero, che. la ingiuria
fofle sì grande a lui , e alla Chiefa fatta per
gli Fiorentini , eh' egli era , o vero gli parea
lieto affare ogni cofa contro a* Fiorentini ,
perocché i Fiorentini gli fecero perdere ciò ,
che tenea in Patrimonio , ed in Campagna , e
in Romagna , e in Tofcana , liccome per ad-
dietro , e innanzi appare .
TomoXlV^ K Quel-
14^ ISTORIA FIORENTINA
Quelli , che furono ammoniti in queJF anne .
""', -- Rubrica 755.
NEI detto anno mccclxxv. feguendo la detta
forma dello ammonire , e guaftamento
della noftra città, furono ammoniti gF infra-
icritii, r-if^v
AVdì 1 8. d* Aprile.
Bartolo di Martino Peruzzi .
Vita Pafquini Nuti de' Rapucci da Baccherete .
Michele di Pagno di Ventura .
A' dì 1 3 . di Maggio .
Ser Tommafo del Maeftro Piero Ciotti da San
Gemignano .
Giorgio di Mefs. Francefco degli Scali , a' dì 6.
di Novembre,
Del quale Giorgio nacque grande ammirazio-
ne in tutti li cittadini , e fu quella cofa , che
fu principio del guaftamento del buono , e bel-
lo reggimento; imperocché il detto Giorgio
di progeoie, e ftirpe Guelfiffima fu fempre,
e già per gli Fiorentini, e Parte Guelfa nelle
guerre de' Fiorentini contro a' Pifani , e' Ghi-
bellini fu fempre gran maeftro , e confidente
a' Guelfi ; ma per lo fdegno , che ricevette
contro del conforto , che fu ammonito , come
-addietro è fatta menzione, Rubrica 748. eflb
Giorgio al partito fpariva . Era uomo di gran-
de ardire, e difottiie ingegno, e di gran ve-
de-
LIBRO NONO. 147
dere , ed uomo fantifico ; di che quelli parti-
giani li prefero gran Ibfpetco di lui , e perchè
negli ufìcj era, temeano, s'egli li trova in
luogo da nuocere alla Parte , lo fari , e perciò
l'ammonirono. Onde li Guelfi, che n:)ii era-
no di quell'animo, e non piaceva loro quel-
r ammonire, molto (i turbarono; e ciafcuno
dicci: Quelli è Guelfo, ed è amino ito , e
non fé ne fa nulla; così faranno oggi a te,
domane a me; que.li ordini fecero per am-
monire i Ghibeiiini, e non i Guelfi ; quello (i
vede, che chi non vuole dire come loro, ha
ammonito. E molto sbigottirò, e temettero,
e quelli partigiani vedendo aver fatci sì gran
fatti, e non elFerne nulla, troppo più d' ar-
dire, e di prefunzione prefero, onde ogni uo-
mo tremava di loro ; e. per certo non era nin-
no sì Guelfo, che gli parefie etière iicuro , fé
non dicea quello, ch'elfi diceano, e tali di-
ceano loro: Bene fate ; ammonite ; che di ciò
crepavano , e tutto per paura ; e quando paf-
lava il Collegio de' cittadini, erano più per la
città fcappucciate , e trarre di berrette, che
a' Priori , e teneano modo d' arrecarli gente
a cafa , perocché affai fofle Ghibellino, che
cfli non lo tenelìero, ed operalferlo per Guel-
fo, fé abbaiava per le piazze , e per li palagi
in favore loro , e fé era de' Priori , e favoreg-
giava a loro modo , per Guelnifimo lo tenea-
ao 5 e così aliai era Guelfo j che fé non fa-
K z cea
148 ISTORIA riO^RENTINA
cea per loro , ogni dì lo trameftavano , di^
cendo : Egli è nato di luogo , cat non che ne
fofle nato, ma non lo avea mai udito ricorda-
re ; e così li guidava la Terra in malo l1:ato .
Come fi r libello Bologna, Rub. 755.
NElFanno del mccclxxv. a'dì 20. del mefe
di Novembre , gli otto della balia ef-
fendo ilimolati da molti , e ancora da loro
medeiimi, e d' intorno , da fare forma alla li-
beragione delle Terre , che fi teneano per la
Chiefa, sì s'immaginarono, che Bologna era
quella Terra, ch'era di bifogno a trargli di
mano , perocché gran quantità di danari ne
traevano, e ancora molti fulTidj , ed a freno
teneano tutta Romagna . DiUberollI quello dì
di mandare alcuno fegretamente per alcuno
amico del Comune , e nimico di quelli Pallo-
ri, infra gli altri , che vennero fegretam nta ,
furono quegli da Loiano, e de' Bianchi , e
compuofeli con loro la faccenda, e non venne
però fatto. Ma poi con quelli medellmi fi
fece la faccenda colla gen:e da piede , e da
cavallo , che vi fi mandò in gran copia , e ru-
belloili , e tornò a libertà ; e lo Comune di Fi-
renze vi mandò gente aflai, e ambafciadori a
riformare la città , e dar loro gli ordini , e
jntrarono in lega . Quello dì , che fi rubella-
rcno ; fu nell'anno mccclxxv. a' dì 20. di Marzo.
Come
L I B r. O NON O, 14^
C 0172 e pò (lo la intra detto Jt fecero molte compagnie,
e laude in Firenze , e di iiomiyii , e di femmine ,
Rubrica 75;.
NEU'anno ^'^ mccclxxvi. avendo lo Papa
pollo lo ntradetto , ed oflèrvandofi per
tutto il contado , e la città , avvenne , che par-
ve, che una compunzione venifle a tutti i
cittadini , che quaiì in ogni chiefa li cantava
ogni fera le laude , ed uomini , e femmine in-*
finiti v'andavano; ed era sì gran cofa le fpe-
fe y vi li facea , di cera , e libri , e cofe ne-
ceflarie , eh' era gran fatto ; ed ancora s' an-
dava ogni dì a proceilione colle reliquie , e
canti mulichi, con tutto lo popolo dietro, ed
ogni compagnia facea battenti in tanto nume-*
ro , che v'erano infino a fanciulli di dieci an-
ni ; e certo più di cinquemila battenti, quando
fi facea proceffione generale, v' erano, e ven-
timila perione , o più feguiano la proceifione,
e dal vedere lo facrificio del Corpo di Grillo
in fuori, più divoti, e più cattolici in Ilare
in chiefa a predicne , a orazioni ,e a digiuni,
che quando ii dicea 1' uficio della meilà non
erano , per ogni uno cento. Ancora fi moflero
molti giovani nobili , e ricchi , e (i converti-
rono , e feciono loro conventicule a Fiefole ^
e facieno loro limoline , e quivi in digiuni ,
K 3 e in
(i) MS. Nel detto aHn§\
150 ISTORIA FIORENTINA
e in orazioni, dormieno in fulla paglia, e in
terra, e convertieno peccatrici, e veilienle ,
e menavanle a Fiefole , e facieno loro limoli-
ne ,. e muniilerj muravano , e non li vergo-
gnavano molti ricchi giovani fprezzarii, e ab-
bandonare lo mondo , e andare accattare per
le povere perfone convertite ; ed era quella
cola sì dilatata, che ben parea , che voletrero
vincere, e aumiliare il Papa, e che volicno
efTere ubbidienti alla Chiefa .
Come fi cor fé Faenza per la Chiefa , e ritbojjt ge^
neralmente tutta la citta , e Mefs. Giovanni
Agiito r ebbe, e s' arricchì. Rub. 758.
NEI detto anno mccclxxvi. a' di 24 di Mar-
zo , eiìèndoll rubellata Bologna , ed effen-
do in forza per la Chiefa Mefs
in Faenza , fenténdo , alcuna cofa fi cercava per
rubellarfi , parve , eh' alfentiffe ; di che mandò
per Mefs. Giovanni Aguto, e fi lo mife den-
tro , e la città mife a faccomanno , e chi fu
prefo de' terrieri , fi ricomperò . Oltre a ciò
tutte le donne furono prefe, e tenute per loro
femmine da' foldati Inghilefi, e diflbli,che il
detto Mefs fulla porta, quando
le femmine fé n' andavano , che aflai le ne
partirono, poiché furono Jaflàte per alcuni
Caporali , a cui rincrefcea , o forfè non ne vo-
lieno tante, ne vecchie, né rulliche, il detto
di-
LIBRO NON O,,. IJX
dicea : Torna addietro ; quefta fia buona per
la mafnadà ; e poi ancora non fofferfe , che li
monifter} delle religiofe monache li falvade,
ma così a lacco, e al vizio della luflìiria fu-
rono date, come le m.ondane . Quello parve
ftraniffimo , e di ciò il Papa non curò , e non
moilrò al predetta Mefs avere
mala voglia niuna di tanta maladetta , e di-
fonefta operazione.
Cdtne venììe la brigata de Brettoni in Italia per
venire a Firenze, e con loro venne lo Cardi-
nale di Ginevera , e gli Atnbafciadori àndaro a
Vignane al Papa. Rub. 75^.
NEI detto anno MCccLxxvi. parve agli otto
della balia predetti avere fatto aifai alli
Pallori , e che quali non li potea fare più , che
aver perduto la Chiefa cià,che avea in Ita-
lia ; di che per quella cagione diliberarono di
mandare àmbafciadori al Papa , e di cercare
pace . Ciò fu commeflò ; li quali àmbafciadori
furono quelli :
Mefs. Alétrandro di dell' Antella
Mefs. Pazzino di Mefs. Frane, degli Strozzi
Michele di Vanni di Ser Lotto.
Partironfi a' dì due di Giugno mccclxxvi. e
poco profetto feciono ; e tornarono , e quaii
che non fu loro mancato il falvocondotto , e
avuto villania nella perfona . Tutto quello era
K 4 piut-
152 ISTORIA FIORENTINA
piuttoflo per vope razione dei Viiconte di To-»-
rena rrateilo dei I^apa, lo quale avea divifato
d' ellere Signore di tiren^e , e diede ordine di
jujindare i-ii Italia una compagnia di Brettoni ,
li quaii in 'quelli tempi s'erano partiti dalla
guerra dellio Re d. Francia, e dello Re d' in-
ghilrerra, e venuti a Vignone , e quivi pat-
teggiati coì^ Papa li partirono , e promiilbno di
ctìere per S. Giovanni di Giugno a Firenze,
€ con molte minacce profferendo di pigliare
perforzaFirenze ;di che per quello loro det-
to avi<^no difegnato in fu d' una tavola di gelTo
a Firenze tutta la citta , e li prominenti luo-
ghi, dicendo: Qui farò roftello del Vifcon-
te , qui porrò il calibro ; e poi quando era loro
detto , non effere Firenze da pigliare per for-
za, diceano, che fé il fole intraflè in alcuna
terra, effi v' entrerebbono , e prenderebbono
per forza . Di che veduto quello gli otto pro-
vidono a ciò , e ordinaró de' foldati, e richiè-
fero la lega , ed afforzarli .
Come fit Me fs. Ridolfo da Camerino^^'^ Caj)itam'
della gente Fiorentina , e come i Brettoni ten-
tarono di venire a Firenze y e nort poterono , e
di ciò y che fecero gli Otto. Rub. 760.
NEI detto anno fentendo la venuta de' Bret-
toni, e parendo i Fiorentini ellere molto
ignu-
(1) Ammirato iiù. J^-pag, <^pp. Ridolfo da Varano •
LIBRO NONO. 153
ignudi di gente , e di valorofo Capitano , s' in-
gegnarono d' avere uomo valorofo ; infra' quali
li Malate ili non poterono corrompere contro
la Ghie fa , fai vo in promettere , non eilere con-
tro la città di Firenze , né palefe , ne fegreto,
né contro al Papa per gli Fiorentini , Mefs. Bar-
tolommeo daSniiduccio^'Ma Sanfeverino pro-
mille eflère contro ad ogni perfona , ed intrò
in lega. Mefs. Rudolfo da Camerino intrò in
lega, ed accettò la Capitaneria, e venne ia
Firenze a dì i o. di Luglio mccclxxvi. di che
Mefs. Bartolommeo fu male contento , peroc-
ché erano nimici , e fé vi folle intrato Mefs.
Rudolfo in prima di lui, non vi farebbe egli
intrato poi . Accettato Mefs. Rudolfo fi partì
di Firenze colla gente ddia lega, infra' quali
furono circa fettecento lance , che quelli di
Mefs. Bernabò non vollero effere contro alla
Chiefa , per gli patti della lega , mentre foilè
in triegua colla Chiefa ; di che rimafe in Fi-
renze la gente di Mefs. Bernabò ; di che la gen-
te de' Fiorentini era in tutto intorno di due-
mila lanze ; 1' avanzo era ad Afcoli della Mar-
ca, dove era aflediato Mefs. Comes, nipote
cìiQ fu del Cardinale di Spagna ; e per lo Du-
cato , e Patrimonio in aiuto a quelli , eh' erano
incontro alli Paftori della Chiefa, giunfero i
Brettoni a Bologna per paflare in Firenze »
Gli Otto, come detto è, favillimi uomini, e
prò-
(i) MS. Sfili da ceto.
154 ISTORIA FIORENTINA
proveduti , ebbono in Bologna uomini , li quali
di Luglio li ritennero per modo , che non an-
daflero in fui Fiorentino , con cercare trattato
di dare Bologna alla Chiefa . Ciò era tutte pa-
role , per tenerli qui a bada di conducerlo al
foldo colla lega , e ultimamente àncora contro
a Mefs. Giovanni Aguto ; cercarono di tenerlo
a bada, acciocché non fi facefle lega prima
con gli predetti Brettoni, perocché era cofa
pericolofa a lafciare di quelle due compagnie
fare una, e da non elTere niuno rimedio al
guaftamento d' Italia , e per certo buona pre-
vifione fu , ma non farebbe potuto ciò oilèr-
vàre ; fé non che la Chiefa non avea da pa-
gargli 3 ed avea perduta Y entrata ; di che non
avendo , e non afpettando, fi ritennono i Bret-
toni in Céfena , ed in Caftrocaro, ed in altre
Terre ; onde quando li volea poi mandare in
Tofcanà^ riort póteano venire, e molti cavalli
guadi, e morti per li lunghi viaggi, e per-
tanto mai in Tolcana non vennono.
Come i Fiorentini fi prefonó giuridicione in Ro-
magna , e perderono quella, che avteno in Por-
tico di Ro?nagna, Rub. y^u
NEI detto anno trovatofi in Romagna , cioè
i Conti Guidi , il Conte Francefco figliuo-
lo del Conte RujTffieri da Doadola, il Conte
Niccolò , ed il Conte Giovanni , il Conte An-
to-
LIBRO NONO. 155
tonio figliuoli del Conte Bandino da Monte
Granelli , ed il Conte Antonio da Bagno , e
Mcù. Azzo degli libertini , e t rancefco da Cai-
voli , tutti venuti in quell'anno nella lega, co-
minciarono a guerreggiare certe Comunanze
di quella provìncia, infra le quali era la Ga-
llata, che fono fette cartella , e Modigliana,
ch^è uno calte Ho di novecento uomini cel-
le ville, ed il Corniuolo , ch'era del Conte
Ruggieri del Conte Salvatico. Efiendo que-
(le fortezze , il Comune di Firenze imprefe
contro a' predetti Conti, ch'erano irt lega,
non oppreflallèro coltoro , s' elli volèflèro ve-
nire nella lega; di che vennero, e furono li-
beri , falvo che i calieri principali dovelìè il
Comune di tirenze guardare, e così fu -, e Pri-
malcuore u prefe contro Amerigo di Meflèr
Giovanni d*^ Alberghettino , e fu libero dato
al Comune di Firenze , come cofa tolta al fuo
nemico . Per la quale cagione parve lo Co-
mune dal proponimento addietro toccato di-
fviarfi, perocché ncn avea voluto infinaaquì
alcuna cofa imprendere per fé ; quello non era
però pigliare per fé , fé non che quanto a ii-
curtà ; e quello Fqcq , perocché per quella via,
tenendola aperta , e licura , mai fame avere noa
potea Firenze , perocché quindi venne fempre
in Firenze grano di Romagna . E fimilementc
prefero a hbertà Sanbenedetto dell' Alpe, e Ca-
ftcllo dell' Alpe , e furono liberi in loro uficio,
e Co.
1^6 ISTORIA FIORENTINA
è Comune, còme a loro pare (Te a reggerai.
Infra quelli termini narrati nacque infra certi
figliuoli del Conte Bandino , ed il Conte Fran-
cefco del Conre Ruggieri p. edetti, quiftione .
La quale quiftione, come collegati, udita per
gli otto della balia, parve al Conte Francefco
elTere favoleggiati i figliuoli del Conte Bandino
fuoi avverfarj. Lo detto Conte Francefco a-
vendo in Portico, buono e grolTo caftello,
più che altro delle dette Montagne, e fiumare
di Romagna molti amici , infra' quali v' era
uno Matteo di del detto Portico ,
ordinò, che il detto Matteo ribellò il detto
Portico , e gridò : Viva la Chiefa . Saputo que-
llo a Firenze , fubito fi provvide di foccorfo ,
il quale fu dato a ciò, Mefs. Benghi Buondel-
monti con trecento lance , ed il figliuolo del
Conte Guido a fua compagnia ; li quali fecio-
lio sì fatta operazione nel detto luogo , che
chi dille , lo figliuolo del Conte Guido, per-
chè gli fu tolto Dlecomano , Gattaia , Belfor-
te^'^, e Corella, di confentimento degli uo-
inini di quelle caftella; onde Io venderono ai
Fiorentmi per le proferte , che i loro uomini
feceano al Comune, come detto e addietro
Pwubr 740. sì per disfare quelli villani , mo-
ntando, che non folle tempo d'andare, ma
cFafpettare in quelle predette ville delli pre-
detti caftelli, per disfare di vettovagha . e di
ilra-
(f) MS. Monfsi'ts, V. fopra ^iib. 740.
(
LIBRO NONO, 157
ftrame quelli villani, come gli venne fatto;
e chi dice, che Mefs. Benghi, era male con-
tento della guerra, e ognidì volea ammonire
da fé , e era male contento d' ire , s' indugiò tan-
to , che m Portico non potè intrare al ibccor-
fo,di che elli guidava; perocché trecento lan-
ce di Brettoni erano venuti da Gelena, e for-
nito di gente Portico ; nondimeno molti dif-
fero , che fé fi fofle fornito colli paefani , che
averebbe avuti , e 1' aveffe bene ilretto , lo ave-
rebbe avuto. Ma quale fi foflè la cagione, o
le dette, o non fapere più, o crederfi fare
meglio, feguì quelli, che li partirono , cioè le
trecento lance de' Brettoni ; onde ancora quelli
non feguì in modo da volerli , ma Itetterii , e
logorarfi il beitiame , la vettuaglia , lo ftrame
degli amici, ch'erano perle ville , a facco ,
come fé di nimici ftati fodero, o peggio, e
difertato quello paefe , e mai Portico non vi-
dono . Poi quando non ebbono più che logo-
rare , effi fi tornarono a Firenze con poco ono-
re , e fama del Comune , e loro , e con grande
danno degli amici del Comune .
Quefti fimi Priori da' dì primo di Gennaio 1375.
a dì primo di Gennaio 1 376. Rub. 762.
J>| Iccolò di Geri de'Soderini.
Azzolino di Ser Viviano.
Ioanni d' Arrighetto , Legnaiuolo .
Bar-
tgi ISTORIA FIORENTINA
Bartolommeo del Bellaccio, Beccaio.
Iacopo di Bernardo, Ri tagliatore.
Bartolo di ioanni Siminetti .
Anibaldo di Benci Carucci.
Andrea 'di Mefs. Ugo della Stufa.
Lapo di Duccio de' Bucelli Gonf. di Giuft.
quar. S. Croce .
Ser Ioanni Cambini lor Not. q. S. Gio.
Iacopo di Lutozzo.
Bernardo di Catlello daQuarata.
Ioanni di Mugnaio di Recco da Ghiacceto.
Bonaccorfo di Lapo Giovanni.
Iacopo di Pagolo , Maeftro .
Giovanni di Salvi (^/.Salvino) Vefpuccia>
Funaiuolo^'^
Ioanni di Ventura , Mereiaio .
Nofrio d*Attaviano del Voglia.
Niccolò di Giovanni Malegonnelle Goa£
di Giuft q. S. M. Novella.
Scr Iacopo di Ser Zanobi Paoni lor Not»
quar. S. Spirito .
Bonaccorfo di Rucco Pitti.
•Giovanni Dini , Speziale .
Niccolò di Vanni Ricoveri,
Francefco di Ser Donato Fazi^*^
Andrea di Iacopo Collini Grandoni.
Ioanni di Giano, Setaiuolo.
GiO'
(0 MS. omette Fnnaiuch . (2) MS.Frf^/V,
LIBRO NONO. 159
Giovanni di Rota , Fornaio .
fiatino ^'^ Cambiuzzi ,■ Maeftro .
Biagio di Bonaccio de' Guafconi Gonf. di
Giuft. quar. S. Gio. ^->
Ser Michele Veftri Contadini lor Net. quar.
S. M. Novella .
Giovanni Ciari, Rigattiere.
Firenze del Pancia , Calzolaio .
Bartolo di Ser Tino, Tavoliere .
Cocco di Donato Cocchi , Lanaiuolo .
Lionardo di Bartohno Salimbeni ^'^ .
Filippo d' Ugo , Speziale .
Iacopo di Giani Gherardini .
Nofri d'Andrea di Neri di Lippo.
Iacopo di Bartolo Strada Gonf. di Giuff:.
quar. S. Spirito .
Ser Niccolò Manetti lor Not. q. S. Gio.
Priore di Peduccio di Cione Falconi .
Bongianni Pucci, Speziale.
Simone di Lapo Cor fi , Fornaciaio .
Orlando del Chiaro , Fabbro •
Recco di Guido Guazza.
Tominafo di Meglio Fagiuoli.
Marco di Bandino da Filicaia.
Niccolò di Giovanni de' Cerretani .
Maf-
(i) Petrìb. Betti fj9 .
(2) Viv. n. Fuit poftea mìUt ^
(3) Magi, omette Sal'tmheni ,
tÓO tSTORIA FIORENTINA
Mafìaiozzo di Pietro Raffacani Gonfal. di
Giuli q. S. Croce .
Ser Niccolò di Ser Serraglio Serragli loro
Not. q. S. Spirito.
Ridolfo di Iacopo Ridolfi ( ^/. Rimbaldcli .)
Iacopo di Neri Paganelli .
Buonaccorfo di Vanni , Orafo .
Giovanni di Lapo Niccolini.
Cecco di Glandonato, Vinattiere.
Rirtoro di Cione, Maeftro.
Alefiàndro di Niccolò degli x\lbizzi .
Duccio di Giovanni, Sellaio ^'^.
Ghino di Bernardo Anfelmi Gon£ di Giuft.
quar. S. M. Novella .
Ser Domenico Allegri lor Not. q. S. Croce .
Come a Bologna fu qui fi ione , e menati trattati
dove convenne , che Mefser Ridolfo ragimaffe
gente , e fu fatta giufìizia di quelli , eh' en-
traro , e da quello dì innanzi fempre vi fira
ambafciadori , e gente d' arme del Comune .
Rubrica 763.
IN quefto medefimo anno certe famiglie di
Boiofrna tennero trattato da dovero col
Cardinale detto di Ginevra per dargli Bolo-
gna; diche tentito quefto Mefs. Ridolfo , che
era la , fu col Capitano , che fu Mefs. Giovanni
Man-
(!) Viv. n. Fuit pojlea mìleì f^ l uofiiìt exercerc dlgnHatt:m'
LIBRO NONO, l6l
Mangladori da Sanmignato , e prefi quelli del
trattato , a parecchi fu tagliata la tefta , ed al-
quanti ne furono confinati . Poi iì parti Mefs.
Ridolfo d' Ottobre , ed i Bolognefi riformaro-
no Bologna, e richiefero gli Otto, che fempre
vi fteflero due ambafciadori sì alla guardia
della gente dcir arme, e sì allo loro configlio ;
di che così facea il Comune continuo; di che
fu' io uno di quelli , e Filippo di Mefs. Alaman-
no Cavicciuli , e fé non fiiilimo flati noi colla
gente , che fentimmo il trattato, certi, che vo-
lieno mettere i popoli ^^^ dentro, che non era
altro che metterv i Mefs. Bernabò Vifconte di
Melano Signore, fubito tratto la gente degli al-
berghi fummo alla piazza, e tenemmola tanto,
che i gonfaloni traiìèro, e allora alquanti ne
furono confinati . E quello fu per quella volta
la falvazione di Bologna; e perche non è no-
ftra materia di punta , lo taccio ; ma così fu
per eflère guafta Bologna.
Cofne fi tenne modo a rompere la compagnia di
Mefs. Giovanni Aguto , e foldojfi per gli Fio-
rentini parte dt effa , perchè non fi acconciajfe
con gli Bretto7ìi . Rub. 764.
ERa Mefs. Giovanni Aguto in Faenza ricco
di denari, e fornito di vettovaglia, ed
eflendo il verno venuto , ed a' Brettoni man-
Tom.XlV, L ca-
ci) Forfè dee leggerli i Pfppoli ,
lÓZ ISTORIA FIORENTINA
cava lo podere del venire in Tofcana , fi pan-
farono di richiedere Mefs. Giovanni Aguto ,
o forfè aftuzia di Mefs. Giovanni Agutu fu,
perchè avea brigata , che non ii contentava
di lui, ed egli non fi contentava di loro. Pi
che fentendo queflo gli Otto^ mandarono a
Melano , ed a Bologna , e ciafcuno promife
di torre la fua rata di fettecento lance , e di
trecento arcieri; poi fegretamente fi ftuzzicò
con Mefs. Filippo Fuer grandemente Giam-
berivech , e Mefs. Gianni . ... i quali con-
ducellèro la gente ; ed ebbono la prefta , e
prometfadi ventidue fiorini per lancia, fino a
ventiquattro , e mai non s' era ufato sì gran
foldo. Ciò ii fece per rompere la brigata. Ora
Mefs. Bernabò non la volle , la fua parte ; con-
venne a' Bolognefi torla , ed a' Fiorentini ; di
che fu grande fpefa, ed ebbe lo Comune a
foldo allora lance d' ogni ragione , e pedoni
bene mille, e baleftrieri Genovefi ben trecen-
to ; quella era incomportabile fpefa ; ma era
tanto lo trionfo de Fiorentini, li quali fi ve-
deano fuori del pericolo di venire fotto i Pa-
fiori della Chiefa , che ogni cofa comportava-
no in pace . Toccò a' Fiorentini delle predette
lance , che non ne poterono conducere i detti
Caporali , più dugentoquindici lance , con no-
vantadue arcieri ; e quello fo io , che li feci
fcrivere, eflendo, come di fopra nella proffi-
ma Rubrica dilli, in Bologna per lo Comune.
Come,
L I B R O NONO. l55
€ome y e chi furono ammoniti in queflo anno.
Rubrica 705.
IN quefti tempi , che le cofe andavano pro-
fpcre , tuttodì tornava di Francia, d' In-
ghilterra , e d' ogni provincia gente mercatan-
ti, i quaU a petizione della Chiefa , com' è det-
to , erano fcacciati , e rubati , e con grandi la-
mentazioni ; di che , come detto e , quella ma-
ledetta tignuoia , la quale ogni dì rodea , cioè
lo ammonire per volontà , ed a torto , alcuna
volta per fetta, cominciarono a trarre fuori
un modo largo di dire: che gli uomini della
balia guadavano Firenze, e non voleano pa-
ce , e che per certo Firenze non pctea più ,
e che qui non era altro rimedio , cue io am-
monire ; e foliicitavano i Capitani , e quando
era ammonito uno , e quegli (lava alla fcala del
palagio della Parte, una brigata di giovani,
quando fcendea dalla fcala niuno ammonito,
ed e' gli diceano ; Or va' , fa' guerra colla Chie-
fa ; picehiavangU le panche dietro , facevangli
le coregge dietro colla bocca , e così infino a
cafa lo rimctteano, e peggio gli parca lo fcor-
no, che il danno. Di quell'anno furono am-
moniti gr infrafcritti , cioè
A' dì 24. di Maggio .
Beltramo di Pietro Davanzi.
A'dÌ22.d'Agofto.
Ffancefco di Mefs. Guido diSer Guerriante .
L z A' dì
l64 ISTORIA FIORENTINA
A' dì 1 9. di Nov embre .
Bernardo di Cecco Spina.
Franceico del Bafchiera della Tofa.
A' dì -9. di Uicembre .
Ser Bonafe di Ser Piero Arrigucci .
Filippo d' Ugo Speziale .
Guglielmo d' Ugolino Stracciabende .
A' dì 15. di Gennaio.
Niccolò deir Ammannato Tecchini.
Giovanni di Riccardo de' Cerchi .
Ser Albizo di MeCs. Filippo da Barberino.
Bernardo di Sandro di Ser Amadore.
Di coftoro fu grande il bisbiglio , e come quefte
cofe foflero giuile , fempre di notte le faceano .
Come furono levate le petizioni per gli Priori ,
e no7i fu altri con loro . Rub. yóó.
LI predetti ammonitori dillberarono infic-
me, che veduta la condizione degli Otto
della balia , e che con loro concorrea ogni
perfona, che non era di fetta, ed a cui di-
fpiacea l'ammonire, e quafi tutti gli artefici
fi diliberarono, ciie due cofe fpegnerebbe lo
loro ardire ; Y ammonire , e lo levare quelle
petizioni , delle quali e narrato dietro , Rubri-
ca 732 che puofero V ordine de' cinquantafei ;
cioè, che cai faceife ingiuria ad alcuno meno
pofìènte , egli potelTe dare la petizione di fere
lo ingiuriante de' grandi perla maggiore parcc
delle
LIBRO NONO. 1^5
delle fave bianche ; e certo la intenzione di
ehi le puofe non fu alla fine di quelli , che V m-
lavano male , perocché eli' era ridotta in luo-
go, che chi avere ave a dieci lire di piccioli
preftate , ovvero venduto fua mercatanzia , da-
va la petizione di fare de' grandi il Tuo debi-
tore ; quella certo non fu la vera intenzione
nello eitetto delle parole della rifonnagione ;
ma perche ogni cofa non li può per ifcrittura
fprimere , sì li ufavano male , ed ancora sì li
ufava, che chi, già è cent' anni, a vea a dare
al padre , o oi fa volo d' uno , quegli trovava
una carta, e dieea: Io debbo avere dalli tuoi
paffati cento fiorini . Quegli , che non fapea lo
fatto , cercava , non trovava , non lapea nfpon-
dere , lo dimandatore fé n' andava a* Dieci
delia libertà , e facealo richiedere ; quegli com-
paria, addimandava compromefib, e fé non
lo avea , correa colla petizione per farlo de i
grandi; abbelhva la faccenda, e per farla gra-
ve , dicea : Io addimanda a compromeflb ; non
lo volle, ma ditlemi ingiuria, e perccllemi,
e puofe mano al coltello , e sì ^' la fece ; e cosi
aggravava V ingiuria . Il buono uomo conve-
nia , per non efiere fatto grande , face Uè com-
promelTo; avea a fare altro, non- voleà pia-
tire col piatitore , dava le reni , ed air Albitro
lafciava dare del fuo in luogo ove non feguia ;
€ nonoftante ciò pure la petizione con venia
ire a partito ^ fé avelie o licito , od illicito dato
L 3 a co-
/
l66 ISTORIA FIORENTINA
a colui , che addimandava tutta lua doman-
da . Onde le famiglie corréan gran rifcnio per
gli peccati vecchi, o per k tirannie della Far-
te,o per a\ere mala boce in altro, in capi-
tolo correa rifcaio di non rimanere grande ,
ed ancora fé non rimanea, l'era prellò fenza
colpa, dava materia ad un altro dargli un'al-
tra; e come che io dica, s' ufava male , fa-
cea paura , ma mai torto non fa fatto a niu-
no, elle grande foflè fatto ,che mala fama non
avelie de' delitti ccmn^eflì, ma non proprio
per la propria materia di che avuta avea la
petizione contro . Ma come che la cofa fi foffe ,
andavano lo martedì, e Io venerdì a partito,
e quafi niuno de' detti due dì non era , che
numero non ve ne fofle , e non ne incappa-
vano r anno due , fé non fofle di morte d' uo-
mini ; perocché la intenzione fu quando alcuno
fofle rubato, o morto , o ferito , o battuto, o
vietatogli la fuapofllffione; ma, come detto è,
fi ampiava la materia. Ora trovandofi del me-
fe di Gennaio dell' uficio de' Priori gì' infra-
fcritti, Antonio di Niccolò di Cione Ridolfi ,
Ramondino di Giovannide' Vecchietti, Priore
del Pera Baldovinetti, e per Gonfalonieri di
giuliizia Migliore di Vieri de' Guadagni, ed
altri loro compagni, ma quefti furono il bili-
co , fi recarono le fave in mano , e correflèro
le petizioni in quefta forma ; che non fi po-
tefiero dare fé non per ingiuria atroce , e que-
fta
LIBRO NONO. l6y
{la contenea ruberia, e battere, ed altre iner-
me cole . Certo le altri , che loro , eh* erano
tutti della brigata degli ammonitori le aveiTe-
ro corrette, quali ogni uomo dicea : Ben vi
fta; ma confiderato non eflerequefti confiden-
ti , e poi trovatoli il modo delia balìa de' Prio-
ri , che non era ufata la balìa loro correggere
quello , che tutto il popolo, ed il Comune,
ed i Configli avicno fatto, benché potellèro
per loro balia , parve Urano lo modo , e la con-
dizione di chi il fece ; e oltre a ciò moftrato
minacciare negli ordini chi poneflè petizione,
e non fi v inedie vero,coiiui effere falfo , e
quafi tanto fdegno molle 'n tutti gh altri , che
di loro fetta non erano , che prima infino a
quello dì non era tanta ingiuria partorita ne i
loro animi . Or perciie quiitione tacita fi po-
trebbe muovere , e dire: GH altri Priori, come?
non racconciarono ? Era tanta la paura di quel-
li , che erano nel bilico della Parte negli ani-
mi de'contrarj, che chiunque facea cofa non
piacelTe loro, era in gran pericolo, perocché
quelh partigiani diceano : Fa contro alla Par-
te ; e Bartolo Siminetti avea ancora un'altra
volta nel mccclxxv. fatti per forza graviffimi
ordini , oltre agii altri pei lui fatti altra volta ;
che non era niuno , die fé foffe (iato a tavola
per mangiare, e folle ftato un dì fenza man-
giare per qualche fua faccenda , ed uno foUc
fopravvenuto, ed aveilegli detto.- quello pa-
L 4 ne
l68 ISTORIA FIORENTINA
fie è contro alla Parte ; che con tutta la fame
egli non fi f-flè levato da tavola, ed indugia-
to il mangiare ; a tanto era venuta la cofa fuo-
ri d' ogni debito di ragione .
Cowe (t feciono Vfizìalì alla V arte contro a chi
fariajfe , Rub. ydy.
NEI detto anno , eflèndo nel trionfo grande
quelli della Parte , fi feciono molti forti
ordini , ed eleflèro per quartieri molti uomini
confidenti , ed alcuni repuofero per gonfalo-
ne, li quali chiamarono defenfori , a cercare
di chi foilè quelli, che parlavano ; ficchè vo-
leano fare torto a cui voleano , e non voleano
li poteffe parlare ; e poteafi beftemmiare li
Priori, ed ancora quali ogni uficiale bcftem-
iTiiare , per la libertà , eh' era nella città ; e
benché le leggi vi fuflero penale , non s' ufa-
vano, e non erano leggi negli uficiali della
Parte ; e non fi ufava di niuno parlare , e chi
folle ito ad uno Rettore a bomminare uno^
che ave (Tè baftemmiato Iddio, ed uno, che
aveflè baftemmiato li Capitani di Parte, del
beftemmiare il Capitano era condannato più
toflio, e più grave, che d'Iddi©.^
Come
LIBRO NONO. 169
Co77ìe Francefco Conte da Doadola fece guerra in
Romagna a' collegati , e accoflati di Firenze .
Rubrica 768.
COme narrato è addietro Rubrica 7(^1. il
Conte Francefco figliuolo del Conte Rug-
gieri da Doadola fece rubellare Portico al Co-
mune di Firenze, il quale gran tempo era
flato col Comune di Firenze , e datogli 1' anno
il palio ; e non ballandogli quefto , a tutte le
Terre, cne il Comune avea ricevute, come
appare nella predetta Rubrica, in Romagna
facea gran guerra , e cavalcate ; e Giovanni
d' h/^/o degli Ubaldini, fuo cognato, tenea la
Portico con ottanta lance di quelle della Chie-
fa , e facieno di gran correrie ; onde il Co-
mune di Firenze vi mandò circa fecento fanti
a pie, bi per lo verno, che venia, e si per lo
terreno atto a cavalli più , che a pedoni, ma-
lagevole , e pericolofo , e per rififtere all'orgo-
glio dei detto Conte . E perch' è d* ufanza , che
i ibldati do /e non veggono gran guadagni mal
volentieri fi ftanno , quelli del paefe vennero
agli Otto , e richiefero uno Capitano alle loro
fpefe , lo quale fu' io mandato a ciò , e guerra
fi fece tutto lo verno al Conte grandifllma , e
per non lodare me, mi tacerò della materia,
ialvochè ne dirò , che in fei mefi fu sì ftretto ^^
che Gofa,ch'egU avefle fuori, di niunnon gli
fu-
^ 170 ISTORIA FIORENTIN A
fiipoflibile a mettere dentro, fé non quello,
che VI li era , e la brigata vivette di quello
di fuori continuo del loro, e quanto beftia-
jne , ovvero la maggior parte , perde il Conte ,
e fuoi uomini. In fei meli, ch'io vi fletti,
non perdei oltre a quindici uomini, e de' fuoi
centoventitre avemmo prigioni, e toUemmo
Eeccova per forza , ed egli riduflè tutte le fue
fortezze a fé dentro da' muri , e giammai ^'^
non fi potè mettere ofte per le grandi nevi,
che furono queft' anno, e fempre fono in
quello paefe grandiffime . Tornai compiuti i fei
meli a Firenze a' dì 10. di Giugno MCccLxxrii.
ed andovvi Buono Strada, onde vi flette in-
fino a Settembre , tanto che la pace della Ghie-
fa fu fatta.
Come fu rafo il Vicario di Valdinievole .
Rubrica 769.
NEI detto anno ZvicccLxxvi.del mefe di Gen-
naio furono Priori , Antonio di Niccolò
Ridolfi,Pvammondino Vecchietti, Priore del
Pera Baldovinetti , ed altri, il Migliore Gua-
dagni Gonfalonieri di giuftizia, li quali quat-
tro erano tutti d'un animo, e vedendo, che
a volere loro animo fare falvo , non vidono
niuno modo, fé non fare ftudiare i capitoli
della Parte allo ammonire , ed a trovare modo
a le-
(i) MS. gaaraf.
LIBRO NONO. 171
a levare le petizioni , come addietro è narra-
to: ove dierono le petizioni gran crollo, e '
nello ammonire feguitavano volentieri tutti
quelli, li quali erano flati del numero de' cin- .
quantafei , dove alcuno appiccatolo trovavano ,
e molti n' aveano ammoniti , ed ammonirono ,
come per lo innanzi apparirà. Addivenne , che
per le petizioni, l'anno, che li cinquantafei
furono, fu fatto de' grandi, per una petizione
data per Donato di Iacopo Acciaiuoli , Bar-
tolommeo di Niccolò Ridolfi, e quando la pe-
tizione andò , Giovanni di Luigi de* Mozzi
era de' Priori , e Fropofto a mettere il partito,
di che melìo il partito , Bartolommeo fu dei
grandi; addivenne, ch'egli in quello tempo
era Vicario di Valdinievole, donde non po«
tea efiere Vicario, perocché era grande. Vi-
cario fi trafTe nuovo , ed in quello luogo a guar-
dia fi mandò uno Bargello, ovvero difenfo-
re ; di che Bartolommeo fu grande , e perde
Tuficio, che afiai danno gli venne ; onde ad-
divenne , che efi'endo de' Priori Antonio di
Niccolò , fratello del detto Bartolommeo gran-
de, ed effendo Vicario di Valdinievole Gio-
vanni di Luigi de' Mozzi , che fi trovò , come
detto è , de' Priori , e Propofto quando andò
Bartolommeo a efTere grande , come detto è ,
fece uno fuo Cavalieri compagno a Pefcia
quiftione per una femmina con uno foldato
di Mefs. Bernabò , eh' era là ; onde in zuffa
fU
172 ISTORIA FIORENTINA
fu ferito quello Cavalieri di Giovanni di Lui-
gi de' Mozzi Vicario; di cne la famiglia del
Podeilà , e quella del Vicario traile; la fami-^
glia del PodeUà lo pref , il malfattore; lo Vi-
cario lo voiea , lo Podestà lo voiea : nacque
zufia tra loro ; lo romore corfe per la Terra:
i terrazzani tralìèro in aiuto al Fedeltà , e non
al Vicario ; di che zuffa li fece allato al pa-
lagio del Vicario, e di fui muro d^l Vicario
il balcitrò per la piazza , ed alcuno ne fu fe-
rito, e morto uno terrazzano; di che il Vi-
cario, come furio fo, faonò all'arme, e fece
cenno di fuoco , e foccorfo alle eaftella , che
n' ha diciotto. Li Pefciatini, perchè tutta una
provincia imparentanti, e furono d' una diocefi
di Lucca , e del Vefcovado , la maggior parte
ii tengono infieme , ufciano di fuori delle mu^
fa , e quando traeano , diceano , che il Vicario
avea torto, e che voiea correre Pefcia; onde
la brigata fi tornava indietro, g non aiutava
al Vicàrio. Di ciò il Vicario fu baftemmiato,
perocché non dovea fare con romore , dapoi-
ch'egli avea la pena, né mettere a partito la
provincia. Di che ripofato il di la faccenda,
li parenti del morto , e quafi tutti gli terrieri
di concordia , ed il Podeilà feciono ambafcia-
dori ad abominare Giovanni di Luii^i de' Moz-
zi Vicario ; ben fi dice , che fu per confenti-
iDento delli quattro predetti Priori, infra' quali
era il fratello di Bartolommeo, cUq, come è
det-
LIBRO NONO. 173
detto , fu fatto de' grandi , eiìendo il detto Vi-
cario de' Priori, e Fropoito. Giunti a Firenze
la brigata, fu mandato di fubito per lo Vica-
rio; ed in etietto udirò 1' una parte, e T altra,
incontenente tu dato il torto al Vicario, sì
perchè lo avea , ed ancora percnè fé io diede
con molto male , e difoneilo parlare contro alla
Parte, più che non ii convenia ; perocché aven-
do Icufato fé , e abominato loro in prefen^a
de' Priori, e Collegi poco oneilamente , e poi mi-
nacciato loro, con ^'^ dire : Voi tornerete a Pe-
fcia , e farò , e dirò ; per quello gli fu dato il
torto , e poi fi dille , che per gli Priori furono
attizzati i Pefciatlni ambaiciadori a far dare la
petizione di farlo de' grandi , onde coloro la
dierono . Il Vicario veduto , che il torto fi die
loro , ii appacificò colla parte , e loro promlfe , e ^
cauti li fece di non offendergli in niun modo ;
ed eglino non voleano altro, perocché non te-
meano , fé non di condannagione , che molto
grande albitrio ha il Vicario di procedere, e
d'inquilire, e poteagli a ragione inquifire di
turbazione di (lato , e condannare , o lafciare
peudente , o mandare alii Rettori a Firenze ,
ed erano impiccati ; e così pacificati fi torna-
rono a caia di brigata a Pefcia . Li Priori ri-
trovarono una riformagione antica , la quale
dice, eh' e' Priori poffono caffare ogni loro ufi-
ciale j di che colloro Y adattaro dal loro ufi-
eia-
(i) Così corretto da noi per la migliore lezione.
174 ISTORIA FIORENTINA
ciale all'uficiale del Comune, ed ebbono favj,
che conlìgiiarono a loro modo : di che in ma-
lo luogo li mife la ranella, e sì lo caffarono
dall' uiicio ; e certo a lui intervenne quello ,
ch'era intervenuto a Bartolommeo fratello del
Priore , che callo , gli fu comandato fé ne ve-
iiitle, e mandatovi uno Bargello , ovvero di-
fenfore, intanto lo nuovo Vicario v'andaiTe;
e fu quello quali alla fine dell' ulicio de' Prio-
ri , e feciorlo iindacare , com' è d' ulanza , allo
Efecutore in Firenze , di che mai per uficio
non fu lindacato niuno, che folTe ritenuto.
Egli rifpondere credea dell' amminiftrazione
dell' uficio , ed a lui convenia rifpondere a
una inquiiizione formata fotto una tauibura-
gione di micidj,e baratterie. Diflèfi , fu fat-
tura de' Priori, che fé pure otto dì avelfero
a ftare all' uficio , i Priori allora gli faceano ta-
gliare il capo ; ma il dì , che lo ritenne , l' al-
tro dì fi dovea trarre li nuovi Priori i di che
fi potò tanto collo Aflècutore , che quello dì gli
amici feciono sì , che egli non lo collo a fargli
confeflare la inquifizione . L' altro dì tratti li
nuovi Priori, tutti dello partito contrario alli
prefenti , feciono pregare lo Efecutore , che
gli piactfle di dovere foprafedere . Lo Efecu-
tore s'arrendè alle preghiere de' Signori nuo-
vi, e degli amici, perocché era il fuo uficio a
fare con gU Priori nuovi , e con gli vecchj non-
nulla i poi efaminò il proceflo , intratii nuovi,
ed
LIBRO NONO. 175
ed aflblvettelo ; e così quelli , che la Parte fa^
ceano gogolare ^'\ a ragione , ed a corto ammo«
meno , e tacieno de' grandi , e minacciavano , e
con gii Rettori avieno tanta balia, che nonché
delia ragione , ma del torto facieno ragione .
S' ellino non avieno quello , che volieno , egli-
no incontanente gli facieno d'accanto dire , che
lo ammonirebbono per Ghibellino , e con ver*
rebbegli elìerecaflò dell' uficio, e quedo tutto
dì facieno a fine di recarfi in mano la fignoria.
Quefii fono quelli , che in q iteli' anno del 1377.
furono ammoniti, cioè. Rub. 770.
jlVl Anente Amidei Crlftiani .
Baldaflare di Ioanni Nucclboni,
Duccio Dietaiuti Gualzelli.
Forefe di Francefco Adimari .
Simone di Gabbriello, Beccaio.
Ioanni d'Aldobrando del Ricco.
Ser Cinozzo Pieri Agli .
Francefco di Geremia di Ser Tano»
Attaviano fuo fratello.
Niccolò di Bocchino.
Zanobi del Truffa.
Francefco di Geri , Ferraiuolo .
Lio-
(i) Gogolare fi trova ne* migliori tefti a penna dell' Ope-
re del Boccaccio , in vece di Gongolare , e nello fteifo
fentimenco. Qui però pare , che vaglia Agognare t o
Anfare . non per gioia , ma per crucio . V« le note
al C. VII. fi. 100. alMalm, dei Bifcioai.
176 ISTORIA FIORENTINA
Lionardo di Rlnieri Ruftichi .
Agnolo di ioanni di Ser Lotto.
Attaviano di Dino Attaviani .
Francefco di Ventura , Lanaiuolo .
Bartolommeo di Iacopo Giambernardi degli
Adimari .
Ioanni di Ruberto Ghini , pop. S. Trinità .
Ser Diedi di Ser Francefco Fei .
Sandro Muletti da Panzano.
Guido di Caccialofte Guidi Trincia velli.
Meo di Bartolo de' Cocchi .
Giovanni di Mancino Soltegni .
Benedetto di Geri del Bello.
Andrea di Iacopo di Collino Grandoni .
Francefco Lippi di Ser Bonaventura Bonaiuti .
Banco di Tofco , Rigattiere .
Mefs. Donato del Ricco ludico.
a e , e ^ ^^ Bonaccorfo Alderotti .
N^ f^' ^ } ^^ Giovanni di Meglio Bonarli .
Lorenzo , e . ^^ jj^^jj j^j Maeftro DinoMcdico
Martino / ^
Giovanni di Piero Parenti.
Tommafo d' Ugolino di Vieri , Speziale .
Andrea dì Berto Filippi .
Bancozzo di Ioanni di Ser Bartolo Catenaeci .
Niccolò del Ricco, Lanaiuolo.
Como Federighi da Signa.
Naftagio di Ser Francefco pop. S. Simone .
la-
LIBRO NONO. 177
Iacopo di Bonafè pop. S. Pier Maggiore .
Lapo di Guido di Fabro de'Tololini.
Ugolino di Borili , Speziale .
Ser Niccolò di Ser Ventura Monaci .
Andrea di Feo, Laftraiolo .
Simone di Vanni Mcccere .
Tommafo di Lippo Soldani .
loanni d* Amerigo del Bene .
Bettino di Mefs. Covone de' Covoni .
Francefco di Niccolò, vocato Bate.
Lorenzo di loanni Lottini .
Giovanni di Tura Dini.
Giovanni di Luin-ì de* Mozzi.
Francefco di Ser Tingo Rocchi .
Stefano Brunacci, Lanaiuolo.
loanni di Piero Parlarcioni.
Mazza d' Andrea , Corazzaio .
Davanzato Nacci di Contro Guidi, Caligaio
Alberto di Ser Lapo da Barberino.
Amoddeo di Frate Grigio da Barberino.
Cantino d'Agnolo, pop. S. Lorenzo.
Scarlatto di Nuto Scarlattini.
Francefco Vigoroli .
loanni Ciari , quartieri di S. Spirito .
Amaretto di Zanobi Mannelli .
Mefs. FranCefco di Cino Rinuccini.
Luigi di Poltrone Cavalcanti .
Tgmmafo di Pazzino , Bilanciai.^
Tonio XIK M Come
lyS ISTORIA FIORENTIÌ^A
Come furono Capitani y alìi qitaU fi fecieno grandi
onori ^ ed ebhono li pennoni , e la fargia .
Rubrica 771.
NEllo anno Mccctxxvii. sì fi feguia molto
r ammonire , perocché la guerra era in-
cominciata a rincrefcere , ed il pagare fi fa-
cea mal volentieri , ed eglino voleano guerra,
e non pace , e con quello chi li favoreggiava
era in grande paura , e pericolo in fare lo det-
to , ed erano gli attizzatori della Parte contro
agli Otto della balia , ed era uno Capitano ,
lo quale fece grande ammonire ,
che poich' ebbono difpofto io uficio , quelli ,
che dietro loro furono tratti , fi diiiberarono ,
che ciafcuno de' predetti Capitani avelie dalla
Parte uno pennone , ed una targia all' arme
della Parte, per infiammare bene chiunque vi
foife a fere- V uficio tratto francamente , per
afpettare quello medellmo onore ; e così con
mohe trombe, e gran trìunfo furono portati a
cafa li Capitani , come ufcirono d' uficio .
Come furono forzati li preti , e cherici a ufìciare ,
e a dire la me fa , ed ogni uficio . Rub. 772.
NEI detto anno , e mefe di fi fu
ordinato , che ogni chiefa doveife facri-
ficare , ed ogni oficio iblennemente fare , fic-
come
LIBRO NONO. 179
come intradetto non folle . Ciò fu fatto , pe-
rocché molte ambafciate erano a Roma al Pa-
pa, e niuna fin' ora tornata con concordia.
Come Caterina veime in Firenze a p^edicare .
Rubrica 773.
NEI detto anno addivenne , che in Firenze
avea una femmina, la quale avea nome
Caterina, e fu figliuola' di Iacopo Benencafa,
ed eilendo ftata tenuta di fantidima, netta,
e buona vita , ed onefta , cominciò a biaiìriiare
la brigata contro alla Chiefa . Quefti , cKq me-
(lavano alla Parte , m.olto la vedeano volen-
tieri, ed infra gli altri erano li maeftri uno
Niccolò de'Soderini, lo quale gli avea fatto
a cafa fua una camera , e in quefìa alcuna volta
^ra fiata; T altro era Stoldo di Mefs. Bindo
Altoviti , e r altro Piero Canigiani ; quelli era-
no quelli, che fommamente la lodavano. Ed
è vero, ch'ella fapea sì con buono naturale,
e 'si con molto accidentale le cofe ecclefiarti-
che, e sì dettava, e fcrivca molto bene ; e
I^iero Canigiani lafsù a piò di S. Giorgio le
facea fare uno abituro ; e da tutti i partefichi^
e da donne, e uomini ricoglieva denari, e
comperava pietre , e* legni , e conducea lafsù ;
tale che quando fu poi arfa la cafa fua , egli non
ebbe rifpetto a beata Caterina , ma per fé ado-
prò Io predetto lavorio. Fu coilei condotta.
Ma o per
iSo ISTORIA FIOLIENTINA
o per fua voglia con malizia , o introdotta per
{limolo di coftoro molte volte alla Parte a di-
re , CiV era l)uono V ammonire , acciocché alla
Parte fi provvedeffc di levare la guerra ; di
che era coitei quali una profetella t^^nuta da
quelli della Parte , e dagli altri ipocrita , e mala
femmina; e molte cole fi dillèrotdi lei, chi
per truffe , e chi per parergli dire bene a dire
male di lei . ^'^
Onejli fon(r i Priori dal dì primo di Gennaio 1376. |
a dì j)rimo di Gennaio 1377. Rub. 7 74..
X^ Uippo di Recco Capponi .
Antonio di Niccolò di Clone Ridola.
Marco di Fra^ncefco degli Alberti .
Bernardo di Mefs. Covone de' Covoni .
Ramondino di Giovanni de' Vecchietti .
Priore del Pera Baklovinetci.
Giovanni di Piero Parenti, Corazzaio.
Piero di Pero, Calderaio.
IvlÌG;liore di Vieri de' Guadagni Confai, di
Giuft. quar. S. Gio.
Ssr Falcone Falconi lor Nor. q. S, Spirito ,,
In leccio Brunetti, Pizzicagnolo,
i'alco di Baccio, Tavernaio»,
An^
{3) V?ggafi di qiiellp, or^ già clichiarara. e riconofciuta
Santa ciò, che fci-ive i' Anursiraro //^. t?. 'p/rr.jio»
e feg, e la Vita della Sa-ii;arcrit:aiio C.^ì^Iìì;^:^. u-g!: .
LIBRO NONO. t^tT
Andrea di Mefs. Francefco Salvlati .
Iacopo di Ser Zello , Orafo .
Iacopo di Doffo, vocato Gene degli Spini.
Giovanni di Cecco JV:icin , I.snaiolo.
Iacopo di Bartolo miTiCo Talenti ae' ^]edici .
Riiloro di Michele Rifton.
Guido di Giovanni de' Macniavelii Confai
di Giuli, quar. S. Spirilo ^'^
Ser Niccolò di Ser Ciuto Cecchi lor Not.
quar.S. M. Novella.
Filippo di Iacopo de' Marfili .
Zanobi di Ioanni di Cione Mezola*^*^.
Niccolò di Salvi , vocato Cica, Vinattiere.
Piero Bachini , Beccaio .
Caroccio Carocci , Speziale .
Barna di Vaìorino.
Giovanni Cambi .
Maeftro Giovanni del Maeflro Ambrogio
Medico .
Ioanni di Francefco Magalotti Gcnfal. di
Giuft. quar. S. Croce .
Ser Iacopo di Feo Ciacchi ^^'^ lorNot. quarr.
S. Giovanni .
Lionardo del Chiaro di Mefs. Botte .
Benozzo di Francefco d'Andrea.
M 3 Za-
(i) Viviaìii n. Fuìt poflea miles»
(2) Viv. n. Fuit pojlea mìles ,
(3) Magi. lafcia Chccbi,
l8l ISTORIA FIORENTINA
Zanobi di Lapuccio Corda.
Guerriante di Biiigiardo Bagncfi,.
Giovanni di Ser Dato,, Malifcalco.
iSiccolaio Delli, Fizzicagnolo.
AleiTandro di Benedetto Gucci.
Agnolo Borgognoni .
Agnolo di Bernardo x^rdinghelli Confai, di
Giuft. q. S. M. Novella .
Ser Niccolò di Ser Ventura Monaco lor Not.
q. S. Croce.
Domenico di Guido Pardi in luogo di Nic-
colaio Delli morto ^'^.
Gerózzo di Naftagio Cacciafuori .
Bernardo di Matteo de' Velluti .
Pietro di Simone Orlandlni .
Bonifazio di Ser Donato.
Lapo di Vanni Rucellai .
Baldefe di Turino Baldefi ^^> .
loan'ni di Niccola Pannaiuolo lino.
Niccolaio del Chiaro, Fabro.
Lapo di loanni VivianiGonf di Giuft. qu.
S.Giovanni.
Ser Michele Bardella lor Not. q S. Spirito:
Niccolò di Borio, Caligaio .
Andrea di Niccolino, Calzolaio.
An- ,
(i) Magi. Et deìnàe he oì^ichol ai Delli defungi extr^*
&US fuit Domìnicus Guidi Pardi Rìgatterius •
(a) Viv. H. Fuìtpojlea miUs , ^ dives magnus ,
l'v'^sr-
|S
LIBRO NONO. iS}
Andrea Villani, Lanaiuolo.
Stefano del Migliore , Borialo .
Arrigo di loanni Mazzinghi . '
Francefco di Iacopo di Francefcodel Bene^'^ .
Nofri di Gio di N iccolò ^-^ Biìcheri .
Niccolaio di Mone Guidi .
Lodovico di Banco di Ser Bartolo Gonf. di
Giuft. q S. Spirito.
Ser Coro di Ser Grifo da Caftel Fiorentino
lor Not. q. S. Croce .
QjiSjli fono quelli , che furono ammoniti in quejlo
anno ; e de' Captani della Parte . Rub. 775.
^TEl detto anno del ?vIccclxxvii. quefti nar-
X !> rati per addietro , che pLimolavano V am-
monire, prefero più campo , che non foleano
pigliare, ed avieno fatto grande lavori infra
loro, e gran compofizioni , ed erano in Firen-
ze fatti come bargelletti , e fignori di quello
luogo , e non fi potea parlare innanzi a loro,
e chi avea a maritare fio-liuole di loro, le fa-
cea proferere , e a cui voleflè darla , lo facea
un poco diguazzare a. la Parte ^^^ e poi avea uno
di mezzo , che dicea : Che non dai tu la tua
figliuola a coftui ? Si vedea aillcurarfi ; dava-
gliela con gran dota. Ed ancora fimile modo
teneano nel torre al dare , che fenza dota la
M 4 ma-
(0 MS. omette del Bine. (2) MS. lafcia dì N/ecslè »
iì) Quel che r^gue è alquante oUuì:» .
l84 ISTORIA FIORENTINA
maritavano . E più oltre a quefto , andavano
a' lanaiuoli, e ritagli:itori , ed altri mercanti,
e toglieano in credenza , ed era loro fatta , e
non voleano pagare , e fé erano loro chiefti ,
lo faceano diguazzare ; if buono uomo fi flava
poi cheto . E peggio ancora , che più andava-
no innanzi , che eglino faceano mettere a par-
tito uno ricco, e poi quegli andava a' paren-
ti, ed alli fav) de' Capitani, o mandavano per-
fcne religiofe , o loro auzzemi , e fenfali , e
domandavano il rimedio, e quelli diceano :
Se tu dai a'favj,o al tale difenditore , difen-
deranno . 11 buono uomo per fuggire quello
pericolo, o per volere il fummo degli uficj ,
gliele dava i denari', e fimilc gli convenia fare
' IpefTo , e tali di grofìe quantità ; e tutto quefto
avvenia per la maledetta ambizione , e fum-
mo di volere gli uficj , e niuno,chi non era
loro fchiavo,non era licuro,fe non famiglie
note. Ghibelline , o quelli , eh' erano ammoniti ,
comccch' egli diceano , non fare quedo per gli
uficj ; ma che poich' erano ammoniti , nelle gra-
vezze erano peggio trattati, che non era con-
venevole , e le loro moglie a torre , ed a dare
non valea dieci foldi la lira. Molti erano gli
auzzotti^'^, che a quello modo fi governavano,
e pafcicnfi. Ciò erano tutti i conforti, e flretti
ami-
(r) JuS, Auzotti , De? IcggerfI Auzzotti, come fi è po-
^o , per Auzzeffi , come fi fpìegherà nel Vocabo-
lario .
LIBRO NONO* 185
amici de' caporali ; i quali caporali fono quefti
li maggiori, comecché più follerò i caporali,
ma li maggiori erano quefti : Bonaiuto di Ser
Belcaro de' Serragli, Giovanni di Bartolo Bi-
gliotti , Boninfegna di Filippo Machiavelli , An-
tonio di Niccolò di Ciane Ridolfi, Piero di
Dato de' Canigiani , e Mefs. Riftoro ludice fuo
figliuolo : quelli fono popolani tutti del quar-
tieri di S. Spirito ; ed alcuni grandi dei detto
quartieri . Ciò fono , Guerrieri di Tribaldo de i
Roffi, e de' Bardi i figliuoli di Mefs. Fiero,
e quello lato tutto . Ora diremo del quani^re
di S. Croce ; Mcfs. Lapo da CaftiglionchxO ;
quefti era fatto per l'ordine de' cinquantafei :
molto adoperò bene , ma a male fine lo fece ,
a quello, che poi feguì ; e Simone di Rinieri
de'Peruzzi, Befe Magalotti, Iacopo di Gianni
Gherardini, Mefs. Lotto di Vanni Caftellani.
Li grandi del detto quartiere erano , Ormanno
di Mefs. Gherardo Forabofchi , ed Aduardo
de' Pulci . In S. Maria Novella , Stoldo di Mefs.
Bindo Altoviti, Andrea, e Cipriano di Lip-
pozzo Mangioni, Mefs. Albizzo Ruccllai , An-
drea di Segnino Baldefi. Li grandi del detto
quartieri , benché fufle la fua perfona popola-
no , ma gli altri fuoi conforti grandi , Mefs. Ben-
ghi Buondelmonti, con gli conforti fuoi , avca-
no in mano quali ogni priminenzia ; PeroTor-
naquinci. Salice di Giachinotto Cavalcanti,
Bartolo di Giovanni Siminetti ; quelli era po-
l85 ISTORIA FIORENTINA
polano . Nel quartieri di S. Giovanni , Piero dì
Filippo degli Albizi ; non erano gli Albizi pri-
vati degli uficj della Parte , come di quelli del
Comune , bjagio di Bonaccio Guafconi, bene
\' aiientia L guiccione , e Mefs. Roifo de' l\ic^
ci per la ingiuria della privazione , Guerrian-
te ^'' Marignoiii , Vien di Cambio de' Medici ,
Migliore Guadagni , Iacopo di Bartolommeo
de' Medici. Li graiidi del detto quartieri , Ia-
copo di Meis. i^ranceico de' Pazzi, Vieri di
JVl-is. Pepo Cavicciuli , e Fife Ilo fuo confor-
to . C:^ii"«ii Ti cniamav ano i campioni della Par-
te Guelfa, ed in eiretto furono quelli, che
con torto appetito fmifurato li potè dire gua*
ftaro Firenze ; ed in quea' anno furono am-
moniti più uomini, e di maggiore lieva, che
ancora fi facelTe, e perche iieno noti qui ap-
piè li nomineremo ^^^ .
Manente d' Amedeo Criftiani , BaldaiT'arre'
di Giovanni Nucciboni, Duccio di Dietaiuti
de' Gualzelìi, Forefe di Francefco degli Adi-
mari . a' dì quattro di Settembre . Simone di Ga-
briello di Ser Simone , a' dì tredici di Settem-
bre . Giovanni d' Aldobrandino del Ricco , po-
polo S. Maria Maggiore . Ser Cinozzo Pieri Agli
Notaio, a' dì 26. di Settembre. Francefco di
Gè-
(i) ^''^. Guernat^te .
(2) Sjio quegli fteflì , che fi leggono qui fopra , Ruh,
770. ma fi è giudicato dì ripeterai , sì per non par-
tirfi cfal tefto, e sì per alcune particolarità» che li
non fono*
LIBRO NONO. 187
Geremia di Ser Tane , Attaviano fuo fratello,
a' dì 27. di Settembre . Niccolò di Bocchino,
Zanobi del Truffa, Francefco di Geri Ferraiuo-
lo , Lionardo di Rinieri Ruftichi , Agnolo di
loanni di Ser Lotto , a' dì primo d' Ottobre .
Attaviano di Mefs. Attaviano , popolo S. Paolo,
Francefco di Ventura Lanaiuolo . Giovanni di
Roberto Ghini . Ser Diedi di Ser Francefco,
a' dì 30. d' Ottobre . Sandro Muletti da Panza-
no,pop. S.Niccolò. Guido di Caccialolte di
Guido Trinciavelli^'^ a'dì i 8. di Novemb. Meo
di Bartolo de' Cocchi, Giovanni di Mancino
de' Softegni , a' dì 5. di Dicembre. Benedetto di
Geri del Bello . Andrea di Iacopo di Collino
de'Grandcni. Francefco di Lippo di Ser Bo-
naventura di Bonaiuto , a' dì 3. di Gennaio.
Banco di Tofco Rigattiere . Mefs, Donato del
Ricco ludice . Matteo , e Francefco di Bonac-
corfoAlderotti,a'dì 22. di Gennaio. Niccolò,
e Nofri di Giovanni di Meglio de' Sonarli,
detto dì . Lorenzo , e Martino figliuoli del
Maeftro Dino Medico . Tommafo d' Ugolino
di Vieri Speziale . Andrea di Eetto Filippi .
Bancozzo di loanni di Ser Banco Catenacci .
Niccolò del Ricco Lanaiuolo. Gommo Fede-
righi da Signa, a' dì 2 2.di Gennaio. Naftagio
di Ser Francefco , pop. S. Simone . Iacopo di
Bonafò, popolo di S. Piero Maggiore. Lapo di
Guido di Fabro de' Tolofmi . Ugolino di Bonii
Spe.
(i; MS. Trinciandli .
l88 ISTORIA FIORENTINA
Speziale, popolo di S Friano. Ser Niccolò di
Ser Ventura Monaci , che fu Cancellieri de i
Priori, e fu caffo, come appare adietro. An-
drea di Feo Laltraiuolo , pop. S. Piero Gatto-
lini . Simone di Vanni Mecciere , pop. S. Lo-
renzo . Tommafo di Lippo de' Soldani , a' dì.
28. di Gennaio. Giovanni d'Amerigo del Be-
ne . Bettino di Mefs. Covone de' Covoni Fran-
cefco di Niccolò , vocato Bate . Lorenzo di
Giovanni Lettini . Giovanni di Tura Dini .
Giovanni di Luigi de' Mozzi . Francefco di
Ser Arrigo Rocchi , a' dì 1 2. di Febbraio . Ste-
fano Brunacci Lanaiuolo . Giovanni di Pero
de' Parlarcioni . Mazza d' Andrea Corazzaio.
Davanzato di Naccio Contri . Alberto di Ser
Lippo da Barberino . Ramondo fratello di Gior-
gio da Barberino . Cantino d' Agnolo di Monna
Ghecca, pop. S. Lorenzo. Scarlatto di Nuta
Sczfrlattini , pop. S. Friano . Francefco Vigorofi
Lanaiuolo, a'dìay di Febbraio. Giovanni di
Ciari , S. Spirito. Amaretto di Zanobi de' Man-
nelli . Mefs. Francefco di Cmo de' Rinuccini .
Luigi di Poltrone de' Cavalcanti . Tommafo di
Pazzino Bilanciaio . Bartolommeo di Iacopo
Giambernardi degli Adimari . Giovanni di Pie-
ro Parente, quartieri di S. Giovanni, a' dì 23.
di Marzo.
Comi
LIBRO N O K O. l8p
\om^7norì Giovanni Magalotti dello uficio degli Ott^
ài balia , e come fu in fuo luogo Simone
de' Per uzzi, Rub. 77(5.
NEI detto anno mccclxxvii. a' dì quindici
del mefe di Luglio^'^ li morì Giovanni
Magalotti di fua infermità , di cui fu gran dan-
no, e sì perchè fu buono uomo, e sì perchè
in luogo fuo fu eletto Simone di Rinieri Pe-
ruzzi , il quale per ifdegno fu principio di
guaftare la città di Firenze ; a cui fu fatto gran-
41iriino onore per lo Comune , per rifpetto di
fua bontà , e per lo uficio degli Otto della ba--
lia, eh' egli tenea.
Come 772orì Mefs. Niccolò degli Alberti .
Rubrica 777.
ERa nella città di Firenze uno Cavalieri di
una ca' , la quale fi chiamano gli Alberti ,
famiglia ricchiffima. Quello Cavaliere avea
nome Mefs. Niccolaio di Iacopo d'Alberto,
famofo mercatante . Fu il padre in Francia , ed
in Provenza , ed in Inghilterra , e quafi per
tutto lo crilìianefimo ^ Seguì queflo fuo figliuo-
lo , Mefs. Niccolaio , lo quale fu di sì gran
crediro, che niuno più mai per uomo fclo
non
(i) Supplito coir Aminirato , lJù.-i^>pag, 705. per man-
csaza del MS.
IpO ISTORIA FIORENTINA
non fu tanto creduto , né sì ricco , perocché
fu ftimato la fu a ricchezza in fua vita 340. rnilia
fiorini , comecché alla morte fé ne trovaife la
valuta di Lafciò due figliuoli mafchi,
e due femmine, piccioli; fu alla vita uomo di
gran limofma , ed alla morte più di 500. po-
veri lo pianfero alla bara,fenza quelle, e quel-
4i , che'! pianfero per Firenze . Furono coverti
cavalli bandiere uomini vediti di
fanguigno fanti, e poveri vediti di ne-
ito donne fi veftirono ebbe dop-
pieri di cera di libbre V uno e molti altri
ornamenti belliffimi alla bara, e cera infinita
in fu V arca nella chiefa . Fu tenuto gran dan-
nò della fua morte ; però in refpetto morì , e
feppellito fu alla chiefa di S. Croce a' Frati
Minori a' dì . . . del mefe di Y anno
MCCCLXXVII.
Come fi fece Gonfaloniere alla Vane , e come fi
^ fece , Rub. 778.
NEI detto anno mccclxxvii. del mefe di
Marzo ,erano venuti ambafciadori della
Reina Giovanna al Comune , ed alla Parte ;
ed efiendofi in quell'anno medefimo tolte k^^^
pallottt)le de' Capitani delle borfe , non erano
piaciute, ed erano disfatte. Ora quelli Capi-
tani , che entrarono a mezzo Febbraio per du«
me fi
(i) Supplito per d'fctco dei MS.
LIBRÒ NONO. 191
mefi feclono riformagione di fare fqìiittino
nuovo, e di fare pahottole, e fecionie per
modo , che ogni di facelìero novin d' ammo-
nire , perocché neile borie bene cae vi avelie
alcuni di non loro animi, teneano, cne le
per fortuna una voita ufcillero inùeme, non
correggeilèro le loro cattive operazioni . dili-
berarono pf>r/i; in una cedola porre fette d' uno
animo, ed uno del contrario, o fei , e due;
di che fpflero acconci di fare li Lro voleri ;
ed oltre a ciò feciono un gonfalone all' arme
dello Re Carlo primo , e vollero vi folle Gon-
faloniere, e diero lo primo a ""^-eù Bengiii
Buondelmonti . Que:lo fu a lina di mal fare
con eflb , come innanzi apparirà ; ed eleilèro
quarantotto uomini , che con loro fofléro a
fare male, a coniigliarii , e la balia, che fu
dato loro per gli loro collegni, le la presero
eglino , e forzò la legge Mefs. Lapo , che rendè
configiio , fi potea lare per uno anno ; Jticcuè
erano fignori i detti Capitani per uno anno
della Parte , e chi era ii^nure della Parte , era
lignore di Firenze , e Mefs. Lapo ferbò la ba-
Ua a fé a vita ; llcchè infra 1* anno avieno go-
ftoro eitère più Capitani . Queito gonfiò gli
animi de' cittadini fieramente; vidono, elfere
coitoro figRori quafi a bacchetta . Quelli fu-
rono quelli, che qui appiè fono fcritti;cioè
Bonaiuto di Ser Belcaro Serragli , Dome-
nico di Caffi-ano, Mefs. Lapo da Gailiglion-
chio.
ipi ISTORIA i-ioiii:ntina
chio, Adovardo de' Pulci, Mefs. Benghi Buoii-
delmonte, Giovanni di Ser Dato Malifcalco,
Vieri di Cambio de* Medici , e Giovaririi di
Cambio Baleftriere . QqcìIì tre per la balìa
loro tolta , e per le operazÌGni delle pallottole
furono molto odiati, eglino, e li loro amici,
falvochc Giovanni di Ser Dato , e Gib. Cambi .
Co?7je fu prefo Lorenzo del Maefiro Dino , ed A/e/fo
Bahiovmetti , e collato Lorenzo , e condannato .
Rubrica yyp.
NEI detto anno, ed uficio de' Capitani,
ufciti, ed intrati gli altri Capitani , che
furono i primi delie pallottole , uno Lorenzo
figliuolo del Maeftro Dino Medico eflendo
llato de' Buondelmonti non nemico palefe ,
ma malvolente , uno x\leflb di Francéfco Bor-
ghini de' Baldovinetti , vicino de' Buondelmon-
ti, e poco amico, sì per vicinanza, sì per
l'opere loro, quando fu ammonito Giovanni
d' Amerigo del Bene , fi dolfe il Febbraio paf-
fato, come appare nella Rubrica 775. parlò
molto altamente, contro a' Capitani , di che
ne fu condannato, e pagò ufclto di capitana-
to pei* fue qiiiÌì:ioni , eh' avea con lui Mefser
Benghi Buondelmonti, ed Aleflb gli diede una
petizione con configlio di Lorenzo del Mae-
ftro Dino, il quale era (lato ammonito nel
predetto anno,, ed al tempo del detto Meiser
LIBRO NONO. Ip3
Benghi, per farlo de' grandi ; onde non vinta
la petizione , li Capitani sì li ragunarono a pe-
tizione di Mefs. Benghi, e degli altri li quali
avieno riferbatofi , come detto ò, balia, p^^r
uno anno, come appare addietro Rubr. 778.
ed ultimamente le mandarono amendue allo
Podeftà , che contro a loro procedelTe ; ed ul-
timamente collato Lorenzo del Maeitro Dino ,
e confelTato, che con fuo coniigiio era flato
fatto per Aleflb pi*edetto, fubitamente li Ca-
pitani prefenti all' eiami nazione voilono , che
a colloro folle tagliato il capo. Ma '1 Podeftà,
che vedea, che le petizioni non che a' Capi-
tani , ma a' Priori ufciti, ed ancora prelidenti
il poteano dare , non volle feguire il loro ap-
petito ; e poi li Capitani pure ripreli daMoro
parenti , ed amlci mitigarono la loro ira , ed
in effetto aflentirono alla condannagione pe-
cuniaria, e non pagarono, ma li (tetterò in
prigione , afpettando grazia Quefto parve cofa
{traniifima , ed abominevole, e fuori d'ogni
ragione , ed equità , e certo fu . Ma come che
la faccenda s' andafie, la cofa rimafe quivi eoa
loro, in prigione .
Cerne fi trattò la pace con A4^fs. Ber7iabo , ?nezzano
tra i Fiorenttni , e la Cbtefa . Rub. 780.
N
£1 detto anno mccclxxvii. i Fiorentini
mandarono a papa Gregorio XI. loro am-
Tomo XIV. N ba-^
194 ISTORIA FIORENTINA
bafciadori , e Mefs Bernabò Vifconte Signore
di Melario s' interpuofe alla faccenda , e ven-ì
ne inhno a Sarezana, e quivi furono Cardia
nali della Chiefa Legati , ciò furono il Cardi*
naie d' Amiens , e /' Arcivefcovo di Narhona pa-
rente del Papa^'^ \ e trattata la cofa, e quafi
a conclufione recata, che i Fiorentini rendef-
fero ogni giurifdiziqne , che avellerò nelle Ter-
re fottoppile , che folieno avere la Chiefa , e
pagatfono fiorini fettecento migliaia in certi
termini , e rendeflorio le potTeffioni delli Preti ,
infra un anno , eh' erano vendute infino a quel
dì , tanta quantità di poileffioni , che monta-
vano fiorini ...... e de' villari , che monta-
rono fiorini Quando la cofa er^ quafi a
conclufione li Cardinali fi partirono , per la
novella , eh' ebbono , che 11 Papa Ghirigoro XI.
era morto , e lalTarono le cofe fcompigliate ,
e gli ambafciadori fé ne vennono , e Mefsef
Bernabò fi partì, e andò a Melano,
(lome furono ammoniti molti , e Giovanni Dinij
dello iificio della Balìa , Rub. 781.
NEir anno del xMCCCLxxviil cfiendo la bri-
gata degli ammonitori rinfrancata per
gli grandi fatti per loro adoprati , e non la-
nciando niuno , a cui a loro piaceffe toccare ^
s' im-
ii) Supplito coir Ammir? lìl. 13. pag, yU-per tralafcUf
piento del Mi>.
LIBRO NONO. ip5
s' immaginarono di cominciare a uno dell' ufi-
ciò degli Otto della balia ; ed in effetto ve-
dendo, che ad uno Giovanni Dini Speziale,
uno di quelli, non ne fu nulla, fubito prefero
cuore , e cominciarono non più di notte , ma
di dì ammonire ; e molto parve loro graa
fatto, che ciò non fi riiH per gli Otto. Ma
Simone di Rinieri Peruzzi, in luogo di Gio-
vanni Magalotti eletto, tenea con gli ammo-
nitori , dicefi , che fece ammonire il compa^
gno fuo al figliuolo fuo , per una parola , che
dille Giovanni Dini , che elfendofi rivelato uno
loro fegreto per Simone , egli diife : Maladet-
ta fia la morte di Giovanni Magalotti, che
da lui non ufcì mai niuno fegreto ; Simone fé
lo recò a noiaT
Come morto Papa Ghirigoro un decimo fa eletto
Papa Urbano fefio . Rub. 782.
NEir anno mccclxxviii. del mefe d' Aprile ,
a' dì 7. ^'^ effendo, com'è narrato nella
precedente Rubrica 780. morto il Papa Ghi-
rigorio XI. furono li Cardinali rinchiuii a con-
ceftoro per fare elezione di nuovo Papa , e
non eleggendo , li Romani temendo che non
eleggeffero Papa Oltremontano , lo quale fé
n' andaife in Provenza a Vignone , corfono
N z all'ar-
(i) Supplito coir antico Scrittore della faa Vita preflb
il Ciaconì© Tom,%* col' Ció.eciiz, di Rsma ló-jj.
ip6 ISTORIA FIORENTINA
air arme a S. Piero , ed In effetto diilèro ,
eh' e' volieno Papa Romano ; onde i Cardinali
non e (Tendo di ciò in concordia, per mitigare
il furore paofero aile fine Lire Meis. Bartolom-
meo Prignam j (o fecondo aitri) Tiizzilloy o Bu-
tiilo, allora ArcivefcovQ di Bari ^^^ Ai concordia
di lui, e diffcro, coftui effere eletto Papa.
Li Romani credettero ciò eiìère vero ; furo-
no rappacificati , e tornati adietro . Di che co-
fìoro {limando: Noi abbiamo ingannati i Ro-
mani di fare elezione di Papa ; a noi è di ne-
ccilka eleggere Papa Italiano , il quale non fia
Romano , nò Orfmo, nò Colonnefe , perocché
3^on fi partirebbe ^-^ di Roma , e tutti i Cardia
nali farebbono contenti di tornare a Vignone ,
perocché di qua era loro rimafa troppa poco
robba al vivere ; e li Romani fono ancora uomi-
ni furiofi , e beftiali , che male (lare va lo Papa ;
di che in effetto Mefs. Guglielmo di Lirnoges ^^^
avea uno fuo Cappellano , lo quale era quafi
come uno fuo intimo da fargli fare ogni co-
fa ; ed era di nazione picciola da non lo avere
per Signore . A4iffe innanzi a' fuoi compagni
coftui, e promjffe, che farebbe collante, e
fermo a tornare incontanente in Provenza ^^\
ed in effetto lo diliberarono Papa ; e così fu
ne-
(i) Supplico per difetto del MS. col fuddetto Ciaconioj
ivi col. 6ij efeg.
(2) MS. potrebbe .
(3) Supplito , ernie fopra .
(4) MS. in prefenza . '
LIBRO NONO, 1^7
negli anni del Signore MCccLxxvm. à'dì d^cioftff
del mefe di Apile ^'^ ^ e fu il dì della Pafqua
di RefurrelTo , da'Xardinali in tutto coronato,
e fatto ogni folennità di concordia, che fi ri-
chiede a Papa ; e fcriiiero li Cardinali per lo
mondo , ed a qualunque Re , efiere lo predetto
Ivlellcre Urbano VI. Quefii avea nome Mefs.
Bartokmìueo Fìignajii^^^ di Napoli, d'una fa-
miglia. Il quali fi chiamai ano P//^?M7?/ ^5^ ma
nella verità cofìui fu d' uno cailello > lo quale
li chiama Linari del contado di Firenze , pref-
fo a 17. miglia a Firenze. Lo fuo avolo fa
cacciato per Ghibellino; andofene a Fila, e
da Fifa a Napoli, ed accoftclh con alcune di
quella famiglia, e con lui fi fece uomo; e que-
lli difcefe di lui. Quelli l'anno del mccclx*
era Vicario dello Arcivefcovo di Napoli, era
fcienziato uomo, e buono Cherìco , ma di
mobile cervello, e furiofo,e mutabile , e fu-
perbiffimo. Furono quelli Cardinali li quali lo
clefiero , cioè quefti :
Piero Corfini Fiorentino »
Giovanni de Croffò .
Guglielmo di Umoges .
Francefco Tebaldejchi .
Fr. Bertrando LaQ:erf.
V 3 Ro^
(i) Supplito.
(1) Supplito, come foprà,
(3) Supplito fimilmcnte . Vèggafi però ancora le giunte
a detto Ciaconio , ove le varie oppenioni degli Scrit-
tori incorno alla profapia di Ur^an» VI. fi riportano ,
ipg ISTORIA FIORENTINA
Roberto Conte di Genevra d' Orleans .
Sn?207ìe da Borjano Mìlanefe .
Ugo da Moìitekmgò ,
Guidone da Maleffecco .
Piero da Monteruco .
Fr. Gherardo dal Poggio,
Iacopo Orfi7n^
Pietro Fiandrino ,
Guglielmo Novellet .
Piero di Vernas , e
; Pietro di Luna /'^
Come furo mandati amhafciadori al Papa per
avere la pace , Rub. 783.
TNcontenente furono congregati àmbafcla-
A dori, ed andarono al Papa; ciò fu Stoldo
di Mefs. Bindo iVltoviti , Matteo di Iacopo
Arrighi , è Donato Barbadori , Ale [[andrò dell' An-
tella j Mainar do Cavalcanti , P azzino Strozzi ,
Bindo de' Bardi , Veri de' Medici ^^-^ , Eletto co-
lìui in Papa non volle nulla udire di torna-
re ad Avignone ; ma diliberò di ftarfi a Ro-
ma, ed incominciò ad avere per nulla tutti
li Cardinali, e villaneggiarli per ogni maniera
difonefta > tanto che niuno in pochi dì bene
gli
(i) Supplito coli* antico anonimo Scrittore dì quefti fatti,
del quale fi vegga ne^ Monumenti ,
(t) Suppliti quefti coir Ammirato liù. 13. pag, 715. pet
mancaoza del MS.
LIBRÒ NONO. ir)0
gli volea ; e fu tanta là fua poca pazienzia i
che innanzi che compieffé Fanno, non lu niu-
no , a cui norl face ile ingiùria o di parole , o
di benificj , di che male ne gli addivenne ;
che da corte venne difcordia , e dicleno , che
egU non era Papa , perocché per forza era fla-
to fatto; neLa verità non era così ^ fatto non
fu a forza ; perocché volieho uno Romano , e
non lo ebbono ; la feconda , che pacificamen-
te procedettono alla confirmazione ; la'terza^
che gli feciono reverenzie", ed ubbidironlo ;
la quarta da lui prefero beneficj ; la quinta
feciono molti atti di fuo,- e di loro volere in
Conceilóro , ed altre cofe,^ che a' Cardinali li
richiede fare^ col Papa ; la fefta , che fcrilTero
per lo mondo, notificando avere fatto vero„
e legittimo Papa, ed uomo fanto alìi Re, ed
1 ili per adori ; ma certo mala difpofizioné di
lui , e poco fenno li fece da lui difviare .
€omè la Reina Giovanna fi fece al Vapa ricettò
C ar denaie f co , che eleffe Antipapa y e tennegli
guerra i Rub. 784.
NÉl dettò anno efléndo la cofa in quelli ter-
mini di difcordia, la Re na Giovanna di
Napoli efléndo. .... e vedendo , che coftui fuo
uomo era Papa > fi magnificò con lui con gran-
di doni , e belli , e mandogli Iblenne ambafcia-
ta , e gente d' arme per fua compagnia , e pro-
N 4 ferte
100 ISTORIA FIORENTINA
ferte grandiiTime di venirlo a vicitare propo-
nea; ma in effetto in pochi dì leppe sì fare
con lei , dicendo , ch'ella era Donna Giovan-
na > e non Reina, e che lo reame era de' Re
d' Ungheria, e non luo ; di che nacque, che
efià cominciò a poggiare i Cardinali , che di
lui fi diceano male, ai che trovando appog-
gio li partirono i detti Cardinali 5 ciòfuxono;
Pietro Corfini .
Giovarmi de Croffo,
Guglielmo di Linioges»
Ruberto Conte dì Genevra ,
Ugo di iMonteluììgo .
. Guido di MalaJJìette , 0 Malajjecco .
Piero da Moiuerucco .
Simone da Borzano .
Gherardo da Poggio .
Giovanni di Grangia ,
Iacopo Or/ini .
Piero Ftaìidrino .
Guglielmo Novelkt .
Piero di Lunay e
Piero de Verruco , 0 di Ferney ^'^ -,
e dipartiti fé ne andarono a Fondi, il quale
è dei Conte di Fondi, uomo della Reina Gio-
vanna , nipote di Papa Bonifazio , e quali tutti
li Baroni, o la maggior parte di Napoli vo-
leano male alla Reina di ciò , quali tutti li
Ba-
(i) Supplito colle giuftte al Cìaconio nella Vita di de-
snerue VII. fàtce dall' Qldoni , ivi t, 2. CeL 67-j,
LIBRO NONO. 201
Baroni di Roma , o vicini volieno male al
Papa . Coftui contuttociò mai non raifrenò
la fua voluttà, e furia, contro a lei fempre
fparlando , e legreto mandò allo Re d' Unghe-
ria, che fé egli voleile lo reame di Puglia,
gliele concederebbe come fuo . Di che nacque,
che Mefs. Carlo figliuolo di Mefs. Luigi di
Durazzolo Re d'Ungiieria; F avea allevato,
e già tornatoli nello reame alle Terre , che
la Reina gli avea date , che furono del padre ;
lo Re d' Ungaria adenti di dare le fue ragioni
a detto Mefs. Carlo; di che poi in proceflb
di tempo fi partì , ed andò in Ungaria , e poi ,
come innanzi udirete , andò a Roma . Ma co-
mecche di noftra materia non fia, pure al-
quanto diremo, come il Papa dicea eilère ra-
gione dello Re d' Ungaria lo reame . Lo Re
Carlo ebbe fette figliuoli , cioè Carlo fecon-
do; delli quali fette l'uno ebbe nome Carlo,
e fu primogenito ; il fecondo fu Ruberto , ed
eifendofi gli Ungati fanza Re , mandarono a
Carlo fecondo, che mandalfe uno de' figliuoli
per lo reame d'Ungaria . Lo Re Carlo parve
fempre voler meglio a Ruberto , perchè era
più favio , che Carlo ; altri dillero , che perchè
era ad adoprare per forza nello detto reame ,
che Carlo era in arme fra' Combaroni ; vi man-
dò lui, lo quale grandi fatti d'arme fece, e
vittoriofamente accrebbe lo reame per modo,
che quali per Iddio T adoravano . Lo Re Uber-
to,
202 ISTORIA FIORENTIJ^A
to , morto Io Re Carlo fuo padre , impetra?
con molti danari in Corte , tanto che vinie
contro al fratello d' effere incoronato ; e così
fu, e non fece Carlo d' Ungarià gran pugna,
sì per non lafciare lo paeie fuo, che era in
guerra, e forfè per difcrezlone . Lo Re Ro-
berto ebbe uno figliuolo , lo quale ebbe 7iome:
Carlo ^'\ e non più mafcni , e fu Duca di Ca-
làvria. Morto lui ,rimafero di lui due figliuole
feinmjne; la prima, a cui fcadea lo reame ^
fu Giovanna , di cui qui al prefente fi parla .
Lo Re Uberto avendo io fuo reame , e pa-
reagii aveno avuto non licitamente , mandò
al fratello Carlo Re d' Ungaria , lo quale avea
due fig'iuoli, Andrea, e Luigi, ch'egli man-
dafìè uno de' figliuoli, a cui egli defle per mo-
glie quella > che dovea etlère Reina, accioc-
cti egli redaile lo reame . Di che egli contento,
a Ciò mandò Andrea primogenito, e così
fposò in vita dello Re Ruberto la Reina Gio-
vanna. L'altra fi diede al Duca di Durazzo .
Morto lo Re Ruberto , lo Re Andrea da' fuoi
Baroni, e Cavalieri fu nella [u^ /ala ^"^ aran-
golato , e gittato da una fineiìra nell' orto de i
Irati m Averfa, preiìo a Napoli città di otto
miglia . Nella camera d' aliato quando fu mor-
to, era la Reina > la quale rifpondea Tufcio^
e non
(i) Supplito col Villani /. IO. e, 109. é col nolìro Autore
fopra ec.
(2) Supplito col detto Villani /. i2.r, so.
LIBRO NONO. 203
e non era altra entrata , fé non prima per quel-
la del Re , fecondo per V ufcio ^^^ della Reina ;
di che fi diflè ella eflère colpevole . Difcefe
il Re Luigi d' Ungaria a fare vendetta dello
fratello . La Reina s' avea tolto Luigi fuo cu-
gino per marito , e con lui fi fuggì * In pre-
fenza tagliò il capo al Duca di Durazzo il
Re d' Ungaria, e gli altri Reali fé ne menò
in Ungaria , e fuggì la mortalità dell' anno
McccxLviii. Poi tornò, e lafciò li Reali anda-
re . Papa Chimento fece l'accordo tra la Rei-
na , e lui , che mentre viveffe la Reina , ed il
marito, non moieitaiTe lo reame dr'^gUa.
Quefto reame conquido lo Re Carlo primo-
genito del Re Carlo II. padre del detto Re
d' Ungaria , e d' Uberto, per conceffione ^^^ dei
Papa , lo quale fi dicea eH'ere tenuto per Man-
fredi a torto, di che per quefto Papa Urbano
fi concedea a Carlo , a petizione del Re d' Un-
garia . Tornando a nofìra materia , che di que-
llo non è da narrare per noi , li predetti Car-
dinali iti a Fondi, come detto è, ftavano in
eleggere Papa nuovo , e per non potere avere
compagnia , venendo Mefs. Piero Cardinale di
Firenze , e Mefs. SÌ7mne da Burfano , e Mefs.
lacop Orjifii Romano ^^^ a Fondi a trattare con-
^ cor-
co MS. per r afih. '
(2) MS. correffìone ,
0) Supplito col Ciaconio , e col d«tto Anonimo , per di-
iett© d«l MS.
104 ISTORIA FIORENTINA
cordia trai Papa, e li predetti Cardinali, fi
peniarono li Cardinali di Fondi d' ingannare
coloro, che venneno per mezzani, e miilèro
loro a vedere , come Urbano non era Papa 5
e com'egli avea promeflb loro di rinunziare
il Papato , ed eglino ne facelTero altro , e noa
lo avea fatto, e eh' egli era uomo, in cui la
Chiefa d' iddio non era bene corretta , ma che
cg i vcdieno, che fé non era Papa Taliano,
certo non potea la Chiefa bene arrivare; di
che s' eghno volieno afientire a nuovo Papa,
ch'eglino n'eleggerebbono uno Taliano, poi
davanti a ciafcuno di loro promiffero di dare
le boci. Cotioro fimplici alìèntirono all'ele-
zione , e feciono Papa , ma non quello , eh' e-
gli promiffono , anzi eleffero uno di loro , e
ciò fu Mefs. Ruberto^'^ , fratello del Conte dì
Gineva delio reame di Francia, gentile uo-
mo, e parente dello Re , e del Duca d' An-
giò. Cortui eleflèro , perocché era di grande
aiuto , penfando , che effi ne farebbono aiutati
dal Re di Francia sì per lo parentado , e sì per
la lingua , e per averlo in Provenza , ove di-
poi andò .
(1) Supplito, come foprà*
LIBRO NONO. 2*5
Onejti fono i Priori da' dì primo di Gennaio 1 377.
a' dì ZI. di Lùglio 1378. Rub. 7 85.
Ju^Uigi di Ioanni da Quarata .
Bono di Taddeo Strada .
Antonio Martini, Beccaio.
Mefe di Guccio, Coreggiaio.
Lionardo di Meis. foanni degli Strozzi .
Simone di Mels. Bindo Altoviti .
Chiariirimo di Meo Cionacci.
Bianco di Bonii, Ritagliatore.
Domenico di Taddeo Borghini Confai, di
Giuft. quar. S. Croce .
Ser Francefco di Ser Ioanni Ciai^'^ lor Not.
quar. S. Gio.
Zanobi di Bartolo Lippi .
Ioanni di Bartolo di Cenni Biiiotti.
Bello di Niccolao Mancini ^^^.
rrancefco Caiini .
Bernardo d' Andrea , Corazzaio .
Romolo Cecchi , Beccaio .
Bardo di Niccolò di Luti Rittafè.
Bernardo d' Aldobrandmo di Lapo Rinaldi .
Lionardo di Niccolò Beccanugi Gonf. di
Giuli, q. S. M. Novella.
SerTeg<Thiaiod' Ugo Altoviti lor Not. q d.
Fran-
(i) MS. omette Cìai ,
(a) Viv. n^uit poftea mtles •
206 ISTORIA FIORENTINA
Francefco di Peduccio di Cione ^^^ Falconi •
Niccola di Lippo Alberti .
Piero di Fronte , Lanaiuolo .
Francefco di Spinello , Vaiaio .
Lorenzo di Matteo Boninfegna.
Simone di Benedetto Gherardi .
Simone di Bartolino , Calzolaio .
Piero di Cenni Ghetti .
Salveftro di Mefs. Alamanno de' Medici Con.
di Giuft. quar. S. Gio-^^^
Ser Domenico Sai veli ri lor Not. quart.
S. Spirito ,
Brancazio di Berto Borfi.
Tommafo di Serotine Brancacci .
Pierozzo di Piero Peri.
Zanobio di Cambio Orlandi.
Manetto di Ioanni Davanzati.
Alamanno di Mefs. Alamanno Acciaiuoli ,
Niccolaio di Lapo del Nero .
Guerriante di Matteo Marignolli.
Luigi di Mefs Piero Guicciardini Gonf di
Giuft. quar. S. Spirito ^'^^ .
Ser Baldo Brandagiie lor Not. q. S. Gio.
Que-
(i) MS. omette 4^i Cìoue, V'vianì nota qui così.»
- tempo <li quefi-l s* arfe in Firenze pe* Ciompi in più
= luoghi e rubofTì il luogo de' Romiti degli Agnoli •
= e ia altri luoghi, che fu uno cauivo principio. =
(2) Viv, n. Fuit pojlea miles,
il) Viv* n. Fuìt pojlea mìles ,
LIBRO NONO. 207
Quelli furono cacciati da' Ciompi , e non com-
pierono fé non 22. dì, come innanzi diremo ^'^ .
^ome furono quelli della Parte Guelfa in fuperbia
fieli' ammonire , e come in luogo di Giovanni
pini fu mejfo uno loro confidente a loro pojia .
Rubrica 78<5.
NEI detto anno mccclxxviii. eflfendo am-
monito Giovanni Dini, uno delf uficio
degli Otto, li diiiberò, che m luogo di lui
folle uonio confidente alla Parte , e non u ofa-
va favellare incontro a cofa , che di quella
cafa ufciilè , e di loro auzzetti , che fubito , o
ammonito , o condennato farebbe ilato chi
avelTe fiatato; ed in effetto ebbono Niccolò
di Niccolò di Gherardino Gianni m luogo di
Giovanni Dini; e diceii , che guardavano di
ammonire alcuni altri , per mettere m luogo
di loro i limili . Queria baldan a di coiloro era
tale , che niuno ofava favellale , perocché niu-
no non voleva de' loro colpi . Molto erano
sbigottiti i buoni uomini, e gli uoriiini , che
^ voleano ftare in pace.
Come
(r) MS. àicQ xìj.dì ;ma è errore, come corta dalla (lo-
ria , e dall' atro del Notaio pofi-o avanti la frguente
tratta, come fi vedrà nel Tomo XV. prodìgio.
ao8 ISTORIA FIORENTINA
Come cominciarono a intenderjt injieme li buoni
ttovnui . Rub. 787.
PRoverbio antico pare che ila , che in ef-
fetto fuoni: Firenze non fi muove, fé
tutto non fi duole . Era già tanta piena larga
dell'orgoglio degli ammonitori, che niuno il
tenea ficuro^ di che confiderato ciò gli uo-
mini , che parea eflèr loro da Firenze , non
voleano elTere fotto tiranni ; e fentendo, che
Simone di Rinieri Peruzzi usò di dire , che
agli uomini fi volea recare lo reggimento di
Firenze, penfando, che migliaia per più ra-
gioni doveano reggere come lui , sì li comin-
ciarono a intenderfi infleme , e fi provvidero
a' fatti loro , e dire : che uno Priore , che vo-
leffe metterfi a partito , potea fanare Firenze ,
confiderato , che più erano quelli , che in ufi-
cio fi poteano trovare , a cui fpiacea , che quelli
a cui piacea ; e così quelli a cui fpiacea in-
cominciarono a fiatare infieme con gli Otto,
a cui ubbidiano . Li foldati afficurati fi vido-
no , che di Maggio convenia effere Salveftro
di Mefs. Alamanno de'"Medici di neceOltà Gon-
faloniere di giuftizia : con lui fi fece forte la
brigata , ed egli promiife di fare la faccenda .
Parv^e, che quelli della Parte 0 fentlfièro , o
fofpettaifero da lui, ed effendo li dodici tratti
a mezzo Marzo, videro^ che fé uno de' dodici
fce-
LIBRO NONO. 20p
fcemafTero di quel quartiere , convenia effere
SaK^eftro de' Medici , o uno de' conforti de i
dodici, e per Jo divieto non potea effere Gon-
faloniere di giuftizia a Maggio, Salveftro. La
brigata della Parte provvide a ammonire Mafo
di Neri Funaiuolo , anco che uno altro degli
uficj de' dodici fi traeflè ; e così fu ammonito
a' dì 20. d' Aprile mccclxxviii. Non feppe tan-
to uno , che T altro non fapeffe più , eh' egli-
no ordinarono gli Otto delia balia , che non
fi trae (Te , e non fi traile quello Dodici, anzi
fi lafciò, e fu tratto Salveftro di Mefs. Ala-
manno Gonfaloniere di giuftizia. Subito la
brigata venne alli rimedj , ed in effetto furo-
no da lui li Capitani , ed ordinarono u accon-
ciafiero le leggi della Parte , e delle petizioni .
Onefti fon9 quelli , che furono ammoniti in quefio
afmo, Rub. 788.
SEguendo lo loro appetito quelli della Par-
te, in effetto fenza freno , fé non gli ap-
petiti sfrenati , che ciafcuno volea lo iuo ni-
mico, o malvogliente fpiacere , e come era
paffato tra' Capitani , fé fofle flato più Guel-
fo, che Carlo Magno, tra' ventiquattro rima-
nea ammonito , perocché fi doveano trarre a
forte , ed a fortuna xxiiij. uomini delle borfe ,
e richiefto lo cattivello, gli era ,detto, ch'egli
era ammonito per la tale cagione , ed egli det-
' Tomo X UÀ O to
21Q ISTORIA FIORENTINA
eo quello, che volea, gli era detto; Sta' fuo-
ri, e niuno la campa, o molti radi. Li xxiiij.
(i doveaiio trarre a forte , e a fortuna j ftav^
alla tratta , fé era bene alla loro mano: Buono
è, li dicea, va' per lui; fé non era bene ar-
rabbiato , dicea uno , il primo che '1 coaofcea:
Egli è adente , io lo vidi ire oggi in villa ,
All'altro il fimile, fé fimile era; e così era*
no tutti appennellati , e innanzi, che il richie-
do potelTe dire le fue ragioni , gli era detto ;
Sta' di fuori ; e datogli delF ufcio nelle calca-
gno, e poi, come detto è addietro, quando
le ne andava gli erano tirate le coreggia die-
tro, e picchiatogli le panche dietro, e fatto-
gli gli aiìoccoli , e li bu bu ; e così fcherniti ,
e ftraziati erano allo andarfene a cafa ; e tale
ne fu ammonito, che vedutoh fire torto, e
non veggendofi rimedio , fi puofe lo feconda
dì in fullo letto colla febbre, e di quello luo-
go non fi levò , che in pochi dì fi fi morì .
Queia era abbominevole , e fcura cola , e ogni
dì fi dicea per gli favj : Quella cofa guaita
Firenze ; ed ogni uomo la vedca, e non li ve-
dea però rimedio . Pure quando Iddio non
vuole più foflerire le iniquità , fa fua opera-
?:ione come giù ilo Signore , e così fece di que-
llo, perocché fece tale rimedio, che quelli,
che parte teneano la comprarono ; non cre-
dettono però, che la cofa andaiìe dove la vi-
dgao ire , né angora ì' avcrebbono voluta così
ga^
LIBRO NONO. 211
gadigare , né con tanta agrezza , né ancora
non r ayerebbono faputa a lingua cràedere
ne' termini , che iddio T acconciò , ed iinprov-
vifo d' ogni buono uomo , e contro al pen-
dere de' Rettori, che mai non (limarono , che
a loro veniiTe meno il loro penlieri. E così
interviene, come dice il proverbio: Che cni
fa quello, che non dee, gli addiviene quello,
che non penfa . Cosi intervenne a coiloro ,
che certo non penfarono, che mai in erveniflè
loro quello, che intervenne. Ora per feguire
il trattato , in quello anno furono ammoniti
gV infrafcritti ; cioè
Mefs. Giovanni del Maeftro Neri ludice da
Barberino.
Mels. Giovanni di Mefs. Scoiaio di Berto lu-
dice da Petrognano.
Ser Cridofano di Ser Bartolo Nevaldini da
Barberino.
Francefco Bartoli Baldoni, Bottaio,
Saiveftro d' Andrea di Chiariilimo da Barbe-
rino a' dì 31. di Marzo .
Francefco di Benedetto Cucci quar. S. Ioanni .
Baldo Coppini da Vicchio.
Ser Manieri di Glo. Chiarilfuni Bilenchi Not.
Giovanni Dini , Speziale . Quelli era degli Otto
della balia, a' dì 22. d' Aprile .
Nofri di Simone dell' Antella , a' dì 22. d' Apr.
Stefano di Bindo Benini quar. S. Croce .
O z Si-
aia ISTORIA FIORENTINA
SiiTione di Palmieri , Vaialo , quar. S. Spirito .
Frar.ceico di Ser Donato , Speziale .
Giovanni di Ser Rucco, quar. S. Croce, a' dì
2 8.d' Aprile.
Nutino -. figliuoli di Fantone di Giraldo da
Vanni J s Ognano.
Francefco di Ser Iacopo Cecchi da Signa .
Filippo di Mafo Mangieri Mauvoli da Ognano.
Simone di Ser Benedetto di Martino Petri da
Santo Eìloro .
Pietro Donati dal Sanbuco .
Niccolò di Lodovico Ricciardi de' Cerchi .
Michele di Ser Vanni di Ser Ugolino di Ser
Dino da Caftiglione .
Mafo di Neri , Funaiolo quar. S. Io. a' dì 30.
d' Aprile .
Giraldo di Paolo Giraldi , quar. S. M. Novella .
Francefco Martini de' Salti da Monte Ficalle ,
a' dì 15. di Giugno.
In quefti ultimi due finì 1' ammonire , e levofli
per coftoro 1' orgoglio a coloro , li quali non
bene, ne a buon zelo adoperavano, e volle
Iddio porre rimedio a quella ufanza .
FINE DEL LIBRO NONO.
MONU-
MONUMENTI
CH2 SERVONO d' ILLUSTRAZIOirZ , O DI GIUNTA
ALLE COSE CONTENUTE IN QUESTO TOMO.
Num. I. per la Rubrica dclxv. Libro IX.
pagina i.
Ricordanze dì alcuni infigni Perfonaggi di Cafa
Ricci li Firenze, fcrirte intorno al fine dei
XV. fccolo da Agnolo di Giovanni de' Ricci j
e ferbate originali (i) nel CocL A* ttt. Memor^
Ifiqrìcbe della Città di Firenze /Ì434.
RTcorno d'alcuni huomlni della csfa de' Ricci dì Fi-
renze che anno avuto buono fi.to nella ciptà dì
Firenze , acciocché chi pec k; advLnire volelTì far (i';«-
tenda forfè ^ memoria) di quedi et degli altri di detta
cala per me lafciati per non Evere ver?, cognizione pofi
con più faciliti di loro parlarne. F-.£ì:.:ne mcrnione per
Agniolo di Giovanni di Francefco di Mnr'..RoiUo de' Ric-
ci : benché dette cofe fono tranfìtorie ccHie fono le alrre
dei mondo et vedefì per ifperi?r.z3 in tutti gli hurmini
che fi fono fidati et pofto ogni loro affette in effo e fi
fono trovati ingannati et venuti m^nco . folo chi ufa la
virtii et fuggie el vic^o gode quello et coxì ci è prò-
nieffa la gloria celefle . Quefto ho detro p^r cagione che
la detta cafa de' Ricci è venuta quali nel rcvefcio del
ritto che elTa fu già e ve n* è etiandio nella noftra Ciptà
O 3 a mo-
(i) Come lo mcflrano le frequenti cincellature , e pen»
timenci dello Scrittore.
2 14 ^^ ^ ^' ^' ^^ E N T I,
8 modrare per antico moire famiglie ce buoni po-
polani che anno avuto in quello mondo et in Firen/e
grande flato et ric<ih2zze et Valenti et buoni Ciptadinì
et anno fatto grandi fafti per quella et fono venuti manco
per mutationi di flati ' et per le fortune del mondo ec
per morte degli huomini di quelle fchiatte et quelle
fono afiai che non n'è rimafo perfona et fé pure ne è
rimafo non è alcuna cognitione .
E tornando al mio pariate dico che in c-^fa noflra
noi abbiamo avuto uno Mefs. Barrholo de' Ricci giudi-
ce , fu huomo tenuto molto buono et affai reputato ec
honorato nella ciptà et infra gli altri fu gonfaloniere
di giuflizia nel 1324. e nel magiflrato de' priori nel I3*4-
(intendali a Nativitate) nel 1335. et nel l'^'^'^^i ieggafi
1341. nella tratta de' 15. dì Dicembre , e poi Jl ripren*
dai nel 1349O nel qual tempo per cacciare di Firenze
ci Duca d' Athene el quale per conllglio livore et in-
ganni d* alcuno Ciptadino era venuto a Firenze et la
tirannide ài quella occupata et però rsgunato el popolo
in S. Reparata et eletti 14. huomini . 7. popolani et 7.
di fam'gli"e inlleme con Mefs. Angelo Acciaiuoli Vefco-
vo di quella et tra* popolani furono Alefs. Bartolo de' Ric-
ci ec Mefs. Simone Pcruzi . Matteo degli Scroti . BinJo
Altoviti . Filippo Magalotti . uno ( Vrancefco) de* Medici .
et Sandro di Cenni Biliotti . Quelli di famiglia {\) t^X'
rono Mefs. Ridolfo de' Bardi . Mefs. Piero de* Rolli . Mefs.
Gìovannozo Cavalcanti. Mefs, Giovanni Gianfigliazi'
Mefs. Tcfla Tornaquinci . Mefs. Biodo della Tofa . et
Mefs. Talano Adimari . Quelli cacciato che fu el tiran-
no prefono el governo ' et per autorità data loro dal
pppoio furono in luogo de* priori et nfurmorono et riordi*
norono la ciptà .
Et piiì avemo Mefs. RofTo di Ricciardo di Uguc-
cìone el quale fu molto adoperato dalla noftra Comu-
ni:à ' et mandato più volte Oratore et Commi Ifario .
Nel i3'5'o. andò Capitano della gente de' Fiorentini in
Lombardia contro a Mefs. Bernabò inlleme coli' altra
gente della lega di Papa Urbano V. et altri collegati
nello affedio di Reggio 'nella quale guerra veiinono più
volte alle mani e in una delle quali la lega fu rotea
§c pre*
(i) Corrofo •
MONUMENTI, 21^
tt prefo Mef?. Roifo . in luogo de! quale fa elerto ?vieff«
Alftnno Donati ec rv^iTercara ì& gente tnantennono la gucr*
ra più mefi. In uitimo la ìe^k rcftò vincitrice <?r \ìhe*
raro Reggio dallo alK-dio ' et a Meis. RofTo fu pollo ia
taglia' el quale ialGando per ftatJco el figliuolo Hi He*
dj,^to{:) ci quale poi (i fuggì di piigionc . Fu quello
i^i gennaio 1370
Eriam fu molto adoperato nella ncflra Cipta et ho*
norato. et coxì dal Papa che era in quel tempo andan-
dovi Mefs. Rolfo con altri noftri Ciptadini oratori per
la ncftra Ccmuniri et parendo al Papa eh' el detto Mefs*
Rofjo fuPii valente huomo gli pofe amere in m<'do che
lo mando per tetrc-re in più luoghi. E infra 1* altre Ciprà
lo mandò a Perugia et a Todi et in ciafcunai di quefte
gli avvenne un gran cafo cioè in prima che efTendo lui
podelià ài Perugia pe '1 Papa .• gli venne nelle mani uno
ladro che aveva facto tal meftiero lungo tempo et altre
vo'te era ftato nelle mani. del rettore et havendo raf-
fermato avere fatto affai furti nella Ciptà et nel Con-
tati© et intero come Àltfs. RofTo de' Ricci era hucmo
animcfo et nimico de' triftì et conofcendofi pe' delitti
commeiTi dovere perdere la vita ' fece penfìero di Cam«
pnre la vita et riufcigli' et quello fu che efTendo una
mattina con lui in prigione el cavaliere del pcdcftà che
g!> à.v?. mangiare Èlio gli parlò in quefto modo. Ca-
valiere io ho iotefo come quelVo voftro pcdeftà è fio-
rentino et è Valente et animdo et inir.nico de' miei pari
in mcdo che io mi fo morto: pure fé lui voiclfe prò»
metfcrnì» di camparmi la vita io gli farei havere el mag-
giore hunore che rc£ì:ore che fufTì forfè mai più in qucllai
ciptà: Picchè avvifate detto podelrà ài quanto io vi ho
detro. Dove detto Cavaliere riferì a detto Mefs. RofTo
quanto aveva inrc-fo dal prcfo ladro; il perciiè fattofelo
venire innanzi et ripricatogli el medefimo che al cava-
liere ^ Mefs RofTo gli pr( miiTe campargli la vita deve
efTo gli mantfeftaftl cofa importante cerne per le parole
tJicfttava Allora el ladro difTe ' MelTer« egli è tanti anni
che i(j andai a imbolare una notte fuori di perugia circa
a due miglia nel palazzo del tale Ciptadino el qUale aa-
O 4 cor»
(i) Aggiunto foptajma dee dire Bernardi»
Zl6 MONUMENTI.
Cora è vivo' et è de* principali della ciptà di Perugia.*
dove efTendo io in cala fila lenti venire uuefio tale cip-
tadino : il perchè io mi rifuggj nella vclra . Et fenten-
dolo venire con uno Tuo nipote carnale d' età d'anni i^.
in circa in detto luogo m? ritirai dietro alle botte deve
quefto C'ptadinc facic attignere vino d* una botte a oue*
fto luo nipote' et chinandt^fi quello per attignere; lui
gii diede d'uno mazzo più colpi in fui capo et ammaz-
^ollo et fctterrolk) in detta volta. Intendendo ?vlcfs. Roflo
tal cafo : li parve da dovere procedere et da haverne
grande honore' et intendendo come era potente cipta-
dino et che gii altri 'maxime e' principali ' ne farebbono
gran cafo; il perchè rivolgendoli per la mente come
de /cftì confeguire ' et f^cciendo penlìero al tutto di non
laiciare impunito un tanto exceflfo et sì dolorofo cafo
deliberò' et prefe quefto modo; che una fera mandò el
fuo Cavalieri con pochi fanti et fidati et con feco me-
narono detto ladro: ei quale gli condufTe al luogo' ce
quivi cntrcrono fanza chiave 'et andati nella volta dova
era fotterrato detto fanciullo . et difotterratolo ne cavo-
rono le offa principali le quali meffe in uno facchetto
fé ne tornarono in perugia ; il perchè veggiendole Mefs.
Rcilò di nuovo promifTe la vita a! ladro; come dipoi gli
attenne . et la mattina ftandod alle fìiieftre ce vedendo
venire in piazza detto cipradino come era ufitato chia-
mò uno fuo don:':ello et mc)ftrat(>giieIo gli dilTe'Va'a
lui et digii come io atei caro parlargli al prefente et
che gii fia di piacere venire infino a me' et elTeiidogli
fatta i* nmbafciata lui di fatto andò fu nel palazzo fanza
nefTuno iofpetto et eflendo giunto alla prefenza del detto
fe6ì:ore Lui lo prefe per la mano con allegro volto . et
menollo Ìit camera fua et fecie chiamare el fuo Cava-
iiere ' et venendo gli difTe : Arrecate qui in fulla tavola
quello fàcchetto et votatelo che voglio che lo vcgha qui
ii r^-ilc perchè vegha le lui riconofce tal cofa et votando
el fuo Cavaliere derre o/Ta ' et ciò veggiendo detto Cip-
tadino in un tratto fpaventò et volendo ritirarli indietro
trovò ptefo e' p^fTì . et fu mefTo in lungo ficuro et la
(era dirami nandolo detto pd.flà et con buone parole ' lui
confefsò ci derto maleficio et uccifionc fanza altro mar-
toro ' et tenendolo el detto podeftà hane confortato et
che
MONUMENTI. 21 7
che lui non dubitadì ch2 da efTo egli arebbe piacere et
non torto ne^uno .
Spargendofl quefto cafo per la cipta'et intendendo
come detto Mefser RofTo era huomo di grande animo .
e* fignori di Perugia et coxì molti principali cercarono
di camparlo . et con buone parole ai^larono al detto Mefs.
RofTo ' benché a quel tempo non fuili ancora Cavaliere
perchè fu fatto come s* intenderà dipoi ' el quale teneva
beniflìmo confortato chi gli parlava et chi lo p'Cgava
dello fcampo di cofjui'et nondimanco lui attefe a fornirli
in palagio delle cofe necefTarie d* ogni quaiirà : dubitan-
do eh' ci popolo di Perugia' maflìoic e* principali ' non
ne venifllno in piazza et con armata mano non gli vo-
leflino torre per forza il detto ciptadino. UInmamcnte
quando gli parve tempo cfTo una mattina fecie lonare la
campana a condepnagiooe .• il che udendo di fatto tutto
el popolo et maxime e' principali vennono in piazza ar-
mati minacciando detto podeftà che fé lui faciefli mo-
rire el loro cipradino che loro arderebbono lui e tutta
la fua famiglia nei palagio El detto Mels. R'-lfo facien-
dofi alla fineftra con molte buone parole confortò quello
popolo et che loro non dubitaffi.io che efTo gli confo-
krebbe ' Et da altro canto prco ftante ci detto Ciptadi-
no fu appicharo alle più alte fìneftre del palazzo fuo .
Et ciò veggiendo e' principali cipradini et così quel po-
polo li tornarono adietro a difarmorii ; dicendo come egli
era huomo di grande animo, et fevero della giuftitia .
Et al a partita di detto Alefs. Rodo gli feciono gande
honore dandogli le loro honoranze et mettendo la fua
arme nel campanile nel pili degno luogo vi fude' com-
mendandolo alTai della fua vcrilità et giun^iria et del
fiw grande animo: fendogii fatte per quelia Comunità
molte gran proferte . Et al detto ladro confervò la vita
come gii aveva promefTo ' ma fecegli tagliare amendue
le mani acciocché lui non porede mai più imbolare
maxime colle mani. Dipoi detto Mef>. Rodo andò po-
deftà per il detto Papa alla ciptà di Todi :
et ufcito che lui fu d' uiicie nt andò a Roma ...•••
Il8 MONUMENTI.
e*l Papa fi lo fecie Cavalieri (i)' et ancora lo fecie Se*
natore di Roma per uno anno ; nel qual tempo fi fco-
perfe uno trartaco in R. ma contro al detto Porirefice nel
quale erano intrifl molti principali Romani de' quali affai
fé ne fuggirono di che detto Mfs. R fTo tenne modo
con fua «nduftna che gliene venne quattro nelle mani
et feciegli una mattina impichare alle pù alte fi leftre
che erono nel fuo palazzo p;rlaqu?.lcoIa eHo in Roma
fu molto honorato ' li) Benché da' pareiri de* morti fufli
minacciato' il perchè al fine dell uncio mandò via le
fue mafTeritie dextramente et acha'tò dell' altre ' et in-
nanzi air ufcita fcgreramenre fi partì di Ruma a lalva-
mento et lafciò agli uficiali finirlo.
Ancora andò Mcl's. Rofib p('deftà di Norcia ' al qual
tempo nella detta ciptà dua Ciptadini di quella in fui
mercato uccifono un altro Ciptadino et volendogli la
famiglia di Mcl'ser RoflTo pigliare non potè perchè fu
fatto loro fpalìe per canfarfi ' ma non paf^ò molto che
efll tornarono a Norcia e' quali furono veduti dalla fa-
miglia di detto podefti et a lui rspporrorlo ' il pcrahò
cfib ordinò d'avergli nelle mani et èbbfgli a man fav?. *
et giunti davanti di elfo gli domandò le loro fulTino
quegli che avevono uccifo el ciptadino; Elìi 1<> confef-
farono ' perlaqua'cofa R< fio chomifie che loro fi confef-
faflìno perchè intendeva fargli morire ' allora efiì riipo-
fono che aveano pagato lire 200, per uno pe '1 bando
di detto micidio* perlaqualcofa el detto reéVore di nuovo
comiffe che in una hora achonciafiìno e* f<itti loro per-
chè intendeva fargli morire et choxì fecie. La qual coxa
in-
(i) L'Ammirato /. 12. pag. óif. anno \%6i fcrive di-
verfamente in quello modo; :; Era fl-ato in quefto
=: tempo eletto da' P..omani per lor Senatore RofTo de i
=: Ricci , cittadino ftimato molto per i governi di pace,
n et per quelli di guerra, il quale perchè poterfe an-
= dare a Rema tanto più onorato, la Republica \o
= fece armare cavaliere =
(») Tutto quel che fegue qui di Mefs. Rofib fino al ver-
fo ; El detto Mefs. RofTo morì ^r. fono giunte fatte
ne' margini del Codice , e talora parrebbe no di mano
diverfa, o della ftefia, ma sforzata nel piccolo.
MONUMENTI, 2ip
intendendcfi pe' fìgaori di detto luogo mandarono per
lui dimandandolo per qual cagione ^vefiì fatti uccidere
gli huomini conciofiachè eflì aveflìno pagato el bando
della uccifìone . alle quali parole Mefs. RofTo rifpuofe
io gli ho fatti morire perchè m' è coxi paruro el giufto:
Ma eflTendo eKH morti fuori di ragione come dite 'ben-
ché a me ec a ciafcuno di fana mente gli parefll averli
giuftimente morti' nondimeno eflfendo morti come dite
inmeritsmente io non fono per conraftare; ma di pagare
ia pena* et cavò fuori e* denari per pagarli' dall'altro
lato molilo loro quanto tale legge fudì iniqua in rao^
gli fece tutti vergognare et innanzi ufcifll di detto uli-
cio la fecie correggi- re che chi uccidedì alcuno lo do-
veflì pacificare colla propria vita et non altrimenti (i) .
Nel I3S-Ì. il Capitano di Mugello che fu Rolto di
Ricciardo de* Ricci andando con 400. Cavalieri a fornire
Lozole come gli era (lato impofto per lo fuo captivo
provedìmeoto fu siTaltato e rotto dagli Ubaldini et fu-
ronne morti circha 50. e prefi circha ottanta.
Nel »3Ó«. et 1369 Mcfs, Ri-flTo de' Ricci et Mefs.
Iacopo Alberti furono deputati capi delle noftre genti
d'arme et scliompagnarono lo 'mperadoie ia Lombardia
ci quale fi toriuV xseìla Magna.
Adì 24. di Settembre 1570. efTendo morto Mefs. Man-
no Donati noftro Capitano morto per aiFanno in una
vittoria avuta a Reggio contro a Mefs. Bernabò fu eletto
in fuo luogo Mefs. RofTo de' Ricci et giunto ai champo
in Lombardia trattando^ pace fra e' collegati di Mefii
Bernabò a Me(s Rodo parve di fare fatti d'arme infìe-
me col Conte Lutio ' che teneva uno trattato di torre
ci c^ftello della Mirandola per prezzo ' e andoronvi a pie
per le nevi et trovandolo forte fi tornorno adietro (trac-
chi et chaddoao in uno aguato fatto da Mefs Giovanni
Aguto ' et furono amendue prefi con gran parte delle
genti de* Fiorentini / per quefta rotta el Chardinale
che
(1) Nel margine fi legge di altra mano Io ftfflo fatto
più brevemente; ma fi dice, che uno fofTe l'occi-
f<re, e poi il giuftiziato . e non due, e fi dice di
pm quefto : = Andò ad Afcoli rettore donde rech^
s la biaidiera. =
aio MONUMENTI.
che era fuperiore alla guerra alquanto invilito feguì el
trattato della pace .
Fu mandato Mefs. RofTo .dalla noftra Comunità nel
1380. Oratore a Carlo, di cafa reale allevato da Lodo-
vicho re d' Ungheria al quale s* apparteneva el reame
di Napoli ' che era venuto di quello di Siena a' danni
noftri ìnlleme con Mefs Bettino Covoni per intendere
per qual ragione fuflì venuto a* danni loro' et più volte
andò oratore et commiflario .
Ei detto Mefs. RolFo morì nel 1383, et aveva più di
ottant*anni et morì di morbo. Fanne ricordo Giovanni
Villani nella Cronica et di Uguccione fuo fratello che
fu poco dalla morte dell* uno a quella dell'altro, Lafciò
detto Mefs. Rolfo per quanto fi può per uno fuo libro
vedere di lua mano Cioè in mo.te polTeflione in cafa
et monte ' el qitóle fu de' primi ciptadini che fervirono
el Comune di contanti a' quali fu loro confegnato monte
che cominciò quando fu cacciato el Duca d' Atene 1343.
come mi mandò per una carta di pecora a chala fanza
mia faputa Feo Belcari Scrivano al monte ' et in tutto
tra pofleiSoni monte cafa et contanti ' che aveva avere
da me contanti ' et botteghe circa fior, quarantamila .
Lafciò quattro figliuoli malchi . Cioè Francefco padre di
mio padre . Salveftro . Bernardo et Antonio e trovoffegli in
cafa tutti a quatto amogliati . Cioè nella cafa dove io ho
abitato nella mia vita. Et in fine ogni crxa mortale pafia
et non dura et chi ufa la virtù et abandona e'vizj ' que-
fto dura in quefta vita et nell* altra che è fempiterna
alla quale Dio et la fui madre fempre vergine advocata
de* peccatori pct fua pietà mi conduca.
Stèiz'
MONUMENTI. 121
Schizzo de* pia projjimt afcendenti di Mefser Roffo > e
deir Autore di quefle memorie , che fi legge qui
al margine del Tefto .
Uguccione
Ricciardo
r ^
Mefs. RofTu Uguccione
Francefco . Salveitro . iicrnacdo. Antonio •
Giovanni
Agnolo .
'o"
Averne Uguccione fratello di detto Mefs. RofTo el
quale fu nel fuo tempo el fecondo ciptadino di Firenze
in grandezza' et contrario a lui cerne fi diceva fu Piero
di Filippo degli Albizi . Et in quelli dua Cipradini crono
ridotti tutti gli altri Ciptadini dello flato et durò quefta
fetta trenta anni in circha tra gli Aibizi e' Ricci . Fu
detto Uguccione molto honorato perchè 4. volte gon-
falonieri di giuftitia e dua de* Priori ' et ebbe a mano
cutte le honoranze ' et andò molte volte imbafciadore
infra l'altre nel l'i^'j. andò inlìeme con Mefs. Andrea
de' Bardi Mefs. Nicccla degli Alberti et Matteo di Fe-
derigo Soldi a Papa Urbano V . oratore a Roma per fare
legha con ellolui . Simile andò più volte Commeffario '
et intra ^1 vivere fuo gli avvenne el cafo ch3 apprefTo
narrerò. Avendo e* Pi fan i di bifogno d'alcuna commo-
dica dalla ciptà noftra come ipeffo achade tra* vicini' ec
inrendendo come la noftra ciprà in quel tempo 11 go-
vernava principalmente per detti dua Ciprodini et fti»
motTi che loro avefllno Intefo come Uguccione era ma-
lato di febbre: Mandarono dua imbafciadori et giunti
^ri Firenze andorono a vicitare la noftra^ fignoria . Dipoi
y altro dì a^idorono a vicitare a chafa dccro Uguccione
al quale difTono la cagione per quello crono venuti ec
come aveano vicitato la noftra fignoria alla quale avcano
chicfto di gratis quanto d^ddciava la loro Cociunìtà ' Ec
che
Ili MOiSru MENTI.
che quella fignoria aveva rlfpofto molto gratantente ' Ec
che 9 quello fare per confolare la loro Comunità areb-
bono a loro e' principali ciptadini acquali mectcrebbono
innanzi la foro adiniandica e nfortandogli a chonlìgliare
di adempiere el deiiderio della loro Comunità' ec però
preghiamo la voftra magnificenza per parte della nollra
Comunità di Fifa che vi adoperiate con gli altri prin-
cipali che la noftra Comunica fia exaudita . ' La qual
grada avendola la ftimiano adai refrarido molro ubrigati
a quefta Comunità et a' principali Cipradini ec maxime
alla voftra magnificenza . Ec poi diflòno al detco Uguc-
«ione . La noilra Comunità a incefo la voftra malaria
la quale rincrefce loro clFai ' benché noi vi troviano
in buon termine' che ne abiano piacere ' et ne avifereno
la noftra Comunità: perchè fiano certi ne aranno pia-
cere affai . Et così per la voftra malaria e' mandnno alla
magn.ficenza voitra dua fiafchi di malvagia molto no-
bile et confortativa a' puifi degli amalati.
E detto Uguccione rilpuofc loro a propofito oiFe-
rendofi a loro Comunità per quanto lui potedl in fafti
et in parole . Ec fecie pigliare al fuo famiglio quegli
dua fiafchi fchiacciati e difTe che gli metcefll nel fuo
fcriptoio. el quale co^ì fece ' et quando detti Oratori
furono partiti da lui el detto famiglio tornò a Uguccione
et difTe' MefTóre que' dua fiafchi che anno lafciato quelli
imbafciadori fono molto pjfanti . Et Uguccione gli fe-
cie recare a fé et trovatogli come gli era futo riferito
gli fturò di fopra et trovò che erano pieni di ducati 'Ec
ricurati gli fecie mettere in una cafTa in camera la quale
fé ferrare a chiave la quale fi fé dare appreffo di fé' Et
dopo molti dì guarito fi fé venire a fé que' dua fiafchi
«t diegli fotto al fuo famiglio ' Et lui ne andò in pala-
gio menandolo feco ' Et vicitando la Signoria dilTe come
nella fua malaria li ambafciadori Pifani lo avevano vi-
ilcato per parte della loro Comunità dicendo Come quella
aveva jntefo la fua mala6bia et però gli mandava dua
fìaichi di malvagia molto folenne ec confortativa : dove
lui aveva trovato che crono pieni di ducaci ; e* quali
danari lui intendeva efTere del fuo comune ec per que-
lla cagione lui gli aprefcntava a quella fignoria la quale
raprefencava la fua Comunica' Dalla quale fu molto
com*
MONUMENTI. 223
commendato et univerfalmente da tutti e* ciptadini et
popolo Fiorcnrino •
El detto Uguccione morì vecchio et di morbo Tan-
no 138;. 'nel quale anno morirono in Firenze molti Cip-
tadini principali' et dopo la morte non gli rtftò tanti
beni in mobili che fuffino la dota della Tua donna fanza
]a Cafa fua che abitava . Ora (1 potrebbe arguire et dire
che dv-'Ua fcarilrà della roba ne fu cagione che eiTo era
capo di fetta et che e' vegliavano 1* uno ciptadino l'al-
tro et per quello T uno faceva tenere aU* altro le mani
fuora del tavolieri . Quefta ragione è buona et natura-
le ' nondimanco il rifponde che a Firenze non fi tenne
mai conto né fedì confcienza delle cofe da mangiare ' ec
per quefto dicho che havendo regnìato Uguccione in
buono ftato circa di trenta anni 'un gran Ciptadmo co-
m'egli era doverrebbe avere lafciato una buona riclieza :
Ma per experienza fi vede che in detto tempo era d; buoni
huomini a rifpetto d* oggi : Tanto è ' che lui morì po-
vero huomp .
Annotazioni fcrttte al margine appartenenti
a queflo Uguccione ,
Narra Mefs. Lionardo(i) che quefte famiglie { AU
htzzi,e Ricci) crono ricche et detti capi erano lipu-
tati nella republica et ognuno aveva tirato a fé altri Cip-
tadini ' et molte cofe fi facevano con gara et conrefa ,
Ultimamente effendo durato alquanto nella ciptà/ fu
p©fto loro fine con lài^^abile configiio : perocché aven-
dogli ci popolo a fofpetto per le lette civile e '1 favore
avevono efli dal Ponteficie perchè ciafcuno di loro cer-
cava dì tirare a fé el favore disila fua fantità : le quali
lette erano rincrefciute a* cittadini' et venuti in invidi^
perchè e' s' aveano acquiftato maggiore pc'enza che nom
era conveniente a una cipcà libera et in una repubiica
popolare ' finalmente per quefte cagioni ^i fecie legge
che e* principali di quelle famiglie fuffino rimofll dal
governo della republica. In quefto modo abattuti e* capi
le fette brievemente quietarono .
Al-
ci) HìJl.Fior.Lìi, 8. a kJj.
2i4 MONUMENTI. {
Alcuni dicono che è' detti ciptadini furono rimotli
dalla republica e goveino per quella cagione' che ef-^
fendoiì moftrati in aperto elTere contrarli a tenerli bc*
nivoli ciafcuno quelli della parte fua et per averee*fe-
greti di tutti e* cittadini . le quali cofe infra loro ia
Icgreto le conferivano e lagnavano fecondo che occorre-
vano gli accidenti' et in tal modo Ci mantenevano in
grande flato tenendo tutti gli altri fotto loro
l'altre notte che fi ragunavano per raguagliarfi in fanta
Maria in Campo dove avvenne che benché fuUìno tu-
rati ne fu chonofcìuto uno di loro da uno de i noftri
Ciptadini di buona qualità el quale feguitandoli ' come
e' fi fepararono feguitò quello che non chonofceva e co-
municandolo con molti altri come crono incannaci per
riferire Tuno all'altro tutti gli odii et malivolenze era-
no tra loro' Et riftrignendoll inficme molti del partito
avevono a pigliare di loro ultimamente gli levorono del
governo del tutto el quale lungo tempo folto tale ve-
lame et arte s'erano mantenuti circha
Fu Uguccione detto de' X. per uno anno' comin-
ciati del mefed'agofto 136^. al libro di Ser Piero delle
Riformagioni con gì* infrafcritti .
Dominus Andreas Gualterii de Bardis
Johannes Ciarli rigattcrius
Philippus lammori ( altrove Ioannoftii ) Baroncelli
Michael Vanni Ser Lotti de Caftellanis
Niccolaus Chini de Tornaquincis
Ar» Schiatta Richi pezzarius
Uguccio Ricciardi de'Riccis' et
Mafteus Federighi Soldi
In detto libro di Ser Piero anno 13^9. a 85. del mefe
di fettembre Circha a' cafi di Sanoiiniato fu data loro
autotità infieme co* fignori Collegi • Capitani di parte
e' XXI. Confoli dell'arti ' come et quanto a tutto el po-
polo doveafi .
Neir anno 1 3^7. furono mandati oratori a Roma a Ur-
bano quinto per praticare pace
Mefs. Niccoìao Alberti
Uguccione di Ricciardo de' Ricci.
Maftco di Federigo Soldi
' Andrea di Filippoza de' Bardi .
1352.
MONUMENTI. 225
1352. adì 17. di maggio Oratori allo 'mperadore nel-
la Magna
Mefb. Tommaxo Corfini Dottore
Mefs. Pino di Mcfs. Giovanni de' RolTi Kav.
Mefs. Gherardo Buondclmonti Kav.
Filippo di Clone Magalotti
Uguccicne di Ricciardo de Ricci' accivari a potere
obrìgare el Comune a ogni coxa . Dut pnijcono le dette
Annotazioni y e fegiie ,
Simile ebbono iti detta Cafa un altro detto Guc-
ciozo d' Ardingo de' Ricci . Cedui fu di molto grande
datura et groHb et gratr© di carne ' et bella prefenza '
et fu molto richo ' et fece bsncho et affai artefe alla
iTierchatantia' et fu richo di figliuoli maTchi . et alla fua
finz fé ne trovò fei amogliatitra in cafa et fuori di csfa et
fei facevono ciafchuno di loro bancho . L' altro fu Ar-
civefcovo di Pifa ' cioè P Arcivefcovo Piero zio carnale
dell' Arcivefcovo Giuliano' et 1' oftavo fuo figliuolo fu
canonico del Duomo di Firenze con altri buoni benifì-
cj . Morì detto Gucciozzo nel 1404,(1) et lafciò loro
tanti danari contanti che tutti a fei come è detto fe-
ciono banco in mercatonuovo nel qaal tempo facevano
ancora bancho Ardingo di Corfo de* Ricci che fu quello
che murò la cafa in fui canto oggi detto de' Pazzi ri*
fcontro per traverfo alla loggia de' Ferrantini ' Et T tela-
vo fu Corfo d* Ardingo de' Ricci . Detto Gucciozo aveva
quando morì circa anni novanta et in uno tempo tor-
nava in cafa e* Ricci otto tafche di Merchato nuovo , Ec
ultimamente el preftanzone del 1426. fpacciò la detta
cafa 'delle ricchezze ( 2) . Et chi perde la roba perde la
riputazione e *1 credito et lo ftato perchè chi diviene
povero non può pagare el comune ec va allo fpecchio '
Et chi fta allo fpechio viene a efTere ammunito' Et però
non è da maravigliarfl fé e* cìptadini vogliono dua co-
fe' cioè 1' una poco' Paltra aifai . Cioè poca graveza ec
Tomo XIV, P afsai
(i) MS. 1504. ma è errore.
(a) Nota al margine , e appiè di pagina del MS. = Fu-
= rono molto cpreffati dalle graveze in piìj tempi et
~ il iiae loro affatto fu nel \^i6. «juel che trare(hto.=
Sue--
2Z6 MONUMEl>7TI.
afsaì ftato et ufic} ' Et quefto anno imparato alle fpefe
degli akfi ciptadmi che anno pe '1 paffito avuto a.Tai
gravezze e i'owfi fpacciati de'beni del mondo, (r)
Fu in d^tu Cafa un altro Ciptadino che (I chiamò
Mefs. Giovaniii di Ruggieri (i) de' Ricci zOudlore exceU
Jenrifllnio . Goltui nel lue tempo fu ci piimo Doftors
delia noflra Cipcì ' Et era degnidimo Oratore ' Et fu nella
Republica molto adoperato et ne* conUgli ce pratiche
deila cipcà ' et molte volte mandato da quella oratore
fi diverti prìncipi et fignorie d' Italia ec fuori d* Italia '
(i) ^upceffione 41 Quccìo7*z.o pofla al margine f
Gucciozzo
Piero . Giovacchino . Ma6fcco , Saminiato . Simone . |
Arcivefcovo |
diPifa. I
»-■. '^' , „_ . mwmm^ . .. . ,y, , ,, .1 .linai J ^
Ardingo . Filippo. Corfo Canonico .
p Tcuovafl nel Preftanzone del f^z6. Q. S. Giovanni,
- Figliuoli et redi di Matteo di Gucciozo de' Ricci ave»
- vano di gravezza fior. 751. benché avea di Monte
:: fior. 24519.
= Filippo d*Ardingo di Gucciozzo de' Ricci fior 45. i«^
= di gravezza e a Monte fior- 5319.
= Lionardo di Filippo di Gucciozo de' Ricci fior. 5. di g,
~ Monce fior. ^37^
= Nicolò di Samìniato de' Ricci Gra, fior, 6q, fol, ly.
- Tvlonte fior. s6$j.
= Gli altri della Cafa erano di già quafi fpacciati a det»
- to tempo nelle gravezze pallate .
= Gli HÌm in detta gravezza avevano fior. J. o meno
- cb9 evviio confinati de' beni 'et per ]a povertà pre»
- fto niancsrono,
{2^ Tutto quello paragrafo nel Tefto fi legge avanti
air anteccientc ; ma oppcrtunamentc Ci pota al mar«
gine; 4 epr m?JJQ fiù innanzi^
MONUMENTI. 227
et fimilmente CommcfTario nelle guerre et era in gran-
de lode er commendatione per la confervatione della
noftra repubhca. Et infra V altre era molto commendato
in rre cofe fopra gli alrri delia ciptà * do£t jre excellen*
tifilmo et eloquenciflimo Oratore et amorevole et neftif-
fimo Ciptadino' nelle quali coxe di lingua & turtì gli
«Itri era prepofto . Morì povero ' et non fu mai né
de' Signori né Gonfalonieri. Et nimicifllmo del Conta
di Virtù • per zelo della patria Ec fu quello che se-
corgendoll delia malignità fua : quando la republica adi-
mandò conllglio con franco animo et ardtjre usò le pa-
role che nelle ftorie fono commemorate . Qucfto uomo
fa molti fcgni ' et benché e' legni di chi fono ftate que-
fte parole fullìno di pacie : et in coftui fien di guerra '
Quegli da deliderare' Quefti da temere' nientedime-
no non pare inconveniente di cofe tanto adverfe ufare
le medefime parole * perocché quello huomo fa molti
fegni et molto grandi che fono da temergli et non da
fprczargli . Se la ftia mente folo in Limbardia fi ra-
volgeflì non farebbe d'avere tanta paura* ma non 1* è
così ec. et per le fue perfuafioni et opere contro a detto
fignore inanimì alTai e* ciptadini alla'mprefa contro a detto
fignore et fu mandato inlleme con Mefs. Rinaldo Gian-
figliazzi commefTario a guidare el Conte d'O.mignach
a 'ncontrarlo all' entrata di Lomb:irdia per congiugnerlo
con Mefs Giovanni Aguto . El quale Conte d' Ormigliach
fé avelli creduto loro come non fece* e' Fiorentini erono
per farli Signori d' Italia* et tardi s' avide del mal con»
figlio prefo quando rotte le fue genti aprelTo ad Alexan-
dria • et lui ferito er prefo et portato nella Ciptà in
poche bore morì • lafciando alle fue fppfe per richordo .
El chonfiglio nelle guerre et fatti d'armi più valere a
ciafcheduno la prudenza che la forza ' et detti Oratori
con molti altri furono preli et con gran fomme di da-
naro dipoi da loro furono rifchattati .
P 4 S'f^/V
ta8 MONUMENTI.
Sf&iz&o rf albero g?ncalo^ìcQ fpettante ni ramo dì qucjl$
QiQvanni , che Jì vede nel vi argina del MS. coft :
Guido dì Lippo di Giovanni di Alore »
Andrea , 1280. nella pace tra* Guelfi e' Ghibellini .
Cu do. 1285.
Neri , 1 301 .Gonfaloniere. Era la cafa Tua quella
I che fu poi del CrtrJinalc degii Adi*
Ruggieri , rnari cioè di Bccaccio e figliuoli ^
Mefs. Gipvanni,
Ruggieri «
Ruggieri .
Giovanni . Fianceico . Corfo .
Ancora Ruggieri di Mefs. Giovanni fu molto fti*
tnato Ciptadino et fu Gonfalonieri di giuftizia nel 1406.
quando s* ebbe Pjfa et facendofi fquìtcino del capitano
et poteftà di Pifa vinfe in tutto Firenze quel partito
42. Ciptadini del qual numero fu eilo Ruggieri * nel
qual tempo era grande numero di Cipcadini nella noftra
Ciptà valenti et degni et riputati • Andò Podellà di Pifa
nel 141 1. et morì moUq vechio et nondimeno povero
CiptaJino .
Monfìgnore Giuliano in parte di fopra nominato
fiato di Giovacchino di Gucciozo de' Ricci Arcivefcovo
(di Pifa ci quale ftette in tale dignità anni quarantotto (i) *
et nel (uo tempo fu opinione die eflfb TaWailì la ciptà
di Pifa a* Fiorentini et era quafi continuo Commeflario
generale per cefta Comunità di Firenze ' Et infinite ^
VpUe andava la nofte in fu cavagli ^rolH armato per la
cipcà
(1) A"''.! 4^. eìr:^ (?:.l 1479. al 1451. V. Ughelli h. Sac.
^ I- f^/» ^7^'. ? r Ammirato neiU fj/nìflia de' liicfì ,
At O N tj Al t ì^ r t. t±0
tVptà. alla guardia di quella con moiri pl-fìvjg:ofi;itì irt*
torno' andando origliando alle fortezze et Cipfadella ec
porte' Et molti trovati in errore fé punire' et t^ucgli
èrano in fofpctto facieva accendere una candela et fa*
tieva loro comandamento appena delle fotche cr dell*
Confifchacionc de' beni fé ci n^nre d' cfTa candela non;
i?rano ufcifi delia Inrifditióne d^ Fiorcnàni (i ) .
Fu nondimeno gran liniofinicfe ciìe dove ìntendev»
effere neceffario ' era moiro achuiato in provederVi • fl«
ijìile in maritare fanciulle fu diligentifllmo ' et in (uft^
le altre opere pie in modo che della fua 0fart rendita
a fatica fi ialciavà el vitto ' in modo che quando morì
non aveva quafi mobile alcuno' et non chòrhe uno eh^
tenefil tf.le tlrgnirà' ma fé fuflì viliflimo. Et del fuo pa«
ttimonio et mobile fecic uno Canonicato in S\ Maria del
Fiore et dua capelle in detta Chiefa' i' una intitolata
San G.ovanni Grìfoi^omo per remedio dell'anima dello
Arcivcicovo Piero et l* altra in S. Giuliano per remedicr
tieir anima fua' et acComertdortne urta col Canonicato
ali' Arte della lana di Firenze ' et 1* altra lafciò padroni
Is cafa ' come partichularmente nel iuo teflamento sp*
ip^re ei quale è apreffo la Cr.fa di detta Arte (2) . In
ferma che alla fua morte à fatita vi furono da fare le
fc^equie* el quale morì naì i<j. dì Dìce»ihr^ òeW nn*
(i) Al màrgine Jeggefi ; := Una hc«-e andando per U
c^ ciptd a c»vaì!o cerne era uf^to et palTando per la
=: plaia dct^Ji Anziani furono ferrale le Catene d' in-
'r-. rbrno et r'c Iti còrii verfo f)i luì coli' arme alla ma.*
b no gridando ' Alla motte ' Effe vohollì per la via che
± va dai Vefcovado al canto della terre della fame' e
- trovandola incatenata fecie faìrare al cavallo la cha*
- teria eì quale lo chjamavà e! gatto ' et nondimeno
- fu ferito in più luoghi: purè fchampò ' et ritrattofì
= faivodipoi ne ftcie mal chapitare tuiti quegli che
- l'ofFefono.
(3) Al margine : :=Kt pili fecie ^ua capélle in S. Maria
=: di Pi fa e feciene padroni 4. della chaxa fua dal kiO
s: di Gueeiozo fcmpre de* più antichi*
^30 MONUMENTI.
tio 1461.(1) con buona grafia di tutti e* Pifani et degli
altri . Et prima era ftsro in detta dignità come abian
detto Monfign. Pietro figliuolo di Gacciozo d* Ardingo
de' Ricci' fu degnifllmo Prelato et coftumatifllmo et vir-
tuolo ' Ma vi/Te poco in detto Arcivcfcovado et fucceffe
(giuliano come è innanzi.
Huomini trovati in cafa e' Ricci alla gravezza della lega •
a e. 278. Nel popolo di S. M. A'berighi a 82. i.
Dominus Criftcfanus de Riccis ---lire 51. amorini
Ugutcione di Ricciardo de Riccis-- = 42.
a i5p. Ro/Todi Ricciardo e figliuoli di Rinìeri
di Ricciardo ------••--- = <?p,
Teda'dino de' Ricci (a) ---•-•-• = 82. io.
Herede di Guido ^e' Ricci ------ = 36.
Iacopo di Salveftto de* Ricci - • - - - = 24.
tf 220. M. Sandra fu di Rinieri de' Ricci pop.
Sampiero Celoro ---------::----
a i5d.Francefco di Piero de' Ricci - - • - = 4. io.
Adì 13. d' Agofto f3Ì
Iacopo di Simone d' Ardingo di Filippo di Uguccion©
de' Ricci .
^^^nnil'^i^^^^^^^'R^"^-
Num. II,
(t) Supplito per difetto del MS. ColI'Ughelli /^ Sac,
t. ^, coi. 47 S. e coir Ifcrizione fcpolcrale , che fi
legge fopra il fuo depofito nella Metropolitana di Pifa ,
(2) Nora al margine; = Toldino di Ruggieri di Neri di
= Guido di Lippo di Giovanni di More.
(3) Nota al margine ; =: Trovato in Orfamichele in fa
= libri della Compagnia . ::;
z i
Nani. IL per la detta Rubrica dclxv.
PiOVvifione Contro a' GhibeiMini* Dal Libro dei
Conjìgli citato appiè dt éjjìit
P R O V I S I O.
Eformatlo, fcu Provifio ù^a de anno Dcrrl. mcccliiii*
Indizione repcinia die xxvij. mcnfis Augufti , per
opportuna Confilìa , 5: Dominos Priores , & Vexillife-
tuin lufritie: cuius provillonis tener talis eft .
Qaod nutlus Ghibeliiiìus òa Civitate , CortlitatU * feit
dilli-iftu Florentie j feu pto Ghibellino habitus, & re*
|ìUrr-.tùs , Teli qui non faerit & fìt devccus {"acroran£bs
Rf-uiàiic Eccieiie , & Tue captholice Psrtis Guelfo , qui*
fcii eius pater , Vel avUs paternus, leu fiiius , veì nepos
ex fiiio , feil ffator carrjalis ex coilem patre , feu eius
pariis filius , feu cuius patruus haclenus , ve! in futu-
fum fuifTent,- feu eilent Kebcl'es Communis Florentie
feu prò Rebeliibus hr.biti * fcU equiraficnr . Vel equirsrent
ili rrmiìntu fèu dii^r;{l:s Florentie h;'fà'r, ér conrra Ccm-
tnuncrn Florenrtc, fini cu m hoftuitcr c(];ijr2ntibìi^ conerà
CVmmunem Fiorenti^ fuiilent , feil effent in ipfa tali
Csva'csra , pciT>. at elte , eligi, èxcrliai * vel afTumniì sd
àliquod officium Ccnimunis Flcfentie , feti prò Commu-
ni prcdicrc , fcu alicuius Artis , feu ad aliquod cilìtiuni
in ipfa Civiiats Fiorentie fub pena libramm quingenta-
rum fpiGGioli tali Ghibellino j fcU prò Ghibellino habi-
to, qui (ìc eleflus , ftu qu-litercuinquc exrfaftusj vel
àfsiimprUi fuerit (ì tale ofììcinm non rcaiinnciaveric in-
continenti , quod ad eius nocitiàm dcvenerit , vel deve-
hire debuerat, vei potuerìt ^ Quod cfficuijri licitum fit
tali prohibiro renuniptiafe , feu qui ipfiinì oflìcium ac-
ceptaVerit> feu ipfuiii iuraveric * Vel ia eo alitjuaiitei?
P 4 ie
233 M O N U M E N T ì«
fé inmirciierit &: nihilominus jpfum tale ofìicium ulto
modo exercere non pò ili e , ve l debeat , fed info iure fft ,
& etT.- inrel'igatur a di6lo tali officio iplb fafto remo-
tus , & reie^las.
Ego Lcdovicus Irhannis Doffi Civis Florentìp.as Im-
perii;li autoritatc ludcx ordinanus atque Norarius pubii-
cus , & rune Cosuiuror Ser Pccri Ser Grifi de Prato ve-
teri Civis Senenlls Notarti Scribe Reformationiim Coo-
fìiicrum Populi & Comunis Florenrie predilla omnia ex
reformatìonibus, & libris Rcformarionum Confilioium
Pc;pu]i , & Communis Fiorentie exiftentibus in palafio
Populi' Florentìjìi penes di£ì:am Ser Petrum iìdeliter
fumpfl , & in hanc publicam formam redigendo in pre-
cedenti , & prefcnti faciebus huius carte pecudine fcri-
plì , Se ctiam me fubfciipfi : & ilia verba , qua fupra
remiOa funt , videlicet , feu alicuius Artis , propria manu
remiffi , quia eranc obmifla.
% um. III. per fupplemento alla flefià Rubrica -
Provvìfione contro a'Camarlinghi . Da Pergamena
feto Ita già di Camera Fife ale ^ ora delle Riforma'
gìonì j fegnata fium, 80.
Ì^Rovifio centra Catnerarios non remittentes refidua
fui officii & unio Camerariacus Ignis 2c Gabellaruni
& qiiod ab iis nulla fiat folutio prò operariis ad ignem
exringuenduni nifi ex confenfu Gonfaloncrii Quarcerii
anni 1354.
In Clu-iHi nomine Amen . Anno Incamationis einf-
dcm millefimo trecentefimo quinquageGmo quarto In-
lìiilione VII. die vigeHmo quarto menfts Aprilis in Con-
lllio Di'ùj. Cspitsnei & Populi Fiorentini mandato no»
bilium & Potentum virorum Dominor. Priorum Artium
& Vexillifiri luftitie Populi &Comm!inis Fiorentie pre-
coni convocatione campaneq^uc fgnicu ia PaUtio populi
Fio-
MONUMENTI. 233
Fiorentini more folito congregato offifio Capitancstits
Populi Civitatis Florentie tunc Reftore vacante Et die
vigelìmo fefto menfis Aprilis predifti in Confilio Dom.
Poteftatis & Communis Florentie mandato magnifici viri
Pieri Marchionis Mentis Sanfte Marie Civitatis & Com-
munis Florentie honorabilis Poteftatis precona convoca-
tiene campaneque fonitii in difto Palati© more folito
congregato Et per ipfa iam difta conlilia ut premittitur
congregata preìentibus volentibus & confentientibus Do-
minis Prioribus Artium & Vexillifero luftitie Populi Se
Communis Florentie totaliter apprnbata admifTa ac ac-
ceptata fuit infrafcripta Provifio fa£l:a & edita per di£lc$
Dom. Priores & Vexilliferum luftitie & ofHcium duode-
cim bonorum virorum difti Communis & infra proxime
annotata & fcripca Et quod in iis & fuper iis omnibus
& llngulis procedarur obfcrvetur fìrmctur & fiat in omni-
bus &: per omni^ prout & fecundum quod infra proxime
continetur, legitur, & habetur.
Cuius quidem Provifionis tenor talis eft videlicet
Difti Domini Priores & Vexillifer attendentes quocl
nonnulli qui prefunt offitiis Camerariatuum Communis
Florentie fcientcr rctardant funftis eorum offitiis refidua
quam magis pofTunt conlìgnare Communi Populi quod
Commune ipfum interdum rccipic dctrimentum & vo-
lentes circa id & alia infrafcripta falubriter providere •
Habita invicem & cum oficio duodecim bonorum viro-
rum Communis Florentie delìberatione folempni & de-
mum inter ipfos omnes in fufficienti numero congrega-
tos in palatio Populi Fiorentini premiffo faito & <b-
tempto diligenti & fecreto fcruptinio & partito ad fabas
nigras & albas fecundum formam fìatuci Ordinsmenti feii
Provifionis Populi & Communis Florentie omni iure 8c
modo quibus melius potuerunt • Prcviderunt ordinaverunc
& deliberaverunt quod omnes Se finguli qui ad prcfens pre-
funt vei preerunt in futurum alicui Camerariatui (cu c.ffi-
tio Camerariatus Communis predifti teneantur & debeanc
omnia refidua fua & oficii fui dare & confignare 6cc.
Item quod in futurum nulla ele£lio fìat vel fieri
pofllt de aliquo ad oficium Camerariatus cfitii ignis
& quod Canierarìi deputati & deputandi ad oficium Ca-
meriaratus Dominorum omnium gabella: um Coromunisi
Fio*
134 MONUMENTI.
Florentie intelligantut efT? & fint Camerafìi di£l:i ofifìi
ignis durantibus ofitiis ipfcrum & in iplb & circa ipriùni
cfìcium ignis habere & habeant omne & totum illtid ofinum
8c baliam quod ad prefens habet Camerarius difti oficii ignis
vigore quorumcumque ordinum difti Communis falvo
cxpre/To & deciarato quod nullam rolutionem facere de*
beane feu poflìnt magiftris feu cuftodibus vel aliis qui-
bufcumque prò eo quod traxi/Tenc feu ivifTenc ad aii-
quem ignem feu prò extinguendo aliquem ign^^m nill
ìlli feu illis quibiis & quantum deliberatum fuerir fenìel
feu pluries & quociens per Gonfaionerios illius Quarce-
rìi in quo diceretur taleni ignem accenfum fuiife feU
duos ex eis aliis etiam abfentib. &z inrequifitis de qua
deliberatìone & inrequifitione patere debet manu Nota-
rii igPais publice.
Et infuper quod difti Camerarii Dominorutn omniunt
Gabellarum nequeant alias folutiones que pretextu di£ti
ofitii ignis venirent fìende facere nid dumraxat iili fca
illis perfenis & nifi in illam feu illas quantitaces pecunie
quibus & de quibus deliberabitur femei feu pluries 8C
quotiens per ofitium Gonfalonericrum fotiecatum Populi
Fiorentini vel undecim ex eis alio etiam abfente & in-
requifito . Non cbftantibus in prediftis vel aliquo pre-
diftorum aliquibus legibus ftacuto ordinamento provvi-
fione vel reformatione Confiliorum Pcpuli & Ccmunis
Florentìe aut cbftantibus vel repugnanribus quibufcum*
que & quacumque derogaroriis penalibus ve! prefcriptis
vel etiam lì de eis vel ipforum aiiquo debuiltet vel de-
beret fieri fpecialis mentio & expreifa . Quibus omnibus
intelligatur cfle et fit nominstim cxprefle fpecialiter Sc
generaiitcr derogatum & quod prò prediftis &c*
Ego Bisnchus olim Ser Benedi£ti de Ambra Comi-
tatus Arretii Imperiali auftoricate publìcus Notarius Se
ludcx ordinarius & tunc Coadiutor providi Viri Ser Pctri
Ser Grifi de Pratoveteri Civis Scnenfis Notarli Scribe
Reformationum Confiiiorum Populi Se Communis Flcren*
tie prcdifta omnia ex Reformationibus Se libris Refor-
mationum Confiliorum Populi & Communis F orentie
exiftentibus in palatio Populi Fiorentini penes di£lum
Ser Petrum in hanc publicam formam redegi & ideo me
fubfcripfi .
Num. IV.
235
Num. IV. per giunta alla Rubrica dclxx.
Libro IX. pag. 8.
Lettere familiari dì Niccola Acciaiuoli gran Si-
nifcalco del Re, e della Regira di Napoli,
e di altri Tuoi congiunti impiegati in quella
Corte . Da MS. ptejìo di me , intitolato , Kotizie
IJior, della Città di Firenze T» L da e. 14. a 22.
DOana Lapa . Io non mi ho potuto difendere , che
non mi convegnia tornare di coftà con li Signo-
ri , & quefto giorno fono partirò da iflì da Reggio , ec
fono a dormire a Caìanna , qua è dritto Carello delli
Nuvoli , et havemo tuoni , lampi , e grandine groffe più
che nocie , et non havemo deve dormire » imperò
che lo noflro arnefe non è potuto montare. Io va-
do a Giraci, a Seminerà, eraTrupia per procacciare di
potere venire, imperò che mi trovo troppo fpogliato
d* ogni cola , et a Ccfeaza farò con li Signori , Iddio per-
mittcnte, et imperò fcte ch'io trovi grandiflìma guar-
nigione de ogni maniera di foraggi , et che le cole , ce
lavori che io per tante lettere ho fcritro , fieno tutte
fatte» fé amate non corruccarmi troppo.
Ancora fate bene pulire Jo Caftcllo , et fornire tutte
fue Camere riccamente, facendovi aiutare a Gagliardo ,
ce fieno rcparate , et bene conciatala fila de lo grano
con tutte le fue Camere , e Camerette, lì che vi poflìno
cflere alloggiate quefte Regali d' Aragona con tutte loro
femmine , e Cavaiieri'i et le ftalle fieno bene acconcie,
e complice, e per tutto fia lo Cadmilo netto, et sì ac-
concio come (1 appartiene a cafa di buon huomo , ec
«laflìme, che g^uà in Sicilia fi crede eh* io (ìa uno Dio .
Angiolo è remafo a Mefllna locctenente in Sici-
lia, cc in Calabria} con iffo è rimafo Mefs. Lorenzo,
Mefs»
&j5
MONUMENTI
Mcfs. Angelino. Mcfs. Neri, Mefs. G. di Roggier t ^
Me^s. Roggien Canonico Batììberlinghicri , et 200 Bar-
bute, et 200. Briganti, lenza quelli, che fono per !e
Caftella j et altre fortericie di Medina : Mefs. Fra ncefco
farà luftitieri in quefta Calabria , dove è ftato Mefs. Lo-
renzo , ft bavera a gubef nate tutte mie Terre .
La ContefiTa eredo che infieme con lo Conte vent^
ranno iniìno a Cofentia , o forfi a Cadrò Viliaro; et di
dipoi lo Re » et la Regina, et Io faremo in bona manera
ultimo di potentia di portaregli a Napoli, o coda : ma
in cafo che lo Conte non volc/Te venire , patemi cbtì
troppo farla cofa iniuricfa, e piena di reprcnfioni por*
tandone con Nei la ContefTa , nolente lo Marito , non
farla cofa tuta di mandarela con lo Conte a Caranzano $
o ad alcuna delle fue Terre , ma paremi che iffa debba
ftare a Turpia con honorata Compagnia , et condecente,
et lo Conte poterà ftare con ifTa , et andare , et tornate
alla pofta fua ; et per quefto modo fariano evitaci li pe*
ricoli, et le iiiconvenientie , che porefllno elTer fatti
alla ditta ContefTa , et forfè in quefto mezzo tempo o
i/Ta femproverà , et la Cainata fi mariterà, et qualun-
que di quefte due cofe fofl'e , ogni tiìaterià dirplic<?nfé
Isria ceffata , non pertanto li huomini difpcncno , Idid
determina, et efeguifce come piace a iflo , e per tsnto
liort fo come procederanno quedi defllri : ma omnia prò
meliori , quia nefcimus quid petamus ; come feguirà fa*
perrai .
Io torno con grofìl debiti , et Con firme prorrtcfle fatte
d li miei Creditori , che fono Genovefi,di contentateli ,
e pagateli sì tofto che io farò coftà a Nocera ; et ini*
però fé tu ami mio honore , e mia confolazione , fa' che
io trovi denari aiTai , fpecialnlente efatta la moneta in*
tegra de li frutti , e renditi mia di qucft' Anno pafTaro j
et la Colletta di nuovo impolìta , et io faccrò bene quan*
to debbe montare , fecondo la Icritta , che fece lo lU*
dice , et la diciflone con tutte noftte Terre : Ut non t!
potrei dicere quanti debiti io porro , nò quanto fono
incomportabili le mie fpefe ordinarie, et eftraordinarie
in Sicilia, in Puglia, coftà, et le mie, le quali non
fono le minori , et pure vivere mi conviene , maflìms
éeìh noftio. Scritta di propria mano di 8. di Settembre.*
lo
MONUMENTI. 237
lo noilro Monafrerio non fi vole dimenticare per nulla cofa .
lo ri mandai la confimiie lettera per mio meflag»
giero di Mels. Ridolfo di Camerino ; fono ftato a Semi-
jiara , et a Ceraci , e modo fono a Turpia , e fpero lu«
nedì effere a Cofentia con li Signori , et loco farà con-
clufo della ContefTa quanto Dio harà ordinato de li fuoi
prefenti Procefll , Voi in quefto mezzo fate, che para
cotcfto Cartello elTere fornito da albergare mio Rege eoa
Regina , et Regali affai , et fiano le cole magnifiche ,
come fé foifero per incantamento, et lo lardino fia ot-
time pulito , e quella ultima parte fi addirizi alo ludice .
La Conteffa di Monte Ofkjrifi voglio trovar con voi
omninamente , e Tegliaio la conduca a li Rainaldi .• fia
ancora prolungato termine fino alla mia venuta coftà ,
fate eh* io non trovi richiamori da li huomini de la cau-
ia fubfcritta.
Tropee xiiij. Settembre bora tarda. 1357.
Fa' bene jcconciare lo bagno per Madama, e pro-
cura una Coltrice per ilTa omninamente .
Magnus Scnefcalcus{i)
A tergo
Carillìme Ibrori fue Domine Lape (2)
de Acciarolis in Cadrò fuo Nucerie .
Ma-
(i) Cioè il celebre Mefs. Niccola Acciaiuoli gran Sini-
fcelco de' Regni di Napoli, di Sicilia, e di Geru»
falemme , ce. la vita del quale fu fcritta elegante-
mente in latino da Matteo Palmieri , e poi vulga*
rizzata da Mefs. Donato Acciaiuoli , e pubblicata per
le ftampe di Bartolommeo Sermartelli in Firenze
nel 1588. appiè della Irtotia della cafa degli UbaU
dini fcritta da Gio. Batifta Ubaldini • Quefta lettera
" fi riconofce fcritta nell* occafione del fuo ritorno da
AleUìna a Napoli infieme colla Corte , colla quale
erano le due piccole figliuole del Re Pietro d* Ara-
gona fatte prigioni . K ia detta Vita a png. lói.efeg,
(i) Quefta e quella Lapa figliuola di Mefs. Acciaiuelo
degli Acciaiuoli forella germana di eflo Mefs. Nic-
cola , e moglie di Mefs. jManento Buondelmonti , e
molto amica , e famigliare di S. Erigida L. cit. Ori»
ghie della Finvigìia degli Acciainoli pug, iji»
ijS MONUMENTI.
M Adama. A quelli dì riceverti due voftre lettore r
una fatta a Bibbioni , et T altra fatua a Firenze:
fcrivavatemi , come voi , e tutti li noftri (lavate bene
delle perfone di effe fui affai contento .- Noi di qua dia-
mo fimile delle perfone bene; di altro, more folito ;
Voi mi fcrivete che io vi feriva , fé lo Gran Sinifcalco
ha havuto nulia gratia per la fconifìcra , per infino a mò
non fento fia per bavere; EfTo ha deliberato di portare
a Roma con Madama la ConrelTa di Monte Dorifi , e
quelle di Malta , et 1' altre reftano a Melfi mal conten-
te, e Benedetto beveria voluto foffero venute qua, e
ancora ite con Madama a Roma > ma non ha potuto »
et hanne fatto parlare a Madama fecondo ho ientito ;
per la ContefTa di Malta manda infra 4. dì .
Quella di Monte Dorid è qua , domani andiamo ft
Napoli, et di fuo maritaggio non fi parla, ch'io fenta;
Vero è che come vi fcriflì , Io fciiflì alla ContefTa , che
faceife parlare honeftamente di queilo di Meleto con
voluntà della ConrefTa, e del Gran Sinifcalco: hammi
rifpofto , che lo farà, e che di prefente mi rifponderà.
Antoaio , e Maria è qua , & ftanno bene delle per-
fone , con Madama fta more folito, elfo dice buone pa«
rolc affai, infino a qui non veggio nullo effetto ; come
feguirà, così vi fcriverrò .
Del vofiro venire a Roma, come io fentj la venuta
di Madama, di prefente vi fcriflì, che voi facefte a vo-
llra voglia, et che a me piacerà quello piacerà a voi;
et quello non crediate vi fcrivefll , perchè voipenfiate,
eh* io vi volcflì dare licentia , o meta , ma perche fa-
pefle r aaimo mio; lo termine di iMadama di partire,
da qua alli xxv. di febraio , ma io credo - che ftarà più ,
in quello mezzo tempo vi fcriverò come fi determinerà.
Le mie ragioni fpero mettere , e fpacciarmi fé mi farà
Fatto torto, Mefs. Gurello mi prometee affai; credo Io
farà ; Io non ho un Carlino ; Madama ha voluto da me
là doga integra, monta v)j. cento fiorini , e piiì ; non ci
è badato io grano, e orzo (i) di Puglia , e havrà a pagar
danari a quelli offuiali , e ancora li debiti.
Vor.
(i) MS. orgo .
MONUMENTI. 239
Verrei che voi ordinafte o con Niccolò Soderini $
che fcrivelll a Gagliardo , che fé mi bifognafTe infino à
cenro oncie, me le prcfta/Te, e voi nel facefte cauto o
cii gaggi» o dì pregeiìa , et io fra (5. mefi gliele rende-
rla ; Et fé con Niccolò non fi può, fate con Bartolo-
meo , che me li face/le predar qua o con Mefs. Loren-
zo, bene che io credo di nò. Di Salpi non fi bebbe
anno nulla, né ugaanno; poco s^ avrà.* e quefto vi pre-
go di fare, fé può, s* io porrò fare feoza , lo farò di non
pigliarli : Ma voi fapete con cui ho a fare .
La ContefTa di Monte Dorifi mi pare che voglia ,
che i denari fuoi non dormino , come hanno fatto , efTa
è tornata al tempo antico, ma pur dice T ufficio, et di-
giuna &c. Volentieri verrei havefTe marito.
Lo Gran Sinifcalco non fi cura di nullo , fé non di
chi crede bavere alcuno bifogno ; a me non parla dì
nullo fuo fatto ; di che poco mi curo, et hemmi gran-
de gratia ; maritò la figlia, né ne feppi nulla da lui,
né prima, ne poi efiendoci prefente : Hora fta in alcuni
quiftione fecreta con Benedetto: Mefs. Amerigo, et la
ContefTa fono mezzani : Benedetto fi contenta male , e
fono ftace dette a Madama per parte di Benedetto, ma
cfia tutto dice, ci fa dire il Gran Sinifcalco, quefto mi
dice la ContefTa ; Io fo vifte di non faperlo : non moftra-
te voi di faperlo, perchè talvolta le lettere fi veggono.
Mefs. Neri fi ftà a Coranto , nemrco , fecondo li
dice , dell' laiperadore , et fé quefti voleU'e Coranto , noti
rharebbe; hacci voluto mandare Lione, non fo fel
manderà .
Anichino tornò a quefti dì di Romania, portò let-
tere della ContefTa, et (lavano bene, dice, e prova,
ma ella non me lo fcrive .
Di Calavria hebbi fpcfib lettetela ContefTa fta be-
ne, dee pigliare di dì in dì la partenza delle figlie , né
è ancora ferma col Conte di Meleto .
Io li ho fcritto , che s*ella viene a Roma, voi vi
verrete; come mi rifponderà , ve lo fcriverrò .
De' farti di qua non fo più per me , che fcrivervi;
Lo Cancelliere è venuto da Roma , e ito a Napoli : Cre-
do per quella Tua venuta fi determinerà i' andata di
JtViadama*
Lo
24© MONUMENTI.
Lo Imperadore fi dice ha prefa per moglie la Ca»
gina del Re d' Ungheria , cioè Nipote a la Reina vec-
chia Ducana fua Marre, et già ha ricercati li Napoletani
fuoi famigli, che V accompagnino a Giara» non dice
quando .
Aricordovi , che di quelle partigioni havete fatte con
Mefs. Lorenzo , ne facciate fare quelle cautele bifogna-
no , con configlio buono, et non v*increfca di fpender-
ci , perchè quelli fono utili, e buoni denari, ei prego-
vì che ciò che havete a fare di quefle materie , fi fac-
cia, et che voi pigliate pofTelHone in voflro nome di
tutto , et facciate confefTare per voi , acciò che impac-
cio mai non fé ne poiTa bavere.
Ancora di quello refiduo fi dee pagare a! Comune,
Bartolomeo ne è informato, fé vi piace ce ne sbrattia-
mo ; e flmile di quei denari del Alonce Vecchio , che
fé ne ha bavere le paghe di cinque, o fei anni; Di
tutto Bartolomeo è informato.* farà buono a fpacciarfl
di tutto per quello meglio modo fi potrà , 'e parerà a
voi con configlio di Bartolomeo .
A la ContefTa ho fcritto delli Muli , che gli mandi;
fé li manderà» li manderò a voi: Dicantia come fono
a Napoli , ve la manderò fé potrò , ma io non credo
potere , sì è fatta .
Lo MefTdle vi manderò come troverò per cui , che
venga flcuro , per Mare ha molti Legni in corfo .
Le cofe di Margherita , fé havrò modo manderolle:
Io non le ferivo altra lettera per mo : Noi faremo di-
mane a Napoli, et di là vi fcrivetò . lohanni , Cola,
Guglielmo fono qua, ftanno bene, falvo Bartolomeo,
et la Goflanza , e tatri li altri noftri chi vi pare , fé
nulla volete di qua, fcrivetelo.
Fatta di Averfa a* x. di Dicembre manu propria .
Francifc;© Buondelmonti .(i)
A tergo
Reverende Domine Matti fue
Domine Lape de Acciarolis.
Re-
(l) I' maffsrlore de* fi^liiioli di Madonna Lapa , Barone di
Bafcìano, e del Caiì-a^iJo.
MONUMENTI. 24I
REverenda, et carififìma Madre. Da poi la felice fa-
Iute . Sacciate cerne per la gratia di Dio Noi con
tutta noftra Compjignia aflleme arrivammo (i) lani , e falvi
a Caftellamare a' dì xix. di Maggio, dove trovammo che
Madama la Reina era a Noccra , ec come feppe la noftra
venuta , di prefente mandò a noi Mefs Andrea di Ponto
con molti de'fuoi cavalli , e compagnia d' altri fuoì Cor-
tigiani , e volfe che noi andaflìmo a la fua Maeftà , eC
così facemmo , dove da efTa gratiofamente , et efFcttuofa-
mente fummo veduti , et ricevuti, facendoti affai allegra
delia noli'ra venuta: Et così da tutri altri Signori femo
lUti honcratamente ricevuti , tanto che più non Ci po-
tria dire.
A CaftelPa Mare vennono a noi molti Cavalieri di
Napoli a farne fefta , et carezze molte -, e così ne lia-
frelcammo alcuni giorni, et venimmo & Napoli, dove
da tutti fiamo honorati , et veduti con tanta fefta , e
carezze, che più non fi potrìa dire.
In Calavria fummo alla Roccella, et loco trovando
Jo Conte , e la ConceflTa di Caranzano con tutti i loro
iìgli a ftare per la gratia di Dio bene, falvo che Pietro
di Catenzano, che ne venne a fcontrare , et a ricever-
ne : Incontronne , et con lui era Simoncino , et Andrea,
et affai honorata Compagnia , et grande ; Affai confolatio*
ne havenimo con Madama di Catanzano , e grande alle-
grezza fece di noftra venuta con farne affai carezze, et
per havere manco affanno, et per più noftra fìcurtà da
la Roccella con tutta noftra compagnia di Cavalieri , e
Gentilhomini per terra venimmo a Briatico , et loco
ftemmo tanto, che la Galea, et due altri noftri legni
armati giunfono a Bibona , havendo per fpatio di x.
giorni a lo detto loco tenute carezze quanto haveflìmo
ricevuto a li pioprii lochi noftri , e più; Et cobì havemo
trevato^ in ciafcuno loco delio Reame , dove havemo
prefo terra in qucfto viaggio .
A la partita noftra di Cifilonia lafTammo la Du-
cheffa , e le noftre figlie ftar bene, et ogni giorno ne
arpettiamo novelle: Prcghemovi , che ne fcriviare no-
Tomo XIV. Q vel-
li) MS. ocbìegam9 ,
24i MONUMENTI.
velie di voflro flato , che noi ferro alTaì dedderofi (V udirne
fpefTo buone novelle a confolarione di nei.
Ancora non fapemo come farà lunga, o corta la
noftra ftanza, et però non ve lo fcrivemo .• come pia-
cerà a Madama la Regina, così fsremo , preveduto, ec
hordinaro che eifa havrà a lo fuo honore , et ftato »
al Principato della Morea ; per la qiial cofa fcmo noi
con alcuni altri Signori venuti per parte dello Princi-
pato: Altro per mò non vi fcrivcmo ; fé non che fé
per noi fi può fare cofa che vi piacerà, fcrivetenelo ,
che noi liaino parati a ogni voftro piscerc.
Salutate per noftra parte Mefs. Franccfco , et Ma-
dama Margherita, et Ifau , et le voftre figlie; Iddio ila
in voftra guardia .
Scritta in Napoli a di xxiix. di Maggio,
Dux Lucate , et "> r, , ,• „„ / %
/^ r- 1 1 r ralatinus . (il
Comes Cephal. j ^ '
A tergo
Magnifìce Mulieri Domine Lspe
de AcciaroJis de Florenria
Reverende et Charifllme Matris noftre .
REverendiflìmo Domino. Di poi la debita raccoman*
d?.tÌ0ne • Sacci la V. S. chom' io vado a Coranto
per parlare con Mefs. Neri per lo fatto che voi fapete ;
et di poi ternato di là con Dio avanti verrò a la V. S.
per meglio avifarvi di tutti i voftri fitti, che mi pare
eh' al provederci fi dia grande indugio : fopra quefto non
mi ftendo di troppo fcrivere , perchè per più altre lettere
V* ho fcritto come fono andati i voftri fatti di qua .
Sacci la V. S. come lo Sig. Yfau (i) havendo prefo uno
fi chiama Petrìito Serpandi , il quale veniva da lo Im-
peradore fé li trovò piìi lettere, tra le quali trovò una
lettera aperta con figillo pendente, la quale lo Impera-
dore mandava a la Compagnia , comandando che di pre-
fente
(i) Cioè il genero di efTa Madonna Lapa, marito della
fua fi;:^l'uoia .
(2) Figliuole del detto Manente Buondelmontì , e di Don-
^na Lapa Acciaiuoli pur detta, e perciò cugino dì
Mefs. LctcnjLo mtdefimo,aiuameate iP/^«.
MONUMENTI. 243
fente levaflero tutte le cof2 del Gran Sinifcalco , et del
Prenze , e a lor pofTa quelle di Cefalonia , é che pren*
delTero tutti loro Ufficiali paiTati , e quelli che lì trovaf-
fino, et che fi f;c?{lino rendere ragione di tutro , et lo-
pra ciò ancora n' hsveva fatto Capitoli; de* quali ('api-
toli , e lettera Yiau ne m^nda la copia a Madama la Du-
cheiTa.* Vedetela, e farete poi avifato quello harete a
fare: Per mò non mi ftendo in più fcrivcre , che come
vi dico con D"o avanti, torr^ato da Coranto, farete per
me informato ancora di ci^ che mancaffe, et di quello
farà fcguito : Prcgovi eh' io vi fia raccomandato .
Scritta in Cifalonia a' dì xv.. di Giugno v. Inditione .
Catanzano mi die una voftra lettera, e quanto co-
mandate farà fatto.
Voftro fervitore
Aldobrando Baroncelli di Firenze ,
A tergo
Magnifico Viro Lorenzo de Acciaroli (i)
fuo Domino Reverendillimo.
REverendiiIìmo Domino: Da poi la debita raccoman»
datione. Io haggio ifcritto molte lettere a la V. S,
avifandovi del male Oato di queflo Paefe da qua, eC
come quedi Navarrefi hanno prefo tutro , tanto le cofe
voilre , quanto d' altrui , et ancora credo farà venuto a
Q 2 Na-
.(i) QuefVo è figliuolo di Mefs. Niccola , ed è fecondo
di quefto nome, conciclìacofachè il primogenito,
che pure Ci nomava Lorenzo , Luogotenente del Re
Luigi, e della Regina Giovanna in Calabria, e fa-
mofo Capitano delle loro armate , fpofato alla figliuola
del Conte Sanfcverino, fofie già morto nelT an. i 35 3.
Quefto Mefs. Lorenzo IL quarto, ed ultimo figliuolo
dì Mefs, Niccola., era Cavaliere, e Giuftiziere del
Regno di Calabria , e dopo la morte del padre fé-
guita r an. 1355. fignore di moire terre nel Regno »
e nel Peloponefo della Caftellania, di Calamata ,
Chiitenza, e Chiaramente, ec. Ebbe per moglie
-Madonna Mattia di Cafa Caftalda. Or^g. ddla Fa-
mìglia degli Acci aiuoli dopo la detta Vaa ,fag, 174,
244 MONU MENTI.
Napoli il Prenze di Galilea, il quale porta copia d* una
lettera, mandata lo Imperatore alla Compagnia di qui,
che vi JevafTero tutte cofe : Di che a me pare ch'ai
tutto niente vi curiate delle voftre cofe di qnà , che
molto leggiermente con Monf. Io Re al prefence vi po-
tete aiutare.» Con poco di foccorfo folle ìnandato qua
a Y.fau , il quals have rotto con loro; e pur ch'cflb
habbia aiuto di Penence di Galee , ed alcuna gente ,
leggiermente 11 ricovererà tutto lo Principato, che me-
glio ene affai paefe gu?^fto , che tutto perduto.* Hora
l'opra quefto la S, V. n' è bene sì informato per più fiate,
crederò ci provedrete.
Si»^. mio havendo i Navarrefl levato tutto , venni in
Cifalonia per bavere configlio dal mio Sig.Ylau di quello
eh* io havcxll a fare: Ho trovato lui elfere in guerra,
ài eh* io conofca il mio efiere mancamento di me par**
tire: E ccnfiderando che di ciò voi farete contenco,
per fua lettera vi avviferà di tutto.
A quelli dì fummo a Coranto la mia moglie ed io,
cioè Ventura Buondelmonti , et là ordinammo alcuna
cofa , della quale Madama la Duchefia di Cifalonia , e
Federigo Tiianefi di Firenze , apportatore di quefta vi
aviferanno di tutto.
L* amico s' è recato a tutte cofe ragionevoli , e così
n' aggio fcritta di Tua mano , e mandovene la copia per
lo detto Federigo, il quale v'aviferà di tutto.* Farmi
r Amico al tutto ha veglia d' efier con voi quello , che dee.
Tornando noi da Coranto, efiendo noi in Palermo , a
Ventura Buoildelmonti venne certo difaftro ; Il perchè
cfib fi è andato a Paradifo : Dio li perdoni : Il come non
vi ferivo, che Federigo ve lo dira a bocca.
Alandovi per lo detto Federigo un facce di feta,
il quale ene a quefto pefo libre Lxxiij. de la Creftiere
al pefo di coftà , et (1 la mando nelle mani del Nuezza
a Barletta; In cafo là fi trovi buona vendita, la ven-
tino , et rimettavi i denari : In cafo che no , ve lo
mandi a Napoli, et ne facci la voftra voluntà . Rifpon»
detemi quando havets ricevuto i denari, o la feta.
Altro per quefta non ci ha di nuovo da fcrivere:
Imperocché d:J detto Federigo farete informato di tutto
a pieno: Si-mpre mi raccomando a la S. V.
Serie*
LIBRO NONO. 245
Scritta in Cifalonia a' dì xij. dì Luglio v. iiKiitio-
nc 1381.
Vedrò fervirore
Aldobrando Baioncelli di Firenze
A tergo
Magniiìco er Potenti Viro Lorenzo
de Acciaiuoli &c. fuo Dom. Reverendiflìmo.
Voi vedete la veluntà di Mefs. Neri, e però fé
vi difponete di venire, con poco aiuto di Monf. Io Re
potrefti venire, et farcfti i fatti voftri , et raggiunte-
refti il Principato: E quefto mi pare non vi farla poco
honore, e afpcttereftins merito dal Signore.
MAgnifìco Domino. Dapoi la debica raccomadatione.
In quello dì per un Navilio d' Otranto vi fcrilli
fimile, per queft^ v'avvifo chom' io imprimieri d;;!!' une
patte per Simone Rondmelli , io non ne ho potuto ba-
vere ; sì che il cangio fuo non riufcirà falvo : fé effo
mi fcrivefle che io gli accatcaffe delle nuove, infìno
da mò io l'agio fcritro » adelTo non io che mi rifpondere .
Ceti fra Domenico parlai , dice li fuoi denari non
afpetta fé non di Settembre, fi che per mò non fària
fangio, falvo fé voi fofll contento d' havergìi al tempo
ch'io dico; di ch'io vedendo così , sì mi parto, e Vndo
a Modone , et là per la via di Puglia , e di Napoli ve
li manderò o per cangio, o in rera,o in quella manie*
ra , eh? vedrò che (lan più fal'i.
Ifau fi parte hoggi di qua , et va a Coranto psr ef-
fere con lo Duca dell' Arcipelago , et feguire il Matri-
monio, et flaranno là piiì di, dì eh* io chora io farò a
Modone, et cercherò di fpscciarmi degli dinari, et poi
me ne andrò per Terra a Coranto , et faremo inileme,
et vedremo fé Alefs. Neri vorrà feguire qjeil© dice , e
così habbiamo ordinato in fem.bra con Ifau.
Mefs. Neri lì ha accattato il Duca mio per xkx, m.
fiorini , e pagati i mezzi , et li altri mezzi per tutto Mag-
gio , e' ha ricevuto tifine ella levadia , (ri?5> )c' ha foldati
i Navarrefi , ch'erano con Giancho per viij. m. fiorini
a fervigio di quello Maggio inlìno a l'altro, cioè un
Anno> ec ha mandato per Turchi, che vuole fare il
Q. 3 &ua-
54^
MONUMENTI.
guafto a Setinc , fé non fi rendono , che infino a mò
non fi v( gliono dare .
Il Paefe fi contenta male di fvlers. Matchcfano, ma
pure converrà loro riceverlo da poi MadaTia lo ce man-
da, ma per ancora non li hanno allignate le bandiere,
et lo ha prefa per mogliera Ja figlia del Difpoto ll'pa-
. da , et ha havuto di dota ducati viij. m.' ì quali di' dkre
il gran Maflro , forfè per avventura dimorra ad haverli .
Mefs. Marchefano ha poitata la mogliera a Nepan*
to , e là vole , che ftia .
Signor mio i Navarrefi dipoi mi partì hanno fatto
molto più dannaggio , chen prima , ed hanno prefo da Id
Sprone il vino tutto , e fsle la maggior parte , et habi-
tsp.o allo Sprone, e hanno mal conciato le cafe de' Vil-
lani: Ancora in Chiarenza habitano per tuito , e in
cafa voftra afiai , e non vi hanno lafiato biada, nò le-
gname, e ancora Porti, e Tetterà dirupate p^r bavere
li legname, si che a voi ne è fcguito gran danno, per
avventura vie più , che non filmate , e ninno rimedio
non ci il mette, fé non di parole. Il Gran Commenda-
tore fa per certo quanto può, ec fpetialmente di difen-
dere le vcilre .
Egli è venuto hoggi un Velier di Fedi , e dice
che l'altro viene hora, faranno alla prova fé paiTerann©
i Navarrefi : Il Gran Commendatore dice che afpetta
due Frieri , che gli portano denari, in quelli paefi
debbono venire alle mani de' Bonciani ; ficchè io vi ri-
cordo, che voi diciate a Io Prezza, e ancora lo feriva
efib a Napoli , che fé denari hanno in mano diperfona,
li voglia qua che li vi dia, e voi me li mandate a pa-
gare a me.
Raccrmandomi fempre alla S. V. Scritta a Chiaren-
za a' dì xxvìj. d' Aprile . , . Indizione .
Vodro fervitor©
Aidobrando .
Saccxate Sig. mio, che le fei Galere, che pafTaro-
Sìo de'Gcnovefi per Natale erano in Levanre, pofono
a lo Grigio , eh* è in mezzo tra Modone , e Corone , ec
sì v' hanno fatto grande dannaggio , hanno prcfi huomini ,
e beftiamc, e biade, e vino, malamente hanno corf^j
' - . <iuei^
M O N U M E N T I. 247
quello Cafalc: fé vi pare ne fare mefTtioae al Confolo
de*Gencvcil, che è a Barletta.
E mi pare che i Navarrcd non fieno atti a pafTara
in Ponente , ma mi pare veglino pafTire invsrlo Drufa
per guaflare 1' avanzo del paefe ; Harcmo feconùo io
veggio di qua travagli &ìTaì dipoi che ci ha niuno altrq
remedio .
A tergo ^
Magnifico Sig. mio Lorenzo di Acciaioli
fuo Domino Reverendidìmo ,
REvcren di filmo Domino. Dipoi la debita raccoman*
dacicne; A queiH dì venendo in Cifalonia trovai
Prgolo da Perugia, il quale mi diede una lettera vo-
ftra , dove mi fcrivete havere ricevuto per Sandro quan-
to 10 vi mandai ; di ciò mi piace , e fcrivetemi che per
aìlhora ni* avete avifsto, facciate chom' io non ho havuto
niuna altra voflra lettera , ma bene faccio che fono ve-
nute a mano ài Navsrrefi , e ancora P hanno tanto quel-
le , quanto molte altre .
Sig. mio per molte lettere i v* aggio avv'fato dello
male iìato di quello Paefe,e dello dannaggio hanno ri-
cevuto le voflre cofe , et fimile credo Madama la Du-
cheffa ve lo harà detto, et avifatovene ficchè però poco
mi flendo a lo Icrivere , perchè fo fiate avilaro di tut-
to ; ma pure il debito mio d?ggio fare di ricotdarlovi
fempre , e così faccio, e prego la S. V. ci dobbiate pro-
vedcre .* fé grande tempo ftanno co>ì , fi poffono met-
tere a ufcita non fono ccfe , il perchè il debbino così
abbandonare ; lo Toftro rutto tengono , e così di molti
altri dello Paefe .
Mefs Giovanni Mifto è ancora prigione e/To , e la
figlia, e hanno hivuto due delle fue migliori Caftella .*
Adelfo fta a Pencholo.
Ancora andando a quefl: dì Mefs. Marotto , e Pe-
tardo a la Pesliza la Prenzeffa gli mandò incontro loro
uno de' fuoi frati per f^r Uto Tumore, di che l'hanno
prefo di prefente . et in effetto hanno prefo la Terra,
e lo Caftello : la PrenzelTa moltra fé ne veglia andare
a lo Padre a Scio*
Qf I So*
248 M O N U AI E N T I.
Sopra li fatti di Mefs. Neri già mai non fu tem-
po quanto mo , e fono ben fido; Madama Ja Duclien'a
ve rie harà avifato di tutto» et come favio feguirete
quanto vi parrà lo meglio.
Con lo Rifconre parmi s' accorderanno, e cercafi ,
e qua(ì fi tiene fatta, che Io figlio della Bifconte prcn»
dcrà la figlia picciola di Mefs. Neri , e rimarrà a lo
Paefe il figlio , ed efTo Io governerà , cioè ìVlefs. N.
Delli danari che fcrivete dello avanzo , facciovi a
fapere come Madama la DucheCa prefe per portarmi
la feta , e la cera, la quale feta vale ducati ce. o circa :
la Cera è bene da e. libre .
I denari ch'erano in Cifalonia fi erano ducati 6j*
cioè la valuta ducati 80. pagati a quofti Navarrefi per
la Colletta di 500. ducati. Li ducati 80. havevaamano,
e dieli , perchè non correfibno , e ardcflàno , ma pure
aiia fine poco varrà .
Io fono venuto in Cifalonia per due cofe ; l' una
perchè di là io non fo niente , che tutto hanno prefo »
e io non veglio fare fpefa ; la feconda per haver con-
figlio da Ifsu quelb li pare ch'io faccia, Et fecondo
mi dice a giorno a giorno tfpetta novelle di Napoli , et
faperailì in che» modo rimarrà lo Paefe di qua , arricor-
dovilo femprc: Di poi haggio faputo come la Duchefia
Isfsò a Santa Maura la feta, et la cera, terrafiì quello
modo che voi la harete , o denari : fempre mi racco-
mando a la S. V.
Scritta in Cifalonia a* dì xxiiij. d* Aprile v. Inditione ,
Filippo delle Mazze voftro buon fervicore fi rac*
comanda alla S. V.
Voftro buon fervicore
Aldobrando di Firenze >
A tergo
Alagnifico Domino Lorenzo de Acciaioli
Domino fao Reverendifilmo .
Num. V.
249
Num. V. per la Rubrica dclxxiv. Libro IX.
pagina 15.
Provvìfione contro a' Ghibellini . Copia dalCod»
MS. antico di 5. V aolino fign. A. a 118,
PRovifio fgfla de anno Mgcclvii. Indi^bione xj. die xv.
mentis I^inuani per opportuna Confilia Populi , &
Communis Flcrentie , & Dominos Priores Artium, 3c
Vexil'iferum ìufticie , cuius tenor talis eft .
Ur fub felici vocabuio PartJS Guelfe , fub quo ha-
ftenus floruit , & fioret civitas , de cecero floreat, & quie-
fcat , & ne per excogitatos modos , & vias de Guelfo-
rum manibiis , qui fuum fanguinem prò liberrate patrie
cffuderunc dicle civitatis adminiftratio fubtrahatur prò
fortificacione , Se fr^curitate flatus totius maise, & cor*
pcris Guelforum , & Parcis Guelfe djfte civitstis • Ne
jidverfus pios, & charolicos prevaleant impii , qui re-
ceptis , que non dwdifTent , beneficiis non contenti fuis
artibus, Se fallaciis confidentes fub pelle ovium iupo-
rum geftantes animos facrum ovile Guelforum intrare
fatagunc, & prefumunt. Domini Priores, Se Vexillifer
predici moti ad preces , follicitudinem , & inftantiam
Capitaneorum . & Unìverfiratis MafTe Guelforum , &
torius Partis Guelfe Civitatis Florentie , habito fuper iftis
omnibus, & fingulis diligenti colloquio cum &c.
In primis, quod omnes, & fingule provifìones ha-
£icnus edite in favorem Guelforum, feu Partis Guelfe ci-
vitatis Florentie , feu contra Ghibellinos , vel prò Ghi-
bellinis babitos , feu reputatos , aut non vere Guelfos,
maxime in prchibendo, & interdicendo eis, ne nomi-
nentur, eligantur, imburfentur , extrahantur , feu quo«
modolibet vocentur ad officia aliqua Communis Floren-
tie 1 feu in Civiute, Comiwtu, vel Diftri6tu Floren-
tie,
250 MONUMENTI.
tic, & ne ipfa officia acceptenc , iurent , exerceant, feii
in eis m^tlo aliquo fé immifceanc wmquam offitiales,
vel fub nomine offuiahum renoventUi- , 6c renovata effe,
ìntelJ'iTantur , & fint, fub cifdcm modis, paftis , formis f
condifticnibus , penis, gravaminibuv . ordme , & ceno»
ribus , quibus Se prout in eis , & qualibet earum plenius
concinentur , 6c oblervari , & execucioni mandari pofllnc , &
debeant cmnia ,-& fmgula in eis contenta , proac , 6c licuc
in eis in fpecie , & genere concinentur.
Item ut ptincipaiia officia fuper quibus fundatur ,
fubftinecur , & regicur ftarus Popularis , Se Guelfu, ad-
miniftrentur , & Iplendeant ip.dubitatis , & naturaiibus
Guelfìs • Quod nullus de Ghibellmis, feu non Guelfis ,
feu reputàtis , & habicis pio Ghibeilinis ; Et rmllus qui
per cffic'.a Domincrum Priorum Artium, & Vexillife-
r; l'jO-itie , & Gonfaloneriorum fctietatum populi , & duc-
decfm bonorum vjrorum Populi & Comunis Florentie
deiiberatus reperietur , feu iudicatus ; vel de quo per
iam d fta officia, fecundum formam reformationis , Se
provìfiunis cditarum , & fìrmatarum in Confìliis PopuH ,
6z Communis Florentie anno Domini miilefimo , rrecen-
tefimo , quadragedmo nono de menfe lulii fuper hoc di*
fponentium , deliberatum , provifum, ftantìatum, feu
quomodolibet provifum fuit , feu erit in futurum,quod
ile idcneus ut recipiatur, feu quod recipiatur, vel re-
cipi debeat, feu pofiìc ad luramentum Partis Guelfe,
feu ad Pattern, vel in Partem Guelfam per Capitaneos
difte Partis , vel ipfam Partem, etìam fi per ipfam Par-
tem , feu Capitaneos Partis admilTus fuit, feu erit ad
ipfum luraniencum fecundum ordinamenta difte Partis
poffir nominar?, cligi , imburfari , extrahi , vel adfumi ,
iurare , acceptare, exerccre , adminiftrare , vel effe ad
aliquod , vel in aliquo infrafcriptorum cfficiorum Popnii
& Communis Florentie , videlicet : Officii Dominorum
Priorum Artium , Se Vexiiliferi luftitie , Gonfalonerioruin
fotietatum populi, Duodecim honorum virorum difti Po-
puli, & Communis, nec in officio Capitaneorum Partis
Guele, feu Notarius alicuius di£torum cfficiorum infra
quindecìm annos a die prediti, feu prefl-andi iuramenti
prediftì fecundum ordinamenta difte Partis continue nu-
jweraridis: Nec etiani poffit ullo tempore in perpetuum
no-
MONUMENTI. 25 1
nomlnari , eligl, iinburfaris extrahi, vel adfumi , iurare,
acccprare, exercere, vel effe ad fcrutinium, vil de fcru-
tinatitibus, feu illis , qui erunc ad fcrutinandum , vel
eligendum, vel infaccandum , feu accoppiandum'di5ta
cfficia, vel aliquod ipfotum .
Item uc inter veros Partis Guelfe catholice zela-
tores , & fifto» competens difFerentia fif Qaod nulli de
predi ftrs , de quibus , ut fupra dicitur , deliberanim
fu5c, quod admifti , & recipi poffit ad iuramenrum Par-
tis Guelfi?, qui pf ft talem deliberationem ipfum iura-
mentum non preftitit Capitaneis Partis Guelfe , feu alia
non fecit, que facere tenecur , & debet fecundum for-
nism ftaturorurn Communis Florentie , feu ftaturorum ,
vel ordinsmentorum difte Partis, prode talis delibpracio ,
fcd prò non fa£l;a totaliter habcatur : il diftum iuramen-
tuin preftiterit, & alia fecerit fecundum ordinamenta
Ccrnmunis Fforentie, S: Partis Guelfe Civitaris prediale
infra quatuor menfes proxime venturos a die , qua pre«
fens provifio fuit: firmata in Confllio Domini Poteftatis »
& Ccmmuais Florentie numerandis. v
Et fi contìngat aliquem , de quo fimilis deliberatio
fieret, ut di£Lum eft , poft talem deliberationem per
annum negligere ^ qucd non petat a Capitaneis diòìte
Partis fé ad iuramentum , & partem predi£ì:am admitti
fecundum formali^ ftatutcrum , & ordinamentorum di6Ve
Parcis de]ibcr?'tio de eo fafta non valeat, nec fibi prò-
fit , fed pto Ghibellino, & prohibiro habeatur, & fic.
Idem inteliigatur & fit de ilio , qui fé infra di£lum an-
rum petierit admifti , & non fuerit per Capitaneos di-
fte Partis, feu per ipfam Partem admifTus lecundum
formam ordinamentcrum difte Partis. Et quod centrata»
les , qui centra diftam formam nominafTe, elegifTe , in-
faccaiT:; , acopiafle , iurafl'e , exercuille , feu adminiftrs/I'e
reperientur, locum habeant iile pene, que contra Ghì-
be^nos rebelles , officia Communis acceptantes prodire
funt , que per officiales Communis Florentie adiuftitiam
conftitutos , & conftituendos exigi , & executioni mandari
de fafto debeant per capturam perfonarum , etiam in do-
mo , & qualibet die , deftru£ì:ionem bonorum , & mut*
tam, & alium quemcumque modum nullo formato pro-
ceni} , vel etiam formato licec non folc^mnicec ; & "on
tb«
l^t^ MONUMENTI,
.obftante temporis curfii : & de predi£li$ tales offitlales
nequeant findicari: Ec quod quilibec, etiam mulier , riiiuf-
familias , vel Magnas pofllc de prediflis accufare , & de*
numptiare , etiam fine nomine, ac folucione gabelle, &
abrque aliqua promifllone , vel fatifdatione de profequen-
do : Et quod in omnibus cafibus fupradìftis fufficiat , &
prò piena , & vera probatione habeatur diftum fex te-
ilium probantium de publica voce , & fama , & appro-
batorum per illos eo modo,& forma , ordine ,& tenore ♦
quibus , & prout in provifione edita de menfe Augufti
anno Dominice Incarnationis m. ecc. quinquagefimo quar-
to continetur.
Item quod omnes , & finguli Capitane! Partìs Guel-
fe, tam prefentes, quam qui prò tempore fuerint cene-
antur , & debeant quociefcumque requifiti fuerint fub
pena librarum quingentarum fpic. cuilibet eorum con-
trafacienti auferenda , & Communi FJorentie applìcanda
omnes, & fingulos accufatores ,.notificatores , denumptia-
tores talium prohibitorum per formam, Se fecundi.m for-
mam prefentis , feu aliarum, quarumcumque provifionum,
reformationum , & cuiuslibet, vel alicuius earum edi-
tarum , vel faftarum contra eiufmodi Ghibellinos , &
proliibitos prò pofTe facere , profequi , & auxiiium, &
confilium in huiufmodi accufacionibus, notificationibus ,
& denumptiationibus faciendis, & profequendis eifdem
per fé , & alios ut expedierit dare, & preft-are , etiam
expsnfis diftePartis : Quas expanfas Camerarius difte Par-
tis ad mandatum Dominorum Capitaneoruni folvere pof-
fit , teneatnr , & debeat libere, licite, & impune: Ec
etiam debesnt fcllicitare quofcumque Reftores , & offi-
cìales corani quibus , vel quo fafta efTet » vel fiere: ali-
qua accui'atio , denunptia , feu notificatio vel procefTus
de huiulmodi prohibitis , quod videlicet in tali proceflu
procedatur, & quod prò poiTe tales accufati , notificati ,
feu denumptiati, vel inquifici de prediftis puniantur,
& condemnentur .
Item quod nullus pofllt per confilia Populi , & Com-
nmnis Florentie iudieari , fieri, feu declarari Guelfus ,
vel prò Guelfo, & fi fierct non valeat talis provifio ,
feu reformatio , fub quibufcumque verbis diftum ofiìcium
ifiiportantibus concepta , nifi prius fsrvau ea forma , &
fo-
MONUMENTI. 253
folemnitate , quam fervari oportcc, feu oporteret prò
f^cienda ali^uem de Magnacìbus Popularem Civitacis
Florentie .
Itcm quod predi£la omnia cèdane in augmentum
cuiufcumque proviilonis hai^ìrenus edite in favorem
Guelforum , feu parcis Guelfe , feu conerà Ghibellinos,
vel prò Ghibellinis h?.bicos , feu non vere Gueifos , & H
qua videretur concrarietas , vel repugoantìa inter tales
provifiones illa prevaleat, que plus continec favorìs Par*
tis Guelfe » vel preiudicii centra Ghibellinos > vel alios
fupradi£tos prohibitos .
Itcm quod pcefens provìfio, Se omnia & fìngula in
ca contenta prevaleant omnibus aliis provilionibus in con-
trario difponentibus , tsm editis , quam edcndis , &c.
Non obftantibus , &c.
Et (i quis centra predilla in iudicio.vel extra , vel
centra perfonas , etiam in findacatu, ea exequentes ali-
quid dixerit , de fa£to , & fine ftrepitu ,& figura iudicii
per Dominum Poteftatem , Capitaneum, & Execucorem
in florenis trìbus millibus auri Communi Florentie con-
demnetur, quam condemnationem fi non folveric infra
tres dies a die late fentencie , fi fuerit in fortia Commu-
nìs Florentie , vel pervenerit , eidem caput a fpàtulis
amputetur .• Et infuper unufquifque Re£lor , & Offitialis,
qui predifta omnia non fervaverit, vel aliquem centra
predica dicentem admiferit in iudicio quoquo modo ia
ilorenos mille auri Communi Florentie condemaetur > &
ab officio, in quo prefuit prò Communi predi£to remo»
veatur , & privetur , & ex nunc ipfo iure intelligatuc
efie, & fic remotus , & privatus in totum .
Ego Angelus Bandini de Sanato Gaudentio de Fede
Al|Hum putrlicus Imperiali autoritate Notarias , & ludex
ordinarius, 6c tunc cea^diutor providi viri Ser Petri Sqc
Grifi Scribe reformarionum Confiliorum Populi , & Gom«
munis FIor(jntie predifta omnia , &c.
Num. VI,
254
Num. VI. per fupplemento alla Rub. dclxxvu.
Libro IX. pag. 32.
Due Lettere di Giovanni da Oleggìo alla Re-
pubblica Fiorentina intorno al dominio del
Colle detto lo Stale . Dair Originale nelle Ri-
f or magioni , Copia nella mia Mi fieli, voi. A»
PRIMA.
MAgnìfìcis, & potentibus Viris Dom. Prioi^H)Us Ar-
rium , Vexillifero luftitie Populi , & Communis
Flcrencie Fratribus cariffìmis . Magnifici Fratres carifll-
mi . Audivimus Magnificentiam veflrani difpofuifle extra
Tenitorium veftrum «: Communis veftri , & in quo nul-
lum vobis ius dominii incumbit, precipue fuper Colle
una vulgarirer Io Stale nuncupata , que Collis iure pro-
prietario Do.ninii , ve! quali ad Nobiles Ubaìdincrum
prò parte, & Comitcs Albertorum prò alia, qui omnes
Cam nobiles, quam Comites nobis funt commendati , &
ipforum aliqui Genfuarii , fpeftat , fortalitiam unam , vel
edificium ad fortalitiam tendens , velie conftruere . Quare
cum Collis illa noftré Civiratis Bononienfis fit Diocefis ,
& etiam dato quod prediftorum Nobilium precederec
conienfus , live licentia conlT:ru6lionis edificii prememo-
raci , noi pofF^nt abfque noftri licentia, quia ccmmen»
dati omnes noftri fune , Se ipforum aliqui Cenluaiii pa-
tentibus conventionibus que fui roboris prefentialitec
obtinént firmitatem valituram imperfiri , vel concclfifTe
licentiani , & Il q«am forte irritam , & nullam iudicare
polTet quilibet fané mentis , non debuilTet veflra Fra-
terniras hoc attenralTe abfqu? fcientia noftri . Hmc eft
quod vos hortari moncmus ab inccptis defiftere & nulla
in terrenum , non vobis comperens agere , que contra
honoris noftri decenciam effe pofient , vel venire. Da-
tum Bononie xvin. An^tufti .
X&hànnes Vice-Comes de OJegio
SE-
M
M 'Ò N U M E N T I. 2SS
SECONDA.
Agnìiìcìs Fratribiis noflris carifllmi<; Dominis Prio«
nbus Aicium, & Vr^xiilifero lufticie Copuli, Se
Communis Fiorentie . Magnifici Fratres Cariflimi . No»
biles , & fapientes Oritores (i) veftre finceritatis quum
legatione nobis expofita prò forcificarione fìenda lupec
Hoftale benigne fufcep/mus , & eofdem intelloximiis in-
tentione fincera > & quamquam ufque a primordio' no-
ftre fraternitatis amicitie cordi nobis fuerit , lìt , & cric
conftanti animo, & operibus fruftuofis vinculum frater-
nitatis, Se amcitie conferv5re,& prò viribus etiam ex-
perimentis efficacioribus roborare , Sz idem velie, oc
nelle , qucd veftra Communitas fujdcbit fimilem de vo-
bis fpem diu premeditati gerentes ; voluimus tamen ,
quod Oratores veftri predici de materia propofita op-
portunam informationem haberent in eo muxime quod
noftrum debirum requirebat. Demum voluimus quod
radix , & fundamentum rei diftis veftris Oratoribus 'lubi-
ceretur cculis , & cxemplo , ur palparcnt ea , que in
fafto pràmitus ìgnorabant , neque , ut putamus , credc-
bant , quod maxime prò excufatione noìtia declarari cu-
ravimuSjUC diftumeft. Novidime etiam quantum ad ius
fpe£taret eis quod cxpediens erat fecimus fieri manife-
ftum -. Quibus omnibus nihilominus penitus circumfcrì-
ptis , ficut femper mens nnftra concepit prediftis Ora-
totibus veftris gratum Se liberale refponfum exhibuimus
circa fortincationem loci memorati , nec debirum ami-
citie fraternalis quidquam aliud fuadcbit in his,& aliis
fraternitati veftre gratis, & que honorem, & fl-atum
Communicatis veflre confpiciant , & concernant, quum
id indubitanter in confervantiam noflri flatus cedere iu-
dicemus , Ambaxiatores vero pred.'fti ad veftram Magni-
ficentiam redeuntes cetera opportune referent oraculo
vive vocis . DatUQiiBononie die xiii. Seprembris .
Johannes Vice-Comes de Olegio .
Num. VII.
(i) Francifcus Dom. Bichi lurifperitus, Se Set Pierus
Guccii Net.
z$6
Num. VII. per fupplemento alla Rub. dcLxxxv,
e feg. Lib. IX. pag. 32.
Serie di Grandi fatti popolani. Dalle Klforma*
gionl 3 e da Camera Fife ale 3 come fegue .
NObiles Magnates & Potentes Civìtatis Florentie qui
abdicatis eerum familjarum nomiaibus, & armis
benefìcium Populariratis l'unt adepti novis afTumptis iuxca
Reformationem editam de menfe Augufti 1351.
Ex Protocollo XI. exiftente ad Reformatìones »
1361. die 9. Oftobris a ij.
Gerius q. Simonis Bofonis de Donatis dixit fé de celerà
velie appellati de & prò novis armis aflum»
pfit iciitum album ad aurum in ipfo campo .
Eadem die.
Angelus q. Domini Thegiani de Circulis dixit fé de ce-
tero nolle nominari , nec appellar! de Circulis , fed
ab eis velie efTe fcparatum , & divifum totaliter»
& prò novis armis aflTumpfìc fcucum cum campo 8X«
2urro cum vegete gialla.
Lapus > filli q. Ambrofii Vinte de Monte Rinaldi
Geppus / Comitams Florentie .
Domina Cia uxor qu. Pecri fìlli diftì Vinte , & tutrix
Ioannis fil. difti Petri renuntiaverunc Conforterie &
Agnationi per lineam mafculinam riiagnatum, & de
domo magnatum , & prò novis armis afTumpferunt
fcutum in campo nigro cum uno cervo albo in ipfo
campo nigro.
{Ex margine) Ser Arrigus Msgiftri Niccole de Radda
Net. rogar.
\ 13^1.
MONUMENTI. l$'j
13^1. die 9 O^obris a i6,
lettone q. Simonis de Manneilis
Sandro ^
Filippo
Maddalena filii di£(i BeCtonis,
Antoniiis
Simon , &
Margherita— J
Arnoldus filius q. Domini Coppi &
Li fa ■ I
Dea j filii di8:i Arnoldi de
Niccolofa & I Manneilis, &
Andrea fìiii fui naturalis J
Amarettus filius q. Zenobii, &
Francifcus — -|
Zenobius , & |
Angela ^ filii difti Amaretti de Manneilis .
Simona , Se |
Nefa 1
Francifcus filius q. difti Dom. Coppi de Manneilis
Coppus.&l^j.. ^.^. Francifci
loannes — j
Sandrus filius naturalis difti Francifci Domini Coppi
Nicolaus filius dìGìi Zenobii » & frater di£bi Amaretti .
PM°^^ ' % I filie difti Nicolai
Filippa, & I
Maddalena — --i
Amicus filius difti Zenobii , & Frater difti Amaretti de
Manneilis , &
Antonius •— ]
lacobus ^ cìus filii •
Margherita 1
Bertus filius naturalis di£Vi Zenobii
Cciftofanus Lapi vocatus Compagninus Compagnini —
Nicolaus q. Francifci
Domina Sifmundaljj,;^ jj^„i„; ^ppi
Domina Caterina J ^ rr
Andreas filius naturalis di8:i Arnoldi Dom. Coppi
Sander fiiius naturalis difti Francifci -■
Omnes de Manneilis deFlorentia.
Tom XIV. K Re-
258 MONUMENTI.
Renuntiaverunt Conforterie , & prò novìs armis af*
fpmpferunt unum fcutum divifum colore rubeo , 8c
albo A fgnembo colore albo ex parte fuperiori co-
lore tubeo inferiori cum una palla alba in campo
j-ubeo Se palla rubea in campo albo , & volunc de
cecero aominari ilii de Pontigìaais de capite Pontis •
1^61. d'e 9. Oftobris,
Ser Pierus fi), q. No£tii dudum de iudis d? Fiorenti*
Nofiius j .i .1 -|
Tommafqs |
PauUis V- filli diCli Ser Pieri
Michael I
$cv Gaburellus ^^^^
Gherardus fìlius q, No£lii dp Iudis \
filippus riiiu:^ diéli Gherardi J
l^iccoiaus filius q, Bindi q. diftì Noftii ,3cdixerunt f©
velie appellati de No6Vns , &pro novis armis afTum-
pfcTUnc fcutum cum campo azzurro , & una sbarra
prò parc^ alb*,& pro parte Qrocea a fummitatibus
9cuca.
i9<Sl. die xj. Oftobris a 19.
Bertus q. Lapuccii de Nerìis popuU S, FcUcìCatis , ^
Domina Nanna eius fìlia >
Federigus frater Naane J
^indus fiiius q. Lapi de Nerlis
Mariostus —--1
Pulifana > fìlii di£li Bindi
Ifabetta ^— ^J
^ellinus q. Dini de di£bis Nerlis pop, S. Simon»
Margherita filia q. lacobi fìl. difti Dini
Lofus q. alrerius Lolì de diftis Nerlis , & — |
Filippus eius frater 1
Domina Adola eorum mater »-..<- r ^ -- > *^-^
Tonimafqs q. Mafchini de Nerlis
p-'^pp^} filli Biadi Stoldi Tani Nerli
^Oadi'^lli'}^"' q. Joannis Lapi de NerHs
£c prò novis armis elegerunt fcutum divifum in parto
i"u^?fiofi colorii aurei } & in parte inferiori colorij
ni-
MONUMENTI. 259
nigrì , & dixerunt fé, & fuos velie de cctero no«
mmari de Gherardeichis de Burgo S. lacobi .
Die XI. Oftobris 1351. a 21.
Tribaldus q. Cantini de landonatis , &
Cantinus 1
Ifabetta j
Tancia |
Ioannes — -J
Elegerunt prò novis armis fcuto cum campo ad au-
rum cum duabus liftis azzurris ex tr?f)Ìverro 5c
dixerunc fé velie nominari de cecero de Ridoìfefchis
delia Torre •
Eadem die .
Gherardus fil. q. Gualcerii de JSardis, &
Niccolaus,&-)^; g,ij
Verius J
Dixerunc fé de cecero velie vocarì dal Poggio dì
Piano di Ripa , & prò novis armis afTumpferun^ unum
fcutum cum campo albo fine ulla aliqua re in cam-
po predifto .
Eadem die ,.
Rinaldus q. Giannozzi de lanrigliazzìs » &\
Njcolaus q. Germi de Sommaria — J
Procurarores Nobilis , & fapientis viri Dom. Loifgii
q. Nerii de Gianfigliazzis , & diftus Rainaldus prò
feipfo , & filiis luis, dixerunc diftus Dom. Loifius ,
& Ra naldus velie de cecero appellar! de Turris feu
della Ttrre, & prò novis armis adumpfere fcucuoi
cum campo albo cum turri rubila .
1361. Eadem die .
Dcminicus, & > fihi q. difti Ciampoli de Cavalcantibus
Ciampolus J dixerunc fé de cecero velie appeliari
de Giampoli- , & prò novis armis elegeiunc fcutum
cum campo albo cum cruce rubea cum quaruor ftellis
coloris azzurri fcilicec una in quolibec quarcerio .
Eadem die .
Ruftìcus , & \ filli q. Mafini de Cavalcantibus dixerunc
Clone / fc de cecero velie appeliari
R » 5c prò
2(50 MONUMENTI.
8c prò novis armis afrumpferunc fcutum cum cam»
pò albo cum uno podio rubeo .
Eadem die a 24.
Nerlus q. Batis de Batinis de Florentia afT^rens fé nul-
lum habere confortem renunciavit nomini , & arme
cognationis fue , & volens effici Popularis, dixit fé
de cecero velie appellar! de ....... & prò novi*
armis afTumpdt fcucum cum campo ad quarterios
nigros, & giallos, & cum una fpata alba cum punta
rotunda per longum , Se in medio difti fcuci , &
dixit fé de cecero velie appellati Nerius Bacis de
Batinis de Foro Novo.
I3<5f. die XI. O3:obrls^24.
filìppus Gherardi q. Nc£tii dudum de ludìs
Noftius, & \ filii Ser Pieri q. No£tii predifti ratifi-
Tommafius J caverunt alias gefta in tali caufa a Ghe»
rardo , & Ser Piero .
13(^1. die 12. Oftobris.
Alblzzus q^ Manni Dom. Lotti de Alleis pop. S. Marie
Maicris , &
Antonia eius filia , &
Domina Lifa fiiia qu. difti Manni , & uxor qu. Litii
Manmrs^tius q Francifci Manni difti Lotti inftlis ,&:
Fr. MsfTus q Manni Dom. Lotti , &
Gerius q. Arrighi Angelonis de Alleis
Lucia, éc 1
Albiera
Arrigo , &
lacobus
Domina Ioanna ,&
Dom Selvaggia — •
Terius q. Garoccii de Alleis
Biagio ,
Marchionne |
Caroccio |
Ciuta I
Gregorio — J- filii difti Tierii Caroccii de Alleis dixe-
runc
filii difti Gerii ^. Arrighi , Se
M 0,N U M E N T I. 2<jr
sunt fé de cetero velie appellati de Scslognìs, v^- prò
novis armis elegcrunc icucum cum campo a.bt) , & cru-
cerubea,& circumcirca Icutum line rcftu Icrflogncr.
i;5i. die 12. 0£ì:obris .
Tommafus, & > fiìii q. Bonaccuriii Baulinaccii de
Arrigus J Adimaribus , &
Kindus fìiius q. BaidiiiiiCCii de Adimaribus
Balditiaccius j
Aftavianus
Bonaccurfus
Simon
Antonius ì- fili! diftl Tommafii , dixerunt fc do
cecero velie appellali de Bcnaccurfis de S'. Crifto-
phoro , & prò novis armis ailuTìpferunc uaum icu-
tum coloris aib; circumdatum fregio addentellato
coloris gialli, & azzurri , & in campo albo crucena
rubeam.
Endem die . /? 2p.
Schiattiaus q, Rancrii Dom. Fini de Benzis de Fighino
Lapus q. Barcoli de diftis Benzis
Schiatta fìliU> difti Dom. Fini, &
ri"L°r V r fraties di£lj Schiartiri Rancrii, &
Uom, lommalu:. J
Filippi , & \ filli q. Francifci Guidaccili de
Albizi ' J Benzis , &
Andreas q. Bachini de Benzis, &
Ser Naftafius q. Betcini vocati Scalze de diftis Benzis ,&
Scolaius Nerii . & — .-j de Benzis dixerunr fé de ce-
Paulus eius filius,& j tero vQÌh appelìari illi do
Fredius q. Soldi | Ca?leilo de Fighine, & prò no»
Mafus q. Nerii —i vis armis allQmpfeiunc fcu^
turti album cum sbarra rubea.
( Ex margine ) Ser Riftorus Ser iacobi Not, rogat. de man»
dato , leu procura .
ijtJi. die 12. OfVobrss ,
Bernardus q. Bindi q. Dcm. Bernardi , &
Bernardus vccatus Alaccione q. Teghie Domìni Ber-
nardi de Caftro novo S. Marie Novelle de Cbianri,
de dom© , & progenie Nobilium de Moiitc- Rinaldi , &
R 3 Gian-
202 MONUMENTI.
Gìar.c!onatus q. Tcghie Domini Bernardi predici , Sc
1 I...O v^nii» q^Tribaldi vocaci Panziera ohm
Ioannes — — — — '
Guccius filius q. Bartoli , q. Triba!di prediali; omnes
de domo, feu progenie rupradi(5ta; dixerunt le de
cererò velie appeliari , & nominari de Bernardis de
Caftello, & prò novis armis elegerunt fcurum cum
campo rubeo cum uno leone addogato per tranfverfo
de albo , & nigro .
Eadem die -
PaiHera q. Lapi de Grignano Comltatus Florentie
Arrigus eius filius
D^minus Fruofìnus q. Lapi , &
Bcrrinus & Nicolaus iìlii q. Gerii
Filippus
Anronius filius q. Petrì
Uurentius , & -, ^j;j jj^,j; ^
Lconardus J
Giacobi, & ì.fi,iiq. Andrea
Omnei de domo feu progenie de Nobifìbus de Gri»
gnano dixerunt fé de cecero velie nominari , & ap-
peliari de ...... & prò novis arm s aflumpfcrunc
unum fcurum cum campo giallo , & monte nigro ,
cum UDO fcuticciolo in di£ì:o monte coloris albi cuti)
cruce rubea .
i3<Ji. die 12. Oftobris a ji,
Nicolaus, & \ filii q. lacobi Guiduccii de Mannellis
Guido — jT de Florentia
Mannellus fi!, naturalis feu ex quocumque q. d. lacobi
Andreozzus filius q. difti Guiduccii
Et dixerunt fé velie appeliari de Piazefgiafiis de
pede Pontis, & prò novis armis elegerunt Icutum
' partim album partim rubeum ad fcliifum rubeum
fcilicet ex parte fuperiori cum duobus nicchiis in
campo predifto , rubeo f^ilicec Uno in campo albo,
& albo in campo rubce •
MONVMENTl, ^(Jj
Eadem die*
Ceppila rrr- --^
Francifcus , & |
Ioannes '■ ' • - ' — L q. Simonis de Nerlìs (3iX(?rtìnt Ce
de cetero veile ncrninati (ie .**... &: prc novisl
armis elegerunt fcururn ciim Campo giallo intusiinO
lille > medio albo, & medio nibeo per longum.
Èadem die .
Fr. Tommafius fil. q. Cionis de CavàlCantibus
Bice iìlius difti Cionis
Di)ccrunt fé de cecero velie appellari de Podio Po-
puli PJi.bis de Remale, & prò novis srmis afTum-
pferunt fcurum cum campo albo cum uno pudio ru*
beo in ip(o campo é
Ex Libro XXlì.CapituIotum cxiftente ad Refotmationes.
1371. die i. menfls Msrtii *
Nobilis vir qti. Pagnozzì de TornaquinciS dixit fé de
cetero velie appellati de Cardinalibns , & prò novis
armis afTumprit fcutum prò cimidia in parte fiipe*
riori coioris aurei , & ìnferius colcris viridis < & in
medio arma pcptili , & cum «no fregio circumcixca
iplbs campos ct/kriì aurei , & viridis»
1571. die ao. Martii .
NobHes viri
Ubertus, & "ì o • j w /i- u* <?*
Chnftorcrus q. Dominici filins olim Ugonis filius q.
Pazzi Bu'lichi, fcu de Biiftichis pred:£tis d'XefunC
fé, & fuGS defcendentes velie de cecero nominati,
&: appellarl de Bonarrtichìs , & prò novis armis ele-
gerunt fcutum a medio fupra ccluris albi intus cru-
cem rubeam,& a medio infra colpris azzurri intuS
cum tribus enfibus coloris croceT, & circumcirca
ipfos ambos campos uno fregio coloris nigri , & cum
Uno alio fregio coloris nigri inter duos campos *
R 4 «37i.
2(54 MONUMENTI.
1372. die 5. Februarii,
Nobiles viri
laccbus & ■> p i i B^ j. ^ —,
Andreas J *■
Bartoius "> n t. .•
A»toniuJ'3 '^"b""
Bonifttms,& \ q. Domini Ormanni
Ghcrardus Pieri Ubetti
Angelus, & -|
Gherardus ^ q. Zenobìi Domini Gherardi
Ioannes J
D. Agoftanza vidua uxor q D.Zenobii mater prcdiftor.
Ghinus q. Domini Roberti
Bartolomeus q. Domini Gherardi
Dominicus q. Francifci
Guccius q Simonis
Guiglìelminus q. Simonis
Omnes de domo de Vicedominis dixerunt fc de ce-
rerò velie appellari de Corcigianis , & prò novis armis
afTumpferunt fcucum cum campo ad aurum , & in
ipfoleonem nigrum rampantem cum artigiis rubeis ,
à cum quoddam fcudicciolo armorum populi Fio-
rentini in medio leonis cum lilla nigra circamcirca
diftum campum.
1372. die primo Aprilis.
Nt^biles Viri Niccolaus q. lohannis Baldi , & ">
Ludcvicus q. Domini Bindi ■ J
della Tofa de Fiorenza dixerunt fé de cetero velie
appellari de Bilifardis ,& prò novis armis afTumpfc*
runt fcutum cum parte fuperiori aurei coloris cum
arma populi , & in parte inferiori coloris nigri , &
in parte inferiori aurei quibufdam pallis
rocundis , 6c duabus crucetcis aureis infra nigris fupra,
1372. die 28. lunii .
Nobilis Vìr Ioannes q. Francifci vocati Cepolls de Adi-
maribus pupillus cum confenfu Andree Pachii , &
Benedici Foligni , & lohannelli Manni de Adima-
ribus, dixic fé, 6c fuos de cetero velie nominari
dQ
MONUMENTI. l6^
He Benziis» 8c prò novis aroiis elegie fcutum cum
campo divifo per longirudinem' parte anteriori co-
loris auri , & alia parte azzurri, & in medio fcu*
dicciolum colcris albi cum cruce rubca .
i;72. die ao. Novembris .
Nobilis Vir Carlus Taddei de Nerlis de Florentia dixit
fé , & fuos defcendentes de cetero veiie appeDari
della Piazza . & prò novis armis afiumpfic fcutum
cum parte fuperiori alba intus cum cruce rubea ,
& parte inferiori divifa ad fcdifa ex parte fuperiori
colons crocei , & ex parte inferiori color^s rubei , &
in medio dift' rum camporcm unam liftam coloris az-
zurri » & circumcirca di^os campos unam liftam
coloris nigri •
Anno 1372. die 3T. DeccmbrÌ5.
Politus q. Domini Guglieimini q de Frefcobtldis de Flo-
rentia , &
Pepus eius fìHus . Dixerunr fé de cetero veFe appel-
jari de Rmeriis . 6c prò novis armis aflTumpferunt unum
fcutum cum campo azzurro cum uno capite leonis
gialli cum dentibus albis in medio di£Vi campi .
Ex Libro 38, exiftence ad Reformaticnes a 200,
IN Dei nomine Amen . In prefenti Libro tenendo in
Artnario Cappr»lle Dominorum Priorum Artium , &
VexìlUferi luftitie Populi , & Communis Florentie fcrì-
bentur , & fcripta reperientur infrafcripta , ccntinentia
renumptiationes, que fient per Magoares, qui benefìrium
populariratis confecuti de eorum confortibus , & agnatis
Magnacibus , 8c de armis» & fignis fue doraus , & eie-
Orione , & afTumptione novorum nominum, feu cogno-
minum, & novorum Armorum , & fignorum fecundum
Ordinamerita diftiComunis » qui Liber fuit inceptus per
me Sfc?r Vivianum Neri Viviani de Sambuco Civem , &
Notarium Florentinum Scribam Reformaiionum Confilio-
tam di£li Populi, 6c Communis anno 1378.
Dit
2(56 MONUMENTI.
pis^. Augufti 1378.
Nobilìs Vir RaìneVius fil. q. lacobi vocati Grafitno és
Squarciaiupis de Ficrentia per feipfum , Se fuos de»
fcendcnces pei* lineam mafculinam cbtenro ab op"
portunis confiliis beneficium popularitacis per fé «
& fuos defcendentes mafculos volens obcemperare
provìfioni fafte de menfe Augufti 1551. ccmparuit
coram Dominis Prioribus , & renumptiavit Confof-
terie, & agnationi omnium fuorum Confortium , fcU
coniun£tcrum per lineam mafculinan? Mag^atorum ,
& de demo Magnarum Civiratis , & Comitatus Flo-
rentie, & modis,6^ nominibus quibus fupra.eligic
fibì alia arma, feu conforterie videlicet , Campunt
quod dimidia ex parte fuperiore aureum , five gial-
lum cum una palla alba cum cruce rubea , & prò
alia dimidia ex parte iufcriori rubeum , & dixit le,
& fuos defcendentes per lineam mafculinam velie
appellar! , & nominati deinceps della Cafa de' Fipo-
poli, & ipfum nomen, feu cogncmen de Fipopuli
fibi eiegit penitus, & afTumpfit, quo nomine, fea
cognomine de cetero appellacur, & ncminetur *
Die X. Novembris 1378.
Ncbilis Vir Ioannes natus q. Domini Pini Dom. Ioannis
de Rubeis de Florentia ut fupra , eiegit fibi proar-
mis campum album in clìpeo cuti cruce rubea, &
circumcirca circulum coloris rubei , & velie fé , &
fuos nominari de Stoldis.
Die 4 Decembris 137^.
Nobìlis Mlles Dominus Onofrius natus q. Egregii Militìs
Domini Berne de Rubeis de Florentia , eligit prò
armis campum rubeum in clipeo, & in medio dicli
clipei rofam magnam prò maiori parte diftutn cli-
peum ccmprehendcntem coloris crocei, feu gialli,
& velie (e , & fuos defcendentes nominari deincepS
de Rofolefis .
Die it. Februarii 1378.
Ncbilis Vir Dominus Albizus , & , /
Barna, & >•
Laurentius ■ — — — t- fratres filn qu.
No-
MONUMENTI. 2^7
NobiHs Miliris Domini Darne de Rubeis de Flnren-
tia eligcrunt fibi arma cum campo rubeo , & ia
medio di£Ve arme rofam magnam comprehendentem
maicrem partem di£li clipei coloris crocei, feu
gialli, & velie appellar! , & nominari de Rofolelis .
Die 22. Martìi 1378.
Nobìlis VirRiccardus Tommafi Dom. Riccardi de Bardis
de Florenrja &c. eligit fibi prò armis, feu fignìs
fuis fcurum cum mediecare campi albi, Scaliame-
dierare crocei , Uve gialli , cum criice rubea , & cum
quinque piccionibus ex traverfo per medium l«uti ,
quorum medietas eft coloris rubei , & alia azzurri »
& velie fe,& fuoi nominari de Collina.
Die II. Mail 1379.
Nobilis Vir Andrea Bctri Vannis de Gherardinls de Fio-
rentia eligir fibi fcutum cum tertia parte fuperiori
coloris albi cum cruce rubea , & toro refiduo difti
fcuti coloris crocei, five gialli, cum quodam monce
coloris azzurri, & duobus variis vivis , & propriis ,
& naturslij» coloris afcendennbus d ftum montem »
& dixir fé , ì& fuos dcfcendentes velie nominari de
Fiovanefcbis .
Die 2 , ........ T379.
Nobiles viri Rìdolfus, & i filii q. lacobi de Cavalcan-
Quido — — J tibus clegerunc fibi prò ar-
mis clipeum cum campo albo , & cruce rubea vefti-
tum azzurro ,& circumdarum amigdolis albis in cam-
po rubeo, &inter quaslibet quatuor amigdolas cuni
liftìs azzurris ,& velie fé , & luos dcfcendentes vo-
cari de Cavallefchis .
Die i^. Februariì i^^p.
Nobilis Vìr Antonius, q. Tommafi Domini Lotteringhi
de Rubeis eligit fibi prò armis fcurum cum campo
rubeo , & in medio ipfius fcuti unum pahtium five
tiirrim albam , & in ipfo acuto unum fcutum cum
campo albo , & cruce rubea , & ex parte fuperiori
didi fcuti bandaoi, feu liftam coloris azzurri cum
liliis
168 MONUMENTI.
liliìs aureis , & raftello rubeo, Se velie fé appella-
ti I & nomihari > 6c l'uos , de Locteringtiis de Viciano •
Die ly. Februarii 1379.
Nobilis Vir Sander q. Simonis de Tornaqninciis cligic
fibi prò armis fcutum cum campo aureo live giallo,
& in medio difti fcuti unum girum rotundum par-
vum cum campo albo, & cruce rubea , & circum-
circa diftum rotundum primo de n>gro , poftea de
viridi , & velie fé , & fuos vocari de lacopis de
Florentin .
Die ip. Februarii 1379.
Nobilis Vir Zauobius Maraboccini de TornaquìncHs de
Florenria elegie libi prò armis' fcucum cum campo
aureo, five giallo, & fcurum veftitum viridi, Sciti
medio unum girum campi albi cum cruce rubea,
/ & circumcirca ipfum girum de nigro primo , & po-
llea de viridi, & velie fé , & fuos nominari de Ma»
rabottinis.
Eadem die .
Providus vir Pierus Silii de Serraglis de Florentìa eligit fibi
prò armis fcutum cum liftis ex tranfverfo , quarum
prima eft coloris azzurri , relique una poft aliam
medio rubei , & medio coloris aurei, five gialli,
cum una lifta a capite fcuti ufque ad fiaem per
medium fcuto coloris azzurri, & in capite iplius
Jifte unum lilium coloris aurei, & in medio ipfius
fcuti fiiper liftas una veges coloris terrei , & velie
fé , Se fuos nominari dalla Cella,
Die 20 Februatli 1379. n 208.
Nobilis vir Lc£tus q. Simonis de Aileis de Florentìa eli*
git prò novis armis fcutum cum campo azzurro , Se
circumcirca Icutum de rubeo , & in medio fcuti ro-
tundum album cum cruce rubea , & f e , & fuos velie
denominaci de Liberalibus .
Eadem die .
Nobilis vir lacopus q. Federigì de Soldanerils Spetlarlus
civis Florentinus dixit fé de cetero velie appeliari
de
MONUMENTI. l6^
de Romtnefchis de Porrà RofTa ,& fibi , & fuis prò
nevis armis eligit fcutum cum campo aureo, (ivo
giallo cum porta rubea , & fcuco circumdaco vario .
Die 14. eiufdem menfis.
Nobilis Vir Francifcus q. Lapi della Trita de Adimaribus ,
dixic fé de cererò velie nominari de Francelchis dei
Corfo , & prò novis armis fibt a fiiiis eligit fcutum
cum campo rubeo, cum uno leone ramo*, ite medio
vìdelicec ex parte inferiori coloris azzurri , èc in
di£lo campo unus parvus icucus campi albi cun)
ccuce rubea.
Die iS, Februarli 1379.
Nobilis Vir Lconàrdus q. Niccolai de Frefcobaldis de
Fiorenti» dixit fé , Se fuos de cetero velie nominari
de Callerata , & prò novis armis afTumplIt fcutum
cum campo albo cum grifone rubeo .
Die 29. Februarii 1379-
Johannes filius Bindi Domini lacobi de Bardìs de Floren-
tia dixit fé , & fuos de cetero velie nominari del
Palagio, & prò armis affumpfit fcutum colorii cro-
cei , five gialli cum quatuor raftellis coloris az-
2urri ex parte fuperìori cum punftis aìbu , & in
medio torciam rotundsm ccloris azzurri , & intr»
ìpfam ....... coloris albi .
Eadem die .
Nobilis Vir Galeatìus qu> nd. Ioannis de Donati» de Fio*
rentia dixit fé, & fuos delcendentes velie de cete-
ro nominari de Bellincionibus, & prò armis afTum»
pfit fcutum campi rubei cum uno rorundo in me-
dio coloris albi , & in medio rotundi unum leonem
proprii , & naturalìs coloris, & alium fcutum par»
vum coloris albi cum cruce rubea in parte iuperiori.
Die 8. Martii 1379.
Nobilis Vir Leonardus q. Bcn^^rdini de Frefcobaldis de
Florentia dixit fé, & fuos de cetero velie nominari
de & prò armis eligic fcutum cum
par-
27^ M O N ,U MENTI,
parte fuperiorì coloris crocei, flve gialli ,& ex parte
inferiori coloris rubei , & in dif^a inferiori parte tres
roccos coloris albi cum aliquibus fregis nigris , &
unam crucem rubeam coniprehendencem a capite difti
fcuti iifque ad pedes , & in iunftura di£te crucis
unum rocundum coloris albi cum uno lilio coloris
rubei .
Eadem die .
Simon q. Accorri de Pazzis per medium Sapientis viri
Domini lohannis Dom. Scholai procuratoris , & pro-
curatorio nomine dixit fé de cetero velie nomi-
nar!. & appeilari de Accorris , & prò novis armis
afTumpfic fcutum cum campo medio rubeo , & medio
•Ibo per re£tum , & in parte rubea Icutum parvum
campì albi cum cruce rubea ,& in medio diài fcuti
una luna magna cuius medietas protenfa in parte
rubea erat alba , & medietas protenfa in parte alba «
erat rubea.
Die X» Martii 1379. a irr»
NobilesViri Cìprianus. & ■> qu. Giachinotti de Torna*
lacopus ■ J quinciis , ut de eorum pro-
cura conftat marni Ser lacobi Venture Bartoli de
Linari Civis Fiorentini; dixerunt fé de cetero velie
nominari de Giachìnottis , & prò armis alTumpfe-
runt fcutum cum campo albo cijm fcuto parvo in-
corporato , five in medio magni fcuti , cum ar-
mis populi Fiorentini cum quatuor nicchiis coloris
azzurri ìuxta diftum fcutum parvum unum ex patte
fuperiori, & duos, videlicet unum ad dexteram, &
alium ad lìniftram , & fcutum magnupi veftitutn
circumcirca de tubeo.
Die 14. Martìt 1379.
Nobilis & fapiens vir Magifter Petrus q Barne de Pulcif
de Florentia dixit fé, & fuos velie de cetero nomi-
nari de & prò armis afTumpUt fcu-
tum coloris albi cum una liflra in medio per lon-
gitudinem coloris rubei cum tribus rofis albis , & ex
una parte difti fcuti » alium eiufdcm coloris alili
cum cruce rubea .
Die
MONUMENTI. 27I
Die aj. eiufdem menfis .
Nobilis Vir Bernardus q. Agli de Aglis dixit fé, & fuos
de cererò velie nominsiri de Caris , & prò novis armis
afìumpfir Jcucum cum campo azzurro , & circumcirca
de croceo, (ive giallo cum lunìs , & pu: tis rubeis ,
& in difto fcuto ramura rofarii viridi cum rofa al-
ba, & in.medio role circulum album cum cruce rubea •
Die 5. Aprilis 1380.
Kobilis vie Ioannes Guerre de Ghery.rdinis Civis FIo-
rentinus dixit fé , & fuos de cecero velie nominari
de Morite Ricorboli, & prò novis armis afiumpfic
fcutìim cum campo azzurro cum uno monte terrei
coloris , & fuper monte una olivus , & in difto
^cucp due &€ÌÌQ auree.
Die ip. Mail 13S0.
Nobilis Vir Aghinolfus q. Chetici de Pazzìs, & ut Pro-
curator Nerii , & Poldi fratrum & fìliorum q. alterius
Poldi q. Cberici predifti de Pazzis dixit fé & pre-
diftos de cererò velie nominari de Aghinoliis , &
prò novis armis adumpfit fcutum cum campo medio
mbeo , & medio albo cum duabus maccis ex tranf-
verfo , quarum utriufque mcdietas erat rubea in
campo albo, & ajia medicras alba in campo rubeo,
§c fcucus vellicus crac azzurro.
Eodem menfe a 214.
Ncbilis vìr Zenobius q. Francifci de Agolanribus Ciri*
& Campfor Florentinus dixit fé , & fuos de cetero
velie nominari de Fiefolanis , & prò novis armis af»
2 fumpfic fcutum cum campo albo, & in ipfo unum
falconem nigri coloris, & in alia finiftra diftì fal-
conis unum rotundum parvum album cum crac©
rubea r
Die 17. lunii 1380.
Nobilis Vir Gherardus q. Gocci de Nerlis dixit fé de
cetero, & fuos velie nominari della Piazza , & prò
armis afrumpfic fcutum cum campo azzurro , & in-
tus unam teftam , feu caput cum coilo de urfo colo-
ris crccei I leu gialli.
Die
ITI MONUMENTI.
Die 22. eiufdem menfis .
NobilisVir Bafchiera Francefchini de Tofmghls de Flo^
rentia dixic fé , & fuos velie de cererò nominari
della Porca, & prò novis armis afrumpfit unam por-
tarti azzurram in fcuto campi crocei, five gialli,
& iuxta porratn in larere inferiori difti fcuti unum
F. & circumcirca diétum fciirum de rubeo , & in
capice fcuti iuxta diftam portam .
Die 27. lunii .
Nobilis vir Guido q. Domini Francifci a la Forefta Ci-
vis Florentìnus, olim de domo Magnatum , &: pò-
tencum , videlicet de domo Franzelium , five de Ma-
nettis , &. hodie popularis dixit fé , & fuos de ce-
cero velie nomi ari de Foreftis , & prò infignis af-
fumpfit unum fcutum parcitum per longum duobus
colo^ibus , videlicet prò medietate ex latere dextro
de colore azzurro, & ex lacere finiftro de colore ar-
genteo , five albo , & per tranfverfum unam liftam
auream five croceam .
Die 29. lunii 1580. a 216.
Nobiles Viri Francifcus , & 1 fratres filii q. Angeli de
Matceus » S Cavalcantibus dixerunC
fé de cecero, & fuos velie appellati de MalateftiSfr
& prò novis armis elegerunt fcutum cum campo
azzurro cum iifta ex tranfverfo alba in medio fcuti
cum tribus quadris rubeis, & amigdolis incus albis ,
& in parte fuperiori fcuti fuper lineam prediftam
duo capita, & in Iifta unum caput leonis gialli, &
fcutum album cum cruce rubea.
Die 29, lunii 1381.
Nobilis vir Raynerius q. Donati de Tedaldinìs de FIc-
rentia dixit fé, & fuos velie de cetero nominari de
Rayneriis, & prò novis armis afTumpiit fcutum cum
campo viridi , & in ipfo unum agnum coloris albi»
& fuper agnum unum fcutum album cum cruce
rubea.
Die 17. Augufti 1383.
NcbilisVir Guido Dumir.ì Francifci della Forefta, olIm
de
MONUMENTI. 275
de Magnatibus Civicatis ,& Comitatus Florentie , vi-
delicet de domo de Franzefibus , five d^ M-^netcìs
prò feipfo, & lic patte, & iegipcimo adminilhacore
Arrighi — '-J
Jacóbi
Bartolomei, & tnaiores feptem annis,Sc-)
Kiccolai • I
Palle infanns fìlli ipfius Guidonìs '
dixit fé, & prediftos de cererò velie nominari de
Foreftis , & prò novis armis elegit fcutum cum cam-
po colcris azzurri , & in medio unum leopardum
fedentem coloris crocei cum collari , & catena ad
arpionem ciufdem colcris argentei fixum in latcr©
dextero fuperiori didi fcuti .
Die 17. lanuarii 13*5'
Nobilis vir Marabottinus q. loannis de Tornaquinciis de
Florentia dixi: fé , & luos defcendentes velie de ce-
tero nominari de Marabottinis , & prò novis armis
afTumpfic cum protettatene infraiVrjpta fcutum cum
campo ex tranfverfo divifo ex parte lup^riori colo-
ris viridis, & parre infericri de giallo, Se i'upcv lii-
6I0 campo unum leonem giallum in campo v ridi ,
& viridem in campo giallo cum uno fcuio in bran-
chis coloris albi cum cruce rubea , cum condicione
quod fi arma predica minime a Communi appro-
baretur cligic arma eiufdeni diviie coi< ris azzurri
ubi e fi viridis, & coloris albi ubi eft gialius.
Die 31. 0£lobris 1383.
Pfovidus Vir Ser lohannes Se'r Dominici Pannochinì
de Forabofchis Notarius Flcrentinus de Magnar b-is
Civicatis Florentie , videlicet de Forabofchis , &. alx.it
fé, & fucs defcendences d? cetero velie nomi:iari
de Pannochinis, & prò fuis armis aifump^ìt fcu-
tum cum tertia parte fuperiori colons albi Ciim
cruce rubea . & aliis partibus inferioribus cum can-
pò etiam albo cum lex pallis nigris , & inrcr p^icem
iuperiorem, 6c iaferiorem lineam nigram appjiua.
Tom. XIV. S Con.
2 74 MONUMENTI.
Configllo del 139J. de' Magnaci fatti Popolani ;
Da Cartapecore fpìcciolate in rotoli pajìate nella
Camera Fi/cale r anno 1747. ora alle Riforma-
gloni 5 num, 428. Di fuori ; Vepo di Mari f nano
de Montebuoni^ che forfè fu il Notaio "*della
prefente tronca Cartapecora .
Magnates qui erant de numero magnatum de anno Mccc.
nonagefimo tertio fafti fucrunt populares&ha*
bentes auftoritatetn a Balia tunc vigente
& eorum nomina «
In Dei nomine Amen . Exlftentibus nobilibus & pò
tentibus viris
Domino Mafo Luce de Albizis milite prò quart. S. Io ^
hannis Vexillifero lulìitìe
Ser Iun£ta Francifci Noe. "> e e ir^y.^
Gherardozo Bartoli Filippi Lanaiuolo J "' -' * P ^
lohanne Francifci Geli "> „„ ^ e r-..,^:
Pera Pace de Baldovinettis - "> 5. M. Novelle
Leonarcio Dominici Ritagliatore J ^ ^
Buono Lippi Ccfanario & i o t »
■D . 1 «, r* •• Q^ A • r prò quar. S. loaannis
Bartolomeo Uerii btaderaioj ^ ^ — — .
Prioribus Artium populi & Communis Fiorenti©
" & prudentìbus viris
Antonio Marignani de SafTolinio Vexìll.-| ■
Scalarum
Angelo Banchini Pizicagnolo V. Nicchii prò quart.
Gregorio Fotti Ubertini Vexill. Ferze S. Spiritus
Mafìno Ser Francifci Mafini Vexil.
Draconis ' '
Nicolao ìchannis Buoni de Caftellanìs -«
Vexill. Carrus
lohanne Francifci Bucellì V.Bovis nigri prò qnart.
Nicolao Raynerii de Peruizis Vex. Leonis S. Crucis
nigri
Nicola© iQhanais BrigUario Vex. RotarumJ
Marc©
275
prò q. S. M.
Novelle
MONUMENTI
Marco Battoli de Boncianis Vex. Vipere -
Marco Tt mafii Bartoii iVierciario VexilU
Unìconii
Dcminico Brunetti Magiftro Vex. LeoQÌs
rubei
Dom, Nicolao Pagnozii de Cardinallbus
Vex. Leonis albi J
Lcfterio Ncronis Nigii Vex. Leonis adn
aurum
Paulo B.rti Gratini de Carnefecchis Vex. prò quart.
^\ Draconis S. lohannis
lacoboRoflì Pell'pario Vex. Clavium
Leonardo Mazois C*tjrazario Vex. Varii J — — .
Gonfalon. Sctletat populi Civitatis Florentie &
prudentibus viris
1 prò quart
Gregorio Andree del Benino —
Laurentio Fi ;ppi de Machiaveilis /" e e •
Michaele D:otaiuti Becchar o > ^' ^P^^itus
Dom. Antonio Dom Nicolay de AiDertis -, -
Antonio Ser Uscnis de Orlandis > P*^° 'l"^.^'^'
( b. Crucis
Deo Matcey Bc-ntacoris
Dom. Rayaaldo lannc-ziide Gianfìgiìazis -|
lohanne Tignolìni Beilandi
Michaele Ugolini Pianeilario
Bardo Nicoliiy Luri RiCtafedis
Duci Filippi Campfore
loliaane lunftini Magiftro
. proq. S M.
J Novelle
y prò q. S. lohannis
Duodecim Bonis viris Comm Florentie &
Laurentio Duccii Spetiario ") .. e e • •* -i
Roffo Pieri RoiT. Forn,cUrio I P'° I'''"- ^^ Sp'"'"' •
Dominico Marrhei Bentacordi — "» e n -
Bettino Dom. Bindaccii de Ricafohs / P'° '^' ^- ^^"^'^
Antonio Dom. Rainaldi de Gianfigliazzfs 1 prò q. S. ?vl
Antonio Durancis Linaiuolo » J Novelle
Benvenuto Pieri Setaiuolo -|
Luca Ducei Tiratorario — ^ pto quar. S. lohannis
Simone D. Pepi de Cavicciulis-'
Cafitaneis Fartis Guelfe Civitatis Florentie &
S ^
Lciflo
Z'jG M O N U xAl E N T I.
Loìfio Pieri de Canigianis ') or-. •—,
Piero Siili de Serraglis _ ) P™ ^""t- »■ Sp.ntus — I
lacobo Zenobi Arnolfì "> n ^ .
Simone Bordonis de Bcrdonibus ■» o »» »t
Ipxcbo Ricci Fabro } P^° q. S. M. Novelle
Francifco Neri Ficravantis ì o t , •
Matthco Chdis Pagnini - / ?'" ^"^^^- ^- ^^^^^^^'^ -j
O^o Cuftodie difts Civitatis Florentìe &
Nicholao loliannis de Uzzano — - — =-j
Duccio Meglini Campfore
Alberto Bonaccurfi Alberti
Ichanne Lenzi Ritagiiatore
Piero lohannis Firenzis
lacobo 2enobii vocato Gilio Biadaiuolo J
Sex Confiliariis Mercancie & univerfiratis Mercatorum
diete Civitatis & nobilibus viris
Dom. Tommafio Guccii de Soderinis milite
Dom. LaurentioAntonii Nichelai Ridoliì Dccretori Do^.
Andrea Nerii de Ve6loris
Biliotco Sandri de Biliottis
Bartolo Schiatte Ridolfì ' ,
Fancifco Feduccii Falconi
Vannozzo Ioannis de Scrraglis
Nichclao Nichelai Gherardini lannis
Barcolomeo Gheruccìi dd Barbadori§
Piero Antonii Benitii
Mattheo Scelti Tinghi
Ubaldo Fetti Ubectini
Bernardo Lippi Cionis della Ghiera
Silvclì:ro Silveftri de Belfredelli?
Gino Neri de Capponibus
Paulo Francifci de Biliottis
jBectn Lippi Guardi
C^uigiielmo Angelini Pezzario
Lei Ilo Neri de Pittis
Fantone Naldi Fantonis Vinatterìo
Federico Berti de Nerlis
D. Forefe lohannis de Salviatis milite
J). Filippo Filippa de Magaloctis milite
'" Dom,
MONUMENTI? 277
Dom. Tommafo Domini laccbi de Sacchetis milite
Sarrolomeo Mariani de CafFerellis
laccbo Serzeìli Aurifice
Antonio Betis de Bufinis
Alato Simonis Leonis
Ser Paulo Sqv Arrigi Domini Paulì
Dominico Filippi Baldini Vinatcerio
Dom. Donato lacchi de Acciaiuolis milite
Dom. Pazzino Doni. Francifci de Strozzis milite
Dom. Criftofcino Amfrionis de Spinis milite
Dom. Francifco Dom. Andree de OciceUarii milite
Strozza Karoii de Strozzis
Iscobo UbaidÌP.i de Ardinghellis
Simone Dom. Toinmafii de Altovitìs
Davsnzato Ioannis Davanzati
Tommafo Dominici de Oricellariis
Andrea Nicola/ Betti Mincrbettl
Andreas Segnini Baldelìs
pazzino Luce Alberti
Nichclao lacobi de Vecchiettis 4- "
lohanne lohinnis Aldobraiidmi ^ •
Francifco Lapi Federici A
Biv.ndo Guccii della BadeiTa Pezzario 'r-|'
Dom, Verio Cambii de Medicis milite
Manca il refto , che dovevfi effere altro pezzo S cnr*
tapecora cucita colla fuperwre -, s ft^g^uc dal ìììcdejìmó
Protocollo delL' Ri/or magio fi i .
1393. die 16. Septembris.
Kobiles Viri Dominus Ghcrardus, fc "> fratte s filìi qu,
Andreas — » '"■ ' — — - J Dom. Laurcntii
de Bond. irnontibus , &
Pepus q xMarignani , èc ■> , « , , .,
T-u u- • A . -. • n e -r ■ > aeBondelmontibus
Theghiai q. Alexanari D. FiancilciJ
elegerunt fé , & fuos defcendentes de cererò vocari
de Montebuoni , & prò armis elegerunt fcucum cum
campo albo cum uno mente azzurri coloris , & fii-
per d.i£tk monte arma popaii Fiorentini , videliccc
cracem xubeam > que procendac per totum difluos
fcucum.
a^S MONUMENTI.
I39J. <^ie 19. Novembris.
Nobiles Viri Nepus , & \ q. Dom. Gerii de Pazzis , &
Michael — J uc tutores
Antonii pupilli filli quond, Corradi q. eorum fratrij
elegerunt fé, & fuos de cetero velie nominari de
Dalfinis de Florencia , & prò novis fignis aiTumpfe-
runt fcutum cum campo rubeo, & in ipfo fcuto
unum pilcem in forma delfìni per rcftum cum uno
fcuco parvo in capite diili fcuci cum campo albo >
& cruce rabea .
1395. die 19. Novembris /7 220.
Nobiles Viri Simon , & -) q. Dom. Pepi d j Adimaribus
Vierius — ^ J dixerunt fé de cetero velie
appellari de Boccaccinis, & prò novis infignibus
elegerunt unum fcucum cum campo azzurro cum
«na borditura aurea a medio di6^i fcutifupra,& in
ipfa borditura unum leonem aureum euntem cum
«no fcuco parvo ad coìlum armorumpop. Fiorentini.-
1395. dìQ 19. Novembris
Nobiljs vìr Simon Tieri Domini Roggerii de Tornaquin-
ciis dixic fé, & fuos defcendentes de cetero velie
nominari de Torr.abonis de Florentia , & prò novis
armis afTumplìc fcutum ad quarterium per fchifa ,
& quarteria defuper , & quarteria de fuptum co-
loris auri , 8c alia quarteria coloris viridis cunt
leone in medio iifdem verfis coloribus cum ungulis
coloris rubei, cum fcuto campi albi ad coUum cum
cruce rubea , & cum corriggia rubea, que tenec
diftum fcutum.
Eadem die.
Nobilis Vir Niccolaus q. Sandri de Bardis dixit fé, &
fuos de cecero vQÌÌe vocari quelli del Piccone, &
prò novis armis afrumpfit fcutum cum campo az-
Siurro , Se in ipfo campo tres piccones coloris gialli ,
^ in parte fuperiori unum P. coloris gialli, & in
ipfo unam crucem coloris rubei in campo albo.
Die 19. Novembris 1393.
Nobiiis Vir Beilmus fil. q. Celebris , & recolende me-
mo-
MONUMENTI. 279^
morie Dom. Bìndaccìi q. Albertuccii ds Rìcafolis , &
Granellus fìl. q. Neri q. Dom. Bindaccii de Ricafolis
predici, &
Galeotcus fìl. cidi Berlini j &
Pando'fus fìl. q. Dom. Antonii q. Dom. Albertuccii
, q. Dom. Bindaccii predici , Se
Anroiiius fìl. q. Bindaccii q D. Albertuccii precìifl:i , &
Bindaccius \ tìlii q. Granelli q. Domini Bindaccii
Carolus — J predici
Dixerunc fé , & fuos defcendentes de cetero velie
appellari de Bindacciis , Se prò novis armis afTum-
pferunc fcutum prò dimidia fupra coloris azzurri .
Se a medio infra coloris gialli , Se in parte fuperiori
coloris azzurri , & unus ieo coloris aurei tenens ia
2ampa unam banderiam cum arma populì Fioren-
tini, quod fcutum fic addcntellatum circumcirca
toloris rubei 0
Poftea die 2^. Decembriseinfdem anni.
CoCìparuerunt predi6:i , Se dixerunt fé velie mutare dì-
ftum nomen , Se arma fine pteìudicio , Se dixerunc
fé de cetero velie vocari de Fibindacciis , Se prò
armis afTumpferunt unum fcutum cnm tribus liftis
azzurris , Se tribus rubeis per tranfverfum , & in»
cipiens a capite fic azzurra , Se defcendendo ultima
fic rubea , Se fupcr liftas unum iconem rampantcm
coloris aurei , five crocei , Se fupcr arma popuIi
Fiorentini .
D'w 20. Novembrls 1 593.
Nobilis Vir Berriardus q. Bernardi Domini Marabottìnì
de Tornaquinciis dixit fc , Se fuos de cetero velie
appellari de Marabottinis, & prò novis armis elegie
fcutum cum campo rubeo , & in ipfo eft unus leo-
pardus coloris albi fedens puntatus coloris nigri , Se
lupra crucem rubeam in campo albo .
, , , Eadera die,
Nobiles Viri Filippus , Se Franciicus q. Ghinozzì , &">
Ghinozzus q. Lofii Ghinozzi — — — . J ,
do Paizis , dixerunt fé de cetero velie appellari de
S 4 Ghi.
28o MONUMENTI,
Ghinozzis, & prò novis armis afTumpferunt unum
fcucum cum campo albo cam uao leopardo coloris
azzurri, punftaro colore croceo ledente igne fub-
tus leopardo , & ia parte fuperìori fcuci arnia po-
puli Fiorentni .
Eadem die.
Nobilis Vie Amerlgus q. Guidf nis de Donatis dixit fé
& fuos veile de cecero appeiiari de Amerigis , Se
prò novis armis afTumpfit fciimm cum campo rubeo ,
6i cum diiabiJs liftis albis ereass in medio &'in me-
dio» oc lupra espira d.ftsrum lilUrum fcucum par*
vum cum campo aibo , &- cruce rubea.
1595. die 27. Novembris./z 224.
NcbHes Viri Barcolomcus- -| q Bernardi de Sardis dixenint
i:-- Iippus J>. fé de cererò velie nominari
Antonius — — 1 de Angiolcttis , S: prò novis
armis afTumpferunt fcucum cum dimidia per longi-
tudjn?m coloris albi, & in di£ì:a parte funt duo
piccones cum dimidio coloris azzurri ;& alia dimi-
dia fcuci coloris azzurri cum toridem pìcconibus
coloris albi , qui piccones cmnes fint ex tranfverfo,
Se in. parte fuperiori arma populi Fiorentini .
159;. die 8. mcnfìs Decembrìs .
Nobilis Vir Adoardus q. Bdrtciomei de Pulcis , dixit fa
de cecero , & fuos velie ncminari de Ponzaidis,&
prò novis armis afTiimpGr fcucum cum dimidia a
medio iupra coloris azzurri , & alia dimidia coloris
rubei , & in p^vce fuperìori crux rubea cam cam-
po albo.
Eadem die , a 225.
Nrbìlis Vir Niccolaus q. loan. Sinibaldi de Bardis S:-|
Pierus , & "> pupilli fìlii q Belcrnmi Caftroni Si' ^
Filippus S nibaldi de Bardis J
dixerunt fé de cetero velie nominati de Sinibaldis
de Lappcgg;o.*& prò novis a-rmis afTumpferunt fcu-
tum ccloris auri prò dimidia, & coloris rubei prò
alia dimidia, quod fcurum addencacum eft prò fchi-
fo -cum arma populi Fiorentini in fuperìori parce .
MONUMENTI. 2ÌZ
1395. die 8. menfis Decembris .
Egregius mìles Dom, Filippus Dom, Alamanni » &>
Dom. Simon Dom. Pepi ' ' j
de Adimaribus ut procuratoies
Loyfii q- Domini Roberti de Adimaribus
Dixerunt procuratorio nomine Loylìum predi£lum
de cecero velie nommsri de Robertis de Flcrencìa ,
: & prò novis armis afl'umere dixerunt fcurum cuoi
campo azzurro cum tribus nicchiis aureis , & in fppe-
riorx parte fcuti arma populi Fiorentini .
Die XI. eiufdem merlfis-
Nob. Vlr Laurentius Tetri Filippozzi de Bardis , dixerunt
fé de cetero velie ncminari de Gualterottis de Fio-
renti» , & prò fé , & luis elegie fcutum cum cam-
po azzurro , Se in ipfo campo funt tres ftelie aure»
& in parte iuperion arma populi Fiorentini.
Eadem die . a 226.
Nobiles viriTommsluo « • •• cT
Adim.nus j" l-R»'""" • & J de Cavai-
laccbus , 6c\ fiiii q. Pieri Raynerii | cantibus
Zerjcbius j predifti — — -J
D«xerunt fé de cetero , & fuos velie nominari de
Pipuìanis, & prò novis atm-s afTumpfe'runt fcutuni
cum campo pieno rofettis aureis, five croceis > 5c
deluper e cuce rubea in campo albo.
1393.
Nobilis yir Nofrius q. Simonis de AUeis de Florentla
dixit fé , & luos de cetero velie nominati de
& prò ncvis armis aflumplit fcutum cum ,
Die 14= eiufdem menfis.
Nobilis vir Rcbertus q. Franciici Dolcini de Rcflìs , di-
xit fé de cetero velie fé , & fuos appellari de Dol-
cm s de Florcntia , & prò novis armis ek-git fcutum
cum campo a mcd'o fupra rubeo , & a medio in-
fra albo cum uno leone rampante, qui leo a meclio
iifra cum parte caude eli coioris rubei a medio
fupra cum duabus caudis coioris albi •
pi©
iSl MONUMENTI.
Die 17. eiufdem menfis .
Ncbiles viri Tommafus , & \ filli q. Caftellanl de Fre-
JFilippu's J fcobaldis , dixerunt le ,
èc eorum defcendentes de cetero velie nominari de
Monte CalìeDo Vallis Pefe , & prò novis armis af-
fumpferunt fcutum ciim campo coloris albi cum
fcx liftis rubeis per tranfvcrfum videlicec quibus
liftis duabiis fimul in difto fcuto , & fuper liftis
carcum leonem rsmpantcm coloris azzurri cum par-
vo fcuto ad ccllum colcris albi cum ciuce rubea .
Die 18. Decembris 1^93. a 128,
Nobilfs vir lacobus q. Niccolai dei Tcghia de Torna-
quinciis dixic fé , & fuos de ceteio velie nominari
de Cardinalibusde Florencìa , & prò novis armis af-
fumpfic fcutum cum campo a medio fupra coloris
aurei, Se a medio infra coloris viridis ,& in medio
fcuti unum rotundum coloris albi cum cruce rubea .
Die 19. eiufdem menfis >
Nobilis Vir Tribaldus Guerrerii de Roflìs procurator
Ioannis q. Francifci vocati Boneca q. Ioannis de Roflis
prediéis , ac etiara Tribaldus prediftus , 5c
Gherardus laccbi de Canigianis procuratores
A*^ V ff. "l filli q. difti Francifci Ioannis vocali
j^ "^^ \j f Boneca , & uc procuratores etiam
Antonii q. Ioannis de Rolfis , &
Ormanno
^l!Ù. \'~"V^^^ q- 5toMÌ Ioannis de Roflis
loannis , oc ^ nrcdiftis
Dom. Antonii J P
Dixerunt fé de cetero velie nominari , & fuos de-
fcendentes de Accopis de M^nte Tignofo , & de
Florentìa , & prò novis armis afTumprerunt fcutum
cum csmpo a medio fupra rubeo , & a medio infra
albo , & in ipfo toto fciito unum leonem rampan-
tem , qui Ico a medio infra cum parte caude eft
coloris rubei , & a medio fupra cun; duabus caudis
coloris albi ,
n9h
MONUMENTI. 283
1595. die 21, Decembris a 230.
Nobilìs luven. Karolus "> q Dorn. Mainardi de
O£lo — ' J Cavalcantibus > &
lerus ^''Iq. Cavalcaiitis de Cavalcantibus
Cravalcance J ^
Dixerunt fé , & fuos de cererò velie nominari de
Cavallerefchis de Florentia ; & prò novis armis af-
fumpferunt fcurum cum campo azzurro ,& uno leo»
ne rampante fcbaccato per totum cum fcacchis ru«
beis, & aur«iis ,& in parte iplius leonis fine quatUOE
amìndole albi coloris in fchacco rubeo.
Die
Nobilis Vir Dom. Angelus de Ricafolis ........ .
caetera defunt ,
Die 2$, Decembris.
Nobilis vir Terlus Francifci de Tornaqulnciis » Ut prò-
curator Arrighi Ncrii de Tornaquinciis dixit fé , &
fuos de cetero velie nominari de Pellegrinìs , & prò
novis armis aflTumpfìt fcutum coloris viridis cuoi
duabus coronis aureis in parte fuperiori , & una co--
rona aurea in parte inferiori , & inter diftas coronas
arma populi Fiorentini .
1409. die 13. Decembris rj 171,
Nobilis vir Bernabas q. Ioannis de Alleis dixit fé de
cetero velie nominari de Filippefchis , & prò novis
armis afìTumpfit fcutum veftitum nigro , & cum ter-
tia parte campi ex parte fuperiori albi cum cruce
rubea , & ab inde infra totum campum rubei cum
leone refto aureo rampante, & in ipfo campo rubsO
allea alba cum cauda viridi feminata .
Num.VItt
zB4
Num. Vili, per la Rubrica dcxci. Libro IX.
pagina 44,
Serie di Rifedutì nell' Uficìo de' Dieci di Balia
dall' an. MCCCLXiii, fino all' an. mcccglxxviii,
coir eftratco di molte provvifioni fpettanti a
detto uficio ; così, e colla ftefia ortografia}
come fi trova nel Cod, MS. Memor. JJlor, della
Città di Firenze^ A. della Libr, di S, Faolìno
a ^^i* da! Kegijiri apprejjb fegnati ,
ANNO MCCCLXIII.
UfiCÌo di X. di balia per uno anno co7riìnciatt del mefe di
Agojlo 1 363. al Libro di Ser Piero delle Ri far ma gì orti .
D
Ominus Andreas Gualterii de Bardis
Ioannes Ciarli Rigatterius Artifex
Philippus Ismmori BaronceJIi
Michael Vannis Ser Lotti de Caftellanis
Niccolaiis Ghini de Tornaquincis
Schiatta Richi , Pezarius Are.
Uguccìo Ricciardi de Riccis , &
Matheus Federigi Soldi .
o-
An. MCCCLXIX.
In libro C. Ser Pieri anno 1369. a 86. de menfe Set-
tembri CJrca cafiis Sanftì Minìatis infrafcripca pro-
vifa fuerunc & data au£ì:critas Dominis Collegiis
Capitaneis Partis Guelfe & xxj. Confulibus per ipfos
Dominos eligendis S<: fuir etiam data eis auftoricas
fimiiis (^ue fuic conccfTa i'upra diilis Ofto .
An.
M O N U M E N T I. 285
An. MCCCLXXV.
De menfe Augudi 1375. uc in libro ff. Ser Vìen a Si.
Fuic provifum quod Domini & Col.'egia eligerenc
ofto banos cives de membro maiorum incer qiios ile
unus de numero magnatis &: prò uno anno die eo-
rum ele£tionis incepcuro ad obviandum inftantibus
que tunc eranc & apparar! videbantur & fuit eìs con»
cefTa au£torìtas que tamen ^ft fere de verbo ad ver-
bum fupraicripte anni 1563.
1. Alexander Dpm. Ricciardi de Bardis
2. Johannes rfì Lionardo Di ni Spetiarius>
3. Andrss Dcm. Francifci Salviati (i)
4. Johannes Francifci de Alagalcttis
5. Tcmjis M?.rchi Rofii de Scrozzis
6. Guccìus Dini Cucci
7. loannes Monis , Biadaiuolus
8. Maa^-us Federigi Soldi (Appellati OB:o Sanai)
Die.. .menfe Marzìi 1375. In libro ilgn. ff. ^243.
Ser Pieri eligunrur
Dom. Alexander lohannisd^ AniiUa ì L^g^n, aoSotes
Dom. Uonatus Gheruccii de BarbadorisJ ='
Ser Dominicus Silveftri Notar.
Cives Fiorentini & quilibet eorum in folidum in finda-
chos & procuratores & nuncii fpetiales a Gregorio xj.
In libro gg. Ser Pieri 1376. <2 18, apparent nomina Ofto
de quibus fupra crcatorumin annis i37J.qui cb reni
bene navatam ad reipublice fàlutem & libertatem
confervandam remunerantur • prim.o quod fìant equi-
tes qui voicnt per fmdicum per Commune Flcrentie
& prò ditìro depucandum * fìat prandium eìs Domìnis •
donec (/ò>'^(? donentur ) localia» e quibus qui acce-
ptabunt . pecunie ufque in iummam fior. ioo. Ce-
lerìs. Duo nappi una confettiera ut dicitur vulgo
& 12, chuchiarii argentei valoris in totum iicr. ccn-
tum t Et unicuique de diftis . Targia & penncncei«
ius
(i) Morto in u^zìoscome nota nel fuo Priorità ilRj-
nuccini , ed altri , ed in fuo luogo fu eletto = ^[^.
mom dì Rìnìsìì Psruzzi ,
'lS6 MONUMENTI.
lus cum armis eius & fuper imponantur arma lì-
bertatis ut Domini confticuerunc. Arma eius conce-
dane ferre pofle & dare per quenquam ipforum uni
defcendenti femel & feu piuries per eos nominan-
dum. (ita)
la libro g. Ser Viviani a, 12. & de menfe Oftobris 1384.
prò cafìbus Aretii fuerunt creati Decem balie prò
fex menfibus videlicet
Tomafus Domini Caftellani Frefchobaldis Magnaj
Dominus Lo£tus Vannis de Caftcllanis
Nofrius Ioannis Dom. Lapi Ariiolii
Bonaiutus Ioannis lacopi , Galigarius
Dominus Stoldus Dom. Bernardi Altoviti
Bernardus Andree , Corazarius
Filippus Ser Ioannis de Pandulfinis
Maàeus lacobi Arrighi
Toiomeus Cechi Bochini Calzolaio .
Et magnatis non eft certa regula &c. ficut erit infra •
De menfe Februarìi 1385. in libro h. Ser Viviani a ì^S.
Eiigerunt contra Comitem Antonium de Monte Fé*
retro X. balie .
Dom. Loiiius Dom. Petti de Guicciardinis
Andreas Nerii Veftorii
Pjerus Gilii de Serraglis Vinatterius
Guido Filippi Fagni
Francifcus Paperi de Cavalcantìbus Magnas
Andreas Nicolai Betti Minetbetti
Gliinus Bernardi Anfelmi
Lapaccinus Tofì Linaiuolus Art.
Barrholomeus Lorini Bonaiuti &
Tommafus Guidetti Legnarius ArC.
De menfe lanuarìi 1387. ut patet in libro Ser Viviana
a iSs. ad refiftendum magnis copiis ftipendarioriini
qui fere totam Italiam infettane incognicis caufis
Dom. Tommas Gùcci de Soderinis Eques
Nicolaus Ioannis Sinibaldi de Bardis Magnas
Nofrius Ioannis Dom. Lapi Arnolfi
Nicolaus Vaninis RicQveri
KonUs
MONUMENTI. ^87
RofTus Pieri Galigarius Artif.
Dcm. StoiQUS Dcm. Bindì de Altovicis Eques
Andreas Nicolai Betti Minerbctti
Francifcus Angeli Pezarius Artif.
Guido Dom. Tomaxì Nerii Lippi del Palagia
Mafteus lacobi Arrighi,
De menfe Oftobris 1388. in libro L. Set Viviani a 155.
apparent nunc e]e6ì:i
Johannes Bartholi Biliotti
Nicolaus Nicfilai Gherardini GìannJs
Serorìnus Sil'/eftri de Branchaccis Linaìuolus
Dcm. Loftus Vannis Caftcllanus Eques
Francifci Paperi de Cavalcantibus Magnas
Dom. Donatus lacobi de AcciaiuoHs Eques
Francifcus Lapi Federighi
Andreas Demini Ugonìs
Nofrius lohannis Barcoli Bifcherì
Antonius Nicola Biadaiuolus.
De menfe O£lobn 13S9. aparet in libro m. Ser Vivia»
ni a lijip.
Andreas Nerii Ve£l:orii
Ubaldus Fefti Ubertini
Dominus Fciefe lohannis Salviatis
lohannes Pieri Bandini Baronceìli
lohanncs Bartholi Gratic Legnaiuolus Artif.
Dom. Guccius Cini de Nobilis
Tomafus Dominici de Oricellariis
Ladovìcas Guccii della BadclTa Artif.
lacobus Francifci Arrighi &
Curradus Dom. Geri de PazisMagnas.
De menfe JMaii 1390. libro Ser Viviani a ,84. fuit de»
liberatum quod
Icannes Battoli de Bìliottis
Nicolaus Vannis de Ricoveris
Dominns Stoldus Dom. Bindi de Altovitis
Guido Dom. Tomaxi Nerii . Intelligantur deputati ad
«fficium Deciem Balie cum illis fuprafcripcis&c.
Die
288 MONUMENTI.
Die 12. Settembrìs 1390. Domini & Collegia &c. vigore
auftoritatis &c. eligerunc infrafcriptos fex cum qua-
tucr fuprafcriptis per totum menfem Setiembrem .
Nicolaus Nicolai Gherardini Giannis
Guglielmus Angolini Pezarius Artif.
Dom. L('£tus Dumini Vannis de Caftellanìs
Arrigus Neriì Dcm. Cipriani Tornaquinci Magnas
Bartholomeus NicoUi Taldi Valoris
Antonius Nicolai Biadaiuolus Artif.
De menfe Novembri 1390. per Confllia fu^runt eleftì
Maneftus Ser Rmardi
Nofrius lohannis Dom. Lapi Arnolfi
Andreas Nicolai Betti Minerbetti
Ma£teus lacobi Arrighi
De menfe Aprilis 1391. fuit per ConfilIa provifutn quod
Dom. Lcftus lohannis Csdellanis") prò tempore unius anni
Nicolaus lohannis de Uzano J iniciati primo Fehrua-
tii 1390.
De menfe Aprilis 1391. fult per Confilia proyifum quod
quia
Dom. Lo9:us lohannis Caftellanis"> duo de fupradi£tis de-
Nicolaus lohannis de Uzano J cem balie eranc inLom-
bardia occafione officii eorum Collegia poffint otten-
to partito per quinque fabas n:gras exercere offi»
cium in omnibus prò quibus poffunt per duaspartes-
De menfe Augufti 1391- per Confilia fuerunt elefti ad
ofBcium X. prò tempore x. menfium iniciacis. di^
primo Ocrobris 1391.
Loyfius Pieri de Canigianis
Rainerius Loyfi Peruzi
Vierius Puccacci Vinarterius Art.
Pepus Marignani Buondelmontis Miles
Bernardus Andree Corazarius Art.
Filippus Ser lohannis.
Die 1$. lanuarii 1391. Vigore &C.
Barduccius Cherichini Campfor.
Domini
p.
Gonfalonerii
16.
XIL
12.
Capitani
9-
Otto
8.
Sei di Mere.
6.
Confoli
ai.
-— 1
num.
81.
MONUMENTI. 28^
yieius lacopi Baroncelli
Dom. Rinaldus lannozii de Gianfigliaziis Eqties
FrancifcusNerìFerrantinis. Pro tota die 25. Aprilisijpz.
Die fecundo menfis Februarìi 1394. Bonifatio PP. ncno.
Per nbviare imminentibus pericuiis ex magna ftipen-
diariorum congregatione in Italiam eletti fuerunt in
X. balie per 81» hucmini a chui fu data l'auto-
rità " -r,
Bartholomeus Tornai! de Corbinellis
Pierus AgtiinoIH de B^rdis Msgnas
RoiTus Pieri Rofll Fornaciarius Art.
D. Lcftus Vannis de Caftellanis Eques
Johannes Nichelai de Riccìalbanis
Angelus Loyll de vSpinis
Andreas Nichelai de Minerbettis
Guido Dom. Tomaxi Nerii Lippi
Stefanus Goggi Laftraiuolus Art.
Die ip. menfisMaii 13P5. Libro Deliberazionum Ser Vi"
viani X. a 6,
Andreas Nerii de Veflrorlis
lannozus Francifci de Biliottls
Pierus lacchi de Baroncellis
Pierus Cacciatini de Gherardinis Magnas
Nicolaus lohannis del Sellano & int. per 7. ar.& fuper. ar.
Dom. Rinaldus de Gianfìgliazzis Eques
Francifcus Lapi de Federighis
Lodovicus Gucci della BadefTa Art. \
lacobus Domini Biadi de Guafquonibus
bartholomeus Nichelai Taldi Valoris .
Die 5. Decembris 1395.
Bartholomeus Gherucci Barbadoris
Silvefter Silveftri Belfradelli
Laurentius Angeli Malifcalcus Artif.
Dom. Thomas Dom. lacobi de Sachettis Eques
Nofri lohannis Dom. Lapi de Arnolfìs
Dom, Pazinus Domini Francifci de Pazis
Manente Chini Bondelmontibus Magnas
Dom. Matus Luce de Albi^is
Tomo XIV. T Ma-
2pO MONUME NTI.
Ma£te%is lacobi Arrighi
Laurentius Andree Beccariu»; Artìf.
' ,Pr0 tempore unius anni initiaci die 3. menfls Februir
rii npS. cum au^^oricate & aliis omnibus uc fapra
prò X de a)iis annis 1589. 1390 1391. & eil ibi de
verbo ad verbum fcripra ia libro deliberationumi
Ser Viviani iign, y, a 43.
Vìe 3. Oftobris 1397. per nutnerum degJi 8r. ad cfH-
cium decem Balie occalìonibus Aiprafcriptis elefti
fuerunt &c.
Dotn. Laurentius Antonii de Ridolfìs DccretOfum Do6lor
Nicolaus Ichannis de Uzano
Dom. LoCtus de Caftellanis Eques
Antonius Ser Ugonis de Orlandis
^ectus Ichannis Buflni Artìf.
Dom. Rinaldus de Gianfigliazzis E^ues
Francifcus Neri de Ardingheliis
Laurentius Maftei Perini
Andreas Demini Ugonis de Stufa
Bartholomeus Belcrami de Pazis Magnas .
Tempore unius anni initiatus die 3. Februarii 13^7.
cum auftoruate &c. /
Die iiij. Februarii 1399. fuerunt eletti ad cfficium de»
cicm Balie
Bartholomeus Tomaxi de Corbinellìs
Bernsba lohannis de Aieis jMagnas
Br Li neri US Befe de Verrazano Artif.
Pierus lacobi de Baroncellis
Mdfcus Benvenuti Lanaiuolus
Angelus Loifl de Spinis
Giacominus Gocci Tebalducci
lacobus Francifci Arrighi
B^rnardus Ser lacchi dalla Cafa
Taddeus Cicnni Calderaius Artif.
Pro tempore unius anni cras videlicet die v. Februa-
rii 1 399. cum officio & auftoricate &c. ,
Die iiij. Decembris 1400. ex cauHs fupradi^is elefti ad
officium X. Baile &c.
Be.
MONUMENTI. 2^t
Bcnczius Andree Benozì
Earducio Cherichini Campfor
Dom. Tomas Dom. lacobi de Sacchettis Eques
Paperus Francifci de Cavalcantibus Magnss
lacobus Zanobi de Schiatrenfibus Biadaiuolus Artif.
Tomafus Dominici de Oricellariis
NicoJaus Roberti Davanzati
Brandus Cucci della BadefTa Artif.
lacobus Francìfci de Guafconibus
Bartholomeus Nicolai Taldi Valoris
Die 2$. Oftobris 1401. propter timorem & pericula ma-
xime per adventum novi Regìs Rcmanorum in Ita-
liam eiefti fuerunt ad officium X. Balie &c. prò tem-
pore unius anni initiati die 5. menfis Februarii 1401.
Dom. LaurentiuN Antonii de Rudulfis Dectetorum Do^or
Nicolaus lohannis de Uzano
RofTus Pieri Roflus de Uzano Artif.
Dom. Lottus Vannis de Caftellanis Eques
Dominicus Dominici de Gìugnis
Dom. Rinaldus lannozii de GianflgHazzis Eques
Pierus lohannis de Tornaquincis Magnas
Andreas Domini Ugonis de Stufa
Ugo Bartholomei de Aleflandris
Andreas Berti Vinatterius Artif.
Die 19. menfis Martli 1402. tempore unius anni initiatus
die 5. menfis Februarii 1402,
Dom. Filippus de Corfinis Eques Legum Do£lor
Dom. Loylìus de Guicciardims Eques
Dom. Fiii-ppus de Magalottis Eques
Nic^elaus lohannis de Sellano
Romulus lohannis Lippi Artif.
Nofrius Domini Palle de Strozis
Francifcus Neri de Ardinghellis
Benediftus Lapaccini del Tofo Linaiuolus Artif.
Nofrius Andree Neri Lippi del Palagio
Cipolla Alefiandri de Aliis Magnas
Pro tempore unius anni iniziati die 5. menfis Februa-
rii 1402. notati videlicet in libro deliberationum
Scr Viviani fign. viiij. a n^,
T » Die
zpZ MONUMENTI.
pie 21. menflslanuarii 1403. ex caufis fuprafcriptis cle9:ì
ad officium X. Balìe per gli 81.
Sernardus Domini Zaiiobii Mezola
Amerighus lohannis de Frefcobaldis Magnas
Dietaiuci Boldri Dietaiati Artif.
Pìerus lacopi Baroncelli
Dom. lacobus Alamannis de Salviatis Eques
Dcm. Bartholomeus de Popolelchis L?gain Doftor
Francifcus Lapi Federighi
Francifcus Neri Fioravantis
lacobus Francifci Cambi — de vsxlllo Varii
Andreas Cucci Artif.
' Pro tempore unius anni initiatus die 5. menfis Februs-
rii proximi i4ov cum officio au^loricate 6cc. in iibrp
deliberacionum Ser Viviani figa x. a 117.
Diexx. menfis Augufti 14© j. in confilio Populi & die ir.
eiufdein in Communi uc apparet in libro ec. Ser Vi-
viani a 138. continetur
Quod Domini. Gollegia. Capitane!. Otto. & Sex. eli-
gant 64. (i) cives videliccc 4. prò Gonfalone uc quod
iìnt uno de ìT)embro minorum qui conficianc nume-
rum in totum cxxiiij. & habeanc vigore di£te Legis
6c feu proviflonis auftoritatem &c. circa ccndu6Vant
& tucelam ac confervationem ftaius & libertatis &c.
;6c de di6tis (J4.&C. unum prò domo eligi prò negociis
ncque plures etiamfi conftet alias eligcntibus.
Hniu^ auftoritatis vigore fucrunt elefti die ij. Augu-
{Vi 1405^. ^4. cìves ut in libro deliberationum Ser
Viviani fign. ii a B6
JEt omnes fupradifti Domini . Collegla . Gapitanei. Oc-
co. Sex^ & 64 in totum numero 124 die 22. difti
menfis Augufti eligerunt Deciem Balie a libro de-
liberatiofjUTi B. &c. prò negociis imminentibus ac
precipue Civitatis Pifarum. ex quo die 23. difti
merìfi Augufti elefti fuerunt
DonnLaurentius Antonii de Rudolfis DecreCorum Do£lo£
>JicoIaus lohannis de Uzano
Dom. Filippus de Magalottis Eques
Francifcus Cicis de Pulcis Magnas
Anto»
(I) MS. 74.
MONUMENTI. ^95
Antotilus Vanni Mannucci Artif.
Dom. Rinalchis lanozii de Gianfigliaifs EqUej^
Dcm. Criftofcìriis Anfrionis Spini Eques
Lodovicus Cucci della BsdefTa Artifex
Bartholomeus Nicolai Taldi Valori
Paulus Berci Grazziai Carnefecchi .
Die i8. menfis lannuam 1405. per gli 81. vigóre eòfnrt
auftoritaris & balie anni 95. prò efpediftione belli
incepci conerà Pifanam Civitacem cle<^i fuerunt ad
officium X. balie
Bartholomeus Tomaxi de Corbinellis
Ginus Neri Gini de Cspponibiis
lehannis Michellozi lunfte Arcif.
Dom. Lo£tus Vannis de Caftellanis Eques
Lapus lohannis de Nìcolinis
Nicclaus Roberti de Davanzatis
Bernardns Mattei Cantini de Cavalcantibus Magnas
Dom. Mai'us Luce de Albizis Eques
Noffius lohannis Bifclieri
Andreas Berti dal Pino Artif.
Fuerunc reforraati prò duobus JhenfibuSo'
Die 18. Angufti 1405. Domìni & Collegia rcmovertinif
de nctis fupradi6lis deciem cbtento partito per 37.
fabas . ad hoc ut poflinc reformati prò ducmus men-
iibns & alii decem eligantur ut conftanc in libro de»
iiberazionum Ser Viviani xj.°^i58.
Die 2i..Augufti 140^. per gli 8i. fuerunt eletti ad ofH'»
cium Deciem balis infrafctipti vidclicet . Tempore
fex mynfium iniciatis die prima Novcmbris i^o^»'
a libro Ser Viviani xj. a 161.
Bartholus lacobi Banchi
Ridolfus Paul^ Loai
Antonius Demini Lnce de Panzane'
Cioiiaccius Francilci Baroncelli
Miniatus DvÀ Ccrre^iarius Artif. ^ ,-. n* j* »•-'-
1- r t-» • ■ r\ ^^ l di quelli dr Pi»-
Tomafus Dominici Onccllarus ^ ^ ,. r^. . *
lohannes lohanuis de Aidcbrandinis «1 ^^ ^^ '"
T 3 Cec-
ap4 MONUMENTI.
Cecchus Dominici Cechi (i) Artif.
Pierus Ioannis Firenzis
Gerozus Francifci de Aleis Magnas •
•o*
De menfe Mali 1405. fuic provìfum per confilia oppor*
tuna quod quum duo vel plures ex Deciem Balie
tunc in officio exiftenres eilent abfentes quod tali
cafa quando ex eis congregantnr feptem fuffijienter
fieri deiiberationes per fex fabas nigras & llmiliter
quum folumiex congregaci elFenc . Hoc ia libro f f.
Ser Viviani a ^6.
Die 19. menfis Martìi 1408. ut obviaretur imminentibus
periculis per Dominos & aiios vocatos Gli 81. ele£ì:i
fiierunt ad officium deciem Balie infr^ifcripti vide-
]icet per totum menfem Sett^mbris 140^. A libra
Ser Viviani xiij. 12. a 119.
Nìcolaus lohannis de Uzano
Bernaba lohannis de Aleis Magna»
Roflbs Pieri RolTi Artif.
Dom. laccbus Alamanni de Salviatis
Pierus Zanobi Baroncelli
Dom. Bartholomeus de Popolefchis Legum Duftoc
Scolaius Nepi de Spinis
Lucas Manetti de Filicarìa
lacobus Francifci Cambi — Vex. Varìi
Leonardus Silveftri Brigliaius Artif. Lapi, Vaio.
Die xxvij. menfis Augufti 1409. per gli Si.fuerunt eleéli
ad OlHcium Deciem Balie prò tempore fex meniìuni
initiatis die prima Oci:ob. 1409. cum officio auftoritate
& aliis&c. fcripta in libro Ser Viviani 4.* xij. a i^i.
Nomina ibi non fune polita diftcruin Deciem quii
eft carta alba.
Die i9> menfis Februarìi 1409. per gli Si. elefli fue-
runt ad officium Deciem Balie
Bartholomeus Tomafi de Corbinellis
Schiatta Uberti de Kidolfis
Ighan»
(i) Ammirato /. it* pag, 937. F«?/.
MONUMENTI. 2p5
iohannes Mlchelozi Corcgiarius Artif.
Nicolaus Buoni Bufini
Alafteus Michaeiis de Caftellanfs
Dominus Rinaldus Tomaxi de Gianfigllazis
Ticri Francifci Tornaquincì Magnas
Filippus Dom. Biadi Guafconi
Nofrius [ohaiinis Bartoli Bifcheri
Antonius Moddei Brigliarius Artif.
Tempore fex menfium initiatis die prima Aprilis 1410.'
cum au£toricate &c A libro deliberationum Ser Vi-
viar.i figli, xij. a 1870
Die 21. menfis Augufti 1410. per gli Si.fuerunt elefti
ad officium Deciem Balie
Dom. Laurentius Antonii de Ridolfis Dccretorura Dottor
laccbus Raineri! de SafTolinis
Dom. Iohannes Ser Riftori
Andreas Nicolai de Giugnis
Johannes RoiH Pieri Galignrius Artif.
Antonius Davanzati de D^vanzatis
Tomsfus Neri de Ardìnghellis
Particinus I hannis Hofpitator Artif.
Dom. M;i{iis Luce de Albizis
Bindus B.uchoIomei ds Aleis jMagnas
Tempore fex menfium initiatus die primo tnenfls Ofto-
bns 1410. a Libro Ser Viviani llgn. i^.a 225.
In libris deliberationum Ser Viviani nihil ultra inveni
& nefcio an fuerinc deciem Balie poft hos ufque ad
annum 1413.
De menfe lunii I4r5. per confilia ut patet in libro NN.
Ser Viviani a 31.
InteH^-fto quod rex Ladis'aus àie viij lunii 14! 3. oc-
cupaverar urbem Rcmam Sr que proprerea immine-
bant pericula urbi Fiorentine. & timenduci valde
©rat • quia a paucis annis cum idem rex eandem urbem
Romam occupaflet arma movit contra Comune Flo-
rentie occuparurus eius libertatem [forfè vi fi fot'
tÌKtends «^legtTUnt &c. ) qui eligences habeant in
J)redi8:.s au£ìori:atem conceflam in anno 13^3- pto
balia del numeiO degli 81.
T 4 Dom.
2^6 MONUMENTI.
Dom. Lsurentius Antonii de Ridolfìs ") o e • •
Schiatca Uberti Schiatte Ridolfi J ^' ^puKUS
Johannes Dom. Francifci de Salviatis
Petrus Adovardi de Aleis Magna»
Dom. Rinaldus lannozì de GianfiglìazI*
Tomaius Neri de Ardingheliis
Bartoius Gualberri Artif,
Fiiifjpus Dom. Blaili Guafconi
U^^o Andree Domini Ugonis della Stufa
£fefti de menfe lunii 141 5. eiufdem In principio hu-
ius facìei prò uno anno Horum nomina inveni in
]ibris acomandigiarum In di^a acomandigìa & funs
fupradifti »
Anno 1414.
Nìcolaas lohannis de Uzano
Johannes Guernieri de Roilì jMagnas
Lucas Pieri Fantoni Artif. ^
Pierus lacchi Baroncelli
Filippus Nicolai Giugni " '
Johannes Battoli Meri
Tomas Dominici de Oricellariis
Barrholomeus Nicolai Taldi Valoris
Johannes Bicci de Medicis
Andreas Berti dei Pino
De menfe lanuariì 1414. in libro 2. Ser Martini /«^>
Per confllia fuit deliberatum quod nemo faciat propo»
fta in sliquo de eligendo decem Balie aut aliud of-
ficium cum auftoricate refte vel indireste ad mo»
vendum aliquod Bellum alieni principi comunitati
vel alicui alteri extra iurildiftionem civ. Fior, exi*
lìrenci fub pena&c. nili in cadem propofta continea-v
tur de elezione officialium della Pace qui totsden^
futuri fint quot officiales belli & per ecfdem eli-
gantur & prò eodem tempere.
Pacialium autem predi£lorum officium fic praticar©
pacem & removere caufas belli nihil carnea concia^
dendo,aut bellum paciales impediendo.
De menfe Augufti 143 1. per conlllia fuit provifum ifi
libro Ser . . . . . . a i$i. quod provifores X. Bali®
tenentuc intra^ duos meofw ©©rum fìaifo cfficio i^e
ca<
MONUMENTI, 2^7
camerare proviforibus qui dlcuntur MafTirìi Carnet©
omnes fcripcuras quas prò negociis eorum officii te-
nuifTenc & munitionem . nd penam iiorenorum quiiì-
gentorum prò qua fuerint inobfervantes fubpolìti
conerà legiem Communis Florentie . provìfores vero
qui fìnierunt officium huiufmodi incarrerationem fe-
cide tenentur intra bimeftre a die concl'wficnis pré-
teritis. hoc limitato Quod vigore officii decicm fiac
remi (Ilo huiufmodi fcripturarum ipfis deciem . . • .
& ultimus provifor intra diftum bimeftre &
antecefTorum fuorum fcripturas difto officio.....
incamerec fub difta pena.(i)
1425. Die aj. menfis Maii .
Magnifìcis Dominìs cum eorum coilegiis Capltaneis par-
tis Guelfe 05to cuftodie fcx Mercanùe & viginti
uno confulibus &c. contra Filippum Mariam Duceni
Mediolani eligerunt infrafcriptos
Nicolaus lohannis de Uzano
Bartholomeus Tomaxi de Cotbinelh's
Michele Guardini Artif.
Dominum Matteum Michaelis de Caftellanis
Andreas Nfcoiai de Giugnis
Dom. Pallani Nofii de StroziS
Cantinus Mattel de Cavalcantibus Magnas
lohannem Dicci de Medicis
Verium Verii de Guadagnis
Banchum Sandri Filippi Artif.
Quefti furono fatti con molte claufule & conditionì
& limitationi & prohibitioni eh» per brevità fi la-
Iciano . la quale autorità fu nel i3p«. al libro diSee
Viviano a 85.
Die 22. Oftobris 1423. prò fex menfibus initiatis die 25.
Novembns 1423.
D. Laurentius Antonii de Ridolfis Eques Decr. Do^oc
Mannozus lohannis Serragli
Barcholomeus Verani Peruzi
Frucfinus Ceci de Verrazano
(i) Iff margine. Nota . Decem ele^otum Ti eUai fue«<
rune non iny§ni uf^ué.
apS
MONUMÉNTI.
Anconiiis Vannìs JVfannuccì Artif.
Pauius Vannìs de Oiiceilariis
Franc:(cus Francjfci de Lima
Bencdi£tu.s Tohannis Ruftichi Artif.
Barthaicmeus Nicolai Taldi Valoris
Uba!das Nico'ai Catani Mai^nas
Dict-ì die Domini & Coììegia elegerunt in Notarium
& Cancellarium Deciem Balie Ser Laurentium Paulx
Ser Guidonis Gilii.
De menlls Mart5i 1423. fupradi£tis decem fuit proroga-
tum tempiis per fex alios menfes inifatos die 25.
Maii 1424. Aparet in libro Ser Mattini a -^i^
Pax ciim Duce Mediolani fieri nequeat auc quod fiat
verfam fieri fub pena Capitalis nifi prius repofuerit
Comune Florentie in co q{{q iuriburque in quibus
tempore pacis concr5ft2 die 8. Februarii 1419. &
dimiferit quod occupat in Rorriandiola & inde fuas
gentes retraxeric. Huc habetuf ih libro R, Ser Marti-
ni a 211. in Provifione cuius eft infralcriptum pro-
hemium qucd pofui ut fciatur qui fuerat Fiiippus
Maria' Vicecomes.
Manca ed e Ufciato in bianco.
Nomina Deciem viror. eleftorum vigore legis obtcnte per
confilia de menfe Oflobris \^i6»
Anronius lacobi de Caniilanis
Johannes Dom. Loyfi GuicciJirdini
Mafus Pieri Mafi de Antella
lacobas Francifci de Pulcis Magnas
Zenobius del Cicha Vinatterius Artif.
Dom. lulisnus Nicolai Davanzati
FUippus lohannis Carducci
Baldalfar Arrighi Simonis Agoraio Artif.
Nerone Nigi Ncronis Dierìralvi
Averardus Francifci de Medicis
De menfis Maii 1417. per confilia fuit provlfum quod
eligi poffent contra Ducem Medioiani intra fer
menfes prò eo tempere quo volent elìgentes non
maiore lex nienfibus in una vice plures &c. In libro o.
Ser Martini a 27. De-
MONUMENTI. 2pp
Decem eleflonim vigore fupradi^e auftorltatis fulc
eie^us in Cancellarium Ser Fiiippus Ser Ugolini
Pieruzi.
De menfe Maii 14^7. per condlia fuìt deliberatum qiiod
eligent dcciem Balie . Al Libro di Ser Martino a 444.
Inveni in libro in Camera.
Parifius Tomaxi Corbinelli
Nicolaus Andree del Benino
Nero Filippi del Nero Rigatt. Artif.
Nicolaus Franchi Sachetti
Antonius Dom. Nicolai de Ribatta
Dom. Marcelius Stroze de Strozis
Cancinus Ma£tci de Cavalcantibus Magnas
Fiiippus Dom. Blafii de Guafconibus
Cofmas lohannis Bicci de Medicis
Puccius Antonii Pucci Magifter Artif.
Decem Balie elefti die 25. Novembris 1427.
Sander lohannis de Biliottis
Johannes Michi Capponi
Nichclaus lohannis del Bellano
Andreas Nicolai de Giugnis
Laurentius lohannis Corcgiarius Artif,
Sander Veri Alcovici
Francifcus Dom. Simonis Tornaboni
Johannes Salveftri Carradori Artif.
Dom. Rinaldus Mali de Albizis
Ghinus Manetti Buondelmonti Magnas
De menfe Decembris die 15. 1429. ia libro Sec Filìp»
pi a 394.
Nerius Gini Capponi
Leonardus Bartholomei de Bardis Magnas
Arrigus Corfi Calzolarius Artif.
Aiamannus Dom. lacobi Salviati
Andreaiolus Nicoli Franchi Sachetti
Bartholomcus lohannis Carducci
Dom. Carolus Francifci Federighi Legum Doftoc
Ser Martinu5 Luce Martini
Johannes Laurentii de Stufa
lohannes Anconii Pugci Magifler Artif.
Die
JOÒ MONUMENTI,
Die X. menfis Mail 1450.
Dom. lohsnnes Dom. Loyii de Guicciarditiis Eques
Nicolaus Kh^niìis de Uiano
Antonius Leonardi de Antella
Nicolaus Bellarini de Bellacis Ger. Artif.
D. Bernardus MaTcei Cantini de Cavalcancibus Magnas
Dora. Pallas Honcfni Srrozus E-^ues
Dinus Dcm. Gucci Diai Cucci
Pierus Chiari Seronini Cprazarius Artif,
Andreas lohannis Andree Neri Lippi del Palagio
Nero Nigi Neronis Dietifslvi
Die 4, Decembcis '430,
Bartholomeus lacobì Ridolli
Felice Michaclis Branchacci
Nerius Filippi Neri Rfg-.:terius Artifi
Tomas Pieri Mafini de Anreila
JDartholomeu. Varani Pcruzi
Paulus Vannis Sarcollai
Bernardus Arnolfi Boftichi Magnas
Cofmas lohannis de Medicis
Angelus Filippi Ser lohannis
Puccius Antonii Pucci Magiftri Artif.
. Adì ZI, di Marzo 1431.
D. Lai^-entius Anronii de Pvidolfis Eques & Decret. Do£tor
Saiidcr lohannis Biliotti
Antonius Silveftri Ser Rifiorì
lohannes lohannis del Beilsno
Antonius lohannis Bartoli Grazia Legnarius Artif.
Dorn. Pierus Leonardi Bechannugi
Nicolaus Ioh?inris Carducci
Dominicus Tani Coltrinaio ( /upp le ) Atti f.
Nicholaus Barrholomei ( Nicolai ) Taldi Valorìs
Ghinus Manefti Buondelmonti Magnas
Adì ir. di Novembre 1431.
Domini. Collegia . Ofto . Sex. it. Confules & (^4. Cives
Se X. tra£li numero in totum 145. vigore provifio-
num obtencarum per chonfilia cportuna elegerunc
deccm balie prò 6. menfibus iniciandis di© 15, de men-
fis Dscembris 1431. Io-
MONUMENTI. 3^1
lohannes Mattei dello Scelto
Pierus Laurentii Anf^elini Pezarius Artif.
Gherardus Leonardi ÌFrefchobaldi Magnas
lohannes Dom. Forefi Salviati
Jìernardus Barcholcmci Gherardi de Gherardis
Francifcus Francifci Pierozi de Luna
ÌFrancifcus Dottk Simonis Tornabnoni
Laurcnzius Ichannis Bicci de Medicis
Lucas Dom. M?.Ci de Albizis
Laurcnuus Bcnini Cucci Artif.
Die XX. Madii i43i»
Pierus Dom. Lcyd de Guicciardinis
Barrholomeus lacchi Riduìtì
Aiamannus Dom. lacobi Salviatis
Ani;onius Vannis Maccaroni Galigarius
Simon lacobi Bindelli de Bardis Magnas
Fiiippus lohannis Cardini , <f;;z;/ Carducci
Dom. Pallas Honofrii de Strozis
Lodoviciis Cucci della BadeiTa
Cofmos lohannis d^ Medicis
b'er Paulus Ser Landi Fortini
Tempore uniusanni iaiciatidie I5.menfis lunii 1432.
143^. de menfis Marzli . In Libro Ser Filippi .
Dom. Laurentius Antonii Rudulfi
Nerius Gini de Capponibus
Nero Dom. Filippi del Nero Rigate,
Alamannus Dom. lacobi de Salviatis
Simon Marietti Orlandini
Pierus Cardinalis Rucellai
Dominic'js Leonardi Dominici Boninfegni
Nerone Nigi Neronis Dietifalvi
N'colaus Bartolomei Nicolai Taldì Valoris
Nicolaus Baldini de Trofcia Hofpitarii (i)
Die
(i) E* tieceffarh Japere Intuiti e' magiftrati de* X. della
guerra entrava uno di famiglia per leggie , et truo-
vanfì avere avuto d* ogni tifici 0 . Solo di 13. fami-
glie come appiè faranno fcritte delh quali non po-
^icva alcuno effere de' 3. maggiori quando Ci riformò
JOi MONUMÉNTI.
Die i6, Augulli t^-^y. prò tempore fex menfium initia-
tis die i8. Septembris 1457.
Caftellus Pieri de Quaratefibus
Pierus Dom. Loyfl de Guicciardinis
Bernardus Bartholomei de Gherardis
Bartholus Dominici Corft
lacobus Zanobi del Zaclieria Artif.
Filippus Johannis Carducci
Johannes Andree Minerbettis
Aleflus Benedici Lapaccinì Tofi Artif. /
Cofmas lohannis Dicci de Medicis
Lucas Dom. Maft de Albizis
la città dopo la cacciata del Duca di Athene , e
durò infìao al 1432. che fu 1* ultimo Simone di Ia-
copo di Bindello de' Bardi ; Ma el Mae[irato del '54,
fecie una leggie che tutte le famiglie non poteflìno
avere e' tre maggiori moftrando di benificarli coìt
che poteflìno andare a partito per tutti gli nfìcj &
per lo gonfaloniere non ne fu alcuno di detto ma-
giftrato de' X. et coxì lo perderono fotto fpezie di
efTere benificati & perci'k rari fono flati dipoi de^ 3.
maggiori .
// carattere corjtvo (ignìflca , che male , ed étppentt fi
legge t§elV Originale per la corrofione »
Nomi di Famiglie.
Bardi . Frefchobaldi . Cavalchanti . Pazi . Tornaquinci .
Buondelmonti. Gherardini. Agli. Pulci. Rofll. Ca^
tani . Boftìchi . Adimari .
Altra nota aggiunta appiè di tutta quefla Memtria ,
In quefto a 4. fono fegnate 13. famiglie che avevano
ci magiftrato de' x. S; altri uficj & folo era negato
loro e' tre maggiori come quivi apare quando fi ri-
formò lo flato nella cacciata del Duchs d' Athene .
Nel 1454- furono podi a federe e fatti de' grandi né
poflbno avere ufìcj
Figliuoli et difcendenti di Mefs. Rinaldo Gianfigliazi
Mefj, Rinaldo degli Albìzi figliuoli & difcendenti .
E' fi.
MONUMENTI. 303
1437. de menfe Februarii vigore proviilonis &c.
Bartholomeus Anronii de Ruduifìs
Nerius Gini de Capponibus
Nero Filippi del Nero Rigatt. Artifl
Alamannus Dom. lacobi de Salviatis
Bernardus Filippi Giugni
Dominus Petrus Leonardi Beccannugi
Johannes Simonis Dora. Thome Akovitis
Nerone Nigi Ncronis Dietifalvi
Cofmas lohannis Bicci de M3dicfs
Puccius Antonii Pucci Magiftri Artif»
Die 6, menfls Novembris i43«- pro tempore fex men-
fibus initiatis die prima Decembris pcoximi.
Luc»s Bonaccuri] de Pittis
Nicolaus Bartholomei de Corbinellis
Paulus Zanobi de Diacceto
Nicolau. Andree Giugni
Ghinus lacobi Ser Francifci Coreggiac, Artif-
Dom. Angelus lacobi Acciaiunli
Pierus Brancacii Oricellariis
Dominicus Tani Colcriciarius Artif.
lulianus Tomaxi Gucci
Angelus Filippi Ser lohannis
Die 19 de Aprili 143^.
Nerius Gini de Capponibus
Dom. Laurentius Antonii de Rudulfis
lu-
E* figliuoli et difcendenti di Mefs. Vanni Caftellani.
Bardo di Francefco de' Bardi . Bernardo e Domenico di
Cipriano, e Giovanni di Bindello.
Francefco di Filippo di Mef^. Caftellano de' Frefchobaldi,
Piero di Cavaichanre de' Cavalchanci .
Tutta la famiglia de' Guafconi .
Tutta la famiglia de' Perazzi .
E' difcendenti di Vieri de' RondinelU.
Bernardo Anfelmi .
Tomaxo^^. L (^o.fi
Simone i ^
Sandro di Bivìgliano Raugx .
Stoldo ài Lionardo Frefchgbaidì , e altri .
304 Monumenti.
lulianus Auguftini Coccii Biadaiiiolus Artifl
Antonius Salveftri Ser Riftori
Dom. Leonardus Francifci Bruni (d' Arezzo) d^ altra matts
I^eonardus Marci Bartholi
Dom. Petrus Leonardi Beccanugi
Cofmas lohannis de Medicis
Alexander Ugonis de Alexandris
Cambinus Francifci Cambini Artif.
Die 3. Novembris I43>
Lucas Bonacurfi Pitti
Pierus Dom. Loyll Guicciardini
Johannes Pauli de Morellis
Lodovicus Ceci de Verazano
lohannes Miniati Dini Coreggìar. Artif.
Dom. lulianus Nicolai Davanzali
Simon Francifci Guiducci
Angelus Paulonis Laurentii Artìf.
Nerone Nigi Neronis Dietifaivi
Nicolaus Bartholomei Valori
Die S. Aprilis 1440. tempore fex meftflbus inltiatis die
primo menfis lunii.
Nerìus Gini Capponi
Dom. Laurentius Antonìi de Rudulfis
lohannes Pieri Bartolomei Scodellariis Artif.
Dom. Leonardus Francifci Bruni -
Antonius Silveftn Ser Riftori
Dom. Angelus lacobi Acciaiuoli
Filippus Tohannis Carducci
Cofmas lohannis de Medicis
Alexandri Ugolini de Alexandris
Nicolaus Zanobi Buonvanni Beccarias Artif,
Die XXX. Oftobris 1440. Initiatis die prima Dicembris .
Caftellus Pieri de Qu arate fibus
Tomas Bartholomei de Corbinellis
Bernardus Bartholomei Gherardi
Bernardus Filippi Giugni
Vanncs Nicolai Ser Vannis Lenzi Artif.
JMarjius lohannis Temperani Manai
MONUMENTI. 3C5
Boni. Pierus Leonardi Becanniigi
Gijsrcnte lohannis Tonimaxi Guarenti Magiftri Artif.
Aiìdrcas Guglielmini de Pa/'s
Nicolaus Bartolomei Taldi Valoris
Die if. menfls Aprilis 1441. prò fex menfibus initiatis
die prima lunii
K^riiJS Gini Capponi
kn'sanozius Ffancifci Picll
Mitrcus Ichannis Mtchjloil Corcggiarius Artif.
Dom. Lcon?.rdus Francifci Bruni
Antoiiius Saiveftri Ser Rigori
Dom. Angelus lacobi Acciaiuoli
Filippus Ichannis Carducci
Cclrnss lohannis Bicci de Mcdicìs
Alexander Uijonis de Alexandris
lohaaiics Pucci M^gifter Artif»
Oftobr. 1417.
Dom. lannozius Francilci Pitti
Ncrius Gini Capponi
Dom. Olcus Lapi Niccolini
Vcm. Donatus Nicolai Cechi Donati
}jilippas lohannis Carducci
])omiii:cus Tani Petrucci Coltric. Artif.
iiimon Francifci Scr Gini Ginori
Cambinus Francilci Cambini Linaiuohis Artif.
Doni. Petrus Leonardi Bcccanugi
Nerone di Nigi Neronis Diccilalvi
D^c I). menfis Martii 1447- P^o fex menfibus initiatis
eie prima Maii 1448.
Cadellus Pieri Quaretefi
Luchas Bonaccurli Neri Pitti
Nero Filippi del Nero Rigate. Artif.
Francifcus Cambi Orlandi Orlandus
Nicolaus Andree Nicolai Giugni
Picrus Dini Peri Galigatius Artif. ^
Scr Angelus lacobi Acciaiuoli
Tomo XIV. V Io-
305 MONUMENTI.
Johannes Dominici Bartholi
Alexander Ugonis de Alexandrìs
Puccius Ancoaji Pucci
Menfis lunii t^ji.
Caftellus Pieri Quaratefi
Nerius Gini Capponi
Dom. Ofto Lapi Nicolini
Francifcus Cambi Orlandi
Dom. Angelus lacobi Acciaìuoli
Dominicus Leonardi Boninfegne
Cofmas lohannis Bicci de Medicis
Lucas Domiaì Mali de Albizis
lulianus Particini lohannis Hofpicat. Artif,
Barcholomeus Francifci Ser Andree Corazarius Artif. ^
1451. die 12 Deciembris.
Lucas Bonaccurfi Neri Pitti
Bernardus Dom. Laurentii Antonii Ridulfus
Bernardii!» Filippi Giugni
Donatus Nicolai Cochi Donati
Pierus Cardinalis Rucellarii »
Johannes Dominici Bartholi
Alexander Ugonis de Alexandrìs
lannozius Angeli de Pandolfinis
Francifcus Bonacurll Ccrfellini
Johannes Miniati Dini Ccreggiarius
Die xij. lunii 1453. prò f>. menfibus.
Francifcus Nicolai Andree del Benino
Dom. lannozius Bernardi Manetti
Mariottus Laurentii Marci Benvenuti
Alamannus Dom. lacobi Salviatis
Andreas Nicolai Andree de Carduccis
D m. Petrus Leonardi Bepcannugi
Petrus Cofme de Medicis
Lucas Domini Mali do Albizis
Dominicus Tani Petrucci Coltriciarius Artìf.
Nicolaus Zanobi Bonvanni Bcccarius Arcif.
Ini*
MONUMENTI. ^
Initlatis die 12. Deciembris i4J5»
Neri Glni Capponi
Lucas Bonaccurfì Neri Pitti
Dom. 06lo Lapi lohannis Nicolini
Carolus Zenobii de Ghìacceto
Dom. Angelus lacobi Acciaiuoli
Simon Francifci Guiducci
Cofmas Ichannis Bicci de Medicis
Dietifalvi Neronis Nigi Dietifalvi ,
Barrholomeus lohannis Michslozi Artìf.
Andreas Lapi Guardi Coreggiarius Arcif.
Die 6. Mail 14^7. Conrra Bartholomeum Colionem hoc
eft centra Venetos qui eum miferunc fuit proviluni
quod eligerentur decem balie
Dom.Tomas Laurcntìi Domini Tome Soderìni
Bernardus Tomaxi Bartholomei Corbinelli
Nicolaus Andree Giugni
Maziottus Laurentii Marci Benvenuti
Bongiannes Bongiannis Gianflgliazis
Bartholomeus Laurentii Lenzii
Antonius Lenzonis Galigarius Artif.
Mafteus Marci Antonii Palmieri
Picrus Cofme lohannis de Medicis
Nicolaus Zenobi Bonvannis Beccarius Artif.
Baldus Guglielmi Altoviti loco Bartolomei Lenzi qui in
officio objt & fuit eleftus per Ccnfilium del Cento
die 16, Oftobris 1467
Romulus Andree Nofri Romuli Magiftri loco Nicolai
Bonvanni qui objt & fuit eleftus per Ccnfiliumdel
Cento per vìam fquittinei die 23. lannuarii 1467.
Die Z9' Marzii 1468. prò tempore fex menfium iniiia*
tis die 6, Maii i458«
Dom. Loyfius Pieri Dom. Loyfi Guicciardini
Dom. Antonius Dom. Laurentii Antonii de Rodulfis
Bernardus del Nero Filippi del Nero Rigate. Artif.
Johannes Antonii Silveftri Ser Riftori
f^fMicilcus fieri lohannis Dinì
V 2 Bar-
3-S MONUMENTI.
^aftholomeuslacobi lacobi del Zaclieria Coltriciarii Art*
Andreas Nicolai Andree Carducci
Francifcu Laurentii Tigliamochi
Pierus Cofme lohannis de Medicis
lacobus Dom. Andree de Pazis .
'Die 30. Aprilis 1472. utapparec in libro primo Confìliì
del Cento /7 74. prò novicetibus Vulterranim fccun*
dum auftoricatem competen:em difto Confilio fuper
rebus flatus fuìt provifum quod deputarentur per
Dominos & Vexilliferum Cives inde ad per toturn
diem 3. Mail tunc prox. futuri femel & pluries Ci-
ves habiles ad ofHcium X. qualìratis caularum noii
excedentes numerum vigintì quos voicnt qui (ic de-
putati intclligantur legittime eletti cum auftoricate
circa res negocii Vulterrarum & inde dependentium
auftoritate decem balie concedi confacta prò tem-
pore unips anni.
Dom. Tomas Laurentii Soderini
Dom. Lucas Bonaccurfi Pitti
Dom. Johannes Antonii lacobi Canìgiani
Dom. lannozìùs Francifci Pitti
Dom. Angelus Laurentii de Stufa ,
Dom- Bongiannes Bongiannis Io. Gianfigliazìs
Dem. Pierus lohannis Andree Minerbetti
Dom. lacobus Dom. Andree de Pazis
Dom. Antonius Dom. Laurentii RiJulfi
Leortardus Bartolomei B?riholini
Antor.ius Pacci Antonii Pucci
Bernardus Tomaxi Bsrtholomeì Corbinelli
Rubertus Francifci Blafli Lioni
Jacobus Pieri Dom. Loyll Guicciardini
Johannes Antonii Salveftrì Ser Rifiori
Bernardus del Nero Filippi del Nero
Hyerontmus Msttei Morelli Morelli
Laurentius Pieri Cofmi de Medicis
Jver Nicolaus Michaelis Fei Dini Galìgarii Artif.
Bartholomeus Ser Antonii Baldini Hofpitator Artif.
Duret corum ofncium menfes tres a die eorum eie*
Clionis . Item quod pofiìut femei & -pluries per Do-
mi»
MONUMENTI. 309
minos Se CoHegia aut ipformn duas paftes prorogare
il opus fueric .
Die fj. lunii 1478. per Confilium del Cento folum De-
ccm Balie per fex menfes die ele^bionis initiacis
die 13. luniì &c.
Dom. Loyfius Pieri Dcm. Loyfi Guicciardini
Dom. Tomas Laurentii Dom. Tcmmaxi Sederini
Robcnus Francilci Blalìi Doni
Johannes Aiuonii Silveftri Ser Riftori
Anconius Ser Nardi MiniEti Coregg. Artif.
Dom. Bongiannes Eongiannis lohannis Gianfìgllazi
Dom, Petrus lohannis Andrce Minctbetti
Ser Nicolaus Michaelis Fei Dini Galigarius Artif.
Laurcntius Pieri Celme de Aledicis
Dom. Bernardus Dom. lohannis Buongirolamis .
Die 17. Novembris 1472. per Gonfilium del Cento fti-
pradifti Deciem fucruat reformati per fex menfes
immediate fecururos eorum officio fìnito . Iccm die
30. Aprilis per Confiliam del Cento fucrunt iterum
reformaci prò aliis fex menfibus inmediate fecutu-
ris fìnitis fuptadidis fex menfibus ^i reformsti eo-
rum miniUri.
V i Kum, m
3IO
Num. IX. per giunta alla Rubrica dccxl.
Libro IX. pag. 123.
Pfovvifìone contro a' debitori di Sale. Da Cur*
tapecore fciolte già di Camera Fifcale , ora alk
'Rìformagtoni ^ e da ej^e nelle mìe Mtfcell, voL C
PRovifio ad debita falis certis terminis & fub certis
graduatis penis folvenda ab omni Communitare &
perfofia Comitacus Flocentie an- 1373. ad normam alteri us
anni 136^.
^ In Chrifti Nomina Amen . Anno Incarnationìs eiaf*
dem milleJìmo trecencefimo fepcaagefìmo certio Indlftio»
ne XII. die quarto decimo menfis lanuarii in Confilio Dom»
Capitanei & Populi Fiorentini mandato nobilis ùl poren-
tis Milicis Dom. Petti Givitatis & Po-
puli honorsbilis Capitanei precona convocatione campa-
neque fonitu in palatio Populi Fiorentini more folito
congregare Ec die fexcodecimo difti menfis lanuarii in
Condiio Dom. Poteftatis Civitatis & Communis Florentie
mandato nobilis & potentis militis Dom. Bernabovis da
Maccharuffis de Padua Civitatis & Communis Flgrentie
honorabilis Poteftatis precona convocatione campaneque
fonitu in palatio Populi Fiorentini more folito congre-
gato & per ipfa iam di£ta confilia ut premittitur infuf-
fìcientibus numcris congregata prefentìbus volentibus &
confentientibus Magnifìcis Dominis Prioribus Artium &
Vcxillifero luftitie Populi & Communis Florentie Ec
maxime & nominatim oblervatis folepnitatibus obfervari
debitis fecundum fbrmam provillonìs firmate in Confilio
Domini Poteftatis & Communis Florentie a»no Domi-
nice Incarnstionis miliefimo tercentefimo fexagefimo fexro
die vigefimo nono menfis lunii que fic incipit = Ut dili»
gentius & cum maiori incelligentia &c. - tocalicer appro-
bata
MONUMENTI. 3 I I
bara a^mifTa & acceptara fuic infrafcripta provifio fafta
& edira fuper infrafcriptis omnibus & fingulis per di-
ftos Domjnos Priore.s & Vexilliferum & Gonfalonerjos
fotieracum Populi & durdecim boaos viros Communis
Florentie fecundum £.rmam & ex;gentiam ordinamenti
difti Communis & infra pr'xime & immediate annotata
& (cripta & qu«'d in hiis Se fuper hiis omnibus & fin-
gulis infrafcriptis procedatur provideatur firmetar & fìat
& firmum & ftab licum effe intelligiitut & fic & obler-
vetur & obfervari po(Iìt Se debear & executioni mandari
in omnibus & per om.iia prout & fecundum quod infra
proxime & inmediate in ipfa provifione contiaetur le*
gicur & habetur
Cuius quidem provifionis tenot talls cft videlicet
Ut tani contumacia negligentium puniatur quam irti*
potentie pauperum coniideracione permixta neceflitatibus
& Communis Florentie fuccurratur Domini Priores &
Vexillifer predifti iiabita fuper pred:£tis & infrafcriptis
omnibus & fingulis invicem Se una cum ofirio Gonfalo-
neriorum fotietatum populi Se cum ofìcio duodecim bo-
norum vìrorum Communis Florentie deliberatone fo-
lepni 3c demum incer ipfos omnes in fufficicenti numero
congregatos in palatio Populi Fiorentini premiflo &: fs£lo
diligenti Se fecreto fcruptinio & obcento partito ad fa-
bas nigras & albas per viginti oéto ex eis fecundum
formam flatuti & ordinamenti di6èi Communis eorum
proprio motu prò utilirate Communis eiufdem & omni
iure & modo quibus melius potuerunr pcovidcrunc or-
dinaverunt & deliberaverunr die decimoquarro mcnfìs
lanuarii anno Domini millefimo tercenrefimo feptuage-
ilmo tertìo Indizione xii. Quod omnes & fìngali Populi
& omnes & fingule Comunitates univerfirates & pcrfone
Comitatus feu diftri£tus Florentie qui feu que impofte-
rum tenebuntur aliquid dare feu folvere Communi Fio.
rentie feu alicui Camerario vel ofìciaii di£bi Communis
prò gabella feu pretio falis feu faline Communis Fi*^ ren-
tie Teneantur & debeant illud dare & folvere in ter-
minis ordinatis feu tmpofterum ordinandis per Commune
predi^tum vel pec habeoies au£):oricaceiu circa id a di-
Cbo Commuai .
V^ Et;.
312 MONUMENTI.
Et qnodomnes & fingiilì illi qui in dic^'s cerni'nls
non foiverinc pofllac per le vel alium feu alios Se alius
leu alii prò eis idipfuni & ipfam veram forcem & ultra
ipfani veram fortem nomine pene duos Ibldos denario*
rum prò libra qualibec totius ipHus vere fortis 8c ad
jpfam rationeni a die iplìas termini firmici ad triginta dies
tunc proxime fccuturos.
Ec quod omnes & (Inguli illi qui infradi£los crigin-
ti dies non folverin: feu prò quibas non folurum fueric
Ut eft diftum teneantur & debeanc foivere infra alios
triginta dies fìaitis di£tis primis triginta diebus continu2
fecuturos ipfam veram fortem & ultra ipfam veram for-
tem nomine pene tantum quantum afcendet ad ratio-
nem trium fclidcrum denariorum prò libra qualibet dì'^
fte fortis & ad ipfam rationem per fé vel alium feu
alios vel alius feu alii prò eis .
Et quod omnes & finguli illi qui infra di^los fecun-
do$ triginta dies non folverint feu prò quibus non fue-
rìt folutum ut diftum eli teneancur Se debeant infra a^
lios triginta dies tunc proxime fecusutos per fé vel ali-
um feu alius prò cis dare & foivere dido Communi feu
Camerario vel officiali ad huiufmoili onera rccipìenda
deputato vel deputando ipfam veram fortem 6c tanrum
plus nomine pene quantum capier ad rationem qua^^uor
foldorum denariorum prò libra cuàlibec diP^e lortis &
ad ipfam rationem ,
Et quod omnes & finguli illi qui f e folvent feu prò
quibus fic folutum fuerit incelligantur elle & (Int to-
taliter liberati & abfoluti «b cmni alia pena in quam
propter ceffationem fea tardationem ipfius feu ipfarum
Iblutionum quomodolibc-t incurrifTent . N<rc earum vel
alicuius earum pretextu feu occafione polline exigi con-
veniri gravari vel aliqualitcr moleftari
Quicumque autem in diftis terminis vel ipforutn
.aliquo non folverit feu prò quo folutum non fueric
ut eft di£^um & ex nunc elapfis ipfis terminis incurrifTe
intelllgatur in penam quarti pluris fortis predifVe . Ec
ad folutionem ìpfius fortis & pene predice cogi pofGc
& debeat per quolcumque retfVores & officiales Commu»
nis Florentie quocumque loco & tempore quantumlibec
]^Tvhyhìts Se in avere & perfoua k. fumm^rie & de fa*
M O N V M E N T I. 313
So, Eo etiam intelle£l:o Se exprefTo quod prò huiurmodt
debiiis cuiufcumque Comunitatis Pc pulì feu univerfits-
lìs quilibet ex allibratis in ipf. Communitace populo feu
univerfitate poflìc abfque uila folepnirEte fervanda ad
diilas lolutiones ccgi &: compelli in avere & perfona Oc
iummarie & de fafto & quocumque loco èc tempera
«ciani quantumlibec feriate vel prohibìto,
Item quod de cetero nulla Frovifio per quam dl-
fponeretur de remiftendo feu fufpeadendo vcl aliquali»<
rer alleviando vel minuendo di6:am penam quarti plu-
ris in totum vel partem aliquam alicui Communitati
Populo vel perfone pcffic poni ad confilia &c.
Salvo exprefTo & declarato quod per predi£la vel
aliquod prediftorum non intelligatur aliquid provifum
vel faftum effe leu provider! vel quomcdolibet fieri
pofTe per quod feu cuius vigore pretexcu caufa vel oc*
catione aliqua pena per Sedem Apc-ftolicam vcl Rem**
nam Ecclefism pcllìc cxigi feu peti a Communi Florea-
tie vel ab ahquo clHdab difti Ccmmunis feu alia qua-
curnque perfona vigore quorumcumque ordinamentcruni
Ccmmunis F*orentie fca cuiufciimque ftipulationis vqX
prcimidìonis inrerpofite vel fccuture vigere feu fecun-
dum fotmam dicti.rum crciinamentcrum . Et qucd fi quid
in ipfa Provifione ve! fub vcibis iplìus contineretur vel
incìuderetur quoquomcdo vel po/Tec cxìnde aliqualiter
refulrare quod efibc vel effe poilit centra predica vel
aliquod pr'vdiftorum feu per qucd feu cuius vigore pre-
textu vel occafìpne aliqua pena pciTcc fecundum formam
feu vigore diftorum ordinamcntorum feu alicuius flipu-
lationis fafte_vel intcrpofite ut eft diilum exigi feu
peri illud intelligatur fuifTe & effe irritum & inane 6c
prò infeftb ik non appofito roralicer habeatur & fic.
Non obllantibus in predi£lis vel aliquo prediftorUQl
aliquibus Icgibus l^atutis ordinamentis proviùor.ibus auc
RefcrmationJbus Confiliorum populi & Communis Flo-
rentie obltaculis feu repugnantiis quibufcumque & quan-
cumcumque derogatonis penalibus vel prefcriptis vel
etiamll de eis vel ipforum aliquo debuiffec vel deberes
fieri fpecialis mentio & cxpreffa quibus omnibus intel-
ligatur effe & fit nomiaaum expr§(fe fpecialitcr ac ge.-
as-
3T4 MONUMENTI.
neralirer derogatum & quod prò prediftis fupra in hac
prcpris Provinone continetur &c.
Qij im quidem Provifionem Dom. Priores & Vexilli-
fer predifti una cum officio Gonfalonericrum &c.
Ego Nicholaus fil quond. Dom Tedaidi oHm Inghì-
ramì de Prato Impc iiali auftcritate ludex ordinarius &
Notarius pub icuv ^ nunc cohadiutor previdi viri Ser
Pctri Ssr Grifi de Pratoveteri Civis Senenfis Notarii
Scribe Reformstionum Confiliorum Populi & Ccmmunis
Fiorente pr difta omnia ex Reformatif n»bus & (criptu-
ris Reform^tii num difti Popoli & Commutiis pineseum-
dem S^er Petrum cxiftentibus in paiatio PoDuli Fioren*
tini fidelicer rcripfi & in hanc publicam formam redegi .
Forh
la favorem Communiratum &c. Provifio 1373.
prò debicis in cercis cermìnis foivendis .
SS
Num. X.
315
Num. X. per fupplemento , ed illuftrazione
della Rubrica dccli. Lib. IX. pagi 138.
e delle antecedenti , e leguenti .
Brevi di Papa Gregorio XT» intorno alla Lega
contro la Ghiefa a Giovanni Albcrgotti Vefcovo
d' Arezzo , e Legato Apoftolico in Lombardia.
Da' Regìjirt delle Bolle dello fìejfo Pontefice
tieir Archivio Faticano a iiS.efegg, e da quella
nella mia MifcelL A»
I. Delegatioloanni Albcrgotro Seniori (i) Epifcopo Arre-
tino centra Anronium , & Manfredinum Gazzuli &c.
Gregorius XI. an. 1373.
GRcgcrius Epifcopus fervus fervorum Dei . Vener.
Fracri noflro Ioanni Epifcopo Àrretino Apoftolico
fedis Niintio faluceoi, & Apcftolicam benedicionem .
Inienca femper devotorum filiorum commodis Ecclc-ile
Ro-
(l) Quefta parola Mentori ufata qui , ed in tutti i fe-
guenti Brevi , ed in altri da me veduti t indiritti a
quello Giovanni Vefcovo d^ Arezzo, daU' an. 1370.
o 1371. fino al mefe di Luglio del I37<:>. il vederli
immediatamente poi nominato in altri fimili Brevi,
anche dello fteffb Pontefice, altro Giovanni Vefcovo
pur d* Arezzo , col titolo di Iunior ; •' cfTervarfi inoltre
coftantemente lo fteflb ftile eziandio in più Lettere
fcritte dalla Repubblica Fiorentina , o ad edi due
Vefcovi, ò agli Aretini , e fpezialmente quelle di
dettatura immediata del celebre Cancelliere, e di-
ligemifllmo Segretario Golucgio Selucaris di più i
Re.
'3^^ ^^ ^ ^ ^ ^^ ENTI.
Romane materna benigniras , illis fecì^ndam eorum me-
rita, & Oratus decencjaoi quancuin iufte poceft , fue mu-
nificentie grauus impertJtur, iir taniro prompticres in-
veniantur in ipfius Ecclede brnepìsciiis adimplendis ,
quanto favorabilius per materne liberaliratis ftudium fen-
ferint f e traftiri . Qaum iraquc ficut ^cccpimus Caftrum
Mentis Airi Aftenfis Diocei'eos » quod ab Ecclefia , fea
Epifc- pò Aftenfi prò tempore exiftenti teneri confuevic
in feudum , &: a^ucd iniquitati- fìlli loannes, & Anto-
nius,ac Manfrediniis Cazuli de Carmagnalia Fratres Lai*
ci Favinenfis Diocefeos a Vcn. Fratre n:frro loanne(a) >
Epifcopo Aftenll dudum prò certa parte ipfius Caftri te»
ncbanr in feudum, & ex eo quod prò ilia parte predi-
co Epifcopo fé u eidem Aftenfì Ecclefie commifTum , &
apercum de iure exifteret , quod difti fratrcs fue falutis,
& promise fìdelitacis immemore; cum peiditionis filio
B^rn^bove ds Vice-Comitibus Mediolanenfi liofte mani-
fefto diftc Romane Ecclefle pzJta , colligationes , & fe-
dera inientes, & eidem Bernsbovi homagium de fafto
prò difto Caftro preftsnCes Caftrum ipfum centra eam-
dem Ecclcfiam, eiufque gentes, & coUigatos de fa£lo
tene-
Regi{!ri ioW Archivio Vefcovale d* Arezzo; e fi-
nalmente !rt '«rttcra di quella Signoria allo fteffo Pa«
pa Giegf^rio XI. del derto anno 1 376. di condoglianza
•per la inerte del primo Giovanni Seniore ; tutto que*
ilo abbaftanxa comprova , e conferma , quanto eru-
diramente fi nota s cctal proponimento 2\\ìì pag. ■^S.
della Relttzione di Giovanai Rondinelìi fopra lofta^
to antico y e modrnio della Città d* Arezzo t ivi
pubblicata colle ftampe l'anno 755. intoino a que»
iti due Giovanni Vefcovi , l'uno immediato fuc-
cefTore dell'altro, e dà badante fondamento di cor-
reggere r Ughelli , hai. Sac. to?H. i. col. ^ij.e feg.
che ne forma un folo di due , e Iacopo Bucali »
Vite de* Vefc. Aret. che ne confonde 1' ordine , ed
i tempi , amendue forfè per non avere avuto como-
do di vedere quefti t ed altri monumenti .
(1) Malabayle^ del quale vcgga/i l' Ughelli ItoL Sac*
toin.i. C9U 387. .
MONUMENTI. 3^7
tcncbant. & diutius tenuerant gencibus , & colligatis
eifdem guerram ad opus , & fervitiurtì prohibitum , &
vetitum difti nequam Bernavobis pio viribus faciendo ,
penafquc , ac Icntentias ia Pioceflibus per Sedsm Apo-
ilalicam contra diftum Bernabovem , & eiu5 fautores ,
& adhere.'Ues f£.£l:is conrcntas , & alias in f^^adalibus con-
ftitutionibus interietVas damnabiliter incurrendo , & am-
plìus difti frarres , quibus prefarus Epifcopus de iplìs
tamquam de vafTallis confìfus cuHcdiam torius ciufdem
Caftii commiferat confldenter nec fine proditlonis fpe-
cie indufta dsfideria , £c dercfìandos fum?nres aff-ftus
contra prefatam Romanam EccJefiam , & dì£Vum Epifco-
pum , &r ccrum dominium audacia damnabili non eru-
buerunc eonìmittere predica , que fi vera fine privane
cofdcm Feudo prcdiào , eorjjmque Petfonss omni di-
gnitate,5c honore Feudali inhabilìtant ipfo fa£lo diletti
lìlii ncbiles viri Gaillelmus Rotarii , & Dominìcus eìus
natus Domicelii Afteiifes velut devotionis filli , ac flatus
Ecclefie prefate fideliflìmi zelatores cum providii cau-
€elis , & prudentibus non abfque magnis hboribus , &
cxpenfis de prediftorum fratrum manibus eripuifle di»
cantur , & ad cbedìentiam noft.am , & Ecclefie predice
laudabiliter reduxifie; Nos attendentes quod prefatus
Epifcopus, qui fi poftet eifdem Guillelmo, & Dominico
rcmunerationem de premiflis congruam exhibere debe-
ret,ab adminifiraticne Ecclefie Aftenfis ex ccrtis caufis
& rationibus citra tamen eius culpam ed fjfpenfus ad
prefens , ac volentes ipfis Guiìlelmo, & Dominico tan-
qHam benemeritis pr^mifTurum intuitu alicuius premia-
tionis gratia prevenire, ut deinceps, & fervencius , &
fidelius Rom. & Ailenfis Ecclefiar. fiatum profperum ,
Se honoris augmentum procurent quo fé cognoverint a
Nobis, & eifdem Ecclefiis ulccrius honoratos Fraterni-.
tati tue, 02 qua plenam in Domino fiduciam obtnemus ,
prefatum Caftrum Mentis Alti, eiufque vi!lam,& Tc-
nitorium una cum mero , & mixto imperio , &: homagiis,
pofieffionibus cenfibus univerfifque , & fingulis iuribus,
te pertinentiis aliis ad diftum Caflrum , feu ad difl:;<fn.
Aftcnfem Ecclefiam, vel Epifccpum in ecdem Cailre ,
feu eius cccalione pertinentibus quccumque nomine nun-
cupemur, dum tamen prcmiffa veficatc vigeant, ìpfumque
3l8 MONUMENTI.
Caftrumde proprio Ecclefie Aftenfis , vel menfe Epifco-
palis Dominio non exìftat , fed Feudum antiquum dumtaxac
confifcatumque fuerit, ut prefertur,& ad hoc prefati
Epifcopi Aftenfis confenfus accedacinde tuam confcren-
tiam honerantes prenominatis Guillelmo , & Dominico ,
vel alteri eorumdem prò (e , & heredibus fuis nomine
prediftorum Aftenfis Ecclefie , & Epifcopi tradendi , &
fub modis, formis, & condiftionibus (\e quibus tue cir-
cumfpeftioni videbitur concedendi in Feudum, & omnia,
&c fingula , que circa infeudationem huiufmodi , & ab ea-
dini dependentia , incidentia, emergentia, & connexa
ncceffaria fuerint, feu quomcdolibet opportuna faciendi
au£toritate Apoftolica , & exequendi plenam , & liberati!
tenore prefentium concedimus facultatem , alienatione
tamen fuperioritatis, & homagii diftì Caftri , & perti-
nentiarum eiufdem tibi petiitus interdica . Datum Ave-
nione viii. Idus Decembris Pontificacus Nollri anno iii.
II. Confìrmatio Conventìonum inter Ioannem Senio-
rem (i) Epifcopum Arretinum , & CommifTarium Longo-
bardie , & Nobiles de Paleftro &c. An. 1 3 7 j. Ivi a 23. ter»
GRegorius Epifcopus fervus fervorum Dei Ad per-
petuam rei memoriam . His , que prò ftatu pro-
fpero, & tranquillo gentium nobis, & Romane Ecclefie
devotarum noftro , & ipfius Ecclefie nomine provide afta^
funt» ut illibata confiftant libenter Apoftolici muniminis
cuum a nobis requiritur adicimus firmitatem . Sane nu-
per inter Vener. Fratrem noftrum Ioannem Epifcopum
Arretinum Apoftolice Sedis Nuncium , & generalem
CommifTarium in parribus Lombardie noftro, & ipfius
Ecclefie, ac imperii Romani nomine ex parte una, &
dileftos filios nobiles, & Univerfitatem Loci de Paleftro ,
Vercellenfis Diocefeos, qui iugum miferrime fervitu-
tis , quo ab iniquiratis filio Galeazzio de Vice-Comitibus
de Medioiano difte Ecclefie perfequutore, & hofte ,du-
riter opprimebantur abicientes ad noftram , & ipfius Ec-
clefie devocionem, Se obedientiam pervenerunc , ex al-
tera parte q^uedam conventiones > & pafla, ut dicituz
inica
(f) E cosi fempre anche ne' titoli de' feguenti Brevi .
MONUMENTI. 31^
inita fuerunt & firmata de qirbus afTericur conftar^ pu*
blicum Inftrumencum . Quum autem prò parte nobilium >
& uiiiverficatis pred.ftorum nobis fuerit humiH^er Tup-
plicatum, uthuiufmodi conventionibus , & paftis ?c)bur
confirmationis adiicere de beni^nirate ApoftoUca digna-
remur ; Nos huiurmodi ipforum qobilium , & urfiverd-
tacis in hac parte fapplicationibus ihclinati predice con-
ventiones , & paft^ proinde ut rite , & iufte afta lune
rata habentes, & grata illa auftoricate Apoftolica teno-
re prefentium confirmamus , & prcfentis fcripri patro»
cinio communimus. Nulli ergo «>ni.iino homi num liceac
hanc paginana noftre conficmsrionis , & commuoitionis
jnfnngere , vel ei aufu temerario contraire. Si quis au-
tem hwc attentare prefumpferit indignationem Omnipo»
tentis Dei , & BB. Petri , & Pauii Apoftolorum eius fé
noveritincurfurum . Datum Avenione vin. Kal. Februarii
Pontificatus Noftri Anno v.
III. Altra fifìiile , Inter eofdem , & Noblles de Sfrata , &
Univerfiratem Loci de Valida Papienfis Diecefeos
eodem die , & anno . Ivi a l'^.ter.
IV. Altra flnxcr predi£tos,ac Nobiles de Speragaria de
S. Maria, & de Gambarena Comites de Lomello,
ac de Bifcoffis de S. Martino , & Uuiverfitates lo-
corum ipforum Papienfls , & Terdonenlls Diecefeos,
eodem die, & anno. Ivi,
V. Altra, Inter prediftos, & Nobiles Viros de Beleu-
geriis de Refìgnana , & de Pionere Papi<,n(ìs Diece-
feos , eodem die, & anno . Ivi.
VI. Altra , Inter prediftos , & Nobiles Viros Cataneos ,
& Univerfìtates locorum Sillanengo, & de Caftellazio
Novarienfis Diecef. eod. die , & anno Ivi .
VII Altra y Inter eoldem & Nobiles , & Univerfitatem
de Cario Papienfis Diec eod. die ,& anno Ivi,
VIIL Altra, Inter prediftos, ac Nobiles & Uaiverfita-
tem loci de Mandello Novarienfis Diecef. eodem
die , & anno. Ivi a 29. ter,
IX. Altra , Inter prediftos , & Nobiles , & Univerfitatem
locideLandiOna Vercellenfis Diec.eod die , & an. Ivi*
X. Altra , Inter eofdem ac Nobiles , & Univerfitatem
loci de Cavalio Novarienfis Diec. eod. die , & an (vi ,
XI. Al'
310 MONUMENTI.
/ XI. y4/?r^, Inter eofJsm acNoblIes, &• Uni verfitatem loci
de Fara Novarienfis Diecef. eod. die , & anno . Ivi .
XII. Altra i Inter eofdem , & Nobiles , ac Univerfitatem
loci de Vigolongo Vercellenfìs Diecef. eodem die,
& anno . Ivi a 23. ter*
XIII. Altra , Inter eofdem , ac Nobiles , & Univerfitatem
ioci de Calpignano Novarienfis Diecef. ccdem ààt,
& anno . Ivi a 2p. ter.
XiV. Commifilo Invefliture Caftri Cortefoni eidem Ioanni
Seniori Albergotto. An. 1375. Ivi pag, ^o.
GP.egorius Epifcopus Servus Servorum Dei. Vener,
Fratri Ioanni Epifcopo Arretino VerceJlis commo-
rami falutem, & Apoftolicam bencdiftionem . F.xhibita
Nobis prò parte nobilis viri Cortefoni Pe]!e:ce nati quond.
Danielis Peliette Domicelli AftenGs , petitio continebat,
quod licet diftus Daniel pater, & quidam antecefifores
ipfius Cortefoni Caftrum Cortefoni Papierrfis Diecefeos
cum iurifdi£Vione, ac iurìbus , & perrinenriis fuis tenue-
rint in Feudum nobile ab Ecclefia Papìenfi , di£bumque
Cal'^rum in tcto, vel faltem prò certis partibus cum iu-
rifd^ione, iuribus , & pcrtinentiis prediftis ad ipfiim
Cort^fonum ime fuccefilonis tam di£li patris , quam alio»
rum confanguineorum , feu agnatorum fuoriira, & aliis
certis legitimis titulis , & caufis pervenerit, ac perti»
reacSc fpe6let ; tamen idem Cortefonus prò inveftitura
ciiéti Caftri , feu partium ipfius ad cum pertinentium
infra tempus ab iure ftarutum petenda, & obtifìcndg ,
ac facramcnro debite fidelitatis ,& aliis ad que tenentur
prcpterea prefl-ando ad prefenciam Ven. Fratris Noftri
Francifci(i) Epifcopi Papienfis in Civitate Papìenfi per
intquìtatis fìlium Galeaz de Vice-Comitibus de Medio-
lano, Ecclc'fìe Rom. perfequutorem , & hoftem deteqta
moram ttalientìs cum ad Epifcopum Papienfem , qui eft
prò tempore huiufmodi feudi inveftitura pertineat pro-
pter guerram , que in illis partibus noftro , & ipfius Ec-
clefie Romane nomine contra diftum Galeaz geritur non
pccuic , neque poteft adire fecure . Quare nobis prò hii«
iuf»
(1) Suhripate tV^h^ìlì H,S0C*t9m,i. col noi.
MONUMENTI. ^ti
suffr.odi Cortefoni parre fuic humilirer fupplicatum uc
fibi providere in hic de oppofuno remedio dignaremur,
ÌSioi ig'^ur volences prefatum Coriefonum apud nos de-
votioais erga Rornanam Ecclefiam Drediftam aliijque vir-
tutum mentis fide dignorum reftimonio ccmmendjitum ,
huiiifmodi intuìtu favoribui profequi oppoi'tunìs Frater-
nitati tue, de- qua in bis, Se ai'iis gerioius in Domino
iìduciam fpecia'em per Apoftolica fcripta commirtimus
& mandamus , quatenus voctris qui faitiar vocandi , &
auditis que partes allegare, & preponete voiueri'>r per
brevem , & fummariam informarionem il predica inve-
neris veritate fulciri , prv<»fatum Corcefcnum pru fé , &
eius heredibus de pr 'di6to Caftro f-u ìpllus Caftri par-
tibus qu2S ipfe Corteibnus ad fé pertiaerc csm^lem Fra-
ternirarem mrdis drbicis infofmabic cum lurifdiftione,
iuribus , & p?rtinentiis fuis in Feudum ìiiftoritare Aoo-
ftolica Romane , & Papientis Ecck-naruai ncmine prc-
dircatum iuxta ipilus Feudi naturam inveftire procures
ab eo fìdelitatis debite ree piens iuramcntum iure cu-
iuslibeì in omnibus femper falvo lapfu tcmparis de in»
vefticuiis petendis , ac iuribus , conilirucionibas , & con-
fuetudinibus contrariis non cbffanribus quibulcumque .
Datum Avenione x. Kal. Aprilis Pontif. Noftri Annov.
XV. Epiftola Priorum Arrerinonim ad SuTtmum Ponrifi-
cem GrfgoriumXI de obitu lohanms de 3J^"''5?or:'!S.
An. *57 5 Da copia Jcritta in que* tempi ntedejtmi ^
che (i ferha tra' M>S, della nohil:ffima Cafa Redi
d'Arezzo , delprej'ente Srg. Cav. Bali Ignazio , Cod, A.
SAnftiffìmo, ac Beatillimo Patri , & Domine, Damino
Gregorio, Dei providencìa Sacrofanfte Romane , ac
Univerfaiis Ecclcfi.- Summo Pofitifici . SanJli-firne , ac
Beatiflime Pater , Se D. mine . InFandi doluris diiru-^ gla-
cjius noftram animam p??rfuravit ex nnntiato nobis tbi:ii
Reverendiflìmi Noftri Patris Dom. irannis de Albevgot-
tis preclarifllmi noftri Civis , celtbris memora ndri
Prv'iulis, ac Paftoris . H.^u proh doler/ Eft e\ ■ 'lani
infigtie noftre Civitatis decus, ac precipuum U ut^vv;.
In eterna tamen conflderacione legem nature inevita-
biiem advertentes, qua
Tomo XIV. X „ Stat
322 MONUMENTI.
„ Sratfaa cuiq'jedies, breve, &ìnreparabiletempus
„ Ooinibus eft vire
Cogimur flctu reprefTu tam inremedinbile fatum , quam
cquiori polllmus animo tolerare. Ceterum quia faluti
Civitatis noftre plurimuni eft conferens bonus Paftor,
libertatis noftre zelator , & ftatui noftro fidus , veftre
JBeaticudini fuppìicamus, quod ad eleftionem futuri no-
i!ri Epifcopi Veftra Sanftitas non (ìt celerrime feilina ,
fed dignetur de fpeciali gratia expe£tare , donec poiiu-
latio Cleri , & Populi Arrecini , quc confeftim fine more
difFugio celebrabicur , pari veto fuerit folemni ritu Ve-
nire Beatitudini prefentata , quod erit fìdelibus noftris
"votis fumma gratia , & folamen . Datum Arretii ap. lulii
Indigliene xiij.
XVI. Committitur Card. S. Sabine cognitio caufTe intec
Comites de S. Flora , & Dominos de Befchio fuper
Kocca Salvene Suanenils Diecefeos , que prò bono
pacis iam tradita fuerat in depofitum b. m. Ioanni
Albergotto Seniori Epifcopo Arretino, antequam de
ìllis partibus difcederet , ob nonnulla Romane Ec-
clefie negotia . Anno 1 376. Dal cit, Regìftro di Brevi ,
^eir anno VI. del fu o Pontìfi t, 1. a ^,
GRegorius Epifcopus Servus Servorum Dei , Dileflro
filio Francifco (i.) Tit. S. Sabine Presbitero Cardi-
nali in nonnullis Terris Rom. Ecclefie prò nobis & ea-
dem Ecclefia in temporalibus Vicario Generali l'alutem
& Apoftolicam benediftionem . Exhibita nobis prò parte
dìleà' filii Bernardi Simoncini , Civis Arrctini petitio
continebat , quod orta dudum inter dileftos filios nobi-
]es viros Francifcum, Aldebrandinum , & Senenfem Co-
iTìites de S. Fiora ex parte una, & Raynerium BufìTe de
^Befchio Domicellum , ac Francifcum ipfius Raynerii na*
tum , fuper Rocca Salvene Suanentis Diecefeos» quam
quidem Roccam quilibec ipforum Procuratores ad fé
fpeftare ailerebanta prout afrerunt communiter vel divi-
fim ex altera materia queflrionis , bon. mem. Phiiippus
Epifcopus Sabinenfis(2) cune in nonnuUis terris Romane
Ec-
(i) De Tehaldefchìs . Ciacon. Vìt, Pont. ^ Card, t,2. col. $70,
(a) De Caùajfole , Ivi t97fi. i. col. 17^.
MeNUMENTI. 323
Ecclefie prò nobis, Se ipfa Ecclefia Vicarius in tempo-
ralibus Generalis, fé inter parces ipfas, & concordie in-
terponens ad fedandum guerras , & fcandala , etiam iam
exortas inter partes eafdem, ac turbationem patrie , que
cccafione ipfms Rocche poterat vetilìmiliter exi tiri , nec
non attendens quod inibì agebatur de preìudicìo difte
Ecclefie prò eo quod a nonnuUis afferebatur prout afle*
ritur Roccam prefatam , que in Patrimonio B. Petti iti
Tufcia confiftic ad ipfam Ecclefiam pertinere , & quod
di£tus Raynerius , qui Roccam ipfam aliquandiu tenue-
rat ex prefata Ecclefia recognoverat , ac prò ipfa certuni
annuum cenfum eidem Ecclefie folverat , & quod ad
parlamenta, ficut alii Vafialli , & fubditi eiufdem Eccle-
fie fepe venerat, indifta Tregua inter partes huiufmodi
fub epe pacis Roccam ipfam in manibus b. m. lohannis
Epifcopi Arretinì de voluntate eorum partium feque-
ftravit . Deinde prefato Philippo Epifcopo ficut Deo pla-
cuit vita funfto quum di£tus lohannes Epifcopus prò
nonnullis Ecclefie Rom. negotiis fé de illis partibus ad
Romanam curiam veniens abfentavit regìmen , & cufto-
diam difte Rocche, ut prcmittitur , fequeftrate ḍbo
Bernardo tunc eius familiari commifit . Et demnm quuni
idem lohannes extitit vita fun8:us huiufmodi Rocca in
cuftodia di6bi Bernardi non fine gravi eius preiudicio ,
& periculo cum terminis diftarum treguarum haftenus
cxiftit, & uterque iplarum partium Roccam prediftam
»b eobem Bernardo cum gravibus comminationibus re-
petit , & quod nihilominus tam Ecclefia , quam Bernar»
à\is predici in cuftodiendo ex tunc prefatam Roccam
grandia expenfarum profìuvia fubeunt, quodque partes
ipfe inter fé ad arma , & bella preparent occafione pte-
fate Rocche , propter quod masrna turbatio totius cir»
cumftantis partis formidatur . Quare prò parte diSti Ber?
nardi fuit nobis humiliter fupplicarum ut providere fu-
per his de opportuno remrf'dio dignaremur . Nos itaque
huiufmodi fuppli-cationibus inclinati circumfpeftioni tue ,
de qua in his , & aliis gerimus in Domino fidiiciam ple-
niorem per Apoftolica fcJpta ccmmittim'i^ , & manda-
mus, quatenui vocatis qui fuerint v candì. & euditis
hinc inde propcfitis, quod iuiV.. n fueiit d -cernos , ap-
pellacione t€£a4«a, & inter diftas partes treguas au6lo-
324 MONUMENTI.
ritate no{!ra indicas prò tempore de quo vìderis exps-
dire , faciens quod decreveris per cenfuram Ecclefiafti-
cam firmiccr obfervari , non obftantibus tam felicis re-
cordat. Bonifacii Pap. VITI. predecefToris noftri , qua ca-
vetur ne aliquis extra fuam Civitatem , & Dìecefim nifi
in certis exceptis cafibus , & in illis ultra imam dictani
a fine Tue Diecefeos ad iiidicium evecetur , & de duabus
dieris in Concilio generali , quam aliis Gonllitutionibus
Apoftolicis contrariis quibufcumque, feu fi prefatis Co-
mitibus , & Domicellis , vel qiiibufvis aliis communìter
vel divifim a Sede Apollolica fic indultum, quod inter-
dici , fufpendi , vel excommunicari non pofflnt per Lit-
teras Apoilolicas non facientes plenam, & exprctTam ,
ac de verbo ad verbum de indulto huiufmodi mentio-
lìem , provifo quod Rocca predifta ad fedanda fcandala,
& patrie turbationem predi£tam teneaturper diftum Ber-
iiardum interim , ficut haft 'nus , in fequeftro , quoufque
via luris decretum , &: diffinitum fuerit ad quem , vel
<juos debeat pettinere. Datum Avenione Nonis Marcii
Pcntif. noftri anno VI.
^VII. Lettera di lamento degli Otto di guerra di Fit^nze
agli Aretini contro il Vefcovo Giovanai Albergotti .
D/JÌ Regìflro delle Lettere di Coluccio Salutati »
alle Riformagioni .
Arretini's Ofio . Conqueruntur Arretinis de hiis que
mcliebatur lohan- de Albergottis Iunior Epifcopu»
Aret- i37<?.
A Mici Cariflimi. Miramur fatis quod Epifcopus ve-
rter fecundum quod per interclufam copiam veflra
prudentia marufvft? pcrcipier conrra nos , & nofìra cepta
tam inirnicis animis operetur. Quocirca amicitiam ve-
Urani tffcduoiiflSme deprecamur quatenus in hoc inter-
ponere pb.ceac remedium < ppoitunum , ne tales macchi-
natione^ , & opera deteftanda in veftrum , & noftrum pre-
judicnim atreutentur . Datum Florentie die aa Martii
XIV. India. 1375.(1) XVIII.
(1) S' intenda cb Itjcarnatìone , fecondo lo ftile antico
Fiorentino i SipolTono ancor» vedere altre fimili già
ftam-
MONUMENTI. 325
"XVIII. Largicìo Ichanni Albergotti Epifcopo Arretìnr>
500. fior, auri fiiOra a Confraceniicace . Dal Lib. A»
fecunfìo Deliherationum l^raternit&ùis S. Marie Mi'
feri cor dì e ( d' Arezzo ) pag. 40, (i)
N Dei nomine . Amen. Anno Dom- Noftri lefu Chri-
fti a Nati^itate eiufdem 1381. Indi£t. quarta , tempo»
re Dom, Urbani Pape VI. die penultima menfìs Decem-
bris - Ccnvocatis (ìmul in unum in audJentia Domus Fra-
ternitstis S. Ivlarie de Aretio, in qua audientia ReTtores
difle Fraternitatis funt iblìti congregari prò faftis difts
Fra-
{lampsce nella R?xcoIta di quelle di Coluccio SaliH
tati in Firenze 1741. e parricolarmenre la 48 /?/2r. f .,
pag. 104.. e Ì3 4p. ivi pag 105, e ia 55. ivi pag. 139.
e quella allo fì-eifo Velcovo, poiché fu rimeiro iti
patria, «. 72. par, ^. pag> 185. e ia TS' i'^i P^g» i^S*
e finalmente la 1^»pag. 191.
(i) Ho voluto riportare ancora quefto Documento , per-
chè pare, che confermi ftinpre più la diftinzioneJ
fuddetta di àut G'ovanni Albergotti Vefcovi d' A-
rezzo di quel tempo, l'uno fuccpfTore immedifito
dell'altro; conciofiacofachè qucfia donazione , o ìi-
mofina della Fraternità, e molto più il motivo di
*ejTa , non fcmbra poter convenire in alcun modo^l
primo jòV/;/;-»*-/, ma lolamente al fecondo, sì perchè
quegli era per altra parte foprsbbondautcmente prov-
vifto ancora dal Pontefice , e sì molto più perchè »
come fcrive i' erudito Illufliatore della lodata Re*
lazione del Roudiuellt , nelT indicata Nota psg, 49.
,, Quanto fu il primo della Iiber:à delia Pàtria zclau-
„ te, altrettanto conrro a quella tentò ì\ fecondo,
ti coficchè fcr fTe di Lui il noftro Sor Gorello, già
9, più volte citato, Cap VII.
a El Padre gioviti del mìo Vefcovado ,
9, Lhe del fiio e. io non fegue lei vigci ,
„ Per cui memoria ni* era ajfii a grada,
„ RiuTcirono però infelicemente queiì:! tentativi, e
„ pel Vefcovo , che fu dalla Città difcacciato , e per
„ li fuoi , le cafe de' quali furouo dlal popolo incen*
i> diate , €C» ^
32<; MONUMENTI,
Fraternitatis cxpedìendis . Sapientes viri Dom. Ludovica*
Dom. Bici de Albergottis de Arecio porrae Burgi , Dom,
Matthciis Dom. Fci de Bezolis portae Fori, Fra.iCifcus
Azi portae Fori, Bartholomaeus Bonomii pcrrae Cruci-
ferae , & Ser Ludovicus Benìs portae S. Andreae hàbens
vocem Gì ruccii Cecchi Ser Berti de numero Reftoriim
diftae Fraternitatis in porta S- Andreae , omnes prediali
Rcftores difte Fraternitatis , due partes ofto Reftoruni
Fraternitatis prefarae , & di6to nomine ut heredes cum
beiie^cio laventarii PagiiMaiFei de Aretio portae Fori,
manu Ser lacopacii Ghini Notarli de Aretio vigore rc-
mìfllonis in eo fa6te per reformationem fift^m, éc cele»
bratam per opportuna confilia difte Fraternitatis, manu
mei Notarii infrafcripti , fub die 5. Sepcembris an. 1380.
tertìa Indizione , Se ìpfa Reformatioae folemniter vlfa ,
& le£ta , & infpe£ta per ipfos Reftores, fafto, & folemni
mìfTo partito inter ipfos Reftores per me Nocarium dic^.^e
Fraternitatis infrafcripcum ad fabas nigras , ìk albas , fecuii-
dum formam ordinamentotum diftae Fraternitatis ; ipfo-
rum nemine difcordante decreverunt , deliberaverunt ,&
declaverunt, quod Reverendo in Chrifto Patri, & Do-
mino, Domino lohanni Epilcopo Arreiino fuis confide*
ratis muitis, multifariifque damnis in combuftione do-
morum ipfius , & fui Epifcopatus poiitis tam in Civitate
Arretii , quam extra Civiratem ," loco elcemcfyne , &
fuflldii dentar per diftam Fraternitatem , & Reftores 'p»
llus trecenti floreni auri loco eleemofyne, & fuflldii,
& prò diftis treccntis florenìs auri habeat cum eiFe£lu ,
& eleemofynam confequatur a dSa Fraternitate S. Ma-
riae de Aretio de bonis olim Pagni MafFei Guidi d«
Aretio portae Fori, cuius difta Fraiernitas eft heres,
vigintiquinque ftariora terre laborative ad tabulam , po-
fita fupra fontem Pozoli prope Menia Civitatis iuxti
fuos confines .
Per Donatum olim Ser Iscpbi JFei de Aricio Net»
Fraceraiutis prediale.
Num. XL
3 27
Num. XI. per la Rubrica dcclxxii. Libro IX.
pagina 195.
Relazione dì un Anonimo contemporaneo della
morte di Papa Gregorio XI. e dei Conclave
per l* eiezione di Urbano VI. Da Raccolta di
Conclavi MS. pejìo dì me a i, e figg,
Obitus Grcgorii XI. qui Sedem Ap- ftolicam ex Ave-
nione ad Urbem tranflulit anno Mccclxavì, Conclave
in quo crearus fuit Urbanus Papa VI.
AVVERTIMENTO.
)» L'Aurote anonimo di quefl-a Relazione, che fi
„ trovò prefente a' fatti, eh' e' racconta , fc::^bra quel
„ medefìmo , che cita Agollino Oldoini rellc iut nuove
,^ Giunte al Ciaconio , toin. 2. col. 6:6. cerne appari ^ ce
7> da quel paflb non breve da lui riprrtato , comirc«?,n-
,> do dalle parole: Rie antv Papatum j per muliGS an»
,, nos.^c, fino a queHfr.-Nc^r non honos Retigwfoh fatis
$, amabat', che. fono le fiefi.^, che qui &ppfcaù u ieg-
j> goao.»'
JJO tempore quo Dominus Gregorius Papa huius no-
^ minis XI. deceflit Icilicet anno Dm. 376. vj Ca-
lendas Aprilis circa primam horam noflls Romae, qui
biennio antea ex Avinicnc fedtm Ap< ilolicam, ac Ko-
manam Curiam , quae ab Urbe per ieptufginca annos ab-
fuerat,ad eamdem Urbem reduxerat, fcihcor Idibus la-
nuarii anno 1376. & Pontiiìcarus fui vij. Erac ipfe Rrmae
cum fexdecim tantum S. Romanae Ecclefiae C-rdinalir^us
praefemibus , r^iquis feptem abfcnùbus, etant cnim
X ^ tunc
32 S MONUMENTI.
tunc vivi vjginti trss quorum nomina fune haec per
ordì ne m
>J< F. N. Aiiglicus Cardinalis Albanus Decanus
>J« Egidius Ifalnii de Monteacuto Epifcopus Cardinali?
Tufcu'anus
>J( Johannes de Blanfncco Epifcopus Cardi i;ì1ìs Sabinus
Petrus Corllnus Florencinus Epifc. Card. Portu^nfis
lohannes de Croco Epifcopus Cardinali;. Praeneft.nus
>J< Petrus de Moncaruco tirali S. Anaf^afiae S. Rom. Ecc.
Archipra;;;sbirer , & Vjcecsnceifarius
Gnglit'lmu» de AgrifoMo Pracsblter Cardinali? ticuli
S. Stefani in Coelio Monte L'n^uiiceofis
Francifcus TebaJdefcus Romanus Pr-aesbitcr Cardinalis
tituli S. Sabinae , vulgo diclus Cardiisaiis S. Peu i
F. Bercrandus LageriJ Òrdinis Minorum S. Francifci
Praesbiter Cardinaiis tic. S. Ceci'iae.
)J< F. Guglielmus Praesb. C^rd. S Vitalis tìt. S. luftinae
Robercus de Gebenua ArelatenfisPraesbicer Cardinalis
tic. Bafilicae Aportnlorum
Simon de Borfano Mt diolancnfis Praesbicer Cardinalls
tit. S. Ioannis > & Paulì Pammachi
Hugo de Lc-monicinio Praesb. C^rdinalis tit. SS. Qua'^
cuor Ceronatorum
Guido de Lemonicinio Pracsbiter Cardinalis tit. San-
6>ae Crucis in Hierufakm
>ì< F. Ioannes de Ganzia Presb. Cardinalis tit. S. Marcelli
Legatus in Tulcia
Petrus N. Praesbirer Card, tit, S. Laurentii in Lucina
F. Gherardus de Podio Monacus , & Abbas Mentis
Maioris tit. S. Ciementis
)J< Hugo Archidiaccnus S. R Eccl. tit. S. Marie in Pcrtìcu
lacobus Urfìnus Romanus Diaconus Cardinalis tituli
S. Georgii ad Vellum Aureum
Petrus FlandriiUis Diaconus Card. tit. S. Euftachii
Guillielmus Ncvellettì de Lemonicinio Djac. Gardin.
tit S. Angeli
Petrus de Veruco Diac. Cr.rd tit. S. Mariae in Via Lara
Petrus de Luna Cat-fitr Augadeniìs de Aragonia Diac.
Cardinalis vz. S. Mariae in Cofmedm.
Abfcntes praenouù fune Tigno »i<
Quo
MONUMENTI. 329
Quo mortuo iiij. Calen. Aprilis t fummo mane exe«
quie , five Novcndialia a Cardmalibus fexdccim praefen-
Uhus move maiorum caeiebrari fuat coepta in Diaconia
S. Marie Nt vae » cuias ante Pontifìcatum fuerar Diaconu*
Cardinalis.* & ibidem m^rrmoreo ilpulcro fait honorifice
fepultiis • Quae Novend^ialia novem continuis diebus per-
durarunt , cum m^ximo torius Romanae Curia© gemitu,
ac lachrimis, & tanto, quanto nunquam ante quifquam
fepuicus eft. Parente enim , & unico genitore privati
cmnes videbantur , lugebantque non modo praefentem ,
verum ctiam futuram calamìtatem , in quam tubiate 00-
timo Pontifìce ob P&truum difcordiamfe incurfurcj pr?.e-
fagìbant .
Septimo Idus Aprilis cantata per Epircopum Cardi-
nalem Portuenfem MifTa de Spiritu Santo, bora iam tar-
da Cird nales num, xvj. ut praefertur in Urbe praefen-
tQs 1 quituor fcilicer Itali, videi. Petrus Gorilnus Flo-
rciìtinus, Francilcus Thebaldefcus Romanus , Simon Js?
Biria-io MediqlHnen. & lacobus Urfinus Romanus ; reiujui
v«?:o Galli prò elezione futuri Summi , atque univerfalis
F' «tifici? ingreflì fune Conclave paratum in Apoftolico
P.i,^fio iuxta Badiicam Principis Apoftolorum.
Antequam ingt* fTum , principaliores ex Romanis ccn-
grr'gi'ii decreverunr Cardina'cs omnes convenire , eofque
pie Se inflsnter obfecrare , ut placeret eis in Summum
Ponnfìctm clfgere aliquem4vomanum , vel faltem Italum .•
fari'? enim eis videri Galles legnalTe in Romana fede,
hm ai Cives Romanos , Italofque redire honorem illum
c^ ngruum fore ; & hoc non folum omnes Cardinales in-
fimul congregaros , fed eorum quemlibet figillatlm quo-
que d *precabantur .
G;irdinales vero benigne eos audiebant , & refponfa
hum^i'à generalia tamen eis exhtbebant .
Vulgus ?.utem ignarus audacius loquebatur , per vi-
ccs , & plateascismitans, Romanum vclumus: quod cuoi
familiare-» Cardinalium audiflTent , & Dominis fuis retulif-
fent, confiderantes ipll conditioncm Populi Romani prae-
cipitem, & incon'ìderatam, veluti torrencem impetuo-
fum , tumulrus , & feditiones facile excitari pofTe, fibi
ipds pertimefcere coeperunt : unde negncium placandi
Fopuium Romanutn Cardinali Lemoviccaft > qui inter eos
Ui-
339 MONUMENTI.
Ultramontanus exiftimabatur magjs praticus , & fa«^ax
demandarunt.
Hic autem Cardinalis amicifiìmnm fibi fecerat Bar-
tolomeum Praegnanum , five Prigaanum , alias Tuczil-
lum Regentem Cancellariae Apoftolicae prò Ferro de
Montaiuco Cardinaji Pampilonea. S Romarne Ecciefiae
Vicecancelano . De quo Hk^c pauca neceOario intcr-
Jfer^'>nda fuor , ut clarior illiiis noritia habearur , cum
pofi-mocftrm tucrit afiumptus in Papam , & Urbanus hu-
xus ncminis VI. appcilarus.
Hic Bartholomeus Praegnanus , (ìve Pt ignanus , Tue-
zDlus , five BuciiJus antea vccacus , ex patre, (ive avo
Filano , & matre Napolerana, Praegnana ex parte patris ,
Tucztlla , five Burtilìa ex patte macus , utrifque igno-
bilibus, Nejipoli in Platea viridi in quodam loco, qui
vulgvrirer Infernus appellatur , natus, & educatus fuit ,
& poflqu&m adnlevit , utrique luri operam impendit,&
doÒrus evjilìt, &c Doftoracum adepcus eft, & Àvinioni ,
ubi cune Romana Curia degebac, magna officia cum ma-
xime hotiore afTecutus fuit. & in ea diu verfatus Gre-
gorio Remano Pontifici praediéto , & omnibus Cardina-
libus fuit valde dileflus: Erar tunc cum Romana curia
de Civitate Avinioncnfi ad Urbem reveil'a fuit paupec
Archiepifcopus Materanus , 8c Atherontinus mox Ar-
chiepiicopus Barenfis in Apulia per eumdcra Papam Gre-
gcrium fiiftu-» , quem Archìepifcopatum vix per annum
ente ìpGus Papatum pofTederat.
De mandato eiùfdcm Gregeriì in abfentia pracfati
quond. Dom. Petri Cardmalis Pampilonenfis San&ae Ro-
ananae Ecclefiae Vicecancellarii , qui poft receflum Gre-
geriì ex Avinione continue ufque ad eius obitum re-
fnanferac in eadem Civitate , recipit in Urbe officium
Regentis Cancelleriae Apoftclicae: fuit enim egregius
Dcftor , nec non ante Papatum homo humilis , éf de-
votus,& retrahens m?.nus fuas ab omni munere , inimi-
cus ,& perfecutor Symoniani , zelator caftìtatis , & iu-
Hitiae, feà nimis fue prudentiae innitcndo , & credens
«dulatorJbus , libenter aures praebuit ipfis , frequenter,
& follicite iu ecdem iure . & in facra pagina etiam ftu-
jlens. Ingenium , quo , ut ipie teftatur Saluftius , neque
mtlius) nec^ue ampUus aUud in natura morulium ed»
ia
MONUMENTI. 331
in culttt , atque focordia torpefcere non finebatr Viros ìi*
^eratos , & bonos fincere dilexit, & prò pcfTe adiuvir^
non impediens fé de negociis alienis ,* & finguiù dicbias,
dum corpus Ibfpitate gaudebac» MifTam legit,& etiara
plura (ifficia in eadem Curia tunc exiftente in Cìvicac^
praedi£ia exercuit : fuic enim per plures annos exami-
«ator in gratiis fpecialibus, necnon Praefidens in Csn-
cellerìa praedifta, & documenta, que tieri folent circa
liceras ApoOolicas , recepir . & haec officia exercuic in
Avignone , anteqiiam ad huiufmodi cfficium Locum te*
nentis Cancellerìae pracdi^tae in Urb- foret aflumptus.
Erateriam brevis ftaturae , afpcftus(() coUris lucidi ,
ilve fuici, & iexagenarius , vel circa; & anrequam exi«
ret Avinionf caufa veniendi cum ipfo Gregorio Papa
tid Itftliam fuic focius, five Cappellanuv Commenfalis iri
Avinioae difti Dom, Cardinalis Pampilonenfis , ratione
Pra^fidentiae in Cancelleria praedi£la, qui quidem Car-
dinalis ipil , & uni fcutifero cum feprelibratis femel ia
anno veftibus prandium miniftravit , & nunquam fuic
talis » auc tantus, quod ìpfe p^r fé, ve! alìum prò ali»
qua confequenda dignitate , itcm quantumcumquc notabili
praelertim Paparu fedicionem , feu impreflì; ném movif-
fet, vel ÉJiquis de eo cogitafTet , auc praefumpTiffet : Hic
erenim ante ipfius Papatum , per multos anncs me > x5-
ftente cum ipfo , fingulis noftjbus , pcftquam ad cubi!®
fuum caufa quieicendi afcenderat , coram fé in Biblia quo»
ufque dormiret , legi fecerat, & raro, vel nunquam
tempus aiiquod vigilando otiofe confumpfit; fcd aur f!u-
debat , ut praedixi , feu commifTa fibi exercebat cfEcia ,
vel orabat, & nid ar£latus quodammodo per plateas nul«
latenus incedebat , & in incedendo duabus beftiis con-
tentus erat, una mula fcilicet , fuper qua ipfe , & uno
equo, fuper quo eius familraris ipfum afTocians, equi-
tabanc: etiam induebatur cilicio diurno tempore, & no»
fturno, in quo dormiens indutus fuit defuper tunica
alba , talari de mediocri panno hneo : ac multum eraft
patiens tunc temporis in adverfis, compatiens etiam va!»
de calamicatibus aliorum: omnia autem ieiunia per Ec«
cle-
(4) II MS. pare, che dica» à'/pì^ìs, forfè per errgy»
^el Copifta •
332 MONUMENTI.
clefiam indifta rune fanfìiifllme (bfervabat, nec non pee
Advencum Domini , & per Sexagt^fimsm annis fmgu^is
ieiunabar, 6c ieiunances (ìmìlitec , nec non bonos reli-
giotbs faris amsbsc.
Hunc ergo averrens Cardinalis Lemovicenfis , iic
atìutum confu!uit, quid fieri polTet ut & Pr.pulus Ro-
nianu<; quieraretur , & Curia Romana in^Gaiiias reduce:
qui poli plurima colloquia , re}pi;ndit , Et unum nomine
tantum, »^*um vero fé, & fa£l:o eligerec, quem poftea
fublato pcriculo, noniinarent.
Nec ei verbum hoc difplicuìt .
Intrantes ergo Cardinales in Conclave, & de pro-
videndo vacanti iVlliciti, poft aliquot dies , cum Jiar-
tholomeum praefatiim eìigendum decernerent , folum ad
Romanorum impetuofum lun^crem vitandum , ut alio in
loco tutiori alium crearent , unus ex Cardinalibus , qui
alium non expcftabat PoiUiiicem , quam fé ipfum intro-
nizandum, nocum fieri fecic ab extra Ulcramontanum
eleftum .
Qaod cum vulgus expc£l:ans audifTet furiis inveftum
Conclave fregic cum minis , Se terroribus ; fed cum di-
dicifTet Italum eleftum hunc fcilicet Bartholomeum Ba"
rcnfem Archicpifcopum , ccnquievic » ab infoletuiis de-
fiftens.
Lconardus autem Aretinus in fir.e libri c6tavi Hi*
ftoriae Florentinae fic breviter dicit.
Qucd cum ingredi Conclave Patres de fucce/Tore'
diligendo ccgitarent, infurgens Romana plebs , nulHus
certi htiminis impulfu , fed fuapte ingcnio pecmota, Ro-
manuna Pontificem ex Civibus Rt.manis , vel faltem ex
Italicis creari debere ciarnitabat: H^ec diS:a. pcftulata-
que,cumnon inconfona rationi viderentur , augecur tu-
multus , crefcetque multitudo , pauiatim ad ufque Con-
clave pervenir ; Patres conterriri , quoniam Romanus , vel
Italus eligi poftulsbantur, Bartholomeum Archiepifcopum
Barenfem Patria Napoiitanum elegerunt .
Sed longe melius , clariufque rem tctam hanc aperit
Thecdorus Nemien. de hoc fchifmatc iib. i.cap. 2. cu-
ius primum fupra relatum prò maiori parte reperitur,
qui ita inquic > & ipfe in eo Conclavi) feu eiu^ ingreflu
affuic .
Cam-
MONUMENTI. 333
Cumque omnes Cardinales poft rbitum dìB:] Gregorìi
Papae , qui Uecellic Roniae circa finem mentis M^rtii
anno Domini 1576. ut moris eft , intrarerit Conclave in
Palatio Populi propp Bafilicam Principis Apoftoìorum »
fupradi£ì;us etiam Urbanus cum eis, non tamen ut Car-
dinalis intrabat , 3c ckpe£tans inibì, donec omnes afìi
Praelati , qui tunc pariter intraverunr, ab inde receiTe-
rant , folus eifdgm Cardinalibus in camcris eorumdom fi-
gillatim loquebatur , ipfos devotiu- depraecando , nt De-
uni , èz iufticiam prae oculis haberen.r , & omni afF Orio-
ne femctaiEcclefiao P^omanae de utili , & idoneo Pafì-ore
per eb£tionem Canonìcam providerent ; ficuc hsec Heri
vidi, & audivi cum eod?m Urbano ibidem cune exiftens:
Ec quia dìS:i Domini Cardinales per multos dies ante-
quam eligerent in di£!:o Palatio , ieu. Conclavi remsnfe-
rant , praefatus Urbanus timens ne forte aliquid finiflruni
ipiì Eccìefiae contingere poflet , interim quod difti Car-
dinales erant in Conclavi , fingulis diebus ad Altare £e-
cundum in ipfa Bafilica legit MifTam . ut exiftimo, Do-
minum deprecando, ut Cardinalibus ipds fuam grat^am
dignaretur infundere , quod cito Pontifìcem utilcm , &
ìdoneum eligerent , ut praefertur: Cumque poftea difti
Cardinales in eumdem Urbanum in ipfo Conclavi quod
adumeretur in Papam per ele6lionem unìformem , fci-
licet nomine ipforum difcrepance fa8:?m infimul con-
cordafTent: quadam die veneris , fcilicet iiij. Ni n. Apri-
lis tunc currentis anno praedifto , paulo ante hor&m ter-
tiam,.mirerunt proeo , & muitis aliis EcclefiaiHcis Prae-
latis, qui tunc fuerunt in ipfa Urbe praefentes: qui qui-
dem Urbanus ftatim libros , & quafdam alias res ipfius
ad loca tuta portari fecit, ne ii rumor infurgerer in po-
pulo , quod ipfe eleftus effec in Papam , fcrfan Romani
more fuo, irruerent in cius hofpicium, ac ipfqm fine
libtis, & rebus hui^ifmodi fpoliarent.
Sed poflquam eadem die ptaedifli Urbanus tunc Ar*
chiepifcopus Barenfis ncminatus » & alii Praelati per eof-
dem Dominos Catdirtales Tic vacati , circa horam tcrtiam
ad prcdiftum Palatium acceiferant , ortus fuit repente
msximus rumor in populo , fcilicet quod Papa fuiffet
cleftus , fed quis edet ille , adhuc illis erat incertum:
ied cum paulo poli quidam de ipfo Palatio cìamaret ad
^ pò.
334 MONUMENTI.
populTim r ìrr maxima turba prae foribus diéll Palafif cots»
gregatum, in haec verba, videlicet : Barenfis eft eleQ^s
in Papam : Ad hoc vehemens commotio fubito fafta fuit
in pcpulo, quod conringit, credo, ea de caufa , quia
pleriqiie Romani , praediftos Dominos Cardìnales ante-
tijuam ipfum Conclave intrarent crebro follicicarunt, ce
loco dìdc'i defunfti Paftoris faltem Romanum , vel Ita-
licum in Papam eligerent ea vice; quod etiam me prae-
fente una voce depraecabantur omnes illi Romani, qui
ftabant in gtadibus eìufdem Bafilicae , dum praefaci Do*
mini Cardìnales di£ì:um Conclave, ut praefercur , caufa
eligendi novum Poncifìcem, intrare volebant ; & a pie»
rifque audivi, quod hoc per illum lacobum Romanum
Cardinalem fuit fophiftice , vel ex indufttia ordinatum,
ec per hoc ipfe,tamquam de potentiori domo Romana ,
fcilicec Urlìnenll ortus, eligeretur in Papam.- & etiam
aliae rationes caufam huic clamori populari dederunc ,
quia Dominus Gherardus Cardinalis cituli S. Clementis
Itabuit quemdam Cubicularium , Ioannem de Bari , vul-
gariter nuncupatum Gallicum , feu de Terra Lemovì-
cenlì oriundum , fatis , ut fama erat , fuperbum pari-
eer,& lafcivum, qui propcerea ne dum di6lis Romani? ,
Ced etitm prò maiori parte Curialibus crac exofus .• &
fcunc credebant difti Romani fui/Te in Papam eleftum
loco Gherardi praelibati , Se de ilio ipfì Romani falfo
errore fedu6ì:i , dolebant plurimum, & vehemens mur-
fóur faftum extitit inter ipfos . Di£ti vero Urbani eìeGti
in Papam pauci Romani nunc notitiam habebanc , & eius
hibentes nocitiam reputabant ipfum quodammodo pau-
perem, & defpeftiim , nec domum , vel hortun propriumi
fxo tunc habebac in Urbe , vel eius diftriftu .
Alia etiam Iiuius rumoris popularis caufa fuit: Nam
incer illos Praelatos tunc etiam vocatos ad di£tum Pa-
latium , ut praefertur , erant aliqui Romani potentes ,
fcilicet Petrus Abbas Monacus Montis Caflìni , & alìi,
quorum cuiuslibet Confanguinei , & Amici credebanc,
^uod Amìcus eorum €le£tus eflet in Papam: Unde re-
pente maximus concurfus , & ftrepitus equitantium, &
concurrentiuni per contratas di^ae Urbis ad ipfum Pa»
latium illa tempeltate auditus fuit, ibidem durans pene
iiis coca die : Vads Cardinales prediali ad fedandum di-
ftos
MONUMENTI. 335
ftos rumores fimulate, fea confìQ:e populo per aUquos
dici fecerunt, quod praefatus Cardinalis Sarfti Petrì ,
fciiicec Francifcus de Tebaldefthis Romanus Praesbiter
Cardinalis ticuli Sanftae Sabinae eflTet eleftus in Papam:
qutd audientes fui amici ciim magna turba impetuof©
currebant sd praedì£):um Palatium , quo recipìeares ipfuni
vìolenter ad Altare maius in ipfa BiCiìic&.nt eft moris
de novìcer el^^lis in Papam fieri, perduxerunr . &: pò-
fuerunt fuper illud, eo invito, & dicente . q^iod non
effet Papa; T'd /\rchiepifcopus Barenfis, per eum , &
alios Cardìnales eleftus fuit in Papam, & tam magna
preiTura ibi fafta illico eft, ita quod diftus Cardinalis
in illa comprenfus mortem vix evafit, qui poft hoc ad
diftum Paiatium reduftus , ex tunc continue remandc
quamdiu vixit penes D. Urbannm antediftum .
Difta vero die poft eamdem eleftionem , etiam tunc
ipfo rumore durante, quxtuor, vel quìnque de praedi-
£ì:is Cardinalibus esmdem Urbem cum difto Domino la-
cobo Cardinali exiverunt > Se aiiqui eorumdem Cardina»
lium ad Caftrum San£^i Angeli in Burgo diftì S. Petri
declinarunt: fed altera die immediate ad diftum Urba-
num in Palatìo Apoftolico exìftentem Càt'is tempeftive
acceflic Petrus de Luna nunc , & paulo poft alter , qui
Abbas Maioris Mentis vulgariter nominatur, & poftea
Hubertus de Gebennn , ac iubfequenter caeteri Cardìna-
les, fcilìcet de Agrifolio, Vivarienlì . Gandatenfi , Sanali
Angeli, Sanai Euftachii, nec non de Britannia , & ^>^a-
vienfi .* qui omnes fuerunt natione Gallici , & ipfi alii
tres Cardinales Italici : Ita quod omnes praef»ti Cardì-
nales , qui eum elegerunt infra horam vefperarum illa
die convenerunt in ipfo Palatio . Qui poftquam Romani
in veritate fenferunt, quod di£tus Cubicularius, cogno-
minatus Barenfis , non erat eleftus in Papam , ab incoe-
pto rumore penitus quieverunt, ulterius de ipfis Cardi-
nalibus , & elezione fafta de ipfo Urbano fé nullarenus
implicando: Unde omnes ipfl Cardinales tunc iniimul
hora vefperarum in eodem Palatio aggregati ipfum Ur-
banum paulo poft eamdem horam vei'perarum more fo-
lito intronizarunt ; qui poftquam incronizatus fuic pec
eofdem, ad locum , in quo diftas Gregorius Papa Bme»
di^lionem dari Populo confueverat, cum omnibus ipfis
Cai-
336 MONUMENTI,
Cardinalibus, nec non magna multitudi ne alìorum Prge«-
latorum accedens , populo in maxima frequentia , & mul-
ticudine ibi tunc congregato, Papalem, & folemnem be-
nediftionem dedit.
Ec deinde xiiij. Calend. Mali fn die Pafchae , 5: in
ipfa facra Pafchali Domini de mane valde folemnicer
per ipios Dominos Cardinales , ut moris eli: , ac per ma-
nU3 lacobi Cardinalis Urfinis San£te Romanae Ecclefiae
Archidiaconi abfentis Locumtenencis , ipfe Urbanu5 fuae
Coronationis, omnibus Cardinalibus confentiencibus , in-
fìgnia recepit, ance porcam diftae Badlicae : ficque Co-
ronatus, difti Cardinales, ac Praelaci, & officiales , ac
ctiam multi Nobiles , & Curìales , ac pene univerfus
populiis Urbis ipfum ad Ecclefiam Lateranenlem per
eamdem Urbem cum Papali honore , feu pompa tran*
feuntem afiTociarunt .
Fuerunt etiam tunc in ipfa Urbe multi Baroncs , 8c
alii M'Agnates per plures dies praelentes , qui univerfa-
liter fingili! videlicet eorum eidem Urbano ut vero Sum-
mo Pontifici, publice , ac private honorem, & reveren-
tiam exibuerunt, & cune nuUum dubiam, nullufque
rumor fmifter erat in Urbe Roma, etiam inter Cardi-
nales, Se alìos qucfcumque , quod idem Urbanus non ef-
fet verus Papa , aut quod per oppreflionem , vel alias
minus Canonice foret el-étus : Imo omnes ipfl Cardina-
les rune temporis fcriptis , & diftis pubiice , & private
dicebant omnibus etiam Itrcum de ipib Urbano conferen-
tibus, qucniam ipte Urbanus eflet verus Papa, & cano-
nice , ac concordicer per ipfos eleftus , Se haec eft ve^
sritas, nec potuit re vera negari .
jNum. XIL
337
Nuin. XII. per la Rubrica dcclxxxiv. Lio. IX.
pagina ipp.
Narrazione dello ftelTo Autore Anonimo contem-
poraneoj intorno .;ir origine dello Scifma co-
minciato fotto Urbano VI. Dalla citata Rac-
colta MS.
Origo nephandi Schifmatis fub Urbano VI. coepti Anno
Domini Mccclx^viii. & Conclave novum in Civitate
Fundorum, ubixiiij. Cardinales ab Urbano deficicn-
tes elegerunt Clementem Vii. di£bum Antipapam .
Die lunae fequenti infra fefta Pafchalia diftis Vef-
peris in eodem palatio in Cappel'a Maiori prefen-
te ipfo Urbano Papa, coepit ipfe Urbaaus pubìice i(\'
crepiti Epifcopos , qui iiluc venerane , dicendo quod
cmnes efTenc periurii, quia Ecclefias fu^s defererenc ia
Romana Curia rendendo .• fed tacentfbu.'t omnibus ip(i$
Praciatis , quidam Dominus Martinus Ep\Tcopus Pampl-
lonen. eiufdem Urbani Referendarius natiohe Carhelanus,
qui fuit D;'£tor egregius in Iure Canonico , & diu Avi-
nione in eodem Iure legic ordinarie, folus i&?g teipon-
ciic fatis audafter in haec verba .• Quod iple non e/TeC
periurus , quodque diftam Curiam non proprer eius pri-
vatam, fed pocius propcer publicam utilitatem fequere-
tur, & parata? efTec de illa recedere, nec non ad eius
Ecclefiam accedere: arguendo fubtilicer per hoc diftum
Urbanum,quod illud egiffec parum urbane, atque mi-
nus caute (le generaliter obiurgando Praelatfs praedi£ì:os
tunc in Romana Curia praei'entes .
Subfequenter autem die lunae immediate poli; fe-
cundam Dominicam Pafchae , ideft die tercia Maii in fe-
llo Inventionis Sanftiflìmae Crucis ipfc Dominus Papi
Tomo ÀI f^. y Ur-
358 MONUMENTI.
IJrbanus tenendo publicum Confiftorium , & confluenti»
bus illic diftis Dominis Cardinalibus , nec non Praela-
tis , ac Officialibus , & Curialibus in magno numero»
ut moris eft , incoepit fermonem fscere in praefentia
corumdem ; cuius thcma fuit : Ego fum Paftor bonus , &c.
quem minus caute, nec non eriam minus ornate fecit ;
In quo etiam mores di£tornm Dominorum Cardmalium,
& Praelatorum incoepit redarguere; quod ipfi aegre tu-
lerunt; iMiror enim quare hoc fecit , fciens eflTe parum
ìpfum prò tunc curare.- fruftra enim niti , ncque' aliud
fatìgaado nid odium quaerere , eftrema dementia eft ;
Fuerunt enim increpationes illae tempeftive fomentum
fchilmatis fubfequentis ,
Veniens etiam ilio tempore quidam Colle£lor fru-
ftaum Camerae Apoftolicae de quadam Provincia ad
praefentiam difti Urbani , ei quandam pecuniae fum-
mam ratione fui collefti oflfìcii otìferebat : Cui refpondens
ait : Pecunia tua Cit tecum in perditione; Et fic iilam
recipere non curavit: firiiilia multa infolita , & abufiva
de die in diem faciens , per quae pene omnium ipforum
Cardinalium, & Praelatorum centra fé magis iracun-
diam concitavit .
Sed quod Urbiinus ìpfe ita proflluit ad increpatio-
nes indffcrctas , & nimium repentinas , caufafuit, quia
q. Domina Ioanna Regina Hierufalem > & Siciliae , quant
pofì:T.^a idem Urbanus Siciliae Regno privavit , audiens eum
in Papatum promotum effe , gavifa fuit gaudio magno vai-
de , & p..'r multos dies Neapoli luminaria multa more illius
Patrìae per toram Civitatem in crepufculo vefpertino ad
honorem difti Urbani incendi fecit*, nec non Amba-
fciatores ipfl Reginae per eumdem Urbanum ftatim poft
cIe£tionem fuam deftinatos benigne recepìt , & multis
grandibus , & liberalibus donariis praevenit; ipfique Ur-
bano quadraginta milliq ducatos in Auro partim , & in
fnonera Argentea in ilio princi^>io deftinavit: nec non
paulo poiìrVina, & Biada, ac Carnes falfas , & Cafeos
per Mare in navigiis in magnis quantitatibus (ibi tranf*
mitrendo: Regnum quoque fuum, & omnia qute habe*
|)at libi cbiuìit, credendo eum fibi femper remanere
|)ejievolum.
Et ab alio lacere ille q. Pater Principum, & nor*
ma
/-
MONUMENTI. 335^
ma Nobilium, fcilicec Domìnus Otho Dux Brunfviceri-
fis y & Princeps Taranti maritus diftae Reginae , qui
eri«m pracdi£bum Urbanum ante eius Papacum fumme
diiexit, & quantum potuit per diftum Gregorium Pa-
pam paulo ante ipfius obitum ad faciendam Pacem incec
Romanam Ecclefiam , & Colligatos ad Tufciae, & Li-
guriae parces deftìnatis omnibus per ipfum fideliter.Sr
prudenrer prò ip£a Pace rcformanda incer eardeni paites
difcrepances compofitis , ad eamdem Urbem rediic circa
fefta Pa(chalia cum bonis novis pacis huiufmodi conclu»
fae , repeiiendo ipfum Gregorium interim vita fun£lafu ,«
qui edam exhilcratus vehementer de promotìone difti
Uibani iìbi obrulit fé >& fua . Et cum infra eadem fe-
lla diftus Otho fumpto prandio cum difto Urbano, uc
mnris eft , ci quadam die potum praeberec in cclatione
quorumdam Cardinalium, & aìiorum magaae aa£lorita-
ti> virorum, dicìrus Urbanus ex faftu fcyphum de ma-
nìbus tanti Princ?pis ftantis coram eo dia genibus iie-
xis, rccipere tardavic , dmec eum quidam ex Cardina-
libus dlcerer haec verba : Pater fanfte tempus eft ut bi-
batis : Nec fefellic in eo illud prò timo ;
„ Afoeriiis nihil effe miiero qui furgit in alcum ;
Nec illud.-
M Corde ftat infilato pauper honore dato :
Et licec tunc foJlicitaretur inftanter , quod eamdem Pa-
cem prò ipiius fteui firmando, benigne acceptaret: hoc
ramen prò cune facere non curabat , crcdens , fc fuper
pennas vtntorum iam volare . Quae etiam praeconce-
ptum rancorem iam intcr ipfos ,& fuos Cardinale» prac-
di£tos non mediccriter adauxerunc ; &c eum dclirum co-
munJter ipfì Cardinales iudicabaaC: Fuit enim in homi-
ne ilio natura inquieta, & durai 6: duri C( rdis , unde
pr< bavit illud ; Cor durum habebit male in novifllmo ; & ,
Qui amat periculum in ilio peribit .
Ipfe enim tunc praecer fpem ad tantae dignitatis
fsftigium fubievBtus , intollerabilis videbatur .* nulla Pa-
tribus grafia, quod fé potifllmum delegiflent , ^ulla hu-
manitas , nulla conciliatio animorum , fed conrumax ,
tninsbundus , & afper malebat videri , & metui potius»
quam diligi .
Haec pervcrfitas Patres induxit m§tu, & indigni-
y 2 tio-
34» MONUMENTI.
tionc aliofum refpiccre: Paulo enim poft fufcltata nimis
pericitlofa dilccrdia inrcr ipTum , & diftos Cardinale>
praediftum fcifma magis proprerea ex rancore muruo
partium, quam ex allegata impreflìone in elezione difti
Urbani, ut in praecedeacibus tangitur , habuit ortum .*
Nam idem Urbanns Romanis civibus prò pofTe compia-
cere fluduit , in quo etiam ipiìs Cardìnalibus vehemeii-
tius dirplicebac : Itaque clam- inter fé de elezione tslis
Pontificis conqucfH, cum & metum , & violentiani Po-
puli Romani accufarent , figi'latim omnes ferme ab ipfo,
cxiftente adhuc in eadem Urbe , abire coeperunc circa
medium menfis Maii poli eiua Coronationem , & ad A-
naniam Civitatcm Campaniae Roman, declinarunt, re*
ccearionis caufa prò ilio aeftivo tempore , ut diccbanc ,
quia tane, uc communicer cxaerimur, incipit calor ii
cadem Urbe vigere; nam, ur fiipra didilam eft , eleflio
^-eius fuic celebrata Ncnis Aprilis , & de menfe Mui .
cum Papa effet in Civitate Tiburcina , perrexerunt ad
Civitatcm Ananiae , & ex Anania de menfe lulii fequentis
recefTerunt quatuordecim Cardinales ab eo ad Civitatcm
Fundcrum , que eft in principio Regni confinis Cam-
paneae.' Regina enim Apuliae I<;anna predilla cum ac-
frepi.Tec Gardmales male contentos , & minus quietos Re-
gni fui , ad quod Carolus ius in eo praec-^^ndens haberc?
profpiciebat , eis , ut dicitur , fecrete fignifìcavit » quod
ad Civitates Regni ipfius ture portene accedere , fi quid
aliter providere difponerent.
Urb?.nus autem fentiens infra aliquot dies pcftea,
quod illic centra eum confpirafTenc , quodque conerà ip-
fum procedere vellent ipfi Cardinales, facis doluic, quod
cos a fé libere abìre pormi fiilet , fed animo eos ad fé re-
vocandi etiam de ipfa Urbe ad Civitarcm Tiburrin.^m
quafi in medio itinere inter Urbem , & Ananiam cello»
catsm , cv' fub fpe recreaàonis infra dies paucos pofrea
acceiììc, ubi ex tunc per quatuor nienfes , vel circa ft^tir.
Et inter haec di£li Cardinales in Anania tunc exi-
ftentes contea ipfum praeceptum huiufmodi inchoarunc ,
in quo eum Bartholomeum Barenfcm in Papatu intru-
fum ncminarunt, ipfumque ad certam diem citarunt,&
sinica conua eum attencariin: fub tuitione quondam Ho,«
I no-
MONUMENTI. 341
ìiofkti Cooiltis Fundorum , qui dì£tam Campanìam tunc <,
8c diu ante prò ea Romana Ecclelìa gubernabat .
Interim vero diftiis Dominus Otcho Princeps Ta«
rànti fentiens per famam hoc nefandum fcifma iam or»
tum, & ne tantum malum vires afTumeret in tota Chri-
ftianitate , quia erat vìr totus Catholicus , & etiam ipfì
Urbano valde compatiendo, cum decenti comitiva lu*
rifperitcrum , & Militum de Neapoli venir ad ipfum
Papam in Civìtatem Tiburtinam , cenando eum cumi
diftis Cardinalibus in amicitiam reponere , ac fecum or-
dinare, quod q. Maria Regina, & heres Regni Tri-
nacreae Confanguìneo filo ftrenuo viro luniori Marchio»
ni Mentis Ferrati, qui tunc cum co ttiorabatur , nuptui
traderetur prò bono flatu Trinacriae , & etiam Siciliao
Regnorum praefatorum , prouc de hoc partes ipfae , &
omnes Barones di£ti Regni Trinacriae iam fimul, ut fic
fierec, concordabant: Quorum tamen neutrum diftus Prin»
ceps potuic ab eodem Urbano finaliter obtinere: propo»
fuerat enim iam in mente fua di£bum Regnum Trina-
criae in Francifcum Praegnanum nepotulum fuum ex
frate genìtum tansferre ,
Videns igitur {pfe Princeps fé non proficere in
praemiflìs cum eodem Urbano , quia erat aliquaiiter lic-
teratus , quadam vice dolenter coram nonnuUis dicebat :
Pro certo Pater nofter non Urbanus , fed potius , ut ti-
meo, Turbanus dicetur, Se multis cric adverlìtatibus
involutus , & ruina multorum.
Quod audiens etiam tunc praefens q. ille Celebris
Doftor legu'm Dominus Nicolaus de Neapoli Reftor Pro^
vinciae in Gallia prò ipfo Domino Otthone Principe ,
& Ioanna Regina tunc temporis, accefllt ad eumdem
Urbanum , qui erat ei valde familiaris ante Papatum ,
rogans ipfum , ut omnino confiliis difti Principis acquJ-
efceret, qui nifi bonum ipfius, & concordiam Ecclefiae
Romanae quaereret : quem cum ipfe Urbanus etiam ob-
audiret, idem Dominus Nicofaus propterea ira commo-
tus , ad praefatos Cardinales infra panca tempora accef-
fit , ex tunc partem eorum publice fovendo , nec noi*
eis alfiftendo confiliis, & auxiliis oportnnis»
Diftus vero Dux Ottho licet multum de ipfius Ur-
bani duricia doleret , tamen patienCM sgens » & v*^®
Tomo XIV. y 3 fa-
342 MONUMENTI.
faciens Pontifici etiam ab eo receflit , ad quem poftea
non revertit, fed feniper tenuic, & publice dixic , quod
ipfe Urbanus edet verus Papa.
Verum poft liaec difta Domina Maria Regina, &
heres Trinacriae , proditoVie capca ad Regnum Arago-
nium addufta fuit .• Unde hóminum clades, deftruftiones
Terrarum , & innumerabìlia mala poftea fubfequuta fa-
erunt, atque ipfum Regnum ab obediencia ipfius Urbani
in tocum defecit , in qua ufque ad obitum eius , & ali-
quandiu poftea remanfit.
Demum cum di£ì:us Dominus Urbanus di'u laboraf-
fet, nec qu cquam profìceret circa redicum ipforum
Cardinalium ad eumdem in autumno circa fìnem menfis
Sepcembris Urbanus Romam rediic .• Et ipli Cardinales
undecim Uitramontani , 6c Galli in Civitare Fundana in ipfa
Campania fub defendone difti Comitis congregati , ad ipfos
tres Cardinales Icalos : videlicet Petrum Coriinum Floren-
tinum Cardinalem , & Epifcopum Porcuenfem ; Simonem
de Burfano ticuli SS. Ioannis , & PauU Mediolanenfis ;
& tacobum Ur(inum Romanum titulì S. Georgii in Ve-
labro, qui rune erant fimul in quodam Caftro difti Do-
mini lacubi Cardinalis; nam Francifcus de Tebaldefchis
Cardmalis tìtuli S Sabinae femper remanferat cum eo-
dem Urbano > deftinarunt Oratores fuos , & literas , fcri-
bentes ad eorum quemlibet feorfum , quòd fi venirent
ad ipfos, Summus Pontifex crearetur ; fed quod illud
fecrete quilibet eorum teneret , quae multum iuvari
fperarunt, cum fcirent di6tgs Icalos ambicionis vicio ìa-
borare, fimulque ipfos fio ds levi atcrahere pò fTe .
Qui tres itali praedi£ì:i ad diftam Civitatem Fun-
danam fublato more difpendio proferii fune ; & venien-
tp$ ad Confrates fuos , tunc ad f;ic'cndfim fchifma in
Uaiverfali Ecclefia realiter , nec non ad ^ligendum aiium
Pontificem congregacos cum illis fé coniunxerunt : ubi
Urbano icerum tamquam inrrufo , & Sedis Apoftolicae
ìnvafore damnaco , Conc'ave in eadem Civicate ad id
paratum prò creando alio novo Pontifice ingrefiì fune.
in quo duodecimo Caìendas 0£bobris, ideft vigei'ìma die
menfis Sep-embris in vigilia Sanfti Matthei in fchifmate
contra Urbanum Papam VI. eleg.'rant in Antipapam Ro-
b^rtum Gebtnaenfem Gallutn de taniiiia Comicum Ge«
ben-
MONUMENTI. 345
f3ennenflum Epifcopum Cameracenfem , SanSlne Romanae
Ecclellae Praesbicerum Cardinalem Bafilìcae Sanftorum
XII. Apoftolorum a Gregorio XI. Pontifice Maximo in
principio fui Pontificatus Cardinalem creatum, & mox
fub eodem Papa Sedis Apollolicae in Lombardia , Ro-
mandiola , & Marchia Anconitana Legaium .• qui Cle-
mens VII. appellatus eft , in quem praefati Cardinales
Ultramontani, abfentibus adliuc tribus Italis , unanimes
concordarunt, fcientes eum effe ambitiofum , & pluri-
bus indigentem, & fumptuofum , largae confcientiae ,
fed genere nobilem , multis & confanguineis , & affini-
bus nobilibus , & potentibus conftipatum *, Unde potefl:
intelligi 3 quod illa ele£l;io a Spiricu San£l;o , & puris
confcientiis non procederit .
Videntes autem ipfi tres Cardinales Itali fé talitec
delufos, indignanter a difta Civitate Fundorum recefTe-
runt , ac ad ipfum Caftrum , unde illuc venerane , re-
deuntes , in quo diu infimul fteterunt , «fque ad obitum
lacobi Uifini Cardinalis, & praedidi Caftri Domini , quod
Vicovarum dicitur, ubi anno fequenti 1379 decimaquar-
ta Septembris deceffit , & ibidem fepultus fuit .
Clemente igitur feptimo, ficut praefercur , elenio,
& in fchifmate conerà Urbanum VI. Antipapa exiftente ,
ab ipfo , & Cardinalibus eum fequentibus diffeminatae funt
per Orbem literae , hanc fuiffe , & effe Canonicam ele£tio-
nem , quia liberam ; non autem illam Urbani, utpote vioien»
tam , 8c coaftam; Unde coeptum eft fchifma pefllmum ,
ut duo diccrentur Capita in Eccleda Dei , fcilicet Ur>
banus , & Clemens.
Urbano vero , & Romano Pontifici adheferunt Italia ,
Alemania , & Ungheria : Clementi vero Francia, Hifpa-
nia , & Carhalonia : AfTerebanc namque obedientes Cle-
menti fuum effe verum Papam ex elezione eius Cano-
nica utpote libera, non coa£la ; ncc illam Urbani, metu
ac vi faftam: & ideo ipfum Antipapam, & eius fequa-
ces fchifmaticos , & excomunicatos.
E contrario obedientes Urbano, Clementem affirma»
bant Apoftaticum , non autem Apoftolicum; cum ele-
ftio iplìus Urbani fuerit Canonica. Et hoc protettati
fueruni Elcftores ipu, literis fuis per univerfum Or-
bem miills , & (ì fttiflVc illatus eis metws cadens in con-
ftan-
344 MONUMENTI»
•ftantem virum , quod falfum efTet, tamen quìa poftea fuB»
lata caufa metus , & data piena libertate reclamandi , nort
reclamarunc fed ratum , & gratum , ac voluntarium ha-
buerunt quod feceranc , cum per menfem poftea Urba*
num praediftum , uci verum Poncifìcem, Petri fuccefifo»
rem , & Chrifti Vicarium venerati funt , & idipfum Uni-
verfo Orbi Terrarum notum fecerunt : & ideo fchifma-
ticos , Se excomunicatos effe omnes Clementi feqtiaces ,
& obedientes : eofque Urbanus ipfe anarhemate notavit,
maìedixit, omnibufque titulis, dignitatibus , beneficiis.
Se Cardinalatu privavic.
Quod illi nihil facientes anno fequcnti cum fuo
Antipapa Avenionem profefti funt, totaque Refpublica
Chriftiana divifa fuit , aliis Urbano, aliis Clementi ad-
herentibus : Clemens enim, ut di^lum eft, a Gailis , Hi-
fpanis, & Scothis vcneratus eft. Italia vero, Germania,
Ungheria , & Anglia Urbani VI. veri Rom. Pontificia
partes funt fequuti.
Sed poflquam praefati Cardinales Galli cum fuo Papà
Clemente ad Civitatem Avinionenfem pervenerunt , di£ì:Ì
Cardinales Itali, duo Mediolanen, & Florentinus in ma-
gna perpiexitate diu extìterunt , & remanentes in Cam-
pania per aliquot menfes,ad eumdem Urbaniim timentes
illius auftoritatem nullatenus accedere praefumpferunt ,
quìnimo deliberaverunt poftremo ipfl quoque ad Avi-
nionem accedere, qui cum iter illuc facerent, prope
Uliciam Cardinalis Mediolanenfls morbo correptus obiitJ
Florentinus vero Avinionem perveftus ibi poli multos
annos dcceflìt .
Ab ipfo vero Urbano multi Praelati , 8c etiam offi-
cìales, potifllme Galli , & alii Curiales , qui tunc eranc
in Romana Curia pafHm recefTerunt ab eo , aliqui ad
propria, multi ad ipfum Cieméntem , eiufque Cardinales
accedentes : Ita quod ipfc Urbanus quali folus ^ uti Paf-
ier folitarius in te£ì:o quo ad Praclatos,& officiales Ro-
manaeCuriae vifus fic remanere -, exceptìs Curialibus Ale-
mannis , & aliquibus Anglicis, Bchemis, & Ungaris,
qui erant tunc in eadem Curia praefentes , cum aliijs
Clericis diverforum Regnorum , & Provinciarum ,& caufa
impetrandi beneficia Eccleiìaftica in illa novitate ad eam-
dem Curiam venerant ; & in ea Ut€S habebant , feu alia
do
MONUMENTI. 345
de caufa fé detinebanc .* qui omnes de ftatu iftorum duo-
rum Pontificum mukiplice dubitabant, unde murmuc
erat quotidie Inter ipfos Curiales maximum» quidnam
fafturi efTent ; & non folum in Romana Curia, fed &
per Univerfum Orbem Terrarum mulcae difputationes
faftae fune circa ìftam maleriam ; multi libelli editi prò
utriufqus partis defenlione , peritiflìmofque quoque vi-
ros in facr? Pagina, & in Iure Canonico habuit utraque
pars fua obedientia, quinimo etiam Religiofiflimos quo-
que viros, &: quod maius eft , etiam miraculis fulgente»
toto tempore ilio, quo duravic hoc fchifma, duravit au-
tem annis circiter(i) quadraginta , ufque ad Conciliuin
Conftantienfe , & eleftionem Martini quinti , qui fuic
in fine anni 1417. nec unquam quacftio illa decidi pò*
tuit tunc temporis, quin femper remaneret dubia apud
plurimos .
Videns autem diftus Urbanus fé tunc fine Cardi»
nallbus exifterc, diftofque Curiales partim de die ia
diem aufugere, partim de corum ftatu titubare, coepic
dolere, & quandoque me vidente flevit amare, & tunc
primum cognovit ^uia minus caute egiflet in principio
fui Regiminis , & quod propterea mala haec proveni-
rent . Ideo tunc quo ad Curiales remanentes in cadem
Curia fé humilem reddidit , plurefque eorumdem ad di-
verfa cfiìcia praediftae fuae Curiae tunc v^cantia prò-
movìt, & le valde gratum , adverfltate docente, erga
ipfos oftendit: Cumque cogitafTet pofTe forfiran rebus
fuis ir» maximo difcrimine conftitutis, ex promotione
plurium virorum dcftrina, 2c rerum experientia, gene-
rifque Nobilitare praeditorum ad Cardinalatus dignita-
tem facile confuli : fi tamen ipfi fic promoti dignitatem
acceptarent , fic fluftuante Ecclefia, & fub duabus obe-
dientiis exiftente, aufus eft huìufmodi remedium expe-
riri ; quafi una , & eadem die , videlicet quarto Celendas
Oitobris , quae fuit vigofima oftava Septembris Anni
Domini 1378. & fui Pcntificarus primo, Romae in Ba«
filica Sanftae Mariae in Tranftiberim fecit primam Car-
dinalium Ordinationem , in qua fimul, & femel crea-
vit xxix. Cardinales: iiij. videlicet Epifcopos, decem
& feptem Praesbiteros , &: 06I0 Diaconos > viros ex omni
(i) U$, cfntems.
34<5 MONUMENTI.
obedientia fua feleélos, graves prudentes , & erudltos.*
Nec eum ftfellic opinio i'ua •• omnes enim huiufmodi
dignitatem scceptaverunt > tam Romani, quarp ex aliis
Civitatibus . 6c Piovinciis credci; qui ad eumdcm Ur-
banum fubiìG accefrerunr : quorum Nomina , Cogno-
mina , Tuuli , 6: Patiiae dcfcribantur .
Guglielmus Patriarca Hierofolimitanus Epi-
fccpus Cardinalis Hoftienfis Decanus (i)
F. Tcmas de Fitignano Murinenfls Ordinis Minorum
Sanftt Francilci Minifter Generalis Epifcopus Car-
dinalis Tufculanus
Filippua de Eienconico(2) Ungharus Pacriarca Aquileicn.
EpifcopusCardinalis Sabin.
Francifcus Bucillus Praegnanus Neapolitanus Archiepi»
fcopus Pifanus Papae nepos , Epifcopus Cardinalis
Praeneftinus , \ icecanceiiarius .
Pilleus Pra£la (3) Frigiolanus Archiepifc. Ravennas Prae-
sbiter Card^nalis , Tituli S. Praxedis Archipresbicer
leannes Bohemus Archiepifcopus Pragenfis Praesbitec
Cardinalis tic. Balìiicae SS'. XII. Apoftolorum
Ioannes Archiepifcopus Corfienfis Praesbiter
Cardin« tir. S. Sabinae
Marinus de Amalphis Archiep. Tsrentinus Praesb. Cardia.
Camerarius S. R, Ecclefiae tit. S. Potentianae
Bartholomeus de Cocurno de Clavaro Archiepifcopus Ge-
nuenfis Praesbiter Cardinalis tic. Sanéii Laurentii
in Damsfo.
Demetrius Ungharus Archiepifcopus Strigonenfis Prae*
sbiter Card. tic. SS. Qaaruor Coronatorum
Ifac (4) de G« ntilibus Picenus Epifcopus Lucerinus Praesb.
Cardinalis tit. S. Sixti
Fratcr Fiiippus Gheora (5) Romanus de Rione Parionis
Ordinis Praedicatorum S. Dominici Epifcopus Tibur-
ti-
(i) V. le giunte, e note delPAldoini al Ciaconio F//.
FP S'Car^. t. 2. col. (J34.
(2) A!. Aleticonìco , o Alenfonio . V. decco , ivi .
(3) Cioè de Praia .
(4) Al. Lucas , Ivi col, 645;.
(5) Ai. Gezza . V. detto /. cit, coi. ^44.
MONUMENTI. 347
tìnus Maìor Poenìtentiarius S. R. Ecclefiae titilli
S. Sufannae r^ -r a
Poncellus Urfinus Domicellus Romanus Epifcopus Aver-
faniis Prcsbiter Cardinalis tic. S. Clementis
Valentinus Ungarus Epifcopus Quinque Ecclefiarum Prae-
sbicer Cardin. tit. S. Sabinae(i) ,
Eleazarus Epjfcopus (2) Reatinus Praesbiter Cardinalis tic,
Sanfti Marcelli
Adam Anglicus Londinenfis Praesbiter Cardinalis tir.
S. Ceciliae ,
Petrus Hifpanus Epifcopus Placentinus (3) Praesbiter Lard.
tic ^ r» • r
Filippus de Caraffis Neapolitanus Epifcopus Bononienfis
Praesbiter Cardinalis tit. S. Silveftri , & Martini in
Montibus « .- T» u
Andreas Bontempus Civis , & Epifcopus PerufmusPraesb.
Cardin. tit. SS. Petri , & MarcelUm ^
Frater Nicolaus Caracciolus Neapolitanus Ordinis Prae-
dicatorum Magifter {4) Generalis Praesb, Cardinalis
tit. S. Ciriaci in Termis
Fr. Ludovicus Donato Venetus Ordinis Minorum Santti
Francifci Minifter Generalis Praesbiter Cardin. cit.
S. Marci ^ * ti- -r
Guglielnius de Altavilla Capuanus eletlus Archieptrco-
pus Salernitanus Archidiaconus Cardinalis tit. J>. Ma-
rie in Cofmedin
Agapitus de Columna Domicellus Romanus Diaconus
Cardinalis tit. S. Mariae in Via Lata (5)
Stephanus de Columna Domicellus Romanus Diiconus
Cardinalis tit. S. Mariae in Aquiro (5)
Ludovicus de Capua Neapolitanus Diaconus Cardinalis
tic. S. Mariae Novae
Gentilis de Comitibus de Sangi;o Neapolitanus Diaconus
Cardinalis tit. S. Adriani
Sec-
co MS. S.Balhinae. V.lcìt. col6si.
(2) Al. Theatinus , e tit. S. Ealbinae . Ivi col. ^47-
(3) Al. Vallentinus . Ivi col. 649.
(4) Al. Inquijìtor . Ivi col. 641.
(5) Al. Presbyter Card. tit. S. Prifcae . Ivi «/. 6^0.
(6) Al. S. Euftachii . Ivi col 543»
34^ ' MONUMENTI.
Stefanus Sanfevetinus Neapoletanus D.'conus Cardinalis
tit
Galeottus de Petramala Tufcus Diaconus Cardinalis tit*
Sanft^e Agatae
Thomas Urfinus Domicellus Romanus Diaconus Cardin.
tic. S. Mariae in Dominica .
Fecit Se alias ordinationes , & promotiones Cardi-
nalium , quas.videre licec in libro Pontificum , & Car-
dinaliam edito per Reverendum Patrem Fratrem Honu-
phcium Panvinium . Ex quibus Cardinalibus Urbanus de*
fnnavit unum in Alemaniam ad inducendam nationem
iiUm ad eius dev-otionem,& obedientiam .
Fecit, & maltìplicavit ipfe quoque Clemens Anti-
papa Cardinales fuos e diverlls partibus novos aflumens >
Cum autem unus eorum Avinione fermocinaretur publi-
ce contra Urbanum Sextum verum Papam , & conaretur
probare eum non effe verum Papam , fubita morte ex-
tinftus eft, quad diceretur fadliim in vindiftam fuae
Calfae probationis ,
Quae vero gefta fuerint hinc inde in hoc fchifma-
Ce, ultra ea quae fpeftant ad Conclavia , & Creationes
Pontificis, de quibus hic tantum fcribitur , legendus eft
Platina , & Divnm Antoninum Archiepifcopum Florenti-
num in Cronaca fua par 3. tit. 22. cap. 2. fol. io5. Se
fequentibus : fed plenius , & certius per Theodorum
Nemienfem Germanum , qui tempore Urbani vixir ,
cìufque a feeretis fuit , Se Referendarius , Si fcripfiti li*
bruni de hoc fchifmate longiilimo &c. (i)
{1} „ Tutto queflro , che fegue dopo la ferie de*CardìnaII,
„ e forfè ancora quel, che fi dice fopra della dura»
,, zione dello Scifma , pare , debba crederfi inferito > o
»* aggiunto da altra mano più moderna, fé veramenct
p, l'Autore è contemporaneo , come egli fi dicci
FINS DEL TOMO XIY.
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